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Giovan Battista Marino
Rime amorose

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  • 55. Qualor di vagheggiar desio mi spinge
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55. Qualor di vagheggiar desio mi spinge

Al pensiero in una lontananza, con altri quattro seguenti

 

     Qualor di vagheggiar desio mi spinge
quella ch'ha di mia vita eterno impero,
Amor nel vago e cupido pensiero
quasi visibilmente a me la finge.
     E 'l sembiante gentil forma e dipinge
con sì vivi color, sì pari al vero,
che lunge il cor dal caro obietto altero
pur come presso, a sospirar costringe.
     Ei novo Zeusi, a l'oriente tolto
l'oro, l'ostro a l'Aurora, i raggi al sole,
il bel crin ne figura, e gli occhi, e 'l volto.
     Ma poiché le dolcissime parole
l'alma non ode, - Ahi (dice) il pensier stolto
schernir anch'egli e tormentar mi vole? -




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