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Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal
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Di sera, guardando il fiume
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Di
sera
,
guardando
il
fiume
Man
mano
che la
familiarità
cresceva
per la
considerazione
e la
benevolenza
che mi
dimostrava
il
padron
di
casa
,
cresceva
anche per me la
difficoltà
del
trattare
, il
segreto
impaccio
che già avevo
provato
e che
spesso
ora
diventava
acuto
come un
rimorso
, nel
vedermi
lì
,
intruso
in quella
famiglia
, con un
nome
falso
, coi
lineamenti
alterati
, con una
esistenza
fittizia
e quasi
inconsistente
. E mi
proponevo
di
trarmi
in
disparte
quanto più mi
fosse
possibile
,
ricordando
di
continuo
a me stesso che non
dovevo
accostarmi
troppo alla
vita
altrui, che
dovevo
sfuggire
ogni
intimità
e
contentarmi
di
vivere
così
fuor
fuori.
-
Libero
! -
dicevo
ancora; ma già
cominciavo
a
penetrare
il
senso
e a
misurare
i
confini
di questa mia
libertà
.
Ecco: essa, per
esempio
, voleva
dire
starmene
lì
, di
sera
,
affacciato
a una
finestra
, a
guardare
il
fiume
che
fluiva
nero
e
silente
tra gli
argini
nuovi
e sotto i
ponti
che vi
riflettevano
i
lumi
dei loro
fanali
,
tremolanti
come
serpentelli
di
fuoco
;
seguire
con la
fantasia
il
corso
di quelle
acque
, dalla
remota
fonte
apennina
,
via
per tante
campagne
,
ora
attraverso la
città
, poi per la
campagna
di
nuovo
,
fino
alla
foce
;
fingermi
col
pensiero
il
mare
tenebroso
e
palpitante
in cui quelle
acque
, dopo tanta
corsa
,
andavano
a
perdersi
, e
aprire
di
tratto
in
tratto
la
bocca
a uno
sbadiglio
.
-
Libertà
...
libertà
... -
mormoravo
. - Ma
pure
, non sarebbe lo stesso anche altrove?
Vedevo
qualche
sera
nel
terrazzino
lì
accanto la
mammina
di
casa
in
veste
da
camera
,
intenta
a
innaffiare
i
vasi
di
fiori
. " Ecco la
vita
! "
pensavo
. E
seguivo
con gli
occhi
la
dolce
fanciulla
in quella sua
cura
gentile
,
aspettando
di
punto
in
punto
che ella
levasse
lo
sguardo
verso la mia
finestra
. Ma
invano
.
Sapeva
che stavo
lì
; ma, quand'
era
sola
,
fingeva
di non
accorgersene
. Perché?
effetto
di
timidezza
soltanto
, quel
ritegno
, o forse me ne voleva ancora, in
segreto
, la
cara
mammina
, della poca
considerazione
ch'io
crudelmente
mi
ostinavo
a
dimostrarle
?
Ecco, ella
ora
,
posato
l'
annaffiatojo
, si
appoggiava
al
parapetto
del
terrazzino
e si
metteva
a
guardare
il
fiume
anche lei, forse per
darmi
a
vedere
che non si
curava
né
punto
né poco di me, poiché aveva per proprio
conto
pensieri
ben
gravi
da
meditare
, in quell'
atteggiamento
, e
bisogno
di
solitudine
.
Sorridevo
tra me, così
pensando
; ma poi,
vedendola
andar
via
dal
terrazzino
,
riflettevo
che quel mio
giudizio
poteva anche
essere
errato
,
frutto
del
dispetto
istintivo
che ciascuno
prova
nel
vedersi
non
curato
; e: " Perché, del
resto
, " mi
domandavo
, "
dovrebbe
ella
curarsi
di me,
rivolgermi
, senza
bisogno
, la
parola
? Io qui
rappresento
la
disgrazia
della sua
vita
, la
follia
di suo
padre
;
rappresento
forse un'
umiliazione
per lei. Forse ella
rimpiange
ancora il
tempo
che suo
padre
era
in
servizio
e non aveva
bisogno
d'
affittar
camere
e d'avere
estranei
per
casa
. E poi un
estraneo
come me! Io le faccio forse
paura
,
povera
bambina
, con quest'
occhio
e con questi
occhiali
... ".
Il
rumore
di qualche
vettura
sul
prossimo
ponte
di
legno
mi
scoteva
da quelle
riflessioni
;
sbuffavo
, mi
ritraevo
dalla
finestra
;
guardavo
il
letto
,
guardavo
i
libri
,
restavo
un po'
perplesso
tra questi e quello,
scrollavo
infine
le
spalle
,
davo
di
piglio
al
cappellaccio
e
uscivo
,
sperando
di
liberarmi
, fuori, da quella
noja
smaniosa
.
Andavo
,
secondo
l'
ispirazione
del
momento
, o nelle
vie
più
popolate
o in
luoghi
solitarii
.
Ricordo
, una
notte
, in
piazza
San
Pietro
, l'
impressione
di
sogno
, d'un
sogno
quasi
lontano
, ch'io m'ebbi da quel
mondo
secolare
,
racchiuso
lì
tra le
braccia
del
portico
maestoso
, nel
silenzio
che
pareva
accresciuto
dal
continuo
fragore
delle due
fontane
. M'
accostai
a una di esse, e allora quell'
acqua
soltanto
mi
sembrò
viva
,
lì
, e tutto il
resto
quasi
spettrale
e
profondamente
malinconico
nella
silenziosa
,
immota
solennità
.
Ritornando
per
via
Borgo
Nuovo
, m'
imbattei
a un certo
punto
in un
ubriaco
, il quale,
passandomi
accanto e
vedendomi
cogitabondo
, si
chinò
,
sporse
un po' il
capo
, a
guardarmi
in
volto
da sotto in
sù
, e mi
disse
,
scotendomi
leggermente
il
braccio
:
-
Allegro
!
Mi
fermai
di
botto
,
sorpreso
, a
squadrarlo
da
capo
a
piedi
.
-
Allegro
! -
ripeté
,
accompagnando
l'
esortazione
con un
gesto
della
mano
che
significava
: " Che fai? che
pensi
? non ti
curar
di nulla! ".
E s'
allontanò
,
cempennante
,
reggendosi
con una
mano
al
muro
.
A quell'
ora
, per quella
via
deserta
,
lì
vicino al gran
tempio
e coi
pensieri
ancora in
mente
, ch'esso mi aveva
suscitati
, l'
apparizione
di questo
ubriaco
e il suo
strano
consiglio
amorevole
e
filosoficamente
pietoso
, m'
intronarono
:
restai
non
so
per quanto
tempo
a
seguir
con gli
occhi
quell'
uomo
, poi
sentii
quel mio
sbalordimento
rompersi
, quasi, in una
folle
risata
.
"
Allegro
! Si,
caro
. Ma io non posso
andare
in una
taverna
come te, a
cercar
l'
allegria
, che tu mi
consigli
, in
fondo
a un
bicchiere
. Non ce la
saprei
trovare
io
lì
,
purtroppo
! Ne
so
trovarla
altrove! Io
vado
al
caffè
, mio
caro
, tra
gente
per
bene
, che
fuma
e
ciarla
di
politica
.
Allegri
tutti, anzi
felici
, noi potremmo
essere
a un
sol
patto
,
secondo
un
avvocatino
imperialista
che
frequenta
il mio
caffè
: a
patto
d'esser
governati
da un buon
re
assoluto
. Tu non le
sai
,
povero
ubriaco
filosofo
, queste
cose
; non ti
passano
neppure per la
mente
. Ma la
causa
vera
di tutti i nostri
mali
, di questa
tristezza
nostra,
sai
qual è? La
democrazia
, mio
caro
, la
democrazia
, cioè il
governo
della
maggioranza
. Perché, quando il
potere
è in
mano
d'uno solo, quest'uno
sa
d'esser uno e di
dover
contentare
molti; ma quando i molti
governano
,
pensano
soltanto
a
contentar
se stessi, e si ha allora la
tirannia
più
balorda
e più
odiosa
: la
tirannia
mascherata
da
libertà
. Ma
sicuramente
! Oh perché
credi
che
soffra
io? Io
soffro
appunto
per questa
tirannia
mascherata
da
libertà
...
Torniamo
a
casa
! "
Ma quella
era
la
notte
degl'
incontri
.
Passando
, poco dopo, per
Tordinona
quasi al
bujo
,
intesi
un
forte
grido
, tra altri
soffocati
, in uno dei
vicoli
che
sbucano
in questa
via
.
Improvvisamente
mi
vidi
precipitare
innanzi un
groviglio
di
rissanti
. Eran quattro
miserabili
,
armati
di
nodosi
bastoni
,
addosso
a una
donna
da
trivio
.
Accenno
a quest'
avventura
, non per farmi
bello
d'un
atto
di
coraggio
, ma per
dire
anzi della
paura
che
provai
per le
conseguenze
di esso. Erano quattro quei
mascalzoni
, ma avevo anch'io un buon
bastone
ferrato
. E
vero
che due di essi mi s'
avventarono
contro anche coi
coltelli
. Mi
difesi
alla
meglio
, facendo il
mulinello
e
saltando
a
tempo
in qua e in
là
per non farmi
prendere
in
mezzo
;
riuscii
alla
fine
ad
appoggiar
sul
capo
al più
accanito
un
colpo
bene
assestato
, col
pomo
di
ferro
: lo
vidi
vacillare
, poi
prender
la
corsa
; gli altri tre allora, forse
temendo
che qualcuno stesse
ormai
per
accorrere
agli
strilli
della
donna
, lo
seguirono
. Non
so
come, mi
trovai
ferito
alla
fronte
.
Gridai
alla
donna
, che non
smetteva
ancora di
chiamare
ajuto
, che si stesse
zitta
; ma ella,
vedendomi
con la
faccia
rigata
di
sangue
, non
seppe
frenarsi
e,
piangendo
, tutta
scarmigliata
, voleva
soccorrermi
,
fasciarmi
col
fazzoletto
di
seta
che
portava
sul
seno
,
stracciato
nella
rissa
.
- No, no,
grazie
, - le
dissi
,
schermendomi
con
ribrezzo
. -
Basta
... Non è nulla!
Va'
,
va'
subito... Non ti far
vedere
.
E mi
recai
alla
fontanella
, che è sotto la
rampa
del
ponte
lì
vicino, per
bagnarmi
la
fronte
. Ma, mentr'ero
lì
, ecco due
guardie
affannate
, che vollero
sapere
che cosa
fosse
accaduto
. Subito, la
donna
, che
era
di
Napoli
,
prese
a
narrare
il "
guajo
che aveva
passato
" con me,
profondendo
le
frasi
più
affettuose
e
ammirative
del suo
repertorio
dialettale
al mio
indirizzo
. Ci volle del
bello
e del
buono
, per
liberarmi
di quei due
zelanti
questurini
, che volevano
assolutamente
condurmi
con loro, perché
denunziassi
il
fatto
.
Bravo
! Non ci sarebbe
mancato
altro! Aver da fare con la
questura
,
adesso
!
comparire
il
giorno
dopo nella
cronaca
dei
giornali
come un quasi
eroe
, io che me ne
dovevo
star
zitto
, in
ombra
,
ignorato
da tutti...
Eroe
, ecco,
eroe
non potevo più
essere
davvero
. Se non a
patto
di
morirci
... Ma se ero già
morto
!
- E
vedovo
lei,
scusi
,
signor
Meis
?
Questa
domanda
mi fu
rivolta
a
bruciapelo
, una
sera
, dalla
signorina
Caporale
nel
terrazzino
, dove ella si
trovava
con
Adriana
e dove mi avevano
invitato
a
passare
un po' di
tempo
in loro
compagnia
.
Restai
male
,
lì
per
lì
;
risposi
:
- Io no; perché?
- Perché lei col
pollice
si
stropiccia
sempre l'
anulare
, come chi
voglia
far
girare
un
anello
attorno
al
dito
.
Cosi
... E
vero
,
Adriana
?
Ma
guarda
un po'
fin
dove
vanno
a
cacciarsi
gli
occhi
delle
donne
, o
meglio
, di certe
donne
, poiché
Adriana
dichiarò
di non
essersene
mai
accorta
.
- Non ci avrai
fatto
attenzione
! -
esclamò
la
Caporale
.
Dovetti
riconoscere
che, per quanto neanche io vi avessi
fatto
mai
attenzione
, poteva
darsi
che avessi quel
vezzo
.
- Ho
tenuto
difatti, - mi
vidi
costretto
ad
aggiungere
, - per molto
tempo
, qui, un
anellino
, che poi ho
dovuto
far
tagliare
da un
orefice
, perché mi
serrava
troppo il
dito
e mi faceva
male
.
-
Povero
anellino
! -
gemette
allora,
storcignandosi
, la
quarantenne
, in
vena
quella
sera
di
lezii
infantili
. - Tanto
stretto
le stava? Non voleva
uscirle
più dal
dito
? Sarà
stato
forse il
ricordo
d'un...
-
Silvia
! - la
interruppe
la
piccola
Adriana
, in
tono
di
rimprovero
.
- Che
male
c'
è? -
riprese
quella. - Volevo
dire
d'un
primo
amore
...
Sù
, ci
dica
qualche cosa,
signor
Meis
.
Possibile
, che lei non
debba
parlar
mai?
- Ecco, -
dissi
io, -
pensavo
alla
conseguenza
che lei ha
tratto
dal mio
vezzo
di
stropicciarmi
il
dito
.
Conseguenza
arbitraria
,
cara
signorina
. Perché i
vedovi
, ch'io mi
sappia
, non
sogliono
levarsi
l'
anellino
di
fede
.
Pesa
, se mai, la
moglie
, non l'
anellino
, quando la
moglie
non
c'
è più. Anzi, come ai
veterani
piace
fregiarsi
delle loro
medaglie
, così al
vedovo
,
credo
,
portar
l'
anellino
.
- Eh sì! -
esclamò
la
Caporale
. - Lei
storna
abilmente
il
discorso
.
- Come! Se voglio anzi
approfondirlo
!
- Che
approfondire
! Non
approfondisco
mai nulla, io. Ho avuto questa
impressione
, e
basta
.
- Che
fossi
vedovo
?
-
Sissignore
. Non
pare
anche a te,
Adriana
, che ne abbia l'
aria
, il
signor
Meis
?
Adriana
si
provò
ad
alzar
gli
occhi
su me, ma li
riabbassò
subito, non
sapendo
-
timida
com'
era
-
sostenere
lo
sguardo
altrui;
sorrise
lievemente
del suo
solito
sorriso
dolce
e
mesto
, e
disse
:
- Che vuoi che
sappia
io dell'
aria
dei
vedovi
? Sei
curiosa
!
Un
pensiero
, un'
immagine
dovette
balenarle
in quel
punto
alla
mente
; si
turbò
, e si
volse
a
guardare
il
fiume
sottostante
. Certo quell'altra
comprese
, perché
sospirò
e si
volse
anche lei a
guardare
il
fiume
.
Un
quarto
,
invisibile
,
era
venuto
evidentemente
a
cacciarsi
tra noi.
Compresi
alla
fine
anch'io,
guardando
la
veste
da
camera
di
mezzo
lutto
di
Adriana
, e
argomentai
che
Terenzio
Papiano
, il
cognato
che si
trovava
ancora a
Napoli
, non
doveva
aver l'
aria
del
vedovo
compunto
, e che, per
conseguenza
, quest'
aria
,
secondo
la
signorina
Caporale
, la avevo io.
Confesso
che
provai
gusto
che quella
conversazione
finisse
così
male
. Il
dolore
cagionato
ad
Adriana
col
ricordo
della
sorella
morta
e di
Papiano
vedovo
,
era
infatti per la
Caporale
il
castigo
della sua
indiscrezione
.
Se non che, volendo esser
giusti
, questa che
pareva
a me
indiscrezione
, non
era
in
fondo
naturale
curiosità
scusabilissima
, in quanto che per
forza
doveva
nascere
da quella
specie
di
silenzio
strano
che
era
attorno
alla mia
persona
? E giacché la
solitudine
mi
riusciva
ormai
insopportabile
e non
sapevo
resistere
alla
tentazione
d'
accostarmi
a gli altri,
bisognava
pure
che alle
domande
di questi altri, i quali avevano
bene
il
diritto
di
sapere
con chi avessero da fare, io
soddisfacessi
,
rassegnato
, nel
miglior
modo
possibile
, cioè
mentendo
,
inventando
: non
c'
era
via
di
mezzo
! La
colpa
non
era
degli altri,
era
mia;
adesso
l'avrei
aggravata
, è
vero
, con la
menzogna
; ma se non volevo, se ci
soffrivo
,
dovevo
andar
via
,
riprendere
il mio
vagabondaggio
chiuso
e
solitario
.
Notavo
che
Adriana
stessa, la quale non mi
rivolgeva
mai alcuna
domanda
men
che
discreta
, stava
pure
tutta
orecchi
ad
ascoltare
ciò che
rispondevo
a quelle della
Caporale
, che, per
dir
la
verità
,
andavano
spesso
un po' troppo oltre i
limiti
della
curiosità
naturale
e
scusabile
.
Una
sera
, per
esempio
,
lì
nel
terrazzino
, ove
ora
solitamente
ci
riunivamo
quand'io
tornavo
da
cena
, mi
domandò
,
ridendo
e
schermendosi
da
Adriana
che le
gridava
eccitatissima
: - No,
Silvia
, te lo
proibisco
! Non t'
arrischiare
! - mi
domandò
:
-
Scusi
,
signor
Meis
,
Adriana
vuol
sapere
perché lei non si fa
crescere
almeno i
baffi
...
- Non è
vero
! -
gridò
Adriana
. - Non ci
creda
,
signor
Meis
! E stata lei, invece... Io...
Scoppiò
in
lagrime
,
improvvisamente
, la
cara
mammina
. Subito la
Caporale
cercò
di
confortarla
,
dicendole
:
- Ma no,
via
! che
c'
entra
! che
c'
è di
male
?
Adriana
la
respinse
con un
gomito
:
-
C'
è di
male
che tu hai
mentito
, e mi fai
rabbia
!
Parlavamo
degli
attori
di
teatro
che sono tutti... così, e allora tu hai
detto
: " Come il
signor
Meis
! Chi
sa
perché non si fa
crescere
almeno i
baffi
?... ", e io ho
ripetuto
: " Già, chi
sa
perché... ".
- Ebbene, -
riprese
la
Caporale
, - chi dice " Chi
sa
perché... ", vuol
dire
che vuol
saperlo
!
- Ma l'hai
detto
prima tu! -
protestò
Adriana
, al
colmo
della
stizza
.
- Posso
rispondere
? -
domandai
io per
rimetter
la
calma
.
- No,
scusi
,
signor
Meis
:
buona
sera
! -
disse
Adriana
, e si
alzò
per
andar
via
Ma la
Caporale
la
trattenne
per un
braccio
:
- Eh
via
, come sei
sciocchina
! Si fa per
ridere
... Il
signor
Adriano
è tanto
buono
, che ci
compatisce
. Non è
vero
,
signor
Adriano
? Glielo
dica
lei... per che non si fa
crescere
almeno i
baffi
.
Questa
volta
Adriana
rise
, con gli
occhi
ancora
lagrimosi
.
- Perché
c'
è sotto un
mistero
, -
risposi
io allora
alterando
burlescamente
la
voce
. - Sono
congiurato
!
- Non ci
crediamo
! -
esclamò
la
Caporale
con lo stesso
tono
; ma poi
soggiunse
: - Però,
senta
: che è un
sornione
non si può
mettere
in
dubbio
. Che cosa è
andato
a fare, per
esempio
,
oggi
dopopranzo
alla
Posta
?
- Io alla
Posta
?
-
Sissignore
. Lo
nega
? L'ho
visto
con gli
occhi
miei. Verso le quattro...
Passavo
per
piazza
San
Silvestro
...
- Si sarà
ingannata
,
signorina
: non ero io.
- Già, già, - fece la
Caporale
,
incredula
. -
Corrispondenza
segreta
... Perché, è
vero
,
Adriana
?, non
riceve
mai
lettere
in
casa
questo
signore
. Me l'ha
detto
la
donna
di
servizio
,
badiamo
!
Adriana
s'
agitò
,
seccata
, su la
seggiola
.
- Non le
dia
retta
, - mi
disse
,
rivolgendomi
un
rapido
sguardo
dolente
e quasi
carezzevole
.
- Né in
casa
, né
ferme
in
posta
! -
risposi
io. - E
vero
purtroppo
! Nessuno mi
scrive
,
signorina
, per la
semplice
ragione
che non ho più nessuno che mi possa
scrivere
.
- Nemmeno un
amico
?
Possibile
? Nessuno?
- Nessuno. Siamo io e l'
ombra
mia, su la
terra
. Me la son
portata
a
spasso
, quest'
ombra
, di qua e di
là
continuamente
, e non mi son mai
fermato
tanto,
finora
, in un
luogo
, da
potervi
contrarre
un'
amicizia
duratura
.
-
Beato
lei, -
esclamò
la
Caporale
,
sospirando
, - che ha potuto
viaggiare
tutta la
vita
! Ci
parli
almeno de' suoi
viaggi
,
via
, se non vuol
parlarci
d'altro.
A poco a poco,
superati
gli
scogli
delle
prime
domande
imbarazzanti
,
scansandone
alcuni coi
remi
della
menzogna
, che mi
servivan
da
leva
e da
puntello
,
aggrappandomi
, quasi con tutte e due le
mani
, a quelli che mi
stringevano
più da presso, per
girarli
pian
piano
,
prudentemente
, la
barchetta
della mia
finzione
poté alla
fine
filare
al
largo
e
issar
la
vela
della
fantasia
.
E
ora
io, dopo un
anno
e più di
forzato
silenzio
,
provavo
un gran
piacere
a
parlare
, a
parlare
, ogni
sera
,
lì
nel
terrazzino
, di quel che avevo
veduto
, delle
osservazioni
fatte, degli
incidenti
che mi erano
occorsi
qua e
là
.
Meravigliavo
io stesso d'avere
accolto
,
viaggiando
, tante
impressioni
, che il
silenzio
aveva quasi
sepolte
in me, e che
ora
,
parlando
,
risuscitavano
, mi
balzavan
vive
dalle
labbra
. Quest'
intima
meraviglia
coloriva
straordinariamente
la mia
narrazione
; dal
piacere
poi che le due
donne
,
ascoltando
,
dimostravano
di
provarne
, mi
nasceva
a
mano
a
mano
il
rimpianto
d'un
bene
che non avevo allora
realmente
goduto
; e anche di questo
rimpianto
s'
insaporava
ora
la mia
narrazione
.
Dopo alcune
sere
, l'
atteggiamento
, il
tratto
della
signorina
Caporale
erano
radicalmente
mutati
a mio
riguardo
. Gli
occhi
dolenti
le si
appesantirono
d'un
languore
così
intenso
, che
richiamavan
più che mai l'
immagine
del
contrappeso
di
piombo
interno
, e più che mai
buffo
apparve
il
contrasto
fra essi e la
faccia
da
maschera
carnevalesca
. Non
c'
era
dubbio
: s'
era
innamorata
di me la
signorina
Caporale
!
Dalla
sorpresa
ridicolissima
che ne
provai
, m'
accorsi
intanto che io, in tutte quelle
sere
, non avevo
parlato
affatto per lei, ma per quell'altra che se n'
era
stata sempre
taciturna
ad
ascoltare
.
Evidentemente
però quest'altra aveva anche
sentito
ch'io
parlavo
per lei
sola
, giacché subito tra noi si
stabilì
come una
tacita
intesa
di
pigliarci
a
godere
insieme
il
comico
e
impreveduto
effetto
de' miei
discorsi
sulle
sensibilissime
corde
sentimentali
della
quarantenne
maestra
di
pianoforte
.
Ma, con questa
scoperta
, nessun
pensiero
men
che
puro
entrò
in me per
Adriana
: quella sua
candida
bontà
soffusa
di
mestizia
non poteva
ispirarne
;
provavo
però tanta
letizia
di quella prima
confidenza
quale e quanta la
delicata
timidezza
poteva
consentirgliene
.
Era
un
fuggevole
sguardo
, come il
lampo
d una
grazia
dolcissima
;
era
un
sorriso
di
commiserazione
per la
ridicola
lusinga
di quella
povera
donna
;
era
qualche
benevolo
richiamo
ch'ella mi
accennava
con gli
occhi
e con un
lieve
movimento
del
capo
, se io
eccedevo
un po', per il nostro
spasso
segreto
, nel
dar
filo
di
speranza
all'
aquilone
di colei che or si
librava
nei
cieli
della
beatitudine
,
ora
svariava
per qualche mia
stratta
improvvisa
e
violenta
.
- Lei non
deve
aver molto
cuore
, - mi
disse
una
volta
la
Caporale
, - se è
vero
ciò che dice e che io non
credo
, d'esser
passato
finora
incolume
per la
vita
.
-
Incolume
? come?
- Sì,
intendo
senza
contrarre
passioni
...
- Ah, mai,
signorina
, mai!
- Non ci ha voluto
dire
, intanto,
donde
le
fosse
venuto quell'
anellino
che si fece
tagliare
da un
orefice
perché le
serrava
troppo il
dito
...
- E mi faceva
male
! Non
gliel
'ho
detto
? Ma si!
Era
un
ricordo
del
nonno
,
signorina
.
-
Bugia
!
- Come vuol lei; ma
guardi
, io posso
finanche
dirle
che il
nonno
m'aveva
regalato
quell'
anellino
a
Firenze
,
uscendo
dalla
Galleria
degli
Uffizi
, e
sa
perché? perché io, che avevo allora
dodici
anni
, avevo
scambiato
un
Perugino
per un
Raffaello
. Proprio così. In
premio
di questo
sbaglio
m'ebbi l'
anellino
,
comprato
in una delle
bacheche
a
Ponte
Vecchio
. Il
nonno
infatti
riteneva
fermamente
, non
so
per quali sue
ragioni
, che quel
quadro
del
Perugino
dovesse
invece
essere
attribuito
a
Raffaello
. Ecco
spiegato
il
mistero
!
Capirà
che tra la
mano
d'un
giovinetto
di
dodici
anni
e questa
manaccia
mia, ci
corre
.
Vede
?
Ora
son tutto così, come questa
manaccia
che non
comporta
anellini
graziosi
. Il
cuore
forse ce l'avrei; ma io sono anche
giusto
,
signorina
; mi
guardo
allo
specchio
, con questo
bel
pajo
d'
occhiali
, che
pure
sono in
parte
pietosi
, e mi
sento
cader
le
braccia
: " Come puoi tu
pretendere
, mio
caro
Adriano
, "
dico
a me stesso, " che qualche
donna
s'
innamori
di te? ".
- Oh che
idee
! -
esclamò
la
Caporale
. - Ma lei
crede
d'esser
giusto
,
dicendo
così? E'
ingiustissimo
, invece, verso noi
donne
. Perché la
donna
,
caro
signor
Meis
, lo
sappia
, è più
generosa
dell'
uomo
, e non
bada
come questo alla
bellezza
esteriore
soltanto
.
-
Diciamo
allora che la
donna
è anche più
coraggiosa
dell'
uomo
,
signorina
. Perché
riconosco
che, oltre alla
generosità
, ci vorrebbe una
buona
dose
di
coraggio
per
amar
veramente
un
uomo
come me.
- Ma
vada
via
! Già lei
prova
gusto
a
dirsi
e anche a farsi più
brutto
che non sia.
- Questo è
vero
. E
sa
perché? Per non
ispirare
compassione
a nessuno. Se
cercassi
,
veda
, d'
acconciarmi
in qualche modo,
farei
dire
: "
Guarda
un po' quel
pover
'
uomo
: si
lusinga
d'
apparir
meno
brutto
con quel
pajo
di
baffi
! ". Invece, così, no. Sono
brutto
? E
là
:
brutto
bene
, di
cuore
, senza
misericordia
. Che ne dice?
La
signorina
Caporale
trasse
un
profondo
sospiro
.
-
Dico
che ha
torto
, - poi
rispose
. - Se
provasse
invece a farsi
crescere
un po' la
barba
, per
esempio
, s'
accorgerebbe
subito di non
essere
quel
mostro
che lei dice.
- E quest'
occhio
qui? - le
domandai
.
- Oh
Dio
, poiché lei ne
parla
con tanta
disinvoltura
, - fece la
Caporale
, - avrei voluto
dirglielo
da parecchi
giorni
: perché non s'
assoggetta
,
scusi
, a una
operazione
ormai
facilissima
? Potrebbe, volendo,
liberarsi
in poco
tempo
anche di questo
lieve
difetto
.
-
Vede
,
signorina
? -
conclusi
io. - Sarà che la
donna
è più
generosa
dell'
uomo
; ma le faccio
notare
che a poco a poco lei mi ha
consigliato
di
combinarmi
un'altra
faccia
.
Perché avevo tanto
insistito
su questo
discorso
? Volevo proprio che la
maestra
Caporale
mi
spiattellasse
lì
, in
presenza
d'
Adriana
, ch'ella mi avrebbe
amato
, anzi mi
amava
, anche così, tutto
raso
, e con quell'
occhio
sbalestrato
? No. Avevo tanto
parlato
e avevo
rivolto
tutte quelle
domande
particolareggiate
alla
Caporale
, perché m'ero
accorto
del
piacere
forse
incosciente
che
provava
Adriana
alle
risposte
vittoriose
che quella mi
dava
.
Compresi
così, che, non
ostante
quel mio
strambo
aspetto
, ella avrebbe potuto
amarmi
. Non lo
dissi
neanche a me stesso; ma, da quella
sera
in poi, mi
sembrò
più
soffice
il
letto
ch'io
occupavo
in quella
casa
, più
gentili
tutti gli
oggetti
che mi
circondavano
, più
lieve
l'
aria
che
respiravo
, più
azzurro
il
cielo
, più
splendido
il
sole
. Volli
credere
che questo
mutamento
dipendesse
ancora perché
Mattia
Pascal
era
finito
lì
, nel
molino
della
Stìa
, e perché io,
Adriano
Meis
, dopo avere
errato
un
pezzo
sperduto
in quella
nuova
libertà
illimitata
, avevo finalmente
acquistato
l'
equilibrio
,
raggiunto
l'
ideale
che m'ero
prefisso
, di far di me un altr'
uomo
, per
vivere
un'altra
vita
, che
ora
, ecco,
sentivo
,
sentivo
piena
in me.
E il mio
spirito
ridiventò
ilare
, come nella prima
giovinezza
;
perdette
il
veleno
dell'
esperienza
.
Finanche
il
signor
Anselmo
Paleari
non mi
sembrò
più tanto
nojoso
: l'
ombra
, la
nebbia
, il
fumo
della sua
filosofia
erano
svaniti
al
sole
di quella mia
nuova
gioja
.
Povero
signor
Anselmo
! delle due
cose
, a cui si
doveva
,
secondo
lui,
pensare
su la
terra
, egli non s'
accorgeva
che
pensava
ormai
a una
sola
: ma forse,
via
! aveva anche
pensato
a
vivere
a' suoi
bei
dì
!
Era
più
degna
di
compassione
la
maestra
Caporale
, a cui neanche il
vino
riusciva
a
dar
l'
allegria
di quell'
indimenticabile
ubriaco
di
Via
Borgo
Nuovo
: voleva
vivere
, lei,
poveretta
, e
stimava
ingenerosi
gli
uomini
che
badano
soltanto
alla
bellezza
esteriore
. Dunque,
intimamente
, nell'
anima
, ci
sentiva
bella
, lei? Oh chi
sa
di quali e quanti
sacrifizii
sarebbe stata
capace
veramente
, se avesse
trovato
un
uomo
"
generoso
"! Forse non avrebbe più
bevuto
neppure un
dito
di
vino
.
" Se noi
riconosciamo
, "
pensavo
, " che
errare
è dell'
uomo
, non è
crudeltà
sovrumana
la
giustizia
? "
E mi
proposi
di non esser più
crudele
verso la
povera
signorina
Caporale
. Me lo
proposi
; ma,
ahimè
, fui
crudele
senza
volerlo
; e anzi tanto più, quanto meno volli
essere
. La mia
affabilità
fu
nuova
esca
al suo
facile
fuoco
. E intanto
avveniva
questo: che, alle mie
parole
, la
povera
donna
impallidiva
, mentre
Adriana
arrossiva
. Non
sapevo
bene
ciò che
dicessi
, ma
sentivo
che ogni
parola
, il
suono
, l'
espressione
di essa non
spingeva
mai tanto oltre il
turbamento
di colei a cui
veramente
era
diretta
, da
rompere
la
segreta
armonia
, che già - non
so
come - s'
era
tra noi
stabilita
.
Le
anime
hanno un loro
particolar
modo d'
intendersi
, d'
entrare
in
intimità
,
fino
a
darsi
del tu, mentre le nostre
persone
sono tuttavia
impacciate
nel
commercio
delle
parole
comuni
, nella
schiavitù
delle
esigenze
sociali
. Han
bisogni
lor proprii e loro proprie
aspirazioni
le
anime
, di cui il
corpo
non si
dà
per
inteso
, quando
veda
l'
impossibilità
di
soddisfarli
e di
tradurle
in
atto
. E ogni qualvolta due che
comunichino
fra loro così, con le
anime
soltanto
, si
trovano
soli
in qualche
luogo
,
provano
un
turbamento
angoscioso
e quasi una
repulsione
violenta
d'ogni
minimo
contatto
materiale
, una
sofferenza
che li
allontana
, e che
cessa
subito, non appena un
terzo
intervenga
. Allora,
passata
l'
angoscia
, le due
anime
sollevate
si
ricercano
e
tornano
a
sorridersi
da
lontano
.
Quante
volte
non ne
feci
l'
esperienza
con
Adriana
! Ma l'
impaccio
ch'ella
provava
era
allora per me
effetto
del
natural
ritegno
e della
timidezza
della sua
indole
, e il mio
credevo
derivasse
dal
rimorso
che la
finzione
mi
cagionava
, la
finzione
del mio
essere
,
continua
, a cui ero
obbligato
, di
fronte
al
candore
e alla
ingenuità
di quella
dolce
e
mite
creatura
.
La
vedevo
ormai
con altri
occhi
. Ma non s'
era
ella
veramente
trasformata
da un
mese
in qua? Non s'
accendevano
ora
d'una più
viva
luce
interiore
i suoi
sguardi
fuggitivi
? e i suoi
sorrisi
non
accusavano
ora
men
penoso
lo
sforzo
che le
costava
quel suo fare da
savia
mammina
, il quale a me da prima
era
apparso
come un'
ostentazione
?
Sì, forse anch'ella
istintivamente
obbediva
al
bisogno
mio stesso, al
bisogno
di farsi l'
illusione
d'una
nuova
vita
, senza voler
sapere
né quale né come. Un
desiderio
vago
, come un'
aura
dell'
anima
, aveva
schiuso
pian
piano
per lei, come per me, una
finestra
nell'
avvenire
,
donde
un
raggio
dal
tepore
inebriante
veniva a noi, che non
sapevamo
intanto
appressarci
a quella
finestra
né per
richiuderla
né per
vedere
che cosa ci
fosse
di
là
.
Risentiva
gli
effetti
di questa nostra
pura
soavissima
ebrezza
la
povera
signorina
Caporale
.
- Oh
sa
,
signorina
, -
diss
'io a questa una
sera
, - che quasi quasi ho
deciso
di
seguire
il suo
consiglio
?
- Quale? - mi
domandò
ella.
- Di farmi
operare
da un
oculista
.
La
Caporale
batté
le
mani
, tutta
contenta
.
- Ah!
Benissimo
! Il
dottor
Ambrosini
!
Chiami
l'
Ambrosini
: è il più
bravo
: fece l'
operazione
della
cateratta
alla
povera
mamma
mia.
Vedi
?
vedi
,
Adriana
, che lo
specchio
ha
parlato
? Che ti
dicevo
io?
Adriana
sorrise
, e
sorrisi
anch'io.
- Non lo
specchio
,
signorina
-
dissi
però. - S'è
fatto
sentire
il
bisogno
. Da un po' di
tempo
a questa
parte
, l'
occhio
mi fa
male
: non mi ha
servito
mai
bene
; tuttavia non vorrei
perderlo
.
Non
era
vero
: aveva
ragione
lei, la
signorina
Caporale
: lo
specchio
, lo
specchio
aveva
parlato
e mi aveva
detto
che se un'
operazione
relativamente
lieve
poteva farmi
sparire
dal
volto
quello
sconcio
connotato
così
particolare
di
Mattia
Pascal
,
Adriano
Meis
avrebbe potuto anche fare a meno degli
occhiali
azzurri
,
concedersi
un
pajo
di
baffi
e
accordarsi
insomma, alla
meglio
,
corporalmente
, con le proprie
mutate
condizioni
di
spirito
.
Pochi
giorni
dopo, una
scena
notturna
, a cui
assistetti
,
nascosto
dietro la
persiana
d'una delle mie
finestre
, venne a
frastornarmi
all'
improvviso
.
La
scena
si
svolse
nel
terrazzino
lì
accanto, dove mi ero
trattenuto
fin
verso le dieci, in
compagnia
delle due
donne
.
Ritiratomi
in
camera
, m'ero
messo
a
leggere
,
distratto
, uno dei
libri
prediletti
del
signor
Anselmo
, su la
Rincarnazione
. Mi
parve
, a un certo
punto
, di
sentir
parlare
nel
terrazzino
:
tesi
l'
orecchio
per
accertarmi
se vi
fosse
Adriana
. No. Due vi
parlavan
basso
,
concitatamente
:
sentivo
una
voce
maschile
, che non
era
quella del
Paleari
. Ma di
uomini
in
casa
non
c'
eravamo altri che lui e io.
Incuriosito
, m'
appressai
alla
finestra
per
guardar
dalle
spie
della
persiana
. Nel
bujo
mi
parve
discernere
la
signorina
Caporale
. Ma chi
era
quell'
uomo
con cui essa
parlava
? Che
fosse
arrivato
da
Napoli
,
improvvisamente
,
Terenzio
Papiano
?
Da una
parola
proferita
un po' più
forte
dalla
Caporale
compresi
che
parlavano
di me. M'
accostai
di più alla
persiana
e
tesi
maggiormente
l'
orecchio
. Quell'
uomo
si
mostrava
irritato
delle
notizie
che certo la
maestra
di
pianoforte
gli aveva
dato
di me; ed ecco,
ora
essa
cercava
d'
attenuar
l'
impressione
che quelle
notizie
avevan
prodotto
nell'
animo
di colui.
-
Ricco
? -
domandò
egli, a un certo
punto
.
E la
Caporale
:
- Non
so
.
Pare
! Certo
campa
sul suo, senza far nulla...
- Sempre per
casa
?
- Ma no! E poi
domani
lo
vedrai
...
Disse
proprio così:
vedrai
. Dunque gli
dava
del tu; dunque il
Papiano
(non
c'
era
più
dubbio
)
era
l'
amante
della
signorina
Caporale
... E come mai, allora, in tutti quei
giorni
, s'
era
ella
dimostrata
così
condiscendente
con me?
La mia
curiosità
diventò
più che mai
viva
; ma, quasi a
farmelo
apposta
, quei due si
misero
a
parlare
pianissimo
. Non potendo più con gli
orecchi
,
cercai
d'
ajutarmi
con gli
occhi
. Ed ecco,
vidi
che la
Caporale
posava
una
mano
su la
spalla
di
Papiano
. Questi, poco dopo, la
respinse
sgarbatamente
.
- Ma come potevo io
impedirlo
? -
disse
quella,
alzando
un po' la
voce
con
intensa
esasperazione
. - Chi sono io? che
rappresento
io in questa
casa
?
-
Chiamami
Adriana
! - le
ordinò
quegli allora,
imperioso
.
Sentendo
proferire
il
nome
di
Adriana
con quel
tono
,
strinsi
le
pugna
e
sentii
frizzarmi
il
sangue
per le
vene
.
-
Dorme
, -
disse
la
Caporale
.
E colui,
fosco
,
minaccioso
:
-
Va'
a
svegliarla
! subito!
Non
so
come mi
trattenni
dallo
spalancar
di
furia
la
persiana
.
Lo
sforzo
che
feci
per
impormi
quel
freno
, mi
richiamò
intanto in me stesso per un
momento
. Le medesime
parole
, che aveva or
ora
proferite
con tanta
esasperazione
quella
povera
donna
, mi vennero alle
labbra
: " Chi sono io? che
rappresento
io in questa
casa
? ".
Mi
ritrassi
dalla
finestra
. Subito però mi
sovvenne
la
scusa
che io ero
pure
in
ballo
lì
:
parlavano
di me, quei due, e quell'
uomo
voleva ancora
parlarne
con
Adriana
:
dovevo
sapere
,
conoscere
i
sentimenti
di colui a mio
riguardo
.
La
facilità
però con cui
accolsi
questa
scusa
per la
indelicatezza
che
commettevo
spiando
e
origliando
così
nascosto
, mi fece
sentire
,
intravedere
ch'io
ponevo
innanzi il mio proprio
interesse
per
impedirmi
di
assumer
coscienza
di quello ben più
vivo
che un'altra mi
destava
in quel
momento
.
Tornai
a
guardare
attraverso le
stecche
della
persiana
.
La
Caporale
non
era
più nel
terrazzino
. L'altro,
rimasto
solo, s'
era
messo
a
guardare
il
fiume
appoggiato
con tutti e due i
gomiti
sul
parapetto
e la
testa
tra le
mani
.
In
preda
a un'
ansia
smaniosa
,
attesi
,
curvo
,
stringendomi
forte
con le
mani
i
ginocchi
, che
Adriana
si facesse al
terrazzino
. La
lunga
attesa
non mi
stancò
affatto, anzi mi
sollevò
man
mano
, mi
procurò
una
viva
e
crescente
soddisfazione
:
supposi
che
Adriana
, di
là
, non volesse
arrendersi
alla
prepotenza
di quel
villano
. Forse la
Caporale
la
pregava
a
mani
giunte
. Ed ecco, intanto, colui,
là
nel
terrazzino
, si
rodeva
dal
dispetto
.
Sperai
, a un certo
punto
, che la
maestra
venisse a
dire
che
Adriana
non aveva voluto
levarsi
. Ma no: eccola!
Papiano
le
andò
subito
incontro
.
- Lei
vada
a
letto
! -
intimò
alla
signorina
Caporale
. - Mi
lasci
parlare
con mia
cognata
.
Quella
ubbidì
, e allora
Papiano
fece per
chiudere
le
imposte
tra la
sala
da
pranzo
e il
terrazzino
.
-
Nient
'affatto! -
disse
Adriana
,
tendendo
un
braccio
contro l'
imposta
.
- Ma io ho da
parlarti
! -
inveì
il
cognato
, con
fosca
maniera
,
sforzandosi
di
parlar
basso
.
-
Parla
così! Che vuoi
dirmi
? -
riprese
Adriana
. - Avresti potuto
aspettare
fino
a
domani
.
- No!
ora
! -
ribatté
quegli,
afferrandole
un
braccio
e
attirandola
a sé.
- Insomma! -
gridò
Adriana
,
svincolandosi
fieramente
.
Non mi potei più
reggere
:
aprii
la
persiana
.
- Oh!
signor
Meis
! -
chiamò
ella subito. - Vuol venire un po' qua, se non le
dispiace
?
- Eccomi,
signorina
! - m'
affrettai
a
rispondere
.
Il
cuore
mi
balzò
in
petto
dalla
gioja
, dalla
riconoscenza
: d'un
salto
, fui nel
corridojo
: ma
lì
, presso l'
uscio
della mia
camera
,
trovai
quasi
asserpolato
su un
baule
un
giovane
smilzo
,
biondissimo
, dal
volto
lungo lungo,
diafano
, che
apriva
a
malapena
un
pajo
d'
occhi
azzurri
,
languidi
,
attoniti
: m'
arrestai
un
momento
,
sorpreso
, a
guardarlo
;
pensai
che
fosse
il
fratello
di
Papiano
;
corsi
al
terrazzino
.
- Le
presento
,
signor
Meis
, -
disse
Adriana
, - mio
cognato
Terenzio
Papiano
,
arrivato
or
ora
da
Napoli
.
-
Felicissimo
!
Fortunatissimo
! -
esclamò
quegli,
scoprendosi
,
strisciando
una
riverenza
, e
stringendomi
calorosamente
la
mano
. - Mi
dispiace
ch'io sia
stato
tutto questo
tempo
assente
da
Roma
; ma son
sicuro
che la mia
cognatina
avrà
saputo
provvedere
a tutto, è
vero
? Se le
mancasse
qualche cosa,
dica
,
dica
tutto,
sa
! Se le
bisognasse
, per
esempio
, una
scrivania
più
ampia
... o qualche altro
oggetto
,
dica
senza
cerimonie
... A noi
piace
accontentare
gli
ospiti
che ci
onorano
.
-
Grazie
,
grazie
, -
dissi
io. - Non mi
manca
proprio nulla.
Grazie
.
- Ma
dovere
, che
c'
entra
! E si
avvalga
pure
di me,
sa
, in tutte le sue
opportunità
, per quel poco che posso
valere
...
Adriana
,
figliuola
mia, tu
dormivi
:
ritorna
pure
a
letto
, se vuoi...
- Eh, tanto, - fece
Adriana
,
sorridendo
mestamente
, -
ora
che mi son
levata
...
E s'
appressò
al
parapetto
, a
guardare
il
fiume
.
Sentii
ch'ella non voleva
lasciarmi
solo con colui. Di che
temeva
?
Rimase
lì
,
assorta
, mentre l'altro, col
cappello
ancora in
mano
, mi
parlava
di
Napoli
, dove aveva
dovuto
trattenersi
più
tempo
che non avesse
preveduto
, per
copiare
un gran
numero
di
documenti
dell'
archivio
privato
dell'
eccellentissima
duchessa
donna
Teresa
Ravaschieri
Fieschi
:
Mamma
Duchessa
, come tutti la
chiamavano
,
Mamma
Carità
, com'egli avrebbe voluto
chiamarla
:
documenti
di
straordinario
valore
, che avrebbero
recato
nuova
luce
su la
fine
del
regno
delle due
Sicilie
e
segnatamente
su la
figura
di
Gaetano
Filangieri
,
principe
di
Satriano
, che il
marchese
Giglio
,
don
Ignazio
Giglio
d'
Auletta
, di cui egli,
Papiano
,
era
segretario
,
intendeva
illustrare
in una
biografia
minuta
e
sincera
.
Sincera
almeno quanto la
devozione
e la
fedeltà
ai
Borboni
avrebbero al
signor
marchese
consentito
.
Non la
finì
più.
Godeva
certo della propria
loquela
,
dava
alla
voce
,
parlando
,
inflessioni
da
provetto
filodrammatico
, e qua
appoggiava
una
risatina
e
là
un
gesto
espressivo
. Ero
rimasto
intronato
, come un
ceppo
d'
incudine
, e
approvavo
di tanto in tanto col
capo
e di tanto in tanto
volgevo
uno
sguardo
ad
Adriana
, che se ne stava ancora a
guardare
il
fiume
.
- Eh,
purtroppo
! -
baritoneggiò
, a
mo'
di
conclusione
,
Papiano
. -
Borbonico
e
clericale
, il
marchese
Giglio
d'
Auletta
! E io, io che... (
devo
guardarmi
dal
dirlo
sottovoce
, anche qui, in
casa
mia) io che ogni
mattina
, prima d'
andar
via
,
saluto
con la
mano
la
statua
di
Garibaldi
sul
Gianicolo
(ha
veduto
? di qua si
scorge
benissimo
), io che
griderei
ogni
momento
: "
Viva
il
XX
settembre
! ", io
debbo
fargli da
segretario
!
Degnissimo
uomo
,
badiamo
! ma
borbonico
e
clericale
.
Sissignore
...
Pane
! Le
giuro
che tante
volte
mi viene da
sputarci
sopra,
perdoni
! Mi
resta
qua in
gola
, m'
affoga
... Ma che posso farci?
Pane
!
pane
!
Scrollò
due
volte
le
spalle
,
alzò
le
braccia
e si
percosse
le anche.
-
Sù
,
sù
,
Adrianuccia
! - poi
disse
,
accorrendo
a lei e
prendendole
,
lievemente
, con
ambo
le
mani
la
vita
: - A
letto
! E
tardi
. Il
signore
avrà
sonno
.
Innanzi all'
uscio
della mia
camera
Adriana
mi
strinse
forte
la
mano
, come
finora
non aveva mai
fatto
.
Rimasto
solo, io
tenni
a lungo il
pugno
stretto
, come per
serbar
la
pressione
della
mano
di lei. Tutta quella
notte
rimasi
a
pensare
,
dibattendomi
tra
continue
smanie
. La
cerimoniosa
ipocrisia
, la
servilità
insinuante
e
loquace
, il
malanimo
di quell'
uomo
mi avrebbero certamente
reso
intollerabile
la
permanenza
in quella
casa
, su cui egli - non
c'
era
dubbio
- voleva
tiranneggiare
,
approfittando
della
dabbenaggine
del
suocero
. Chi
sa
a quali
arti
sarebbe
ricorso
! Già me n'aveva
dato
un
saggio
,
cangiando
di
punto
in
bianco
, al mio
apparire
. Ma perché
vedeva
così di
malocchio
ch'io
alloggiassi
in quella
casa
? perché non ero io per lui un
inquilino
come un altro? Che gli aveva
detto
di me la
Caporale
? poteva egli sul
serio
esser
geloso
di costei? o
era
geloso
di un'altra? Quel suo fare
arrogante
e
sospettoso
; l'aver
cacciato
via
la
Caporale
per
restar
solo con
Adriana
, alla quale aveva
preso
a
parlare
con tanta
violenza
; la
ribellione
di
Adriana
; il non aver ella
permesso
ch'egli
chiudesse
le
imposte
; il
turbamento
ond'
era
presa
ogni qualvolta s'
accennava
al
cognato
assente
, tutto, tutto
ribadiva
in me il
sospetto
odioso
ch'egli avesse qualche
mira
su lei.
Ebbene e perché me n'
arrovellavo
tanto? Non potevo alla
fin
fine
andar
via
da quella
casa
, se colui anche per poco m'
infastidiva
? Che mi
tratteneva
? Niente. Ma con
tenerissimo
compiacimento
ricordavo
che ella dal
terrazzino
m'aveva
chiamato
, come per esser
protetta
da me, e che
infine
m'aveva
stretto
forte
forte
la
mano
...
Avevo
lasciato
aperta
la
gelosia
,
aperti
gli
scuri
. A un certo
punto
, la
luna
,
declinando
, si
mostrò
nel
vano
della mia
finestra
, proprio come se volesse
spiarmi
,
sorprendermi
ancora
sveglio
a
letto
, per
dirmi
:
" Ho
capito
,
caro
, ho
capito
! E tu, no?
davvero
? "
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