SCENA X
Messer Bartolomeo, Marta, Mochione
BARTOLOMEO
O misero, sfortunato e desolato me...
MARTA Ahi lassa, che lamenti son questi?
BARTOLOMEO ... Oimè, sì, questo è cossì: io ho perso
peggio che l'oglio et il sonno. Dimmi, poltroncello, t'ha egli detto cossì a
punto? guarda bene.
MOCHIONE Signor sì; dice: «Alla fine io non ho di
questa polvere, e non so si se ne ritrova», e che la li fu data da messer
Cencio, e dice che lui non sa che cosa sii il pulvis Christi.
BARTOLOMEO - O sconfitto Bartolomeo!
MARTA - Iesus, santa Maria di Piedigrotta,
vergine Maria del rosario, nostra Donna di Monte, santa Maria Appareta,
advocata nostra di Scafata! Alleluia, alleluia, ogni male fuia. Per san Cosmo e
Giuliano, ogni male fia lontano. Male male, sfiglia sfiglia, và lontano mille
miglia. Che cosa avete, Bartolomeo mio?
BARTOLOMEO E tu sei cqua a questa ora, alla mal'ora? và
col tuo diavolo in casa, ch'io voglio andar a risolvermi, si me debbo venir ad
apiccar o non. Andiamo, Mochione, ad ritrovar costui: lo hai lasciato in
bottega?
MOCHIONE Signor sì. Il camin più più corto è questo.
MARTA Amara me: voglio tornar in casa ad aspettar la
nova. Temo di esser stata esaudita mal per me: io non ho core di dire quel che
penso. Salve, regina, guardane da ruina. Giesu auto et transi per
medio milloro mibatte. - Costui che mi vien dietro cossì pian piano, certo
deve essere qualche spia di marioli: è bene ch'io m'affretti.
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