XX.
VIOLENZE
Altri delitti sono attentati
contro la persona, altri contro le sostanze. I primi debbono infallibilmente
esser puniti con pene corporali: né il grande né il ricco debbono poter mettere
a prezzo gli attentati contro il debole ed il povero; altrimenti le ricchezze,
che sotto la tutela delle leggi sono il premio dell'industria, diventano
l'alimento della tirannia. Non vi è libertà ogni qual volta le leggi permettono
che in alcuni eventi l'uomo cessi di esser persona e diventi cosa:
vedrete allora l'industria del potente tutta rivolta a far sortire dalla folla
delle combinazioni civili quelle che la legge gli dà in suo favore. Questa
scoperta è il magico segreto che cangia i cittadini in animali di servigio, che
in mano del forte è la catena con cui lega le azioni degl'incauti e dei deboli.
Questa è la ragione per cui in alcuni governi, che hanno tutta l'apparenza di
libertà, la tirannia sta nascosta o s'introduce non prevista in qualche angolo
negletto dal legislatore, in cui insensibilmente prende forza e s'ingrandisce.
Gli uomini mettono per lo più gli argini più sodi all'aperta tirannia, ma non
veggono l'insetto impercettibile che gli rode ed apre una tanto più sicura
quanto più occulta strada al fiume inondatore.
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