4. LA PROPAGANDA (219-224)
219. Si deve tenere in grandissimo conto la propaganda, affinché l'apostolato dell'edizione consegua il suo fine e acquisti stabilità.
220. Affinché la parola di Dio possa arrivare alle anime in conveniente quantità e frequenza, le edizioni si possono diffondere in varie forme; ad esempio: con il catalogo, annunci, giornali, con centri di diffusione, con la propaganda fatta alle case, con esposizioni, servendosi anche, secondo la convenienza, dell'opera dei cooperatori.
221. Nel lavoro di diffusione si distinguano con diligenza i ministeri propri della religione, dagli altri che si confanno più ai laici, affinché si possano stabilire certe norme di procedimento secondo le circostanze.
222. Ogni edizione o tratti espressamente delle cose di fede, di morale e di culto, o si ispiri ad esse, o almeno contenga qualche cosa utile alla salute.
223. Per la propaganda da farsi nelle case, si osservino con diligenza le regole della prudenza e si usino cautele per allontanare ogni pregiudizio; benché il ministero appartenga al nostro apostolato, è necessario che ciascuno attenda soprattutto a se stesso, e su ciò i Superiori vigilino in modo speciale.
224. Nelle nostre case una parte sia riservata al centro di diffusione, e sia di facile accesso ai fedeli e presenti soprattutto carattere religioso; e si apra in ore convenienti affinché non porti detrimento alla regola della vita comune.
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