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Giovan Battista Marino
Rime amorose

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  • 39. Questi, ch'ha in sé d'ogni bellezza il fiore
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39. Questi, ch'ha in sé d'ogni bellezza il fiore

Loda un picciolo figliuolo d'un prencipe, chiamato Ascanio

 

     Questi, ch'ha in sé d'ogni bellezza il fiore,
cui Giacinto et Adon cede e Narciso,
cela (chi 'l crederia?) sotto il bel viso,
novello ASCANIO, insidioso Amore.
     O di quai piaghe, o di che dolce ardore,
or d'un bel guardo armato, or d'un bel riso,
perché resti altri acceso, et altri ucciso,
lusingando la vista, offende il core.
     Mansueto guerriero, ha gli occhi e 'l ciglio
per faci et arco, e quindi or fiamma, or strale
porta a l'anime altrui mortal periglio.
     E ben agli anni, agli atti, al volto eguale,
Venere stessa il crederia suo figlio
se fusse ignudo, e 'l vel portasse, e l'ale.




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