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José Saraiva Martins
47 Congresso Eucaristico Internazionale

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II - Eucaristia: culmine e fonte dell'Evangelizzazione

1. I dinamismi dell'Eucaristia e dell'evangelizzazione

Per scoprire il nesso tra quello che è stato fin qui detto e quello che diremo in seguito, va ricordato che i dinamismi della Eucaristia costituiscono il punto di raccordo e di concentrazione di quelli dell'evangelizzazione.

Di fatto, nell'evangelizzazione la Parola di Dio è proclamata, nell'Eucaristia è celebrata. la parola di Dio è diffusa ai quattro venti, qui è accolta nella comunità di fedeli. L'evangelizzazione suscita la fede; l'Eucaristia, è, per eccellenza, il misterium fidei attuato. La conversione che proviene dalla fede, è nell'Eucaristia fomentata, alimentata, impulsata.

E se l'efficacia dell'evangelizzazione è legata al soffio dello Spirito Santo, nell'Eucaristia è lo stesso Spirito che agisce con la sua presenza invocata con la preghiera dell'apiclesi e con la sua effusione, tanto che si può affermare, con San Germano da Parigi, che l'Eucaristia è summa charismatum. Di fatto un'orazione dell'antico missale gothicum annovera, tra gli effetti dell'Eucaristia, l'aeternitas Spiritus.

Ora se è vero che qualis evangelizatio talis Eucharistica, è anche vero che una Eucharistia partialis cioè equivocata, fraintesa, frastornata, mal partecipata, segue una evangelizatio mortalis che si chiude su di sé stessa, e che, quindi, porta alla morte spirituale dei fedeli.

Effettivamente, l'effetto più profondo dell'Eucaristia si trova dove il rendimento di grazie per Cristo, con Cristo, in Cristo, diventa vita di grazia per la gloria. San Paolo parla di ossequio spirituale, di oblazione viva (cfr Rom 12,1 e simili). Gesù asserisce che si arriverà al culto in Spirito e verità (cfr Gv 4, 23-24).

Ciò avviene tutte le volte che si celebra l'Eucaristia e cioè si è obbedienti al «Fate questo in memoria di me». Egli, il Cristo, ha legato la sua volontà di realizzatore della redenzione alla celebrazione dell'Eucaristia.

Ogni Eucaristia è esplosione di culto spirituale, vero, vivo, intimo, personale, in persona Christi, e, dunque, comunitario ed ecclesiale, in corpore mistico di Cristo che è la Chiesa.

La Chiesa è, dunque, una comunità essenzialmente cultuale. E in quanto tale essa diventa «imago» (eikôn) della vita intratrinitaria. Ivi le Persone Divine, tributandosi onore e gloria l'una all'altra e compartecipando dell'unica vita ed essenza divina, diventano la causa, il principio e il fine della stessa «Ecclesia orans». Questa imita il modello della vita trinitaria. Per cui meritatamente si dice pregando che la comunità eucaristica è «radunata dall'unità della Trinità» (cfr Prefazio VIII delle domeniche «per annum»). E mentre si prega, si viene educati alla fede, per cui si apprende che la medesima Trinità è il principio dell'unità, delle mutue relazioni tra i membri della Ecclesia. Il «convenire in unum» e la «congregatio» della «plebs sancta», dalla preghiera dell'Eucaristia sono attribuiti alle Persone Divine, «in una simul» considerate, come quando si asserisce pregando che il popolo è radunato dall'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (cfr Colletta del 3· formulario, della Messa» per la Chiesa universale, tra le messe «ad diversa»). Tanto più che ogni azione liturgica e specialmente l'Eucaristia, rievoca la storia della salvezza e riattualizza, per la vita dei fedeli, tutto il progetto salvifico trinitario. L'evangelizzazione lo porta a conoscenza. L'Eucaristia lo fa esperimentare, ne fa fare l'esperienza, lo attua a bene dei fedeli.

E qui emerge la profonda dimensione ecclesiale del mistero eucaristico. Infatti, senza l'Ecclesia che celebra l'Eucaristia, e senza la celebrazione dell'Eucaristia nella Ecclesia e con l'Ecclesia, il Padre celeste sarebbe lontano, il Cristo apparterrebbe al passato, solo allo ieri, e non anche all'oggi e nei secoli (cfr Ebr 13, 8), e lo Spirito Santo sarebbe mortificato nel suo agire, e il lieto annuncio (=evanghelion) non raggiungerebbe gli scopi che sono connaturati al vivus sermo Dei et efficax (cfr Ebr 4, 12).

I sentieri della Trinità per l'incontro privilegiato con i fedeli, si intersecano nella Celebrazione Eucaristica compiuta dalla Chiesa. Essa è il mezzo in cui il benefico influsso della Parola di Dio, mediante la quale le Persone Divine si introducono nel cuore dei fedeli, giunge alla vita di ognuno di loro.

L'Eucaristia orienta alla Trinità, perché la Trinità nell'Eucaristia rende efficace nel modo più completo in via, il «mysterium», ossia il piano della salvezza (=l'oikonomia trinitaria). L'evangelizzazione esplicita con i suoi contenuti la volontà della Trinità. L'annuncio che la Celebrazione Eucaristica fa della Parola di Dio rievoca e riattivalizza la storia della salvezza. Per cui il convenire in unum, frutto delle energie del seme che è la Parola di Dio (cfr Lc 7, 11), raggiunge lo scopo della convocazione dei figli di Dio, che è opera del Padre nel Figlio in virtù dello Spirito Santo.

Lo scopo della convocatio è di creare una comunione di fedeli che si moduli e si modelli su quella esistente tra le Persone Divine. Esse sono la fonte, la causa, la finalità, il sostegno di ogni convocazione eucaristica per mezzo della parola e costituiscono il paradigma per la comprensione del significato ultimo della congregatio sanctorum seu fidelium attorno alla mensa eucaristica.

La comunità eucaristica radunata nel vincolo delle Trinità, concretizza, dunque, il contenuto dell'Evangelizzazione che sfocia nel radunare i figli di Dio dispersi (cfr Giov 11, 51-52) in unum, ossia attorno al Cristo Pasquale, il cui Mistero è celebrato e rinnovato nell'Eucaristia.




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