SCENA II
Messer Bonifacio, messer Bartolomeo, Lucia
BONIFACIO
- Olà messer Bartolomeo, ascolta due paroli: dove in fretta? mi fuggi, ah?
BARTOLOMEO - Adio, adio, messer pocopensiero: ho assai meglio
da far, che di cianciar co gli vostri amori.
BONIFACIO - Ah! ah! ah! andate dumque procuriate per
quell'altra vostra, che vi fa morire.
LUCIA - Che motteggiamenti son questi vostri? sa egli
che siete inamorato?
BONIFACIO - Sa il mal-an-che-Dio-li-dia:
è per che mi vede conversar con voi. Or al fatto nostro: che cosa dice la mia
dolcissima signora Vittoria?
LUCIA - La povera signora, per necessità nella quale si
trova, have impegnato un diamante e quel suo bel smeraldo.
BONIFACIO - O diavolo, oh che fortuna!
LUCIA - Credo che li sarebbe cosa gratissima, si gli le
facessivo ricuperare: non stanno per più che per diece scudi.
BONIFACIO - Basta basta: farò farò.
LUCIA - Il presto è il meglio.
BONIFACIO - Oh! oh! perdonami, Lucia, a rivederci; non
posso darvi risoluzione alcuna adesso: ecco un mio amico col quale ho da
negociar cose d'importanza. A dio, a dio.
LUCIA - A dio.
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