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S. Ambrogio
La Penitenza
IntraText CT - Lettura del testo
LIBRO SECONDO
Capitolo 11
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Capitolo
11
La
penitenza
, dunque, è un
bene
. Se essa non
esistesse
, tutti
differirebbero
la
grazia
del
battesimo
alla
vecchiaia
. A una
ipotesi
assurda
del
genere
,
valga
come
risposta
che è
preferibile
possedere
un qualcosa da
rattoppare
che non avere da
ricoprirsi
. Ma nemmeno gli
abiti
rappezzati
una
sola
volta
possono ancora
essere
usati
come
nuovi
, quelli, invece,
cuciti
e
ricuciti
finiscono
con il
logorarsi
del tutto.
Il
Signore
, quando dice: "
Fate
penitenza
, perché il
regno
dei
cieli
è vicino", ha
sufficientemente
ammonito
coloro che
rinviano
la
penitenza
.
Ignoriamo
in quale
ora
viene il
ladro
, non
sappiamo
se la nostra
anima
ci sarà
richiesta
la
notte
stessa.
Dio
scacciò
Adamo
dal
paradiso
subito dopo la
colpa
. Non
frappose
indugi
, ma, perché facesse
penitenza
, lo
privò
delle
delizie
e,
immediatamente
, lo
rivestì
di una
tunica
di
pelle
, non già di
seta
.
Quale
giustificazione
c'
è perché tu
debba
rinviare
? Forse quella di
commettere
un maggior
numero
di
peccati
? Dunque, perché
Dio
è
buono
, tu vuoi
essere
malvagio
, e "ti
prendi
gioco
dei
tesori
della sua
bontà
e
pazienza
"? La
mitezza
del
Signore
dovrebbe
, al
contrario
,
essere
per te
incitamento
a
pentirti
.
Appunto
, il
santo
David
dice a tutti: "Venite,
adoriamo
e
prostriamoci
innanzi a lui e
piangiamo
al
cospetto
di nostro
Signore
che ci ha
creati
". Il medesimo
David
, come
sai
,
versa
lacrime
sul
peccatore
che è
morto
senza
pentirsi
. In un
caso
del
genere
non
rimane
altro che
provare
forte
dolore
e
piangere
. Egli dice: "
Figlio
mio
Assalonne
,
figlio
mio
Assalonne
"! Chi è
definitivamente
morto
va
pianto
senza alcuna
riserva
.
A
proposito
degli
esuli
, che,
raminghi
dagli
aviti
confini
fissati
dalla
legge
di
Mosè
, si erano
infangati
dei
peccati
di questo
mondo
,
odi
che
canta
: "Sui
fiumi
di
Babilonia
,
là
sedemmo
e
piangemmo
al
ricordo
di
Sion
". Il
salmista
vuole
insegnare
che la
stirpe
dei
rei
di
apostasia
deve
provvedere
al
ravvedimento
, quando i
colpevoli
sono ancora in
condizione
di avere
tempo
a
disposizione
e in
situazione
suscettibile
di
mutamento
. Perciò,
ricorre
all'
esempio
dei
Giudei
trascinati
in
miseranda
schiavitù
come
prezzo
della
colpa
.
Non
c'
è
dolore
maggiore di quello che
prova
chi nella
schiavitù
del
peccato
si
ricorda
dei
supremi
beni
dai quali è
decaduto
, ha
tralignato
. Si è, infatti,
allontanato
dal
meraviglioso
,
sublime
proposito
di
approfondire
la
conoscenza
di
Dio
, per
rivolgersi
a ciò che è
materiale
,
effimero
.
Adamo
pensò
di
nascondersi
, non appena
avvertì
la
presenza
di
Dio
.
Tentò
di
celarsi
, quantunque lo
ricercasse
, lo
chiamasse
con
parole
che
dovevano
trafiggere
il
cuore
di lui che si
nascondeva
: "
Adamo
, dove sei?". Cioè, perché ti
celi
, perché ti
occulti
, perché
eviti
il
Signore
che
desideravi
vedere
? La
colpa
rimorde
la
coscienza
al
punto
tale che, anche senza il
giudice
, si
punisce
da se stessa e
desidera
occultarsi
. Non
riesce
, però, a
celarsi
agli
occhi
di
Dio
.
Nessuno che sia in
colpa
deve
arrogarsi
, quindi, il
diritto
, l'
uso
illecito
dei
sacramenti
. Sta
scritto
: "Hai
peccato
?
Fermati
". Lo dice anche
David
nel
salmo
cui si è
accennato
: "
Appendemmo
le nostre
cetre
ai
salici
di quella
terra
". Più avanti: "Come
cantare
il
cantico
del
Signore
in
terra
straniera
?".
Se la
carne
combatte
con lo
spirito
ed è
riluttante
a
lasciarsi
guidare
dall'
anima
, ad
ubbidirle
, è
terra
straniera
che non è
dissodata
dal
lavoro
del
contadino
e non
produce
, pertanto, i
frutti
della
carità
, della
pazienza
, della
pace
. Perciò,
meglio
fermarsi
, quando non si è in
grado
di
attendere
alle
opere
della
penitenza
, affinché nell'
esercitarla
non
capiti
di
agire
in modo da
dovere
ancora ad essa far
ricorso
. Se, infatti, non è stata una
sola
volta
bene
usata
e
opportunamente
praticata
, non si
ricava
alcun
frutto
dalla
penitenza
cui si è
atteso
e ci è
tolta
la
possibilità
di
valercene
successivamente
.
Quando la
carne
oppone
resistenza
, è
necessario
, allora, che lo
spirito
sia
rivolto
a
Dio
. Se le
opere
vengono meno, la
fede
porti
soccorso
. Se le
seduzioni
della
carne
o le
potestà
nemiche
incalzano
, lo
spirito
sia
assorto
in
Dio
. Quando, infatti, la
carne
sferra
il suo
attacco
,
corriamo
i
pericoli
più
gravi
. Eppure alcuni, con tutte le loro
forze
, fanno
violenza
all'
anima
,
tentando
di
privarla
di ogni
sostegno
. Perciò, è
detto
: "
Distruggete
,
distruggete
, anche le sue
fondamenta
".
David
,
appunto
,
mosso
a
pietà
da lei
esclama
: "
Figlia
infelice
di
Babilonia
!".
Senz'altro è
sventurata
, giacché è
ormai
figlia
di
Babilonia
, non più di
Dio
.
Invoca
in suo
favore
l'
intervento
di chi possa
guarirla
: "
Beato
chi
afferrerà
i tuoi
piccoli
e li
sbatterà
sulla
pietra
".
Beato
, cioè, chi
spezzerà
contro
Cristo
i
pensieri
caduchi
,
peccaminosi
, e
fiaccherà
tutti gli
impulsi
non
conformi
a
ragione
, in
virtù
di una
cosciente
autocritica
: chi, ad
esempio
, in
balia
di un
amore
adulterino
possa
tenere
lontano
lo
struggente
desiderio
del
congiungimento
carnale
con una
prostituta
e
rinunziare
alla
passione
per
guadagnarsi
Cristo
.
Dunque, abbiamo
appreso
innanzi tutto che
occorre
fare
penitenza
, e ciò quando la
bramosia
di
peccare
si è
spenta
; ancora, che nella
schiavitù
del
peccato
dobbiamo
essere
rispettosi
, non già
arroganti
. A
Mosè
che
desiderava
sempre più
addentrarsi
nella
conoscenza
del
mistero
celeste
, è
detto
: "
Togliti
i
sandali
dai
piedi
". A maggior
ragione
è
necessario
, quindi, che noi
liberiamo
i
piedi
della nostra
anima
dai
legami
del
corpo
e
sciogliamo
i
passi
dai
nodi
che ci
avvincono
a questo
mondo
.
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