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Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal
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Rincarnazione
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Rincarnazione
Arrivai
alla
stazione
in
tempo
per il
treno
delle
dodici
e dieci per
Pisa
.
Preso
il
biglietto
, mi
rincantucciai
in un
vagone
di
seconda
classe
, con la
visiera
del
berrettino
calcata
fin
sul
naso
, non tanto per
nascondermi
, quanto per non
vedere
. Ma
vedevo
lo stesso, col
pensiero
: avevo l'
incubo
di quel
cappellaccio
e di quel
bastone
,
lasciati
lì
, sul
parapetto
del
ponte
. Ecco, forse qualcuno, in quel
momento
,
passando
di
là
, li
scorgeva
... o forse già qualche
guardia
notturna
era
corsa
in
questura
a
dar
l'
avviso
... E io ero ancora a
Roma
! Che s'
aspettava
? Non
tiravo
più
fiato
...
Finalmente il
convoglio
si
scrollò
. Per
fortuna
ero
rimasto
solo nello
scompartimento
.
Balzai
in
piedi
,
levai
le
braccia
,
trassi
un
interminabile
respiro
di
sollievo
, come se mi
fossi
tolto
un
macigno
di sul
petto
. Ah!
tornavo
a esser
vivo
, a esser io, io
Mattia
Pascal
. Lo avrei
gridato
forte
a tutti,
ora
: " Io, io,
Mattia
Pascal
! Sono io! Non sono
morto
! Eccomi qua! ". E non
dover
più
mentire
, non
dover
più
temere
d'
essere
scoperto
! Ancora no,
veramente
: finché non
arrivavo
a
Miragno
...
Là
, prima,
dovevo
dichiararmi
, farmi
riconoscer
vivo
,
rinnestarmi
alle mie
radici
sepolte
...
Folle
! Come mi ero
illuso
che potesse
vivere
un
tronco
reciso
dalle sue
radici
? Eppure, eppure, ecco,
ricordavo
l'altro
viaggio
, quello da
Alenga
a
Torino
: m'ero
stimato
felice
, allo stesso modo, allora.
Folle
! La
liberazione
!
dicevo
... M'
era
parsa
quella la
liberazione
! Sì, con la
cappa
di
piombo
della
menzogna
addosso
! Una
cappa
di
piombo
addosso
a un'
ombra
...
Ora
avrei avuto di
nuovo
la
moglie
addosso
, è
vero
, e quella
suocera
... Ma non le avevo forse avute
addosso
anche da
morto
?
Ora
almeno ero
vivo
, e
agguerrito
. Ah, ce la saremmo
veduta
!
Mi
pareva
, a
ripensarci
,
addirittura
inverosimile
la
leggerezza
con cui, due
anni
addietro
, m'ero
gettato
fuori d'ogni
legge
, alla
ventura
. E mi
rivedevo
nei
primi
giorni
,
beato
nell'
incoscienza
, o
piuttosto
nella
follia
, a
Torino
, e poi
man
mano
nelle altre
città
, in
pellegrinaggio
,
muto
, solo,
chiuso
in me, nel
sentimento
di ciò che mi
pareva
allora la mia
felicità
; ed eccomi in
Germania
, lungo il
Reno
, su un
piroscafo
:
era
un
sogno
? no,
c'
ero
stato
davvero
! ah, se avessi potuto
durar
sempre in quelle
condizioni
;
viaggiare
,
forestiere
della
vita
... Ma a
Milano
, poi... quel
povero
cucciolotto
che volevo
comperare
da un
vecchio
cerinajo
...
Cominciavo
già ad
accorgermi
... E poi... ah poi!
Ripiombai
col
pensiero
a
Roma
;
entrai
come un'
ombra
nella
casa
abbandonata
.
Dormivano
tutti?
Adriana
, forse, no... m'
aspetta
ancora,
aspetta
che io
rincasi
; le avranno
detto
che sono
andato
in
cerca
di due
padrini
, per
battermi
col
Bernaldez
; non mi
sente
ancora
rincasare
, e
teme
e
piange
...
Mi
premetti
forte
le
mani
sul
volto
,
sentendomi
stringere
il
cuore
d'
angoscia
.
- Ma se io per te non potevo esser
vivo
,
Adriana
, -
gemetti
, -
meglio
che tu
ora
mi
sappia
morto
!
morte
le
labbra
che
colsero
un
bacio
dalla tua
bocca
,
povera
Adriana
...
Dimentica
!
Dimentica
!
Ah, che sarebbe
avvenuto
in quella
casa
, nella
prossima
mattina
, quando qualcuno della
questura
si sarebbe
presentato
a
dar
l'
annunzio
? A qual
ragione
,
passato
il
primo
sbalordimento
, avrebbero
attribuito
il mio
suicidio
? Al
duello
imminente
? Ma no! Sarebbe
stato
, per lo meno, molto
strano
che un
uomo
, il quale non aveva mai
dato
prova
d'
essere
un
codardo
, si
fosse
ucciso
per
paura
di un
duello
... E allora? Perché non potevo
trovar
padrini
?
Futile
pretesto
! O forse... chi
sa
!
era
possibile
che ci
fosse
sotto, in quella mia
strana
esistenza
, qualche
mistero
...
Oh, sì: l'avrebbero senza
dubbio
pensato
! M'
uccidevo
così, senz'alcuna
ragione
apparente
, senza averne prima
dimostrato
in qualche modo l'
intenzione
. Sì: qualche
stranezza
, più d'una, l'avevo
commessa
in quegli
ultimi
giorni
: quel
pasticcio
del
furto
, prima
sospettato
, poi
improvvisamente
smentito
... Oh che forse quei
denari
non erano miei?
dovevo
forse
restituirli
a qualcuno? m'ero
indebitamente
appropriato
d'una
parte
di essi e avevo
tentato
di farmi
credere
vittima
d'un
furto
, poi m'ero
pentito
, e, in
fine
,
ucciso
? Chi
sa
! Certo ero
stato
un
uomo
misteriosissimo
: non un
amico
, non una
lettera
, mai, da nessuna
parte
...
Quanto avrei
fatto
meglio
a
scrivere
qualche cosa in quel
bigliettino
, oltre il
nome
, la
data
e l'
indirizzo
: una
ragione
qualunque del
suicidio
. Ma in quel
momento
... E poi, che
ragione
?
" Chi
sa
come e quanto, "
pensai
,
smaniando
, "
strilleranno
adesso
i
giornali
di questo
Adriano
Meis
misterioso
...
Salterà
certo fuori quel mio
famoso
cugino
, quel tal
Francesco
Meis
torinese
,
ajuto-agente
, a
dar
le sue
informazioni
alla
questura
: si faranno
ricerche
, su la
traccia
di queste
informazioni
, e chi
sa
che cosa ne verrà fuori. Sì, ma i
danari
? l'
eredità
?
Adriana
li ha
veduti
, tutti que' miei
biglietti
di
banca
...
Figuriamoci
Papiano
!
Assalto
allo
stipetto
! Ma lo
troverà
vuoto
... E allora,
perduti
? in
fondo
al
fiume
?
Peccato
!
peccato
! Che
rabbia
non averli
rubati
tutti a
tempo
! La
questura
sequestrerà
i miei
abiti
, i miei
libri
... A chi
andranno
? Oh! almeno un
ricordo
alla
povera
Adriana
! Con che
occhi
guarderà
ella,
ormai
, quella mia
camera
deserta
? "
Così,
domande
,
supposizioni
,
pensieri
,
sentimenti
tumultuavano
in me, mentre il
treno
rombava
nella
notte
. Non mi
davano
requie
.
Stimai
prudente
fermarmi
qualche
giorno
a
Pisa
per non
stabilire
una
relazione
tra la
ricomparsa
di
Mattia
Pascal
a
Miragno
e la
scomparsa
di
Adriano
Meis
a
Roma
,
relazione
che avrebbe potuto
facilmente
saltare
a gli
occhi
,
specie
se i
giornali
di
Roma
avessero troppo
parlato
di questo
suicidio
. Avrei
aspettato
a
Pisa
i
giornali
di
Roma
, quelli de la
sera
e quelli del
mattino
; poi, se non si
fosse
fatto
troppo
chiasso
, prima che a
Miragno
, mi sarei
recato
a
Oneglia
, da mio
fratello
Roberto
, a
sperimentare
su lui l'
impressione
che avrebbe
fatto
la mia
resurrezione
. Ma
dovevo
assolutamente
vietarmi
di fare il
minimo
accenno
alla mia
permanenza
in
Roma
, alle
avventure
, ai
casi
che m'erano
occorsi
. Di quei due
anni
e
mesi
d'
assenza
avrei
dato
fantastiche
notizie
, di
lontani
viaggi
... Ah,
ora
,
ritornando
vivo
, avrei potuto anch'io
prendermi
il
gusto
di
dire
bugie
, tante, tante, tante, anche della
forza
di quelle del
cavalier
Tito
Lenzi
, e più
grosse
ancora!
Mi
restavano
più di
cinquantadue
mila
lire
. I
creditori
,
sapendomi
morto
da due
anni
, s'erano certo
contentati
del
podere
della
Stìa
col
mulino
.
Venduto
l'uno e l'altro, s'erano forse
aggiustati
alla
meglio
: non mi avrebbero più
molestato
. Avrei
pensato
io, se mai, a non farmi più
molestare
. Con
cinquantadue
mila
lire
, a
Miragno
,
via
, non
dico
grasso
, avrei potuto
vivere
discretamente
.
Lasciato
il
treno
a
Pisa
, prima di tutto mi
recai
a
comperare
un
cappello
, della
forma
e della
dimensione
di quelli che
Mattia
Pascal
ai suoi
dì
soleva
portare
; subito dopo mi
feci
tagliar
la
chioma
di quell'
imbecille
d'
Adriano
Meis
.
-
Corti
,
belli
corti
, eh? -
dissi
al
barbiere
.
M'
era
già un po'
ricresciuta
la
barba
, e
ora
, coi
capelli
corti
, ecco che
cominciai
a
riprender
il mio
primo
aspetto
, ma di molto
migliorato
, più
fino
, già... ma sì,
ringentilito
. L'
occhio
non
era
più
storto
, eh! non
era
più quello
caratteristico
di
Mattia
Pascal
.
Ecco, qualche cosa d'
Adriano
Meis
mi sarebbe tuttavia
rimasta
in
faccia
. Ma
somigliavo
pur tanto a
Roberto
,
ora
; oh, quanto non avrei mai
supposto
.
Il
guajo
fu, quando - dopo
essermi
liberato
di tutti quei
capellacci
- mi
rimisi
in
capo
il
cappello
comperato
poc'
anzi: mi
sprofondò
fin
su la
nuca
!
Dovetti
rimediare
, con l'
ajuto
del
barbiere
,
ponendo
un
giro
di
carta
sotto la
fodera
.
Per non
entrare
così, con le
mani
vuote
, in un
albergo
,
comperai
una
valigia
: ci avrei
messo
dentro, per il
momento
, l'
abito
che
indossavo
e il
pastrano
. Mi
toccava
rifornirmi
di tutto, non potendo
sperare
che, dopo tanto
tempo
,
là
a
Miragno
, mia
moglie
avesse
conservato
qualche mio
vestito
e la
biancheria
.
Comperai
l'
abito
bell'
e
fatto
, in un
negozio
, e me lo
lasciai
addosso
; con la
valigia
nuova
,
scesi
all'
Hotel
Nettuno
.
Ero già
stato
a
Pisa
quand'ero
Adriano
Meis
, ed ero
sceso
allora all'
Albergo
di
Londra
. Avevo già
ammirato
tutte le
meraviglie
d'
arte
della
città
;
ora
,
stremato
di
forze
per le
emozioni
violente
,
digiuno
dalla
mattina
del
giorno
avanti,
cascavo
di
fame
e di
sonno
.
Presi
qualche
cibo
, e quindi
dormii
quasi
fino
a
sera
.
Appena
sveglio
, però,
caddi
in
preda
a una
fosca
smania
crescente
. Quella
giornata
quasi non
avvertita
da me, tra le
prime
faccende
e poi in quel
sonno
di
piombo
in cui ero
caduto
, chi
sa
intanto com'
era
passata
lì
, in
casa
Paleari
!
Rimescolìo
,
sbalordimento
,
curiosità
morbosa
di
estranei
,
indagini
frettolose
,
sospetti
,
strampalate
ipotesi
,
insinuazioni
,
vane
ricerche
; e i miei
abiti
e i miei
libri
,
là
,
guardati
con quella
costernazione
che
ispirano
gli
oggetti
appartenenti
a qualcuno
tragicamente
morto
.
E io avevo
dormito
! E
ora
, in questa
impazienza
angosciosa
, avrei
dovuto
aspettare
fino
alla
mattina
del
giorno
seguente
, per
saper
qualche cosa dai
giornali
di
Roma
.
Frattanto, non potendo
correre
a
Miragno
, o almeno a
Oneglia
, mi
toccava
a
rimanere
in una
bella
condizione
, dentro una
specie
di
parentesi
di due, di tre
giorni
e
fors
'anche più:
morto
di
là
, a
Miragno
, come
Mattia
Pascal
;
morto
di qua, a
Roma
, come
Adriano
Meis
.
Non
sapendo
che fare,
sperando
di
distrarmi
un po' da tante
costernazioni
,
portai
questi due
morti
a
spasso
per
Pisa
.
Oh, fu una
piacevolissima
passeggiata
!
Adriano
Meis
, che
c'
era
stato
, voleva quasi quasi far da
guida
e da
cicerone
a
Mattia
Pascal
; ma questi
oppresso
da tante
cose
che
andava
rivolgendo
in
mente
, si
scrollava
con
fosche
maniere
,
scoteva
un
braccio
come per
levarsi
di
torno
quell'
ombra
esosa
,
capelluta
, in
abito
lungo, col
cappellaccio
a
larghe
tese
e con gli
occhiali
.
"
Va'
via
!
va'
!
Tornatene
al
fiume
,
affogato
! "
Ma
ricordavo
che anche
Adriano
Meis
,
passeggiando
due
anni
addietro
per le
vie
di
Pisa
, s'
era
sentito
importunato
,
infastidito
allo stesso modo dall'
ombra
,
ugualmente
esosa
, di
Mattia
Pascal
, e avrebbe voluto con lo stesso
gesto
cavarsela
dai
piedi
,
ricacciandola
nella
gora
del
molino
,
là
, alla
Stìa
. Il
meglio
era
non
dar
confidenza
a nessuno dei due. O
bianco
campanile
, tu potevi
pendere
da una
parte
; io, tra quei due, né di qua né di
là
.
Come
Dio
volle,
arrivai
finalmente a
superare
quella
nuova
interminabile
nottata
d'
ambascia
e ad avere in
mano
i
giornali
di
Roma
.
Non
dirò
che, alla
lettura
, mi
tranquillassi
: non potevo. La
costernazione
che mi
teneva
, fu però presto
ovviata
dal
vedere
che alla
notizia
del mio
suicidio
i
giornali
avevano
dato
le
proporzioni
d'uno dei
soliti
fatti
di
cronaca
.
Dicevano
tutti,
sù
per
giù
, la stessa cosa: del
cappello
, del
bastone
trovati
sul
Ponte
Margherita
, col
laconico
bigliettino
; ch'ero
torinese
,
uomo
alquanto
singolare
, e che s'
ignoravano
le
ragioni
che mi avevano
spinto
al
triste
passo
. Uno però
avanzava
la
supposizione
che ci
fosse
di
mezzo
una "
ragione
intima
",
fondandosi
sul "
diverbio
con un
giovane
pittore
spagnuolo
, in
casa
di un
notissimo
personaggio
del
mondo
clericale
".
Un altro
diceva
"
probabilmente
per
dissesti
finanziarii
".
Notizie
vaghe
, insomma, e
brevi
. Solo un
giornale
del
mattino
,
solito
di
narrar
diffusamente
i
fatti
del
giorno
,
accennava
" alla
sorpresa
e al
dolore
della
famiglia
del
cavalier
Anselmo
Paleari
,
caposezione
al
Ministero
della
pubblica
istruzione
,
ora
a
riposo
, presso cui il
Meis
abitava
, molto
stimato
per il suo
riserbo
e
pe
' suoi
modi
cortesi
". -
Grazie
! - Anche questo
giornale
,
riferendo
la
sfida
corsa
col
pittore
spagnuolo
M.
B.
,
lasciava
intendere
che la
ragione
del
suicidio
dovesse
cercarsi
in una
segreta
passione
amorosa
.
M'ero
ucciso
per
Pepita
Pantogada
, insomma. Ma, alla
fine
,
meglio
così. Il
nome
d'
Adriana
non
era
venuto fuori, né s'
era
fatto
alcun
cenno
de' miei
biglietti
di
banca
. La
questura
dunque, avrebbe
indagato
nascostamente
. Ma su quali
tracce
?
Potevo
partire
per
Oneglia
.
Trovai
Roberto
in
villa
, per la
vendemmia
. Quel ch'io
provassi
nel
rivedere
la mia
bella
riviera
, in cui
credevo
di non
dover
più
metter
piede
, sarà
facile
intendere
. Ma la
gioja
m'
era
turbata
dall'
ansia
d'
arrivare
, dall'
apprensione
d'esser
riconosciuto
per
via
da qualche
estraneo
prima che dai
parenti
, dall'
emozione
di
punto
in
punto
crescente
che mi
cagionava
il
pensiero
di ciò che avrebbero essi
provato
nel
rivedermi
vivo
, d'un
tratto
, innanzi a loro. Mi s'
annebbiava
la
vista
, a
pensarci
, mi s'
oscuravano
il
cielo
e il
mare
, il
sangue
mi
frizzava
per le
vene
, il
cuore
mi
batteva
in
tumulto
. E mi
pareva
di non
arrivar
mai!
Quando, finalmente, il
servo
venne ad
aprire
il
cancello
della
graziosa
villa
,
recata
in
dote
a
Berto
dalla
moglie
, mi
sembrò
,
attraversando
il
viale
, ch'io
tornassi
veramente
dall'altro
mondo
.
-
Favorisca
, - mi
disse
il
servo
,
cedendomi
il
passo
su l'
entrata
della
villa
. - Chi
debbo
annunziare
?
Non mi
trovai
più in
gola
la
voce
per
rispondergli
.
Nascondendo
lo
sforzo
con un
sorriso
,
balbettai
:
-
Di'
...
dite
...
ditegli
che... sì,
c'
è...
c'
è... un suo
amico
...
intimo
, che... che viene da
lontano
... Così...
Per lo meno quel
servo
dovette
credermi
balbuziente
.
Depose
la mia
valigia
accanto all'
attaccapanni
e m'
invitò
a
entrare
nel
salotto
lì
presso.
Fremevo
nell'
attesa
,
ridevo
,
sbuffavo
, mi
guardavo
attorno
, in quel
salottino
chiaro
, ben
messo
,
arredato
di
mobili
nuovi
di
lacca
verdina
.
Vidi
a un
tratto
, su la
soglia
dell'
uscio
per cui ero
entrato
un
bel
bimbetto
, di circa
quattr'
anni
, con un
piccolo
annaffiatojo
in una
mano
e un
rastrellino
nell'altra. Mi
guardava
con tanto d'
occhi
.
Provai
una
tenerezza
indicibile
:
doveva
essere
un mio
nipotino
, il
figlio
maggiore di
Berto
; mi
chinai
, gli
accennai
con la
mano
di farsi avanti; ma gli
feci
paura
;
scappò
via
.
Sentii
in quel
punto
schiudere
l'altro
uscio
del
salotto
. Mi
rizzai
, gli
occhi
mi s'
intorbidarono
dalla
commozione
, una
specie
di
riso
convulso
mi
gorgogliò
in
gola
.
Roberto
era
rimasto
innanzi a me,
turbato
, quasi
stordito
.
- Con chi...? - fece.
-
Berto
! - gli
gridai
,
aprendo
le
braccia
. - Non mi
riconosci
?
Diventò
pallidissimo
, al
suono
della mia
voce
, si
passò
rapidamente
una
mano
su la
fronte
e su gli
occhi
,
vacillò
,
balbettando
:
- Com'è... com'è... com'è?
Ma io fui
pronto
a
sorreggerlo
, quantunque egli si
traesse
indietro
, quasi per
paura
.
- Son io!
Mattia
! non aver
paura
! Non sono
morto
... Mi
vedi
?
Toccami
! Sono io,
Roberto
. Non sono mai
stato
più
vivo
d'
adesso
!
Sù
,
sù
,
sù
...
-
Mattia
!
Mattia
!
Mattia
! -
prese
a
dire
il
povero
Berto
, non
credendo
ancora agli
occhi
suoi. - Ma com'è? Tu? Oh
Dio
... com'è?
Fratello
mio!
Caro
Mattia
!
E m'
abbracciò
forte
,
forte
,
forte
. Mi
misi
a
piangere
come un
bambino
.
- Com'è? -
riprese
a
domandar
Berto
che
piangeva
anche lui. - Com'è? com'è?
- Eccomi qua...
Vedi
? Son
tornato
... non dall'altro
mondo
, no... sono
stato
sempre in questo
mondaccio
...
Sù
...
Ora
ti
dirò
...
Tenendomi
forte
per le
braccia
, col
volto
pieno
di
lagrime
,
Roberto
mi
guardava
ancora
trasecolato
:
- Ma come... se
là
...?
- Non ero io... Ti
dirò
. M'hanno
scambiato
... lo ero
lontano
da
Miragno
e ho
saputo
, come l'hai
saputo
forse tu, da un
giornale
, il mio
suicidio
alla
Stìa
.
- Non eri dunque tu? -
esclamò
Berto
. - E che hai
fatto
?
- Il
morto
.
Sta'
zitto
. Ti
racconterò
tutto. Per
ora
non posso. Ti
dico
questo
soltanto
, che sono
andato
di qua e di
là
,
credendomi
felice
,
dapprima
,
sai
?: poi, per... per tante
vicissitudini
, mi sono
accorto
che avevo
sbagliato
, che fare il
morto
non è una
bella
professione
: ed eccomi qua: mi
rifaccio
vivo
.
-
Mattia
, l'ho sempre
detto
io,
Mattia
,
matto
...
Matto
!
matto
!
matto
! -
esclamò
Berto
. - Ah che
gioja
m'hai
dato
! Chi poteva
aspettarsela
?
Mattia
vivo
... qua! Ma
sai
che non ci
so
credere
ancora?
Lasciati
guardare
... Mi
sembri
un altro!
-
Vedi
che mi sono
aggiustato
anche l'
occhio
?
- Ah già, sì... per questo mi
pareva
... non
so
... ti
guardavo
, ti
guardavo
...
Benone
!
Sù
,
andiamo
di
là
, da mia
moglie
... Oh! Ma
aspetta
... tu...
Si
fermò
improvvisamente
e mi
guardò
,
sconvolto
:
- Tu vuoi
tornare
a
Miragno
?
- Certamente,
stasera
.
- Dunque non
sai
nulla?
Si
coprì
il
volto
con le
mani
e
gemette
:
-
Disgraziato
! Che hai
fatto
... che hai
fatto
...? Ma non
sai
che tua
moglie
...?
-
Morta
? -
esclamai
,
restando
.
- No!
Peggio
! Ha... ha
ripreso
marito
!
Trasecolai
.
-
Marito
?
- Sì,
Pomino
! Ho
ricevuto
la
partecipazione
. Sarà più d'un
anno
.
-
Pomino
?
Pomino
,
marito
di... -
balbettai
; ma subito un
riso
amaro
, come un
rigurgito
di
bile
, mi
saltò
alla
gola
, e
risi
,
risi
fragorosamente
.
Roberto
mi
guardava
sbalordito
, forse
temendo
che
fossi
levato
di
cervello
.
-
Ridi
?
- Ma si! ma sì! ma sì! - gli
gridai
,
scotendolo
per le
braccia
. - Tanto
meglio
! Questo è il
colmo
della mia
fortuna
!
- Che
dici
? -
scattò
Roberto
, quasi
rabbiosamente
. -
Fortuna
? Ma se tu
ora
vai
lì
...
- Subito ci
corro
,
figùrati
!
- Ma non
sai
dunque che ti
tocca
a
riprendertela
?
- Io? Come!
- Ma certo! -
raffermò
Berto
, mentre
sbalordito
lo
guardavo
io,
ora
, a mia
volta
. - Il
secondo
matrimonio
s'
annulla
, e tu sei
obbligato
a
riprendertela
.
Sentii
sconvolgermi
tutto.
- Come! Che
legge
è questa? -
gridai
. - Mia
moglie
si
rimarita
, ed io.. Ma che?
Sta'
zitto
! Non è
possibile
!
- E io ti
dico
invece che è proprio così! -
sostenne
Berto
. -
Aspetta
:
c'
è di
là
mio
cognato
. Te lo
spiegherà
meglio
lui, che è
dottore
in
legge
. Vieni... o
meglio
, no:
attendi
un po' qua: mia
moglie
è
incinta
; non vorrei che, per quanto ti
conosca
poco, le potesse far
male
un'
impressione
troppo
forte
...
Vado
a
prevenirla
...
Attendi
, eh?
E mi
tenne
la
mano
fin
sulla
soglia
dell'
uscio
, come se
temesse
ancora, che -
lasciandomi
per un
momento
- io potessi
sparir
di
nuovo
.
Rimasto
solo, mi
misi
a fare in quel
salottino
le
volte
del
leone
. "
Rimaritata
! con
Pomino
! Ma
sicuro
... Anche la stessa
moglie
. Lui - eh già! - la aveva
amata
prima. Non gli sarà
parso
vero
! E anche lei...
figuriamoci
!
Ricca
,
moglie
di
Pomino
... E mentre lei qua s'
era
rimaritata
, io
là
a
Roma
... E
ora
devo
riprendermela
! Ma
possibile
? "
Poco dopo,
Roberto
venne a
chiamarmi
tutto
esultante
. Ero
ormai
però tanto
scombussolato
da questa
notizia
inattesa
, che non potei
rispondere
alla
festa
che mi fecero mia
cognata
e la
madre
e il
fratello
di lei.
Berto
se n'
accorse
, e
interpellò
subito il
cognato
su ciò che mi
premeva
soprattutto di
sapere
.
- Ma che
legge
è questa? -
proruppi
ancora una
volta
. -
Scusi
! Questa è
legge
turca
!
Il
giovane
avvocato
sorrise
,
rassettandosi
le
lenti
sul
naso
, con
aria
di
superiorità
.
- Ma
pure
è così, - mi
rispose
. -
Roberto
ha
ragione
. Non
rammento
con
precisione
l'
articolo
, ma il
caso
è
previsto
dal
codice
: il
secondo
matrimonio
diventa
nullo, alla
ricomparsa
del
primo
coniuge
.
- E io
devo
riprendermi
, -
esclamai
irosamente
, - una
donna
che, a
saputa
di tutti, è stata per un
anno
intero
in
funzione
di
moglie
con un altr'
uomo
, il quale...
- Ma per
colpa
sua,
scusi
,
caro
signor
Pascal
! - m'
interruppe
l'
avvocatino
, sempre
sorridente
.
- Per
colpa
mia? Come? -
feci
io. - Quella
buona
donna
sbaglia
, prima di tutto,
riconoscendomi
nel
cadavere
d'un
disgraziato
che s'
annega
, poi s'
affretta
a
riprender
marito
, e la
colpa
è mia? e io
devo
riprendermela
?
- Certo, -
replicò
quegli, - dal
momento
che lei,
signor
Pascal
, non volle
correggere
a
tempo
, prima cioè del
termine
prescritto
dalla
legge
per
contrarre
un
secondo
matrimonio
, lo
sbaglio
di sua
moglie
,
sbaglio
che poté anche - non
nego
-
essere
in
mala
fede
. Lei lo
accettò
, quel
falso
riconoscimento
, e se ne
avvalse
... Oh,
badi
: io la
lodo
di questo: per me ha
fatto
benissimo
. Mi fa
specie
, anzi, che lei
ritorni
a
ingarbugliarsi
nell'
intrico
di queste nostre
stupide
leggi
sociali
. Io, ne'
panni
suoi, non mi sarei
fatto
più
vivo
.
La
calma
, la
saccenteria
spavalda
di questo
giovanottino
laureato
di
fresco
m'
irritarono
.
- Ma perché lei non
sa
che cosa
voglia
dire
! - gli
risposi
,
scrollando
le
spalle
.
- Come! -
riprese
lui. - Si può
dare
maggior
fortuna
, maggior
felicità
di questa?
- Sì, la
provi
! la
provi
! -
esclamai
,
voltandomi
verso
Berto
, per
piantarlo
lì
, con la sua
presunzione
.
Ma anche da questo
lato
trovai
spine
.
- Oh, a
proposito
, - mi
domandò
mio
fratello
, - e come hai
fatto
, in tutto questo
tempo
, per...?
E
stropicciò
il
pollice
e l'
indice
, per
significare
quattrini
.
- Come ho
fatto
? - gli
risposi
. -
Storia
lunga
! Non sono
adesso
in
condizione
di
narrartela
. Ma ne ho avuti,
sai
?
quattrini
, e ne ho ancora: non
credere
dunque ch'io
ritorni
ora
a
Miragno
perché ne sia a
corto
!
- Ah, ti
ostini
a
tornarci
? -
insistette
Berto
, - anche dopo queste
notizie
?
- Ma si
sa
che ci
torno
! -
esclamai
. - Ti
pare
che dopo quello che ho
sperimentato
e
sofferto
,
voglia
fare ancora il
morto
? No,
caro
mio:
là
,
là
; voglio le mie
carte
in
regola
, voglio
risentirmi
vivo
, ben
vivo
, e anche a
costo
di
riprendermi
la
moglie
. Di, un po', è ancora
viva
la
madre
... la
vedova
Pescatore
?
- Oh, non
so
, - mi
rispose
Berto
. -
Comprenderai
che, dopo il
secondo
matrimonio
... Ma
credo
di sì, che sia
viva
...
- Mi
sento
meglio
! -
esclamai
. - Ma non
importa
! Mi
vendicherò
! Non son più quello di prima,
sai
?
Soltanto
mi
dispiace
che sarà una
fortuna
per quell'
imbecille
di
Pomino
!
Risero
tutti. Il
servo
venne intanto ad
annunziare
ch'
era
in
tavola
.
Dovetti
fermarmi
a
desinare
; ma
fremevo
di tanta
impazienza
, che non m'
accorsi
nemmeno di
mangiare
;
sentii
però
infine
che avevo
divorato
. La
fiera
, in me, s'
era
rifocillata
, per
prepararsi
all'
imminente
assalto
.
Berto
mi
propose
di
trattenermi
almeno per quella
sera
in
villa
: la
mattina
seguente
saremmo
andati
insieme
a
Miragno
. Voleva
godersi
la
scena
del mio
ritorno
impreveduto
alla
vita
, quel mio
piombar
come un
nibbio
là
sul
nido
di
Pomino
. Ma io non
tenevo
più alle
mosse
, e non volli
saperne
: lo
pregai
di
lasciarmi
andar
solo, e quella
sera
stessa, senz'altro
indugio
.
Partii
col
treno
delle otto: fra
mezz'
ora
, a
Miragno
.
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