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S. Ambrogio
La Penitenza
IntraText CT - Lettura del testo
LIBRO PRIMO
Capitolo 5
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Capitolo
5
Ma essi
asseriscono
di fare
ragionamenti
del
genere
, giacché, a loro
giudizio
,
ammettere
che
Dio
perdoni
persone
contro le quali ha in
precedenza
manifestato
la sua
ira
significa
attribuirgli
natura
mutevole
. Dunque?
Ripudieremo
gli
oracoli
del
Signore
e
daremo
credito
alle
opinioni
dei
Novaziani
?
Dio
deve
essere
stimato
sulla
base
delle sue
parole
, non delle
affermazioni
degli altri. Una
prova
convincente
della sua
misericordia
? Non forse, per
bocca
del
profeta
Osea
, quasi come
rappacificato
,
perdona
gente
che poco prima
minacciava
? Dice: "Che
dovrò
fare di te,
Efraim
, che
dovrò
fare di te,
Giuda
?". Più innanzi: "Come
trattarti
?
Dovrei
ridurti
allo
stato
di
Adma
e di
Zeboim
?". È
adirato
, eppure con
sentimento
,
direi
,
paterno
, è
dubbioso
circa la
pena
da
irrogare
al
peccatore
. Il
Giudeo
è
colpevole
,
Dio
, tuttavia,
vaglia
con
scrupolo
i
fatti
. Aveva
detto
: "
Dovrei
ridurti
allo
stato
di
Adma
e di
Zeboim
?",
città
queste che,
vicine
a
Sodoma
, avevano avuto in
sorte
analoga
distruzione
. Subito, però,
aggiunge
: "Il mio
cuore
si è
commosso
, la mia
pietà
è in
preda
al
turbamento
; non voglio
agire
secondo
l'
impulso
della mia
ira
".
Non è forse
chiaro
che
Gesù
si
sdegna
con noi
peccatori
allo
scopo
di
convertirci
mediante il
terrore
suscitato
dalla sua
collera
? La sua
ira
non
comporta
vendetta
, bensì
suona
preludio
di
indulgenza
. Ha
detto
: "Se
piangerai
contrito
, ti
salverai
".
Attende
, pertanto, i nostri
sospiri
, quelli
temporali
, per
condonare
gli
eterni
.
Esige
il nostro
pianto
per
elargire
la
misericordia
.
Nel
Vangelo
,
mosso
a
pietà
dalle
lacrime
della
vedova
, ne ha
richiamato
in
vita
il
figlio
. Vuole il nostro
pentimento
per
potere
fare
ricorso
alla
grazia
, la quale si
fermerebbe
stabilmente
in noi, se non
cadessimo
nella
schiavitù
del
peccato
.
Offendiamo
Dio
con le
colpe
, ed egli si
adira
affinché facciamo
atto
di
contrizione
.
Umiliamoci
, dunque, per
metterci
in
condizione
di
meritare
pietà
, non
castigo
.
Ti sia
maestro
Geremia
, il quale dice: "Il
Signore
non
ripudierà
per sempre, ma se
umilierà
avrà anche
pietà
secondo
la sua
grande
misericordia
. Chi
umilia
contro il suo
desiderio
non
ripudia
certo i
figli
degli
uomini
". Queste sono le
parole
che
leggiamo
nei
Lamenti
di
Geremia
. Da esse e dalle
seguenti
desumiamo
che il
Signore
umilia
"sotto i suoi
piedi
tutti coloro che sono
incatenati
sulla
terra
", affinché possiamo
sottrarci
al suo
castigo
. Ma non
umilia
di tutto
cuore
il
peccatore
sino a
terra
, giacché
solleva
"l'
indigente
dalla
polvere
" e
rialza
"il
povero
dall'
immondizia
". Chi si
ripromette
di
concedere
il
perdono
, non
umilia
di tutto
cuore
.
Dio
non
umilia
con tutto il
sentimento
chi si è
macchiato
di
colpa
, tanto meno, chi non ha
peccato
di tutto
cuore
. Ha
detto
a
proposito
dei
Giudei
: "Questo
popolo
mi
onora
con le
labbra
, ma il suo
cuore
è
lontano
da me". In questa
maniera
potrebbe
esprimersi
nei
riguardi
di alcuni dei
lapsi
: Mi hanno
rinnegato
con le
labbra
, ma sono
insieme
a me con il
cuore
. La
tortura
li ha
vinti
, ma la
slealtà
non ha avuto il
sopravvento
. Non
c'
è, pertanto,
valido
motivo
perché alcuni
neghino
loro il
perdono
. Il
persecutore
medesimo, infatti, ne ha
testimoniato
la
fede
al
punto
da
tentare
di
distruggerla
con i
supplizi
. Hanno
ripudiato
una
sola
volta
, ma
testimoniano
ogni
giorno
. Hanno
rinnegato
con la
bocca
, ma
testimoniano
di
continuo
con i
gemiti
, con gli
ululati
, con le
lacrime
, con le
parole
schiette
,
sincere
. Hanno
ceduto
alla
tentazione
del
diavolo
, ma
temporaneamente
. Il
demonio
si è
dovuto
allontanare
da loro non essendo
riuscito
a
guadagnarli
alla sua
causa
. Si è
ritirato
innanzi al loro
pianto
, all'
afflizione
del
pentimento
. Li aveva
aggrediti
come cosa altrui, li ha
perduti
quando erano sua
preda
.
Non è forse il
caso
medesimo che si
verifica
allorché gli
abitanti
di una
città
vinta
sono
trascinati
prigionieri
? Vengono
menati
in
schiavitù
, ma non certo di loro
volontà
. Sono
costretti
ad
emigrare
in
terra
straniera
, con il
cuore
, però, non si
allontanano
dal
paese
,
portano
con
s
‚, nell'
animo
, la
patria
e si
adoperano
in tutti i
modi
per
rientrarvi
. Che dunque? Quando
uomini
, così
disposti
, finalmente
ritornano
, ci potrebbe
essere
chi
suggerisca
che non si
debbano
degnamente
accogliere
, che si
debbano
, cioè,
tributare
loro
onori
minori
, per la
viva
preoccupazione
che il
nemico
abbia un qualche
pretesto
per
sfogare
l'
ira
? Se tu
perdoni
chi è
armato
e ha
opposto
forza
a
forza
, non sei
disposto
ad
essere
indulgente
verso chi aveva come
unica
arma
la
fede
?
Se
chiediamo
il
parere
del
diavolo
a
proposito
di
codesti
lapsi
, non
pensi
che
direbbe
: "Questo
popolo
mi
onora
con le
labbra
, ma il suo
cuore
è
lontano
da me?" Come può
essere
con me chi non
ripudia
Cristo
? Coloro che nel
cuore
ne
custodiscono
l'
insegnamento
,
soltanto
in
apparenza
mi
adorano
. Io mi
illudevo
che
professassero
la mia
dottrina
. Più
grave
suona
la
condanna
nei miei
riguardi
, allorché
rinnegano
teorie
delle quali hanno
acquisito
conoscenza
. È certo che
Cristo
mena
trionfo
più
grande
quando li
accoglie
al loro
ritorno
.
Tutti gli
angeli
tripudiano
. Infatti, è più
grande
gloria
per un
peccatore
convertito
che per
novantanove
giusti
che non hanno
bisogno
di
conversione
. Si
trionfa
su di me nel
cielo
, su di me nel
mondo
.
Cristo
non
subisce
danno
quando
persone
venute da me in
lacrime
ritornano
nel
seno
della
Chiesa
,
sentendo
di essa
rimpianto
. Senza
dire
che dietro il loro
esempio
corro
pericolo
anche per i miei
fidi
. Potrebbero
imparare
che non
c'
è
vantaggio
a stare in un
luogo
in cui gli
uomini
non sono affatto
adescati
dai
beni
immediati
e che, invece,
c'
è
profitto
grandissimo
dove i
lamenti
, le
lacrime
, i
digiuni
sono
preferiti
alle
opulente
imbandigioni
".
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