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Dom Jean-Baptiste Gustave Chautard
Anima di ogni Apostolato

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  • III. La vita liturgica, sorgente di vita interiore e perciò di apostolato
    • 2. Che cos’è la vita liturgica?
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2. Che cos’è la vita liturgica?

Le leggi della vostra Chiesa, o Signore, esigono a rigore da me solo la fedele osservanza dei riti e l’esatta pronunzia delle parole.

Ma senza dubbio Voi desiderate che la mia buona volontà vi offra di più. Volete che la mia mente e il mio cuore approfittino delle ricchezze nascoste nella Liturgia per unirmi più intimamente alla vostra Chiesa e per giungere quindi ad unirmi più strettamente a Voi.

Attirato dall’esempio dei vostri servi più fedeli, o mio Buon Maestro, voglio sedere con sollecitudine nel ricco banchetto al quale la Chiesa m’invita, sicuro di trovare nell’Ufficio divino, nelle formule, nelle cerimonie, collette, epistole, Vangeli eccetera, che accompagnano l’augusto Sacrificio della Messa e l’amministrazione dei Sacramenti, un nutrimento tanto sano quanto abbondante per lo sviluppo della mia vita interiore.

Alcune riflessioni sull’idea-madre che abbraccia gli elementi liturgici e sui frutti dai quali si riconosceranno i miei progressi, mi preserveranno dall’illusione.

* * *

Ogni rito sacro può essere paragonato ad una pietra preziosa; ma quei riti che si riferiscono alla Messa e all’ufficio, a qual valore e splendore vengono innalzati, se io so incastonarli in quel meraviglioso insieme formato dal ciclo liturgico!13

Mantenuta per tutto un periodo sotto l’influsso di un Mistero, nutrita da ciò che la Scrittura e la Tradizione hanno di più istruttivo e di più affettivo su questo soggetto, orientata costantemente verso un medesimo ordine di idee, la mia anima deve necessariamente subire l’influenza di una tale attenzione e trovare, nei sentimenti suggeritile dalla Chiesa, un nutrimento tanto sostanziale quanto saporito per approfittare della grazia speciale che Dio riserva ad ogni periodo, ad ogni festa di questo ciclo.

Il mistero non soltanto giunge a penetrarmi come una verità che viene assimilata con la meditazione, ma afferra tutto quanto il mio essere, coinvolgendo anche le mie facoltà sensibili per eccitare il mio cuore e determinare la mia volontà. Non si tratta più di un semplice memoriale del passato, un semplice anniversario, ma di un fatto che ha il carattere di un avvenimento presente di cui la Chiesa fa un’attuale applicazione e al quale partecipa realmente.

Nel tempo natalizio, per esempio, festeggiando presso l’altare la venuta del Divino Infante, la mia anima può ripetere: «Oggi Cristo è nato, oggi è apparso il Salvatore; oggi cantano gli Angeli sulla terra»14.

In ogni periodo del ciclo liturgico, il Messale ed il Breviario mi manifestano un nuovo raggio dell’amore di Colui che è per noi ad un tempo Re, Maestro, Medico, Consolatore, Salvatore e Amico. All’altare come a Betlemme, a Nazaret come sulle sponde del lago di Tiberiade, Gesù vi si manifesta come Luce, Amabilità, Tenerezza, Misericordia, ma vi si mostra soprattutto come Amore personificato perché è la sofferenza personificata, l’agonizzante del Getsemani e il Riparatore del Calvario.

Così la liturgia alla vita eucaristica il suo pieno sviluppo e la vostra Incarnazione, o Gesù, che ha ravvicinato Dio a noi, mostrandocelo visibile in Voi, continua a renderci l’identico servizio ad ogni mistero che festeggiamo.

In tal modo, per mezzo della Liturgia, io partecipo alla vita della Chiesa e a quella vostra, o Gesù. Con essa assisto ogni anno a tutti i misteri della vostra vita nascosta, pubblica, sofferente e gloriosa, con essa ne raccolgo i frutti. Inoltre, le feste periodiche della Madonna e dei Santi che meglio hanno imitato la vostra vita interiore, mettendomi sott’occhio i loro esempi, mi danno un aumento di luce e di forza per riprodurre in me le vostre virtù e infondere nelle anime dei fedeli lo spirito del vostro Vangelo.

Come potrei io realizzare nel mio apostolato quel desiderio di san Pio X, cioè far sì che, con la mia azione, i fedeli giungano a partecipare attivamente ai santi Misteri ed alla preghiera pubblica e solenne della Chiesa, che è, come dice questo Papa, la «sorgente principale ed indispensabile» del vero spirito cristiano15, se io stesso passo accanto ai tesori della Liturgia, senza nemmeno sospettarne le meraviglie?

Per dare maggiore unità alla mia vita spirituale e unirmi sempre più alla vita della Chiesa, tenderò a collegare alla Liturgia, per quanto è possibile, i miei altri esercizi di pietà. Per esempio, per la mia meditazione sceglierò un soggetto che si riferisce al periodo o alla festa del ciclo liturgico; a seconda dei tempi, nelle mie visite al Ss.mo Sacramento m’intratterrò più volentieri con Gesù Bambino, Gesù sofferente, Gesù glorioso, Gesù vivente nella sua Chiesa, eccetera. Anche le letture private sul Mistero o sulla vita del santo di cui si onora la memoria, daranno il loro contributo a questo piano di spiritualità liturgica.

O Maestro adorabile, preservatemi dalle contraffazioni della vita liturgica; esse sono dannose ad ogni vita interiore, soprattutto perché diminuiscono la lotta spirituale.

Preservatemi da una pietà che faccia consistere questa vita liturgica soltanto in godimenti poetici o in un affascinante studio di archeologia religiosa, oppure che tenda al quietismo e ai suoi derivati, cioè all’indebolimento di tutto ciò che muove la vita interiore: timore, speranza, desiderio della salvezza e della perfezione, lotta contro i difetti e lavoro per acquistare la virtù.

Datemi la convinzione, o Signore, che in questo secolo di occupazioni assorbenti e pericolose, la vita liturgica, per quanto perfetta essa sia, non può dispensare dall’orazione mattutina.

Allontanate da me il sentimentalismo ed la bigotteria che fanno consistere la vita liturgica nelle impressioni e nelle emozioni, lasciando quindi la volontà in balìa della fantasia e della sensibilità.

Certo, voi non volete affatto che io rimanga insensibile a tutto quanto la Liturgia contiene di bello e di poetico. Tutto il contrario! Con i suoi canti e le sue cerimonie, la Chiesa infatti si rivolge appunto alle facoltà sensibili col fine di penetrare più profondamente le anime dei suoi figli, di presentare meglio alle loro volontà i veri beni, e di innalzarli più sicuramente, più facilmente e più completamente verso Dio.

Posso dunque assaporare tutta l’inalterabile e salutare freschezza dei dogmi messi in rilievo dalla Liturgia; posso lasciarmi commuovere dinanzi allo spettacolo pieno di maestà di una Messa solenne; posso gustare le preghiere dell’assoluzione o i riti così commoventi del Battesimo, dell’Estrema Unzione, delle esequie, eccetera.

Ma non devo mai dimenticare che tutte le risorse offerte dalla sacra Liturgia non sono altro che mezzi per giungere al fine unico dell’intera vita interiore: far morire l’uomo vecchio, perché al suo posto possiate vivere e regnare Voi, o Gesù.

Avrò pertanto la vera vita liturgica quando, penetrato di spirito liturgico, utilizzerò la Messa, le preghiere e i riti ufficiali per aumentare la mia unione con la Chiesa, e così progredire nella partecipazione alla vita interiore di Gesù Cristo, e perciò alle sue virtù, riflettendola meglio agli occhi dei fedeli.




13 La Chiesa, ispirata da Dio ed ammaestrata dai santi Apostoli, ha stabilito l’anno in tal modo che ci si può trovare – con la vita, i misteri, la predicazione e la dottrina di Gesù Cristo - il vero frutto di tutte queste cose nelle mirabili virtù dei suoi servi, negli esempi dei suoi santi, ed infine un mistico compendio dell’Antico e del Nuovo Testamento e di tutta la Storia ecclesiastica. In tal modo, tutte le stagioni sono fruttuose per i cristiani, tutto è saturo di Gesù Cristo. In questa varietà, che si compie tutta in quell’unità tanto raccomandata da Gesù Cristo, l’anima innocente e pia trova, insieme a delizie celestiali, un solido alimento ed un continuo rinnovamento del suo fervore (J. B. Bossuet, Orazione funebre di Maria Teresa d’Austria; trad. it. in: Orazioni funebri, Cantagalli, Siena 1934).



14 Ufficio di Natale.



15 S. Pio X, Tra le sollecitudini, Motu Proprio del 22 novembre 1903.






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