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S. Ambrogio
La Penitenza
IntraText CT - Lettura del testo
LIBRO PRIMO
Capitolo 13
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Capitolo
13
Infine
,
Paolo
insegna
che non bisogna
abbandonare
persone
che hanno
commesso
peccato
che
cagiona
morte
, bensì
castigarle
con i
pani
delle
lacrime
e con la
bevanda
del
pianto
, in
maniera
, tuttavia, che l'
afflizione
sia
contenuta
.
Questo,
appunto
,
significa
: "e li
abbevererai
di
lacrime
con
misura
", in modo, cioè, che l'
angoscia
abbia un
limite
, affinché il
penitente
non
soccomba
all'
eccessiva
tristezza
.
Scrive
ai
Corinzi
: "Che volete?
Debbo
venire a voi con il
bastone
, o con
amore
e con
spirito
di
dolcezza
?". Il
bastone
non vuole
significare
spietatezza
. Egli aveva
letto
: "Tu lo
batterai
con la
verga
,
salverai
però la sua
anima
dalla
morte
".
Quale
significato
avesse "venire con il
bastone
", ce lo
insegnano
la sua
invettiva
contro l'
immoralità
, l'
accusa
dell'
incesto
, il
biasimo
dell'
orgoglio
di cui erano
gonfie
persone
che avrebbero
dovuto
, invece,
piangere
, e,
infine
, il
verdetto
pronunziato
contro il
reo
che
era
escluso
dalla
comunione
e
dato
in
balia
di
Satana
, per la
morte
della
carne
e non dell'
anima
. Come il
Signore
non
diede
al
diavolo
alcun
diritto
sull'
anima
di
Giobbe
, bensì gli
concesse
la
padronanza
assoluta
del
corpo
, così il
reo
è
dato
da
Paolo
a
Satana
per la
distruzione
della
carne
, perché il
serpente
lambisse
la sua
terra
, senza
nocumento
, però, dell'
anima
.
Muoia
, dunque, la nostra
carne
ai
desideri
, sia
pure
in
catene
, in
schiavitù
, non
muova
guerra
alla
legge
dello
spirito
.
Muoia
,
soggiacendo
a
salutare
servitù
,
secondo
l'
esempio
di
Paolo
. L'
Apostolo
torturava
il
corpo
per
renderlo
schiavo
, con l'
intento
di
dare
maggiore
credito
alla
parola
, se la
legge
della
carne
non
sembrasse
affatto
essere
in
guerra
con quella dello
spirito
. La
carne
, infatti,
muore
quando la sua
saggezza
si
trasferisce
allo
spirito
; non è più allora
sapiente
nelle
cose
materiali
, ma nelle
spirituali
. Oh, mi
fosse
concesso
di
vedere
la mia
carne
ammalarsi
, così da non
essere
più
trascinato
prigioniero
della
legge
del
peccato
e non
vivere
nella
carne
, bensì nella
fede
di
Cristo
! È, pertanto,
grazia
più
grande
nella
infermità
che nella
salute
del
corpo
. Il
Signore
amò
intensamente
Paolo
, eppure non volle
liberarlo
dalla
malattia
della
carne
. Allorché l'
Apostolo
gli
domandò
di
allontanare
l'
infermità
dal
corpo
,
rispose
: "Ti
basta
la mia
grazia
; la
potenza
, infatti, si
manifesta
pienamente
nella
debolezza
".
Paolo
attesta
di
trovarsi
maggiormente
a suo
agio
nelle
infermità
: "Quando sono
debole
è allora che sono
forte
". La
virtù
dell'
animo
raggiunge
la
perfezione
, quando la
carne
è
ammalata
.
Abbiamo
chiarito
il
pensiero
di
Paolo
.
Soffermiamoci
sul
significato
delle
parole
, per quale
motivo
, cioè, ha
detto
di aver
dato
il
reo
"in
balia
di
Satana
, per la
morte
della
carne
". La
spiegazione
è nel
fatto
che il
diavolo
ci
mette
alla
prova
.
Suole
arrecare
, infatti,
infermità
a ciascuna delle
membra
e
cagionare
malattia
all'
intero
corpo
.
Afflisse
,
appunto
, il
santo
Giobbe
con
orrenda
piaga
dai
piedi
alla
testa
, poiché il
Signore
gli aveva
dato
potestà
assoluta
sulla
carne
,
dicendo
: "Eccolo nelle tue
mani
!
Soltanto
,
risparmia
la sua
anima
". L'
Apostolo
esprime
analogo
concetto
, quando dice che ha
dato
un
individuo
"
siffatto
in
balia
di
Satana
per la
morte
del
corpo
, affinché il suo
spirito
possa
ottenere
la
salvezza
nel
giorno
del
Signore
nostro
Gesù
Cristo
".
Autorità
grande
,
grazia
insigne
quella che può
imporre
al
demonio
di
distruggersi
da se medesimo! Si
distrugge
, infatti, quando da
debole
rende
forte
l'
uomo
che egli
desidera
dolosamente
abbattere
con l'
indurlo
in
tentazione
. Ne
fiacca
la
carne
, ma
rinvigorisce
lo
spirito
. L'
infermità
del
corpo
caccia
via
il
peccato
, la
dissolutezza
rafforza
, invece, la
colpa
della
carne
.
Il
diavolo
rimane
beffato
, si
morde
con i suoi stessi
denti
.
Arma
contro di
s
‚ chi si
era
illuso
di
prostrare
.
Ferisce
il
santo
Giobbe
, ma lo
fornisce
di
armi
migliori
, giacché costui, pur avendo il
corpo
ricoperto
di
orrenda
piaga
,
soffrì
i
morsi
del
diavolo
, senza
risentire
l'
effetto
velenoso
. Fu,
appunto
, a lui
opportunamente
detto
: "Potrai tu
pescare
il
dragone
con l'
amo
,
scherzerai
con lui come con un
uccello
, lo
legherai
così come il
fanciullo
il
passero
,
porrai
su di lui la tua
mano
".
Il
demonio
, puoi
constatarlo
, viene
schernito
da
Paolo
. Alla
maniera
del
fanciullo
nella
profezia
, l'
Apostolo
introduce
la
mano
nella
bocca
dell'
aspide
, senza che il
serpente
gli
arrechi
danno
. Lo
trae
fuori dalle
tenebre
, fa del suo
veleno
un
antidoto
spirituale
,
trasformandolo
in
farmaco
.
Il
veleno
è per la
morte
della
carne
, l'
antidoto
per la
salvezza
dell'
anima
.
Ciò che è di
danno
al
corpo
,
riesce
di
utilità
allo
spirito
.
Mangi
pure
il
serpente
la mia
terra
,
addenti
la
carne
,
riduca
a
brandelli
il
corpo
. Il
Signore
dica
di me: "Eccolo nelle tue
mani
!
Soltanto
,
risparmia
la sua
anima
".
Grande
davvero
è la
potenza
di
Cristo
il quale
impone
la
custodia
dell'
uomo
al
demonio
che
pure
non ha altra
mira
se non il nostro
danno
!
Rendiamoci
, dunque,
propizio
il
Signore
. Quando
Cristo
regna
, il
diavolo
si
trasforma
addirittura
in
guardiano
della
preda
.
Ubbidisce
, sia
pure
di
cattivo
animo
, agli
ordini
divini
e, quanto vuoi
spietato
,
esegue
comandi
improntati
a
misericordia
.
Ma perché mai
vado
elogiando
lo
spirito
di
ubbidienza
del
demonio
? Egli sia sempre il
cattivo
per
antonomasia
, e
Dio
, che
muta
la
malvagità
del
diavolo
in
grazia
per il nostro
bene
, sia sempre il
buono
.
Satana
vuole fare
danno
, ma non può, se
Cristo
lo
vieta
.
Ricopre
di
piaghe
la
carne
, ma
custodisce
l'
anima
.
Inghiotte
la
terra
,
preserva
, però, lo
spirito
. D'altra
parte
sta
scritto
: "Allora i
lupi
e gli
agnelli
pascoleranno
insieme
, il
leone
e il
bue
si
ciberanno
di
paglia
, il
serpente
di
terra
quasi
fossi
pane
. E non
cagioneranno
, dice il
Signore
,
danno
e
distruzione
sul suo
santo
monte
". È questo il
verdetto
di
condanna
del
serpente
: "
Mangerai
terra
". Quale
terra
? Quella di cui è
detto
: "
Terra
sei e
terra
tornerai
".
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