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José Saraiva Martins
47 Congresso Eucaristico Internazionale

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«La tentazione oggi - scrive Giovanni Paolo II nell'enciclica Redemptoris Missio - è di ridurre il cristianesimo a una sapienza veramente umana, quasi scienza del buon vivere. In un mondo fortemente scristianizzato è avvenuta una «grande secolarizzazione della salvezza», per cui ci si batte, sì, per l'uomo, ma per un uomo dimezzato, ridotto alla sola dimensione orizzontale. Noi, invece, sappiamo che Gesù è venuto a portare la salvezza integrale, che investe tutto l'uomo e tutti gli uomini, aprendoli ai mirabili orizzonti della filiazione divina» (n. 11).

La salvezza che la Chiesa annuncia è autocomunicazione di Dio. È salvezza che ha le sue movenze in Dio. Di fatto è salvezza trascendente, assolutamente gratuita e imprevedibile, nella quale Dio Uno-Trino si rivela e si comunica come Amore, Creatore e Padre degli uomini, creati a sua immagine e fin dal principio «scelti nel Figlio per la grazia e per la gloria» - come si esprime l'attuale Sommo Pontefice nell'enciclica «Dives in misericordia» (n. 7).

Una salvezza che deve essere annunciata a tutti e da tutti partecipata, tanto da essere testimoniata da ciascuno che l'ha accolta.

Ed è vero che «nihil volitum, quin praecognitum». Necessita, pertanto, essere propagato e comunicato il dono della salvezza ricevuto gratuitamente (cfr Mt 10, 8), tanto più che la salvezza, che per iniziativa del Padre viene offerta in Gesù, e diffusa dallo Spirito Santo, è salvezza di tutta la persona umana e di tute le persone. È salvezza personale e comunitaria, fisica e spirituale, presente e futura. Essa è ritmata, alimentata, potenziata dalla sua sorgente e dal suo culmine qual è l'Eucaristia, voluta dal Cristo.

Ogni volta che si è obbedienti al comando del Signore: «Fate questo in memoria di me» (cfr 1 Cor 11, 25 e paralleli), si perpetua l'evento di salvezza del Corpo di Cristo donato, e del suo Sangue versato per la salvezza, che culmina nella vittoria sulla morte e fa risplendere la vita e l'immortalità, per mezzo del Vangelo (cfr 2 Tim 1, 10).

Ed è proprio attorno al binomio: «Annuncio del Vangelo» ed «Eucaristia» che faremo alcune riflessioni, per sottolineare i mutui interscambi e l'osmosi dei dinamismi del binomio. Essi gravitano attorno al «tradidit semetipsum» (cfr Gal 2, 20) e al «mortem Domini annuntiabitis» (cfr 1 Cor 11, 26), che racchiudono l'evento storico continuato mistericamente nella celebrazione e la necessità del lieto annuncio «donec Dominus veniat».




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