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José Saraiva Martins
47 Congresso Eucaristico Internazionale

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I - Evangelizzazione: azione per la fede operativa

1. L'annuncio della Parola

Non intendo qui trattare tutte le implicanze contenute nel detto «qualis evangelizatio, talis eucharistia», né entrare nel merito dell'assioma «ad una evangelizzazione impoverita, segue l'Eucarestia equivocata», ma solo sottolineare i dinamismi dell'evangelizzazione.

Mi preme sottolineare, in particolkare, che il lieto annuncio, «l'evanghelion», deve essere propagato come vuole il Cristo (cfr Mt 28, 18). Esso concretizza in sé stesso la gioia della salvezza, di cui è assetato l'uomo odierno. Gioia che non può non essere piena anche negli altri (cfr Gv 15, 11).

L'evangelizzazione da una parte, si radica nella volontà divina di Cristoterminus a quo») e, dall'altra, vede le genti della terra come destinatari della stessa («terminus ad quem»).

È ponendo l'attenzione sulla Parola di Dio che deve essere diffusa per mezzo di quel «complesso contenutistico e metodologico» che è l'evangelizzazione, (uguale ieri, oggi e nei secoli [cfr Ebr 13, 8] per quanto riguarda i contenuti, ma nuova come stile, come modalità, come ardimento), che si riscoprono i dinamismi della medesima Parola di Dio. Essi si sovrappongono a quelli dell'evangelizzazione. Scopo di questa è quello di portare la luce della fede a chi è avvolto ancora nelle tenebre dell'errore. Ma è anche quello di radicare sempre più nella fede stessa, coloro che, già illuminati, devono essere, a loro volta, sorgente di illuminazione.

La fede è, primariamente, un dono divino (cfr Gv 4, 10) che comporta la risposta di chi lo riceve. Risposta che consiste fondamentalmente nell'aprirsi al riconoscimento dell'assoluto primato di Dio: riconoscimento che non comporta né una svalutazione delle capacità umane, né una contrapposizione fra Dio e l'uomo, ma testimonia un rapporto di amore tra creatura e Creatore, tra figlio e Padre (cfr Gv 11, 51-52). Risposta che consiste nell'accoglienza della salvezza, che ci rende partecipi della vita stessa di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, e ci abilita e spinge a donarci, come Cristo, agli uomini che consideriamo fratelli e amiamo come noi stessi (cfr Mt 22, 39) e come lui li ha amati (cfr Gv l3, 34).

La nuova evangelizzazione si tinge cosi della tonalità dell'amore. L'amore cristiano comprende la giustizia come una parte essenziale e irrinunciabile: non si può amare l'altro, accettarlo incondizionatamente e metterlo sul nostro stesso piano, se non si è pienamente disposti a dare all'altro ciò che gli spetta per la sua dignità di persona, di soggetto di diritti e di doveri. L'amore cristiano non supplisce la giustizia e non si sviluppa al di di essa. Secondo Giovanni Paolo II, l'amore cristiano «è ·più grandeº della giustizia... L'amore, per così dire, condiziona la giustizia e, in definitiva, la giustizia serve la carità» (Dives in misericordia, 4).

La salvezza si compie attraverso la Croce di Cristo, la suprema prova del suo amore verso gli uomini. La parola centrale dell'«evanghelion» sulla forma con cui la salvezza si realizza in noi, fino al ritorno glorioso di Cristo, è la parola di Croce. La realtà della Croce pone l'evangelizzazione entro un binario in cui ogni pretesa di successo, non solo del singolo credente, ma della Chiesa tutta, si smorza in un limite radicale e insuperabile.

In ogni caso, la salvezza è già presente nella morte e resurrezione di Gesù e nella sua permanenza «sacramentale» nella vita della Chiesa, suo Corpo terreste. Anche se la salvezza pienamente compiuta e manifestata, cioè la «trasfigurazione del mondo» con l'instaurazione dei cieli nuovi e della terra nuova (cfr 2 Pt 3, 13; Ap 21, 1), si avrà solo alla fine della storia. «Mentre dura il tempo, la lotta tra il bene e il male continua fin nel cuore dell'uomo» (Giovanni Paolo II, Lett. Centesimus annus 25), e la realizzazione della nostra speranza resta racchiusa nei «segreti di Dio» (1 Cor 2, 11).

In una parola: l'annuncio che la Chiesa è chiamata a fare nella storia, presso tutte le genti, si riassume in un'affermazione centrale: Dio ci ama; Gesù il Cristo è venuto a salvarci, per santificarci e per ciascuno di noi è via, verità e vita (cfr Gv 14, 6); lo Spirito Santo ci anima e ci sospinge al Signore della vita, che con la sua Passione-Morte-Resurrezione, ci redime e ci porta al Padre.




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