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Giornata
terza
SAGR
. Il
desiderio
grande
con che sono
stato
aspettando
la venuta di Vostra
Signoria
, per
sentir
le
novità
de i
pensieri
intorno alla
conversione
annua
di questo nostro
globo
, mi ha
fatto
parer
lunghissime
le
ore
notturne
passate
, ed anco queste della
mattina
, benché non
oziosamente
trascorse
anzi
buona
parte
vegliate
in
riandar
con la
mente
i
ragionamenti
di
ieri
,
ponderando
le
ragioni
addotte
dalle
parti
a
favor
delle due
contrarie
posizioni
, quella d'
Aristotile
e
Tolomeo
, e questa di
Aristarco
e del
Copernico
. E
veramente
parmi
, che qualunque di questi si è
ingannato
, sia
degno
di
scusa
; tali sono in
apparenza
le
ragioni
che gli possono aver
persuasi
,
tuttavolta
però che noi ci
fermassimo
sopra le
prodotte
da essi
primi
autori
gravissimi
: ma, come che l'
opinione
peripatetica
per la sua
antichità
ha
auti
molti
seguaci
e
cultori
, e l'altra pochissimi, prima per l'
oscurità
e poi per la
novità
mi
pare
scorgerne
tra quei molti, ed in
particolare
tra i
moderni
, esserne alcuni che per
sostentamento
dell'
oppinione
da essi
stimata
vera
abbiano
introdotte
altre
ragioni
assai
puerili
, per non
dir
ridicole
.
SALV
. L'istesso è
occorso
a me, e tanto
piú
che a
Vossignoria
, quanto io ne ho
sentite
produrre
di tali, che mi
vergognerei
a
ridirle
, non
dirò
per non
denigrare
la
fama
de i loro
autori
, i
nomi
de i quali si posson sempre
tacere
, ma per non
avvilir
tanto l'
onore
del
genere
umano
. Dove io finalmente,
osservando
, mi sono
accertato
esser tra gli
uomini
alcuni i quali,
preposteramente
discorrendo
, prima si
stabiliscono
nel
cervello
la
conclusione
, e quella, o perché sia propria loro o di
persona
ad essi molto
accreditata
,
sí
fissamente
s'
imprimono
, che del tutto è
impossibile
l'
eradicarla
giammai; ed a quelle
ragioni
che a lor medesimi
sovvengono
o che da altri
sentono
addurre
in
confermazione
dello
stabilito
concetto
, per
semplici
ed
insulse
che
elle
siano,
prestano
subito
assenso
ed
applauso
, ed all'
incontro
, quelle che lor vengono
opposte
in
contrario
, quantunque
ingegnose
e
concludenti
, non pur
ricevono
con
nausea
, ma con
isdegno
ed
ira
acerbissima
: e taluno di costoro,
spinto
dal
furore
non sarebbe anco
lontano
dal
tentar
qualsivoglia
machina
per
supprimere
e far
tacer
l'
avversario
, ed io ne ho
veduta
qualche
esperienza
.
SAGR
. Questi dunque non
deducono
la
conclusione
dalle
premesse
, né la
stabiliscono
per le
ragioni
, ma
accomodano
o per
dir
meglio
scomodano
e
travolgon
, le
premesse
e le
ragioni
alle loro già
stabilite
e
inchiodate
conclusioni
Non è ben adunque
cimentarsi
con
simili
, e tanto meno, quanto la
pratica
loro è non solamente
ingioconda
, ma
pericolosa
ancora. Per tanto
seguiteremo
col nostro
signor
Simplicio
,
conosciuto
da me di
lunga
mano
per
uomo
di
somma
ingenuità
e
spogliato
in tutto e per tutto di
malignità
: oltre che è assai
pratico
nella
peripatetica
dottrina
,
sí
che io posso
assicurarmi
che quello che non
sovverrà
ad esso per
sostentamento
dell'
opinione
d'
Aristotile
, non potrà
facilmente
sovvenire
ad altri. Ma eccolo
appunto
tutto
anelante
, il quale questo
giorno
si è
fatto
desiderare
un gran
pezzo
. Stavamo
appunto
dicendo
mal
di voi.
SIMP
. Bisogna non
accusar
me, ma
incolpar
Nettunno
, di questa mia
cosí
lunga
dimora
, che nel
reflusso
di questa
mattina
ha in
maniera
ritirate
l'
acque
, che la
gondola
che mi
conduceva
,
entrata
non molto
lontano
di qui in certo
canale
dove non son
fondamenta
, è
restata
in
secco
, e mi è
bisognato
tardar
lí
piú
d'una
grossa
ora
in
aspettare
il
ritorno
del
mare
. E
quivi
stando
cosí
senza
potere
smontar
di
barca
, che quasi
repentinamente
arrenò
, sono
andato
osservando
un
particolare
che mi è
parso
assai
maraviglioso
: ed è che nel
calar
l'
acque
, si
vedevan
fuggir
via
molto
velocemente
per
diversi
rivoletti
,
sendo
già il
fango
in
piú
parti
scoperto
; e mentre io
attendo
a
considerar
quest'
effetto
,
veggo
in un
tratto
cessar
questo
moto
, e senza
intervallo
alcuno di
tempo
cominciar
a
tornar
la medesima
acqua
in dietro, e di
retrogrado
farsi il
mar
diretto
, senza
restar
pure
un
momento
stazionario
:
effetto
, che per tutto il
tempo
che ho
praticato
Venezia
, non mi è
incontrato
il
vederlo
altra
volta
.
SAGR
. Non vi
debbe
anco esser molte
volte
accaduto
il
restar
cosí
in
secco
tra
piccolissimi
rivoletti
, per li quali, per aver pochissima
declività
, l'
abbassamento
o
alzamento
solo di quanto è
grossa
una
carta
, che
faccia
la
superficie
del
mare
aperto
, è assai per fare
scorrere
e
ricorrer
l'
acqua
per tali
rivoletti
per ben
lunghi
spazii
;
sí
come in alcune
spiagge
marine
l'
alzamento
del
mare
di 4 o 6
braccia
solamente fa
sparger
l'
acqua
per quelle
pianure
per molte
centinaia
e
migliaia
di
pertiche
.
SIMP
. Questo
intendo
benissimo
, ma avrei
creduto
che tra l'
ultimo
termine
dell'
abbassamento
e
primo
principio
dell'
alzamento
dovesse
interceder
qualche
notabile
intervallo
di
quiete
.
SAGR
. Questo vi si
rappresenterà
quando voi
porrete
mente
alle
mura
o a i
pali
dove queste
mutazioni
si fanno a
perpendicolo
; ma non è che
veramente
vi sia
stato
di
quiete
.
SIMP
. Mi
pareva
, che per esser questi due
moti
contrarii
,
dovesse
tra di loro esser in
mezo
qualche
quiete
;
conforme
anco alla
dottrina
d'
Aristotile
, che
dimostra
che in
puncto
regressus
mediat
quies
.(26)
SAGR
. Mi
ricordo
benissimo
di cotesto
luogo
, ma mi
ricordo
ancora che quando
studiavo
filosofia
, non
restai
persuaso
della
dimostrazione
d'
Aristotile
, anzi che avevo molte
esperienze
in
contrario
; le quali vi potrei anco
addurre
, ma non voglio che
entriamo
in altri
pelaghi
, essendo
convenuti
qui per
discorrer
della
materia
nostra, se sarà
possibile
, senza
interromperla
, come abbiamo
fatto
quest'altri
giorni
passati
.
SIMP
. E pur
converrà
, se non
interromperla
,
almanco
prolungarla
assai, perché
ritornato
iersera
a
casa
, mi
messi
a
rileggere
il
libretto
delle
conclusioni
, dove
trovo
dimostrazioni
contro a questo
movimento
annuo
,
attribuito
alla
Terra
, molto
concludenti
; e perché non mi
fidavo
di poterle
cosí
puntualmente
riferire
, ho voluto
riportar
meco il
libro
.
SAGR
. Avete
fatto
bene
: ma se noi vogliamo
ripigliare
i
ragionamenti
conforme
all'
appuntamento
di
ieri
,
converrà
sentir
prima ciò che avrà da
riferirci
il
signor
Salviati
intorno al
libro
delle
stelle
nuove
, e poi senz'altri
interrompimenti
verremo al
moto
annuo
.
Ora
, che dice il
signor
Salviati
in
proposito
di tali
stelle
? son
ellen
veramente
state
traportate
di
cielo
in queste
piú
basse
regioni
in
virtú
de'
calcoli
dell'
autore
prodotto
dal
signor
Simplicio
?
SALV
. Io mi
messi
iersera
a
legger
i suoi
progressi
, e questa
mattina
ancora gli ho
data
un'altra
scorsa
, per
veder
pure
se quel che mi
pareva
aver
letto
la
sera
, vi
era
scritto
veramente
, o se erano state mie
larve
e
imaginazioni
fantastiche
della
notte
: ed in
somma
trovo
con mio gran
cordoglio
esservi
veramente
scritto
e
stampato
quello che per
riputazion
di questo
filosofo
non avrei voluto. Che e' non
conosca
la
vanità
della sua
impresa
, non mi
par
possibile
,
sí
perché l'è troppo
scoperta
,
sí
perché mi
ricordo
averlo
sentito
nominar
con
laude
dall'
Accademico
amico
nostro;
parmi
anco cosa troppo
inverisimile
che egli a
compiacenza
di altri si possa esser
indotto
ad aver in
cosí
poca
stima
la sua
riputazione
, ch'e' si sia
indotto
a far
pubblica
un'
opera
, della quale non poteva
attenderne
altro che
biasimo
appresso gl'
intelligenti
.
SAGR
.
Soggiugnete
che saranno assai
manco
che un per cento, a
ragguaglio
di quelli che lo
celebrerranno
ed
esalteranno
sopra tutti i maggiori
intelligenti
che sieno o sieno
stati
già mai. Uno che abbia
saputo
sostener
la
peripatetica
inalterabilità
del
cielo
contro a una
schiera
d'
astronomi
e che, per lor maggior
vergogna
, gli abbia
atterrati
con le lor proprie
armi
! E che volete che possano quattro o sei per
provincia
, che
scorgano
le sue
leggierezze
, contro a gl'
innumerabili
che, non
sendo
atti
a poterle
scoprire
né
comprendere
, se ne
vanno
presi
alle
grida
, e tanto
piú
gli
applaudono
quanto
manco
l'
intendono
?
Aggiugnete
che anco quei pochi che
intendono
, si
asterranno
di
dar
risposta
a
scritture
tanto
basse
e nulla
concludenti
; e ciò con gran
ragione
, perché per gl'
intendenti
non ce n'è
bisogno
, e per quelli che non
intendono
è
fatica
buttata
via
.
SALV
. Il
piú
proporzionato
gastigo
al lor
demerito
sarebbe
veramente
il
silenzio
, se non
fusser
altre
ragioni
per le quali è forse quasi
necessario
il
risentirsi
: l'una delle quali è, che noi altri
Italiani
ci facciamo
spacciar
tutti per
ignoranti
e
diamo
da
ridere
a gli
oltramontani
, e
massime
a quelli che son
separati
dalla nostra
religione
; ed io potrei
mostrarvene
di tali assai
famosi
, che si
burlano
del nostro
Accademico
e di quanti
matematici
sono in
Italia
, per aver
lasciato
uscire
in
luce
e
mantenervisi
senza
contradizione
le
sciocchezze
di un tal
Lorenzini
contro gli
astronomi
. Ma questo pur anco si potrebbe
passare
,
rispetto
ad altra maggior
occasione
di
risa
che si potesse
porger
loro,
dependente
dalla
dissimulazione
de gl'
intelligenti
intorno alle
leggerezze
di questi
simili
oppositori
alle
dottrine
da loro non
intese
.
SAGR
. Io non voglio maggior
esempio
della
petulanzia
di costoro e dell'
infelicità
d'un
pari
del
Copernico
,
sottoposto
ad esser
impugnato
da chi non
intende
né anco la
primaria
sua
posizione
, per la quale gli è
mossa
la
guerra
.
SALV
. Voi non meno
resterete
maravigliato
della
maniera
del
confutar
gli
astronomi
che
affermano
, le
stelle
nuove
essere
state
superiori
a gli
orbi
de'
pianeti
, e per
avventura
nel
firmamento
stesso.
SAGR
. Ma come potete voi in
sí
breve
tempo
aver
esaminato
tutto cotesto
libro
, che
pure
è un gran
volume
, ed è
forza
che le
dimostrazioni
sieno in gran
numero
?
SALV
. Io mi son
fermato
su queste
prime
confutazioni
sue, nelle quali con
dodici
dimostrazioni
,
fondate
sopra le
osservazioni
di
dodici
astronomi
, che tutti
stimarono
che la
stella
nuova
del 72,
apparsa
in
Cassiopea
,
fusse
nel
firmamento
,
prova
per l'
opposito
lei
essere
stata
sullunare
,
conferendo
a due a due l'
altezze
meridiane
prese
da
diversi
osservatori
in
luoghi
di
differente
latitudine
,
procedendo
nella
maniera
che appresso
intenderete
: e perché mi
par
, nell'
esaminar
questo
primo
suo
progresso
, d'avere
scoperto
in quest'
autore
una gran
lontananza
dal poter
concluder
nulla contro a gli
astronomi
, in
favor
de'
filosofi
peripatetici
, e che molto e molto
piú
concludentemente
si
confermi
l'
opinion
loro, non ho
volsuto
applicarmi
con una
simil
pazienza
nell'
esaminar
gli altri suo'
metodi
, ma gli ho
dato
una
scorsa
assai
superficiale
,
sicuro
che quella
inefficacia
che è in queste
prime
impugnazioni
, sia
parimente
nell'altre: e
sí
come
vedrete
in
fatto
, pochissime
parole
bastano
a
confutar
tutta quest'
opera
, benché
construtta
con tanti e tanti
laboriosi
calcoli
, come voi
vedete
. Però
sentite
il mio
progresso
.
Piglia
quest'
autore
, per
trafigger
, come
dico
, gli
avversarii
con le lor proprie
armi
, un
numero
grande
d'
osservazioni
fatte da lor medesimi, che pur sono da 12 o 13
autori
in
numero
, e sopra una
parte
di quelle fa suoi
calcoli
, e
conclude
tali
stelle
essere
state
inferiori
alla
Luna
.
Ora
, perché il
proceder
per
interrogazioni
mi
piace
assai, già che non ci è l'
autore
stesso,
rispondami
il
signor
Simplicio
, alle
domande
ch'io farò, quel ch'e'
crederà
che
fusse
per
rispondere
esso. E
supponendo
di
trattar
della già
detta
stella
del 72,
apparsa
in
Cassiopea
,
ditemi
,
signor
Simplicio
, se voi
credete
che ella potesse esser nell'istesso
tempo
collocata
in
diversi
luoghi
, cioè esser tra gli
elementi
, ed anco tra gli
orbi
de'
pianeti
, ed anco sopra questi e tra le
stelle
fisse
, ed anco
infinitamente
piú
alta
.
SIMP
. Non è
dubbio
che bisogna
dire
che ella
fusse
in un
sol
luogo
, ed in una
sola
e
determinata
distanza
dalla
Terra
.
SALV
. Adunque, quando le
osservazioni
fatte da gli
astronomi
fusser
giuste
, e che i
calcoli
fatti
da questo
autore
non
fussero
errati
,
bisognerebbe
necessariamente
che da tutte quelle e da tutti questi se ne
raccogliesse
la medesima
lontananza
sempre per
appunto
: non è
vero
?
SIMP
. Sin qua
arriva
a '
ntendere
il mio
discorso
, che
bisognerebbe
che
fusse
cosí
di
necessità
; né
credo
che l'
autore
contradicesse
.
SALV
. Ma quando de' molti e molti
computi
fatti
non ne
riuscissero
pur due solamente che s'
accordassero
, che
giudizio
ne
fareste
?
SIMP
.
Giudicherei
che tutti
fussero
fallaci
, o per
colpa
del
computista
o per
difetto
de gli
osservatori
; ed al
piú
che si potesse
dire
,
direi
che un solo, e non
piú
,
fusse
giusto
, ma non
saprei
già
elegger
quale.
SALV
.
Vorreste
voi dunque da
fondamenti
falsi
dedurre
e
stabilir
per
vera
una
conclusione
dubbia
? certo no.
Ora
i
calcoli
di questo
autore
son tali, che nessuno
confronta
con un altro;
vedete
dunque quant'è da
prestar
lor
fede
.
SIMP
.
Veramente
, come la cosa sia
cosí
, questo è un
mancamento
notabile
.
SAGR
. Voglio
pure
aiutare
il
signor
Simplicio
e l'
autore
, con
dire
al
signor
Salviati
che il suo
motivo
concluderebbe
ben
necessariamente
, quando l'
autore
avesse
intrapreso
a voler
determinatamente
ritrovare
quanta
fusse
la
lontananza
della
stella
dalla
Terra
; il che non
credo
che sia
stato
il suo
intento
, ma solo di
dimostrare
che da quelle
osservazioni
si
traeva
, la
stella
essere
stata
sullunare
; talché, se dalle
dette
osservazioni
e da tutti i
computi
fatti
sopra di esse si
raccoglie
l'
altezza
della
stella
sempre
minor
di quella della
Luna
, tanto
basta
all'
autore
per
convincer
d'una
crassissima
ignoranza
tutti quelli
astronomi
che, per
difetto
di
geometria
o d'
aritmetica
, non avevano
saputo
dalle lor medesime
osservazioni
dedurre
vere
conclusioni
.
SALV
. Sarà dunque
conveniente
ch'io mi
volga
a voi,
signor
Sagredo
, che tanto
accortamente
sostenete
la
dottrina
di questo
autore
. E per
veder
di fare che anco il
signor
Simplicio
, benché
inesperto
di
calcoli
e
dimostrazioni
,
resti
capace
almeno della non
concludenza
delle
dimostrazioni
di questo
autore
, prima
metto
in
considerazione
come ed esso e gli
astronomi
tutti con i quali egli è in
controversia
convengono
che la
stella
nuova
fusse
priva
di
moto
proprio, e solo
andasse
in
giro
al
moto
diurno
del
primo
mobile
, ma
dissentono
circa il
luogo
,
ponendola
quelli nella
region
celeste
, cioè sopra la
Luna
, e per
avventura
tra le
stelle
fisse
, e questi
giudicandola
vicina
alla
Terra
, cioè sotto al
concavo
dell'
orbe
lunare
. E perché il
sito
della
stella
nuova
, della quale si
parla
, fu verso
settentrione
e non in gran
lontananza
dal
polo
, in modo che a noi
settentrionali
ella non
tramontava
mai, fu
agevol
cosa il poter
prendere
con
istrumenti
astronomici
le sue
altezze
meridiane
, tanto le
minime
sotto il
polo
, quanto le
massime
sopra; dalla
conferenza
delle quali
altezze
, fatte da
diversi
luoghi
della
Terra
posti
in
varie
distanze
dal
settentrione
, cioè tra di loro
differenti
quanto all'
altezze
polari
, si poteva
argomentare
la
lontananza
della
stella
. Imperocché, quando ella
fusse
stata nel
firmamento
tra le altre
fisse
le sue
altezze
meridiane
prese
in
diverse
elevazioni
di
polo
conveniva
che
fussero
tra di loro
differenti
con le medesime
differenze
che tra esse
elevazioni
si
ritrovavano
; cioè, per
esempio
, se l'
elevazione
della
stella
sopra l'
orizonte
era
30
gradi
,
presa
nel
luogo
dove l'
altezza
polare
era
,
verbigrazia
,
gradi
45,
conveniva
che l'
elevazione
della medesima
stella
fusse
cresciuta
4 o 5
gradi
in quei
paesi
piú
settentrionali
ne' quali il
polo
fusse
piú
alto
gli stessi 4 o 5
gradi
: ma quando la
lontananza
della
stella
dalla
Terra
fusse
assai
piccola
in
comparazion
di quella del
firmamento
, le
altezze
sue
meridiane
convien
che,
accostandoci
al
settentrione
,
crescano
notabilmente
piú
che l'
altezze
polari
; e da quel maggiore
accrescimento
, cioè dall'
eccesso
dell'
accrescimento
dell'
elevazion
della
stella
sopra l'
accrescimento
dell'
altezza
polare
(che si
chiama
differenza
di
parallasse
), si
calcola
prontamente
, con
metodo
chiaro
e
sicuro
, la
lontananza
della
stella
dal
centro
della
Terra
.
Ora
, questo
autore
piglia
le
osservazioni
fatte da 13
astronomi
in
diverse
elevazioni
di
polo
, e
conferendo
una
particella
di quelle a sua
elezione
,
calcola
, con
dodici
accoppiamenti
, l'
altezza
della
stella
nuova
essere
stata sempre sotto la
Luna
; ma ciò
conseguisce
egli con
promettersi
tanto
crassa
ignoranza
in tutti quelli alle
mani
de' quali potesse
pervenire
il suo
libro
, che
veramente
m'ha
fatto
nausea
: ed io sto a
vedere
come gli altri
astronomi
ed in
particolare
il
Keplero
, contro al quale
principalmente
inveisce
quest'
autore
, si
contenga
in
silenzio
, che pur non gli
suol
morir
la
lingua
in
bocca
, se già egli non ha
stimato
tale
impresa
troppo
bassa
.
Ora
, per farne
avvertiti
voi, ho
trascritte
sopra questo
foglio
le
conclusioni
che e'
raccoglie
dalle sue 12
indagini
. Delle quali la prima è delle due
osservazioni
1.- Del
Maurolico
e dell'
Hainzelio
; onde si
raccoglie
, la
stella
essere
stata
lontana
dal
centro
manco
di 3
semidiametri
terrestri
, essendo la
differenza
di
parallasse
gr
. 4.42
m.p.
e 30
sec.
... ... ... ... ... ... ... ... 3
semid
.
2.- E
calculata
dall'
osservazioni
dell'
Hainzelio
e dello
Schulero
, con
parallasse
8
m.p.
e 30
sec.
; e si
raccoglie
la sua
lontananza
dal
centro
piú
di
... ... ... ... ... ... ... ...
25semid
.
3.- E sopra le
osservazioni
di
Ticone
e dell'
Hainzelio
, con
parallasse
di 10
m.p.
; e si
raccoglie
la
distanza
dal
centro
poco meno di
... ... ... ... ... ... ... ... 19
semid
.
4.- E sopra l'
osservazioni
di
Ticone
e del
Landgravio
, con
parallasse
di 14
m.p.
; e
rende
la
distanza
dal
centro
circa
... ... ... ... ... ... ... ... 10
semid
.
5.- E sopra l'
osservazioni
dell'
Hainzelio
e di
Gemma
, con
parallasse
di 42
m.p.
e
3o
sec.
; per la quale si
raccoglie
la
distanza
circa
... ... ... ... ... ... ... .... 4
semid
.
6.- E sopra l'
osservazioni
del
Landgravio
e del
Camerario
, con
parallasse
di 8
m.p.
; e si
ritrae
la
distanza
circa
... ... ... ... ... ... ... .... 4
semid
.
7.- E sopra l'
osservazioni
di
Ticone
e dell'
Hagecio
, con
parallasse
di 6
m.p.
; e si
raccoglie
la
distanza
... ... ... ... ... ... ... .... 32
semid
.
8.- E con l'
osservazioni
dell'
Hagecio
e dell'
Ursino
, con
parallasse
di 43
m.p.
; e
rende
la
distanza
della
stella
dalla
superficie
della
Terra
... ... ... ... ... ... ... .... 1/2
semid
.
9.- E sopra le
osservazioni
del
Landgravio
e del
Buschio
, con
parallasse
di 15
m.p.
; e
rende
la
distanza
dalla
superficie
della
Terra
... ... ... ... ... ... ..... 1/48 di
semid
.
10.- E sopra l'
osservazioni
del
Maurolico
e del
Munosio
, con
parallasse
di 4
gr
. e 30
m.p.
; e
rende
la
distanza
dalla
superficie
della
Terra
... ... ... ... ... ... ... ... 1/5 di
semid
.
11
.- E con le
osservazioni
del
Munosio
e di
Gemma
, con
parallasse
di 55
m.p.
; e
rendono
la
distanza
dal
centro
circa
... ... ... ... ... ... ... ..... 13
semid
.
12. E con le
osservazioni
del
Munosio
e dell'
Ursino
, con
parallasse
di
gr
. 1 e 36
m.p.
; e si
ritrae
la
distanza
dal
centro
meno di
... ... ... ... ... ... ... ..... 7
semid
.
Queste sono 12
investigazioni
fatte dall'
autore
a sua
elezione
, tra moltissime che, come egli dice, potevano farsi con le
combinazioni
delle
osservazioni
di questi 13
osservatori
; le quali 12 è
credibile
che sieno le
piú
favorevoli
per
provare
il suo
intento
.
SAGR
. Ma io vorrei
sapere
se tra le altre tante
indagini
pretermesse
dall'
autore
ve ne sono di quelle che
fussero
in suo
disfavore
, cioè dalle quali
calcolando
si
raccogliesse
, la
stella
nuova
essere
stata sopra la
Luna
,
sí
come mi
par
,
cosí
a prima
fronte
, di poter
ragionevolmente
dubitare
, mentre io
veggo
queste
prodotte
esser tanto tra di loro
differenti
, che alcune mi
danno
la
lontananza
della
stella
nuova
da
Terra
4, 6, 10, 100, e mille, e
millecinquecento
volte
maggiore l'una che l'altra; talché posso ben
sospettare
che tra le non
calcolate
ve ne
fusse
qualcuna in
favor
della
parte
avversa
, e tanto
piú
mi
pare
di poter
creder
ciò, quanto io non
penso
che quelli
astronomi
osservatori
mancassero
della
intelligenza
e
pratica
di questi
computi
, che non
penso
che
dependano
dalle
piú
astruse
cose
del
mondo
. E ben mi
parrà
cosa
piú
che
miracolosa
se, mentre in queste 12
sole
indagini
ce ne sono di quelle che
rendono
la
stella
vicina
alla
Terra
a poche
miglia
, ed altre che per
piccolissimo
intervallo
la
rendono
inferiore
alla
Luna
, non se ne
trovi
alcuna che, a
favor
della
parte
avversa
, la
renda
almanco
per 20
braccia
sopra l'
orbe
lunare
, e, quel che sarà poi
piú
stravagante
, che tutti quelli
astronomi
siano
stati
cosí
ciechi
, che non abbiano
scorta
una lor
fallacia
tanto
patente
.
SALV
.
Cominciate
ora
a
prepararvi
l'
orecchie
a
sentir
con
infinita
ammirazione
a quali
eccessi
di
confidenza
della propria
autorità
e dell'altrui
balordaggine
trasporta
il
desiderio
di
contradire
e
mostrarsi
piú
intelligente
de gli altri. Tra le
indagini
tralasciate
dall'
autore
ce ne sono di quelle che
rendono
la
stella
nuova
non pur sopra la
Luna
, ma sopra le
stelle
fisse
ancora; e queste non son poche, ma la maggior
parte
, come
vedrete
in quest'altro
foglio
, dove io l'ho
registrate
.
SAGR
. Ma che dice l'
autore
di queste? forse non le ha
considerate
?
SALV
. Le ha
considerate
pur troppo, ma dice che le
osservazioni
sopra le quali i
calcoli
rendon
la
stella
infinitamente
lontana
, sono
errate
, e che non possono tra di loro
combinarsi
.
SIMP
. Oh questa mi
par
bene
una
ritirata
debole
, perché la
parte
potrà con altrettanta
ragione
dire
che
errate
siano quelle onde egli
sottrae
, la
stella
essere
stata nella
regione
elementare
.
SALV
. Oh,
signor
Simplicio
, se mi
succedesse
di farvi
restar
capace
dell'
artifizio
, benché non gran cosa
artifizioso
, di questo
autore
, vorrei
destarvi
meraviglia
ed anco
sdegno
mentre
scorgeste
come egli,
palliando
la sua
sagacità
co
'
l
velo
della vostra
semplicità
e de gli altri
puri
filosofi
, si vuole
insinuare
nella vostra
grazia
co
'
l
grattarvi
le
orecchie
e
co
'
l
gonfiar
la vostra
ambizione
,
mostrando
d'aver
convinti
e
resi
muti
questi
astronometti
che hanno voluto
assalire
l'
inespugnabile
inalterabilità
del
cielo
peripatetico
, e, quel che è
piú
,
ammutitigli
e
convinti
con le lor proprie
armi
. Io ne voglio fare ogni
sforzo
; ed intanto il
signor
Sagredo
condoni
al
signor
Simplicio
ed a me il
tediarlo
forse un po' troppo, mentre con
soverchio
circuito
di
parole
(
soverchio
dico
, alla sua
velocissima
apprensiva
)
anderò
cercando
di far
palese
cosa, che è
bene
che non gli
resti
ascosa
e
incognita
.
SAGR
. Io, non solo senza
tedio
, ma con
gusto
,
sentirò
i vostri
discorsi
; e
cosí
ci potessero
intervenire
tutti i
filosofi
peripatetici
,
acciò
potessero
comprendere
quanto
devano
restar
obbligati
a questo lor
protettore
.
SALV
.
Ditemi
,
signor
Simplicio
, se voi
sete
ben
restato
capace
, come,
sendo
la
stella
nuova
collocata
nel
cerchio
meridiano
là
verso
settentrione
, a uno che da
mezzo
giorno
camminasse
verso
tramontana
tanto se gli
andrebbe
elevando
sopra l'
orizonte
l'
istessa
stella
nuova
quanto il
polo
,
tuttavolta
che ella
fusse
veramente
collocata
tra le
stelle
fisse
ma che quando ella
fusse
notabilmente
piú
bassa
, cioè
piú
vicina
a
Terra
, ella
apparirebbe
elevarsi
piú
del medesimo
polo
, e sempre
piú
quanto la
vicinanza
fusse
maggiore?
SIMP
.
Parmi
d'esserne
capacissimo
, in
segno
di che mi
proverò
a farne una
figura
matematica
: ed in questo
cerchio
grande
noterò
il
polo
P
, e in questi due
cerchi
piú
bassi
noterò
due
stelle
vedute
da un
punto
in
Terra
, che sia A e le due
stelle
sieno queste
B
,
C
,
vedute
per la medesima
linea
A
B
C
incontro
a una
stella
fissa
D;
camminando
poi in
Terra
sino al
termine
E, le due
stelle
mi
appariranno
separate
§
vedi
figura
17
dalla
fissa
D e
avvicinatesi
al
polo
P
, e
piú
la
piú
bassa
B
, che mi
apparirà
in
G
, e
manco
la
C
, che
apparirà
in
F
; ma la
fissa
D
averà
mantenuta
la medesima
lontananza
dal
polo
.
SALV
.
Veggo
che voi
intendete
benissimo
.
Credo
che voi
comprendiate
ancora, come, per esser la
stella
B
piú
bassa
della
C
, l'
angolo
che
vien
costituito
da i
raggi
della
vista
che
partendosi
da i due
luoghi
A, E si
congiungono
in
C
, cioè quest'
angolo
A
C
E, è
piú
stretto
, o
vogliam
dir
piú
acuto
, dell'
angolo
costituito
in
B
da i
raggi
A
B
, E
B.
SIMP
. Si
vede
al
senso
benissimo
.
SALV
. Ed anco, per esser la
Terra
piccolissima
e quasi
insensibile
rispetto
al
firmamento
, ed in
conseguenza
per esser
brevissimo
lo
spazio
A E, che si può
camminare
in
Terra
, in
comparazion
dell'
immensa
lunghezza
delle
linee
E
G
, E
F
da
Terra
sino al
firmamento
, venite a
intendere
che la
stella
C
si potrebbe
alzare
e
allontanar
tanto e tanto dalla
Terra
, che l'
angolo
costituito
in essa da i
raggi
che
partono
da i medesimi
punti
A, E
divenisse
acutissimo
e come
assolutamente
insensibile
e nullo.
SIMP
. E questo ancora
intendo
io
perfettamente
.
SALV
.
Ora
sappiate
,
signor
Simplicio
, che gli
astronomi
e
matematici
hanno
trovate
regole
infallibili
per
via
di
geometria
e d'
aritmetica
, da
potere
, mercé della
quantità
di questi
angoli
B
,
C
e delle loro
differenze
,
congiugnendovi
la
notizia
della
distanza
de i due
luoghi
A, E,
ritrovare
a un
palmo
la
lontananza
delle
cose
sublimi
,
tuttavolta
però che
detta
distanza
e
detti
angoli
siano
presi
giusti
.
SIMP
. Talché, se le
regole
dependenti
dalla
geometria
e dall'
aritmetica
son
giuste
, tutte le
fallacie
ed
errori
che s'
incontrassero
nel
volere
investigar
tali
altezze
di
stelle
nuove
o di
comete
o di altro,
convien
che
dependano
dalla
distanza
A E e da gli
angoli
B
,
C
, non ben
misurati
. E
cosí
tutte quelle
diversità
che si
veggono
in queste 12
indagini
,
dependono
non da
difetti
delle
regole
de i
calcoli
, ma da
errori
commessi
nell'
investigar
tali
angoli
e tali
distanze
per
mezo
delle
osservazioni
istrumentali
.
SALV
.
Cosí
è, né di questo
casca
difficultà
veruna.
Ora
convien
che
attentamente
notiate
, come nell'
allontanar
la
stella
da
B
in
C
, onde l'
angolo
si fa sempre
piú
acuto
, il
raggio
E
B
G
si
va
continuamente
allontanando
dal
raggio
A
B
D dalla
parte
di sotto l'
angolo
, come
mostra
la
linea
E
C
F
, la cui
parte
inferiore
E
C
è
piú
remota
dalla
parte
A
C
che non è la E
B
: ma non può già mai
accadere
che, per qualunque
immenso
allontanamento
, le
linee
A D, E
F
totalmente
si
disgiunghino
,
dovendosi
finalmente
andare
a
congiugner
nella
stella
; e solamente si potrebbe
dire
che le si
separassero
e si
riducessero
ad esser
parallele
, quando l'
allontanamento
fusse
infinito
, il qual
caso
non si può
dare
. Ma perché (
notate
bene
) la
lontananza
del
firmamento
, in
relazione
alla
piccolezza
della
Terra
, come già s'è
detto
, si
reputa
come
infinita
, però l'
angolo
contenuto
da i
raggi
che
tirati
da i
punti
A, E
andassero
a
terminare
in una
stella
fissa
, si
stima
come nullo, ed essi
raggi
come due
linee
parallele
; e però si
conclude
, che allora solamente si potrà
affermare
, la
stella
nuova
essere
stata nel
firmamento
, quando dalla
collazione
delle
osservazioni
fatte in
diversi
luoghi
si
raccolga
co
'
l
calcolo
, l'
angolo
detto
esser
insensibile
e le
linee
come
parallele
. Ma quando l'
angolo
sia di
notabil
quantità
,
convien
necessariamente
la
stella
nuova
esser
piú
bassa
delle
fisse
, ed anco della
Luna
, quando però l'
angolo
A
B
E
fusse
maggiore di quello che si
costituirebbe
nel
centro
della
Luna
.
SIMP
. Adunque la
lontananza
della
Luna
non è tanto
grande
che un
simil
angolo
in lei
resti
insensibile
?
SALV
.
Signor
no; anzi è egli
sensibile
non solo nella
Luna
, ma nel
Sole
ancora.
SIMP
. Ma se questo è, potrà anco
essere
che tale
angolo
sia
osservabile
nella
stella
nuova
senza che ella sia
inferiore
al
Sole
, non che alla
Luna
.
SALV
. Cotesto può
essere
, ed è anco ne i
presenti
casi
, come
vedrete
a suo
luogo
, cioè quando
averò
spianata
la
strada
in
maniera
, che voi ancora, benché non
intelligente
di
calcoli
astronomici
, possiate
restar
capace
e
toccar
con
mano
quanto quest'
autore
ha avuto
piú
la
mira
di
scrivere
a
compiacenza
de i
Peripatetici
,
co
'
l
palliare
e
dissimular
varie
cose
, che a
stabilimento
del
vero
,
co
'
l
portarle
con
nuda
sincerità
. Però
seguiamo
oltre. Dalle
cose
dichiarate
sin qui
credo
che voi
restiate
capacissimo
come la
lontananza
della
stella
nuova
non si può mai far tanto
immensa
, che '
l
piú
volte
nominato
angolo
interamente
svanisca
e che li due
raggi
de gli
osservatori
da i
luoghi
A, E
divengano
linee
parallele
; e venite in
conseguenza
a
comprender
perfettamente
, che quando il
calcolo
ritraesse
dalle
osservazioni
, tal
angolo
esser
totalmente
nullo o le
linee
esser
veramente
parallele
, saremmo
sicuri
l'
osservazioni
esser, almeno in qualche
minimo
che,
errate
; ma quando il
calcolo
ci desse, le medesime
linee
essersi
disseparate
non solamente sino all'
equidistanza
, cioè sino all'esser
parallele
, ma aver
trapassato
oltre al
termine
, ed essersi
allargate
piú
ad
alto
che a
basso
, allora bisogna
risolutamente
concludere
, le
osservazioni
essere
state fatte con meno
accuratezza
, ed in
somma
essere
errate
, come quelle che ci
conducono
ad un
manifesto
impossibile
. Bisogna poi che voi mi
crediate
, e
supponghiate
per cosa
verissima
, che due
linee
rette
che si
partono
da due
punti
segnati
sopra un'altra
retta
, allora son
piú
larghe
in
alto
che a
basso
, quando gli
angoli
compresi
dentro di esse sopra quella
retta
son maggiori di due
angoli
retti
; e quando questi
fussero
eguali
a due
retti
, esse
linee
sarebbero
parallele
; ma se
fussero
minori
di due
retti
, le
linee
sarebbero
concorrenti
, e
prolungate
serrerebbero
il
triangolo
indubitabilmente
.
SIMP
. Io, senza
prestarvi
fede
, ne ho
scienza
, e non son tanto
nudo
di
geometria
, ch'io non
sappia
una
proposizione
che mille
volte
ho avuto
occasione
di
leggere
in
Aristotile
, cioè che i tre
angoli
d'ogni
triangolo
sono
eguali
a due
retti
: talché, s'io
piglio
nella mia
figura
il
triangolo
A
B
E,
posto
che la
linea
E A
fusse
retta
,
comprendo
benissimo
come i suoi tre
angoli
A, E,
B
sono
eguali
a due
retti
, e che in
conseguenza
li due
soli
E, A son
minori
di due
retti
tanto quanto è l'
angolo
B
; onde
allargando
le
linee
A
B
, E
B
(
ritenendole
però
ferme
ne'
punti
A, E) sin che l'
angolo
contenuto
da esse verso le
parti
B
svanisca
, li due da
basso
resteranno
eguali
a due
retti
, ed esse
linee
saranno
ridotte
all'esser
parallele
; e se si
seguitasse
di
slargarle
piú
, gli
angoli
a i
punti
E, A
diverrebbero
maggiori di due
retti
.
SALV
. Voi
sete
un
Archimede
, e mi avete
liberato
dallo
spender
piú
parole
in
dichiararvi
, come
tuttavolta
che da i
calcoli
si
cavasse
li due
angoli
A, E esser maggiori di due
retti
, l'
osservazioni
senz'altro vengono ad
essere
errate
. Quest'è quel tanto ch'io
desideravo
che voi
capiste
perfettamente
, e ch'io
dubitavo
di non aver a poter
dichiarar
in modo che un
puro
filosofo
peripatetico
ne
acquistasse
sicura
intelligenza
.
Ora
seguitiamo
quel che
resta
. E
ripigliando
quello che poco fa mi
concedeste
, cioè, che non potendo esser la
stella
nuova
in
piú
luoghi
, ma in un solo,
tuttavoltaché
i
calcoli
fatti
sopra le
osservazioni
di questi
astronomi
non ce la
rendono
nel medesimo
luogo
, è
forza
che sia
errore
nelle
osservazioni
, cioè o nel
prender
l'
altezze
polari
, o nel
prender
l'
elevazioni
della
stella
, o nell'una e nell'altra
operazione
;
ora
, perché nelle molte
indagini
, fatte con le
combinazioni
a due a due dell'
osservazioni
, pochissime sono che si
rincontrino
a
render
la
stella
nel medesimo
sito
adunque queste pochissime
sole
potrebbero esser le non
errate
, ma le altre tutte sono
assolutamente
errate
.
SAGR
.
Bisognerà
dunque
credere
a queste pochissime
sole
piú
che a tutte l'altre
insieme
; e perché voi
dite
che queste che si
concordano
son pochissime, ed io tra queste 12 ne
veggo
due che
rendon
la
distanza
della
stella
dal
centro
della
Terra
amendue
4
semidiametri
, che sono questa
quinta
e la
sesta
, adunque
piú
probabile
è che la
stella
nuova
sia stata
elementare
che
celeste
.
SALV
. Non sta
cosí
: perché, se voi
notate
bene
, non ci è
scritto
la
distanza
essere
stata
puntualmente
4
semidiametri
, ma circa 4
semidiametri
; ma però voi
vedrete
che tali due
distanze
differivano
tra di loro per molte
centinaia
di
miglia
.
Eccovele
qui:
vedete
che questa
quinta
, che è
13389
miglia
,
supera
la
sesta
, che è
miglia
13100
, quasi di
300
miglia
.
SAGR
. Quali son dunque queste poche che s'
accordano
in
por
la
stella
nel medesimo
luogo
?
SALV
. Son, per
disgrazia
di questo
autore
, cinque
indagini
, che tutte la
ripongono
nel
firmamento
, come voi
vedrete
in quest'altra
nota
, dove io
registro
molte altre
combinazioni
. Ma io voglio
concedere
all'
autore
piú
di quello che per
avventura
mi
domanderebbe
, che è insomma che in ciascuna
combinazione
delle
osservazioni
sia qualche
errore
: il che
credo
che
assolutamente
sia
necessario
; perché,
sendo
4 in
numero
le
osservazioni
che
servono
per una
indagine
, cioè due
diverse
altezze
di
polo
e due
diverse
elevazioni
di
stella
, fatte da
diversi
osservatori
, in
diversi
luoghi
e con
diversi
strumenti
, chiunque abbia qualche
cognizione
di tal
pratica
dirà
non
potere
essere
che tra tutte 4 non sia
caduto
qualche
errore
, e
massime
mentre che noi
veggiamo
che nel
prender
una
sola
altezza
di
polo
,
co
'
l
medesimo
strumento
, nel medesimo
luogo
e dal medesimo
osservatore
, che l'ha potuta far mille
volte
, tuttavia si
va
titubando
di qualche
minuto
, e
spesso
anco di molti, come in questo medesimo
libro
potete
vedere
in
diversi
luoghi
.
Supposte
queste
cose
, io vi
domando
,
signor
Simplicio
, se voi
credete
che questo
autore
tenga
i 13
osservatori
in
concetto
d'
uomini
accorti
,
intelligenti
e
destri
nel
maneggiare
tali
strumenti
, o pur per
uomini
grossolani
e
inesperti
.
SIMP
. Non può esser ch' e' gli
reputi
se non molto
cauti
ed
intelligenti
; perché quando e' gli
stimasse
inetti
a tal
esercizio
, potrebbe
dar
bando
al suo stesso
libro
, come nulla
concludente
, per esser
fondato
sopra
supposizioni
piene
di
errori
; e per troppo
semplici
spaccerebbe
noi, mentre e'
credesse
con l'
inesperienza
di quelli
persuaderci
per
vera
una sua
falsa
proposizione
.
SALV
. Adunque, come questi
osservatori
sien
tali, e che pur con tutto ciò abbiano
errato
e però
convenga
emendar
loro
errori
, per poter dalle loro
osservazioni
ritrar
quel
piú
di
notizia
che sia
possibile
,
conveniente
cosa è che noi gli
applichiamo
le
minori
e
piú
vicine
emende
e
correzioni
che si possa,
purch
'
elle
bastino
a
ritirar
l'
osservazioni
dall'
impossibilità
alla
possibilità
;
sí
che,
verbigrazia
, se si può
temperar
un
manifesto
errore
ed un
patente
impossibile
di una loro
osservazione
con l'
aggiugnere
o
detrar
2 o
ver
3
minuti
, e con tale
emenda
ridurlo
al
possibile
, non si
deva
volerlo
aggiustare
con la
giunta
o
suttrazione
del 15 o 20 o 50.
SIMP
. Non
credo
che l'
autore
contradicesse
a questo perché,
conceduto
che e' siano
uomini
giudiziosi
ed
esperti
, si
deve
creder
piú
presto che egli abbiano
errato
di poco che d'assai.
SALV
. Or
notate
appresso. De i
luoghi
dove
collocar
la
stella
nuova
, alcuni son
manifestamente
impossibili
, ed altri
possibili
.
Impossibile
assolutamente
è che ella
fusse
per
infinito
intervallo
superiore
alle
stelle
fisse
, perché un tal
sito
non è al
mondo
, e quando
fusse
, la
stella
posta
là
a noi sarebbe stata
invisibile
; è anco
impossibile
che ella
andasse
serpendo
sopra la
superficie
della
Terra
, e molto
piú
che ella
fusse
dentro all'istesso
globo
terreno
.
Luoghi
possibili
sono questi de' quali si è in
controversia
, non
repugnando
al nostro
intelletto
che un
oggetto
visibile
, in
aspetto
di
stella
, potesse esser sopra la
Luna
, non
men
che sotto.
Ora
, mentre si
va
cercando
di
ritrar
per
via
d'
osservazioni
e di
calcoli
,
fatti
con quella
sicurezza
alla quale la
diligenza
umana
può
arrivare
, qual
veramente
fusse
il suo
luogo
, si
trova
che la maggior
parte
di essi
calcoli
la
rendon
piú
che per
infinito
intervallo
superiore
al
firmamento
, altri la
rendon
prossima
alla
superficie
della
Terra
, ed alcuni anco sotto tal
superficie
, e de gli altri, che la
ripongono
in
luoghi
non
impossibili
,
nissuni
si
concordano
tra di loro, dimodoché
convien
dire
, tutte le
osservazioni
esser
necessariamente
fallaci
; talché, se noi vogliamo pur da tante
fatiche
ritrar
qualche
frutto
, bisogna
ridursi
alle
correzioni
,
emendando
tutte l'
osservazioni
.
SIMP
. Ma l'
autore
dirà
, che delle
osservazioni
che
rendono
la
stella
in
luoghi
impossibili
, non si
deve
far
capitale
alcuno, come quelle che
infinitamente
sono
errate
e
fallaci
; e solo si
debbono
accettar
quelle che la
costituiscono
in
luoghi
non
impossibili
, e tra queste solamente
andar
ricercando
, per
via
de i
piú
probabili
e
piú
numerosi
rincontri
, se non il
sito
particolare
e
giusto
, cioè la sua
vera
distanza
dal
centro
della
Terra
, almeno di venire in
cognizione
se ella fu tra gli
elementi
o pur tra i
corpi
celesti
.
SALV
. Il
discorso
che
fate
voi
adesso
, è quell'istesso che ha
fatto
l'
autore
a
favor
della
causa
sua, ma con troppo
irragionevol
disavvantaggio
della
parte
; e quest'è quel
punto
principale
che mi ha
fatto
sopramodo
maravigliare
della troppa
confidenza
ch' e' si è
presa
, non
men
della propria
autorità
, che della
cecità
ed
inavvertenza
de gli
astronomi
: per i quali io
parlerò
, e voi
risponderete
per l'
autore
. E prima io vi
domando
, se gli
astronomi
nell'
osservare
con loro
strumenti
, e
cercar
,
verbigrazia
, quanta sia l'
elevazione
d'una
stella
sopra l'
orizonte
, possono
deviar
dal
vero
tanto nel
piú
quanto nel meno, cioè
ritrar
con
errore
che ella sia talvolta
piú
alta
del
vero
e talvolta
piú
bassa
, o
pure
se l'
errore
non può mai esser se non d'un
genere
, cioè che,
errando
, sempre
pecchino
nel
soverchio
e non mai nel meno, o sempre nel meno né già mai nel
soverchio
.
SIMP
. Io non ho
dubbio
che sia
egualmente
pronto
l'
errare
nell'uno che nell'altro modo.
SALV
.
Credo
che l'
autore
risponderebbe
il medesimo.
Ora
, di questi due
generi
d'
errori
, che son
contrarii
e ne quali possono
essere
egualmente
incorsi
gli
osservatori
della
stella
nuova
,
applicati
al
calcolo
, l'un
genere
renderà
la
stella
piú
alta
del
vero
, e l'altro
piú
bassa
: e perché già noi
convenghiamo
che tutte le
osservazioni
son
errate
, per qual
ragione
vuol quest'
autore
che noi
accettiamo
per
piú
congruenti
co
'
l
vero
quelle che
mostrano
la
stella
essere
stata
vicina
, che l'altre che la
mostrano
soverchiamente
lontana
?
SIMP
. Per quel che mi
pare
aver
ritratto
dalle
cose
dette
sin qui, io non
veggo
che l'
autore
ricusi
quelle
osservazioni
ed
indagini
che
potesser
render
la
stella
lontana
piú
che la
Luna
ed anco
piú
del
Sole
, ma solamente quelle che la fanno
remota
(come voi stesso avete
detto
)
piú
che per un
infinito
intervallo
; la qual
distanza
perché voi ancora
recusate
come
impossibile
, però egli
trapassa
, come per
infinitamente
convinte
di
falsità
e di
impossibilità
,
cotali
osservazioni
.
Parmi
dunque, che se voi volete
convincer
l'
autore
, voi
debbiate
produrre
indagini
piú
esatte
, o
piú
in
numero
, o di
piú
diligenti
osservatori
, le quali
costituiscano
la
stella
in tanta e tanta
lontananza
sopra la
Luna
o sopra al
Sole
, in
luogo
insomma
possibile
ad esservi,
sí
come egli
produce
queste 12 che tutte
rendono
la
stella
sotto la
Luna
, in
luoghi
che sono al
mondo
e dove ella poteva
essere
.
SALV
.
Maaa
,
signor
Simplicio
, qui
consiste
l'
equivoco
vostro e dell'
autore
; vostro per un
rispetto
, e dell'
autore
per un altro. Io
scorgo
dal vostro
parlare
, che voi vi
sete
formato
concetto
che l'
esorbitanze
che si
commettono
nello
stabilir
la
lontananza
della
stella
,
vadano
crescendo
secondo
la
proporzione
de gli
errori
che si fanno sopra lo
strumento
nel far l'
osservazioni
, e che, per il
converso
, dalla
grandezza
delle
esorbitanze
si possa
argomentar
la
grandezza
de gli
errori
, e che però,
sentendo
dire
,
ritrarsi
dalla tale
osservazione
la
lontananza
della
stella
esser
infinita
, sia
necessario
l'
error
nell'
osservare
essere
stato
infinito
, e perciò
inemendabile
e come tale
recusabile
: ma il
negozio
,
signor
Simplicio
mio, non
cammina
cosí
; e del non aver
compreso
come stia questo
fatto
, ne
scuso
voi, come
inesperto
di tali
maneggi
, ma non posso già sotto
simil
mantello
palliar
l'
error
dell'
autore
, il quale,
dissimulando
l'
intelligenza
dí
questo, che si è
persuaso
che noi
veramente
non
fussimo
per
intendere
, ha
sperato
servirsi
della nostra
ignoranza
per
accreditar
maggiormente
la sua
dottrina
appresso la
moltitudine
de i poco
intelligenti
. Però, per
avvertimento
di quelli che son
piú
creduli
che
intendenti
, e per
trar
voi d'
errore
,
sappiate
che può
essere
(e che il
piú
delle
volte
accaderà
) che una
osservazione
la quale vi
dia
la
stella
, per
esempio
, nella
lontananza
di
Saturno
, con l'
accrescere
o
detrarre
un
sol
minute
dall'
elevazione
presa
con lo
strumento
la farà
divenir
in
distanza
infinita
, e però di
possibile
impossibile
; e per il
converso
, quei
calcoli
che
fabbricati
sopra tali
osservazioni
vi
rendono
la
stella
infinitamente
lontana
, molte
volte
può
essere
che con l'
aggiugnere
o
scemare
un
sol
minuto
la
ritirino
in
sito
possibile
: e questo ch'io
dico
d'un
minuto
, può
accadere
ancora con la
correzione
d'un
mezo
, e d'un
sesto
, e di
manco
.
Ora
fissatevi
ben nella
mente
, che nelle
distanze
altissime
qual è,
verbigrazia
, l'
altezza
di
Saturno
o quella delle
stelle
fisse
,
minimissimi
errori
fatti
dall'
osservatore
sopra lo
strumento
rendono
il
sito
di
terminato
e
possibile
infinito
ed
impossibile
. Ciò non
cosí
avviene
delle
distanze
sublunari
e
vicine
alla
Terra
, dove può
accadere
che l'
osservazione
dalla quale si sia
raccolto
, la
stella
esser
lontana
,
verbigrazia
, 4
semidiametri
terrestri
, si potrà
crescere
o
diminuire
non solamente d'un
minuto
, ma di dieci e di cento e di assai
piú
, senza che il
calcolo
la
renda
non pur
infinitamente
remota
, ma né anco
superiore
alla
Luna
.
Comprendete
da questo, che la
grandezza
de gli
errori
, per
cosí
dire
strumentali
non si ha da
stimare
dall'
esito
del
calcolo
, ma dalla
quantità
stessa de i
gradi
e de'
minuti
che si
numerano
sopra lo
strumento
; e quelle
osservazioni
s'hanno a
chiamar
piú
giuste
o
men
errate
, le quali con la
giunta
o
suttrazione
di
manco
minuti
restituiscono
la
stella
in
luogo
possibile
; e tra i
luoghi
possibili
, il
vero
sito
convien
credere
che
fusse
quello intorno al quale
concorre
numero
maggiore delle
distanze
, sopra le
piú
giuste
osservazioni
calcolate
.
SIMP
. Io non
resto
ben
capace
di questo che voi
dite
, né
so
per me stesso
comprendere
come possa
essere
che nelle
distanze
massime
maggior
esorbitanza
possa
nascere
dall'
error
d'un
sol
minuto
, che nelle
piccole
da 10 o da 100; e però
arei
caro
di
intenderlo
.
SALV
. Voi, se non per
teorica
almeno per
pratica
, lo
vedrete
da questo breve
sunto
ch'io ho
fatto
di tutte le
combinazioni
e di
parte
delle
indagini
tralasciate
dall'
autore
, le quali io ho
calcolate
, e
notate
sopra questo medesimo
foglio
.
SAGR
.
Convien
dunque che voi da
ieri
in qua, che pur non son
passate
piú
di 18
ore
, non abbiate
fatto
altro che
calcolare
, senza
prender
né
cibo
né
sonno
.
SALV
. Anzi ho io
preso
l'uno e l'altro
ristoro
: ma io
fo
simili
calcoli
con gran
brevità
; e s'io
debbo
dire
il
vero
, mi son
maravigliato
non poco che quest'
autore
vadia
cosí
per la
lunga
ed
interponendo
tante
computazioni
non
punto
necessarie
al
quesito
che si
cerca
. E per
piena
intelligenza
di questo, ed anco
acciò
speditamente
si possa
conoscer
quanto dalle
osservazioni
de gli
astronomi
, de i quali si
serve
l'
autore
,
piú
probabilmente
si
raccolga
, la
stella
nuova
potere
essere
stata
superiore
alla
Luna
ed anco a tutti i
pianeti
, e tra le
stelle
fisse
e
piú
alta
ancora, ho
trascritte
sopra questa
carta
tutte l'
osservazioni
registrate
dal medesimo
autore
che furon fatte da 13
astronomi
, dove son
notate
le
elevazioni
polari
e le
altezze
della
stella
nel
meridiano
, tanto le
minime
sotto il
polo
, quanto le
massime
e
superiori
: e son queste.
-
Ticone
.
Altezza
del
polo
gr
. 55.58
m.p.
Altezza
della
stella
gr
. 84.0 la
massima
;
27.57
m.p.
la
minima
.
E queste sono del
primo
scritto
, ma del
secondo
la
minima
è 27.45
m
p.
_______________________________________________
-
Ainzelio
.
Altezza
polare
gr
. 48.22
m.p.
Altezza
della
stella
gr
. 76.34
m.p.
76.33
m.p.
e 45
sec.
76.35
m.p.
20.9
m.p.
e40sec
.
20.9
m.p.
e
30sec
.
20.9
m.p.
e
20sec
.
_______________________________________________
-
Peucero
e
Sculero
.
Altezza
polare
51.54
m.p.
Altezza
della
stella
79.56
m.p.
23.33
m.p.
_______________________________________________
-
Landgravio
.
Altezza
polare
51.18
m.p.
Altezza
della
stella
79.30
m.p.
_______________________________________________
-
Camerario
.
Altezza
polare
gr
. 52.24
m.p.
della
stella
80.30
m.p.
80.27
m.p.
80.26
m.p.
24.28
m.p.
24.20
m.p.
24.17
m
p.
________________________________________________
-
Agecio
.
Altezza
polare
gr
. 48.22
m.p.
della
stella
20.15
m.p.
________________________________________________
-
Ursino
.
Altezza
polare
49.24
m.p.
stella
79.
22.
________________________________________________
-
Munosio
.
Altezza
polare
39.30
m
p.
Stella
67.30
m.p.
11
.30
m.p.
________________________________________________
-
Maurolico
.
Altezza
polare
gr
. 38.30
m.p.
della
stella
20.15
m.p.
________________________________________________
-
Gemma
.
Altezza
polare
50.50
m
p.
Stella
79.45
m
p.
________________________________________________
-
Buschio
.
Altezza
polare
51.10
m.p.
Stella
79.20
m.p.
22.40
m.p.
________________________________________________
-
Reinoldo
.
Altezza
polare
51.18
m.p.
Stella
79.30
m.p.
23.
02
m.p.
Ora
, per
veder
tutto il mio
progresso
, potremo
cominciar
da questi
calcoli
, che son 5
trapassati
dall'
autore
forse perché fanno contro di lui,
atteso
che
costituiscono
la
stella
sopra la
Luna
per molti
semidiametri
terrestri
. Il
primo
de' quali è questo,
calcolato
sopra l'
osservazioni
del
Landgravio
d'
Assia
e di
Ticone
, che sono, anco per
concession
dell'
autore
, de i
piú
esquisiti
osservatori
: ed in questo
primo
dichiarerò
l'
ordine
che
tengo
nell'
investigazione
, la qual
notizia
vi
servirà
per tutti gli altri,
atteso
che
vanno
con la medesima
regola
, non
variando
in altro che nella
quantità
del
dato
, cioè ne i
numeri
de i
gradi
dell'
altezze
polari
e delle
elevazioni
sopra l'
orizonte
della
stella
nuova
, della quale si
cerca
la
distanza
dal
centro
della
Terra
in
proporzione
al
semidiametro
del
globo
terrestre
; del quale in questo
caso
niente
importa
il
saper
quante
miglia
sia, onde il
risolver
quello e la
distanza
de'
luoghi
dove furon fatte l'
osservazioni
, come fa quest'
autore
, è
fatica
e
tempo
gettato
via
, né
so
perché l'abbia
fatto
, e
massime
che in
ultimo
e'
torna
a
riconvertir
le
miglia
trovate
in
semidiametri
del
globo
terrestre
.
SIMP
. Forse fa questo per
ritrovar
, con tali
misure
piú
piccole
e con le loro
frazioni
, la
distanza
della
stella
determinata
sino a 4
dita
; perché noi altri, che non
intendiamo
le vostre
regole
aritmetiche
,
restiamo
stupefatti
nel
sentir
le
conclusioni
, mentre
leggiamo
,
verbigrazia
: "Adunque la
cometa
, o la
stella
nuova
,
era
lontana
dal
centro
della
Terra
trecento
settantatremila
ottocentosette
miglia
, e
piú
dugent
'
undici
quattromilanovantasettesimi
373807
211
/
4097
", e sopra queste tanto
precise
puntualità
, dove si
registrano
tali
minuzie
,
formiamo
concetto
che sia
impossibil
cosa che voi che ne' vostri
calcoli
tenete
conto
d'un
dito
, poteste in
ultimo
ingannarci
di 100
miglia
.
SALV
. Questa vostra
ragione
e
scusa
sarebbe
accettabile
, quando in una
distanza
di
migliaia
di
miglia
un
braccio
di
piú
o di meno
fusse
di gran
rilievo
, e quando le
supposizioni
che noi
pigllamo
per
vere
fusser
cosí
certe, che ci
assicurassero
che noi
fussimo
per
ritrarre
in
ultimo
un'
indubitabil
verità
: ma qui voi
vedete
, nelle 12
indagini
dell'
autore
le
lontananze
della
stella
, che da esse si
raccolgono
, esser
differenti
l'una dall'altra (e però
lontane
dal
vero
) di molte
centinaia
e
migliaia
di
miglia
;
ora
, mentre io sia
piú
che
sicuro
che quel ch'io
cerco
deve
necessariamente
differir
dal
giusto
di
centinaia
di
miglia
, a che
proposito
affannarsi
nel
calcolo
, per la
gelosia
di non
ismagliar
d'un
dito
? Ma
venghiamo
finalmente all'
operazione
, la qual io
risolvo
in tal modo.
Ticone
, come si
vede
nella
nota
,
osservò
la
stella
nell'
altezza
polare
di
gr
. 55.58
m.p.
; e l'
altezza
polare
del
Landgravio
fu 51.18
m.p.
: l'
altezza
della
stella
nel
meridiano
,
presa
da
Ticone
, fu
gr
. 27.45
m.p.
; il
Landgravio
la
trovò
alta
gr
. 23.
03
m.p.
: le quali
altezze
son queste
notate
qui appresso,
corne
vedete
:
Ticone
Polo
55.58
m.p.
stella
27.45
m
p.
Landgravio
Polo
51.18
m.p.
stella
23.
03
m.p.
Fatto
questo,
sottraggo
le
minori
dalle maggiori, e
restano
queste
differenze
qui sotto:
4.
40m
.
p.
4.42
m.p.
Parallasse
2
m.p.
dove la
differenza
dell'
altezze
polari
, 4.40
m.p.
, è
minore
della
differenza
dell'
altezze
della, 4.42
m.p.
, e però
c'
è
differenza
di
parallasse
gr
. 0. 2
m.p.
Trovate
queste
cose
,
piglio
l'
istessa
figura
dell'
autore
, cioè questa, nella quale il
punto
B
è il
luogo
del
Landgravio
, D il
luogo
di
Ticone
,
C
luogo
della, A
centro
della
Terra
, A
B
E
linea
verticale
del
Landgravio
, A D
F
di
Ticone
, e l'
angolo
B
C
D
differenza
di
parallasse
.
§
vedi
figura
18
Ang
.
BAD
4.40
m.p.
Corda
sua
8142
parti
di quali il
semid
. AB è
100000
BDF
92.20
m.p.
BDC
154.45
m.p.
|
sini
42657
BCD
0.
02
m.p.
| 58
__________________________________
58
42657
8142
8142
______
85314
170628
42657
341256
_____________
59
58 |
3473
|
13294
571
5
E perché l'
angolo
B
A D,
compreso
tra le
verticali
, è
eguale
alla
differenza
dell'
altezze
polari
, sarà
gr
. 4.40
m.p.
, e lo
noto
qui da
parte
; e di esso
trovo
la
corda
, dalla
tavola
de gli
archi
e
corde
, e la
noto
appresso, che è
8142
parti
di quali il
semidiametro
A
B
è
100000
.
Trovo
poi l'
angolo
B
D
C
facilmente
: imperocché la
metà
dell'
angolo
B
A D, che è 2.20
m.p.
,
giunta
a un
retto
dà
l'
angolo
B
D
F
92.20
m.p.
, al quale
giugnendo
l'
angolo
C
D
F
, che è la
distanza
dal
vertice
della maggiore
altezza
della
stella
, che qui è 62.15
m.p.
, ci
dà
la
quantità
dell'
angolo
BDC
154.45
m.p.
; il quale
noto
insieme
co
'
l
suo sino,
preso
dalla
tavola
, il quale è 42.
657
, e sotto questo
noto
l'
angolo
della
parallasse
B
C
D 0.2
m.p.
,
co
'
l
suo sino 58. E perché nel
triangolo
B
C
D il
lato
D
B
al
lato
B
C
è come il sino dell'
angolo
opposto
B
C
D al sino dell'
angolo
opposto
B
D
C
, adunque quando la
linea
B
D
fusse
58,
B
C
sarebbe 42.
657
; e perché la
corda
DB
è
8142
di quali il
semidiametro
BA
è
100000
, e noi
cerchiamo
di
sapere
quante delle medesime
parti
sia
B
C
, però
diremo
, per la
regola
aurea
: Se quando
BD
è 58,
BC
è 42.
657
, quando la medesima
DB
fusse
8.142, quanto sarebbe la
BC
? Però
multiplico
il
secondo
termine
per il
terzo
; mi viene
347
.
313
.
294
, il quale si
deve
dividere
per il
primo
, cioè per 58, ed il
quoziente
sarebbe il
numero
delle
parti
della
linea
B
C
di quali il
semidiametro
A
B
è 100.
000
: e per
sapere
quanti
semidiametri
B
A
contenesse
la medesima
linea
B
C
,
bisognerebbe
di
nuovo
dividere
il medesimo
quoziente
trovato
per 100.
000
, ed
aremmo
il
numero
de'
semidiametri
compresi
in
B
C.
Ora
, il
numero
347
.
313
.
294
diviso
per 58
dà
5.
988
.160 1/4 come si
vede
qui:
5988160
1/4
58 |
347313294
5717941
54 3
e questo
diviso
per
100000
ci
dà
59
88160
/
100000
1 |
00000
| 59 |
88160
Ma noi possiamo
abbreviare
assai l'
operazione
,
dividendo
il
primo
prodotto
trovato
, cioè
347313294
, per il
prodotto
della
multiplicazione
delli due
numeri
58 e
100000
, che è
59
58 |
00000
|
3473
|
13294
571
5
e ne
vien
parimente
59
5113294
/
5800000
.
E tanti
semidiametri
son
contenuti
nella
linea
B
C
, a i quali
aggiuntone
uno per la
linea
A
B
,
averemo
poco meno che 61
semidiametri
per le due
linee
A
B
C
, e però la
distanza
retta
dal
centro
A alla
stella
C
sarà
piú
di 60
semidiametri
; adunque viene ad esser
superiore
alla
Luna
,
secondo
Tolomeo
piú
di 27
semidiametri
, e
secondo
il
Copernico
piú
di 8,
posto
che la
lontananza
della
Luna
dal
centro
della
Terra
in
via
di esso
Copernico
sia, qual dice l'
autore
,
semidiametri
52.
Con questa
simile
indagine
trovo
, dall'
osservazioni
del
Camerario
e del
Munosio
, la
stella
tornar
situata
in una
simil
lontananza
, cioè essa ancora
piú
di 60
semidiametri
: e queste sono le
osservazioni
, e questo appresso il
calcolo
.
Altezza
|
Camerario
52.24
m
p.
altezza
| 24.28
m.p.
polare
del |
Munosio
39.30
m.p.
della
stella
|
11
.30
m.p.
_________________
Differenza
dell'
altezze
12.
58m
.
p.
differenza
polari
12.54
m
p.
dell'
altezze
della
stella
12.54
m.p.
__________
Differenza
di
parallasse
0. 4
m.p.
ed
angolo
BCD
.
|
BAD
12.54
m.p.
; e la sua
corda
22466
Angoli
|
BDC
161.59
m.p.
|
30930
|
BCD
0. 4 |
sini
116
Regola
aurea
22466
116
30930
22466
_____________________
673980
202194
67398
_______________
59
distanza
BC
semidiametri
59 e quasi 60.
116 |
6948
|
73380
1144
10
La
indagine
appresso è fatta sopra due
osservazioni
di
Ticone
e del
Munosio
; dalle quali si
calcola
, la
stella
essere
stata
lontana
dal
centro
della
Terra
semidiametri
478
e
piú
.
Altezze
|
Ticone
55.58
m.p.
altezze
| 84. 0
m.p.
polari
di |
Munosio
39.30
m.p.
della
stella
| 67.30
m.p.
________ ___________
Differenza
delle 16.30
m.p.
differenza
altezze
polari
16.28
m.p.
dell'
altezze
della
stella
16.28
m.p.
___________
Differenza
di
parallasse
0. 2
m.p.
ed
angolo
BCD
.
|
BAD
16.28
m.p.
; la sua
corda
28640
Angoli
|
BDC
104.14
m.p.
|
sini
96930
|
BCD
0. 2
m.p.
|
sini
58
Regola
aurea
58
96930
28640
28640
_____________
3877200
58158
77544
19386
_____________________
478
58 |
27760
|
75200
4506
53
Quest'
indagine
che
segue
,
dà
la
stella
remota
dal
centro
piú
di
358
semidiametri
.
Altezze
|
Peucero
51.54
m.p.
altezza
| 79.56
m.p.
polari
|
Munosio
39.30
m.p.
della
stella
| 67.30
m.p.
________ __________
12.24
m.p.
12.26
m.p.
12.24
m.p.
_________
0. 2
m.p.
|
BAD
12.24
m.p.
;
corda
21600
Angoli
|
BDC
106.16
m.p.
|
sini
95996
|
BCD
0. 2
m.p.
|
sini
58
Regola
aurea
58
95996
21600
21600
_______________________
57597600
95996
191992
________________________
357
58 |
20735
|
13600
3339
42
Da quest'altra
indagine
la
stella
si
ritrova
esser
lontana
dal
centro
piú
di
716
semidiametri
.
Altezze
|
Landgravio
51.18
m.p.
della | 79.30
m.p.
polari
|
Ainzelio
48.22
m.p.
stella
| 76.33
m.p.
e 45
sec
__________ _________________
2.56
m.p.
2.56
m.p.
e 15
sec.
2.56
m.p.
__________________
0. 0 15
sec.
BAD
2.56
m.p.
;
corda
5120
BDC
101.58
m.p.
|
sini
97845
BCD
0. 0 15
sec.
|
sini
7
Regola
aurea
7 |
97845
|
5120
5120
____________________
1956900
97845
489225
____________________
715
7 |
5009
|
66400
134
Queste, come
vedete
, son cinque
indagini
le quali
rendon
la
stella
assai
superiore
alla
Luna
: dove voglio che voi facciate
considerazione
sopra quel
particolare
che poco fa vi
dissi
, cioè che nelle
distanze
grandi
la
mutazione
, o
vogliam
dir
correzione
, di pochissimi
minuti
,
rimuove
la
stella
per
grandissimi
spazii
; come, per
esempio
, nella prima di queste
indagini
, dove il
calcolo
rese
la
stella
60
semidiametri
remota
dal
centro
, con la
parallasse
di 2
minuti
, chi volesse
sostenere
che ella
fusse
nel
firmamento
, non ha a
corregger
nelle
osservazioni
altro che 2
minuti
e anco meno, perché allora
cessa
la
parallasse
, o
divien
cosí
piccola
che
rende
la
stella
in
lontananza
immensa
, quale si
riceve
da tutti esser quella del
firmamento
. Nella
seconda
indagine
l'
emenda
di
manco
di 4
m.p.
fa l'istesso. Nella
terza
e nella
quarta
, pur come nella prima, due
minuti
soli
ripongon
la
stella
anco sopra le
fisse
. Nella
precedente
un
quarto
d'un
minuto
, cioè 15
secondi
, ci
danno
l'istesso. Ma non
cosí
avverrà
nelle
altezze
sublunari
: imperocché
figuratevi
pure
qual
lontananza
piú
vi
piace
, e
fate
prova
di voler
corregger
le
indagini
fatte dall'
autore
ed
aggiustarle
sí
che tutte
rispondano
nella medesima
determinata
lontananza
; voi
vedrete
quanto maggiori
emende
vi
bisognerà
fare.
SAGR
. Non sarà se non
bene
, per nostra
piena
intelligenza
,
veder
qualche
esempio
di questo che
dite
.
SALV
.
Stabilite
voi a vostro
beneplacito
qual si sia
determinata
lontananza
sublunare
, dove
costituir
la
stella
, ché con poca
briga
potremo
assicurarci
se
correzioni
simili
a queste, che abbiamo
veduto
bastar
per
ridurla
tra le
fisse
, la
ridurranno
nel
luogo
da voi
stabilito
.
SAGR
. Per
pigliare
la
piú
favorevole
distanza
per l'
autore
,
porremo
che sia quella che è la maggiore di tutte le
investigate
da esso nelle sue 12
indagini
; imperocché, mentre si è in
controversia
tra gli
astronomi
ed esso, e che quelli
dicono
la
stella
essere
stata
superiore
alla
Luna
, e questo
inferiore
, ogni poco
spazio
che e' la
provi
essere
stata sotto, gli
dà
la
vittoria
.
SALV
.
Pigliamo
dunque la
settima
indagine
, fatta sopra le
osservazioni
di
Ticone
e di
Taddeo
Agecio
, per le quali
trova
l'
autore
la
stella
essere
stata
lontana
dal
centro
32
semidiametri
, il qual
sito
è il
piú
favorevole
per la
parte
sua; e per
dargli
ogni
vantaggio
, voglio che, oltre a questo, la
ponghiamo
nella
piú
disfavorevole
lontananza
per gli
astronomi
, qual è il
collocarla
anco sopra il
firmamento
.
Posto
dunque ciò,
andiam
ricercando
quali
correzioni
sarebber
necessarie
applicare
all'altre sue
11
indagini
,
acciò
sublimassero
la
stella
sino alla
distanza
di 32
semidiametri
; e
cominciamo
dalla prima,
calcolata
sopra l'
osservazioni
dell'
Ainzelio
e del
Maurolico
, nella quale l'
autore
trova
la
distanza
dal
centro
circa 3
semidiametri
, con la
parallasse
di
gr
. 4.42
m.p.
e 30
sec.
:
veggiamo
ora
se
co
'
l
ritirarla
a 20
m.p.
solamente, si
eleva
sino alli 32
semidiametri
. Ecco l'
operazione
,
brevissima
e
giusta
:
multiplico
il sino dell'
angolo
B
D
C
per la
corda
B
D, e
parto
l'
avvenimento
,
detrattone
le 5
ultime
figure
, per il sino della
parallasse
; ne viene 28
semidiametri
e
mezo
: talché né anco per la
correzione
di
gr
. 4.22
m.p.
e 30
secondi
,
tolti
da
gr
. 4.42
m.p.
e 30
secondi
, si
eleva
la
stella
sino all'
altezza
di 32
semidiametri
, la qual
correzione
, per
intelligenza
del
signor
Simplicio
, è di
m.p.
262
e
mezo
.
Ainzelio
Pol.
48.22
stella
76.34
m.p.
e 30
sec.
Maurolico
Pol.
38.30
stella
62
_______ _______________
9.52 14.34
m.p.
e 30
sec.
9.52
________________
Parallasse
4.42
m.p.
e 30
sec.
BAD
9.52
m.p.
corda
17200
BDC
108.21
m.p.
e 30
sec.
sino
94910
BCD
0.20
m.p.
sino
582
94910
17200
____________
18982000
66437
9491
___________________
28
582
|
16324
|
52000
4688
2
Nella
seconda
operazione
, fatta sopra l'
osservazioni
dell'
Ainzelio
e dello
Sculero
, con
parallasse
di
gr
. 0. 8
m.p.
e 30
sec.
,
trovasi
la
stella
in
altezza
di 25
semidiametri
in circa, come si
vede
nella
seguente
operazione
.
BD
corda
6166
97987
BDC
|
sini
|
97987
6166
BCD
|
sini
|
247
____________
587922
587922
97987
587922
_______________
24
247
|
6041
|
87842
1103
11
E
ritirando
la
parallasse
0.8
m.p.
e 30
sec.
a 7
m.p.
, il cui sino è
204
, si
eleva
la
stella
a 30
semidiametri
in circa: non
basta
dunque la
correzione
di 1
m.p.
e 30
sec.
29
204
|
6041
|
87842
1965
12
|
BAD
gr
. 7.36
corda
13254
Angoli
|
BDC
155.52
m.p.
sino
40886
|
BCD
0.10
m.p.
sino
291
13254
40886
_________
79524
106032
106032
53016
_______________________
18 30
291
|
5419
|
03044
175 |
5419
2501
16
18
Or
veggiamo
qual
correzione
bisogna per la
terza
indagine
, fatta su l'
osservazioni
dell'
Ainzelio
e di
Ticone
, la qual
rende
la
stella
alta
circa 19
semidiametri
, con la
parallasse
10
m.p.
Gli
angoli
soliti
e lor
sini
e
corda
,
trovati
dall'
autore
, son questi; e
rendono
(come anco nell'
operazione
dell'
autore
) la
stella
lontana
circa 19
semidiametri
; bisogna dunque, per
alzarla
,
scemar
la
parallasse
,
conforme
alla
regola
che egli ancora
osserva
nella
nona
indagine
:
ponghiamo
per tanto la
parallasse
esser 6
m.p.
, il cui sino è 175, e fatta la
divisione
, si
trova
ancor meno di 31
semidiametri
per la
distanza
della
stella
. È dunque la
correzione
di 4
m.p.
poca per il
bisogno
dell'
autore
.
Venghiamo
alla
quarta
indagine
ed alle
rimanenti
con la medesima
regola
, e con le
corde
e
sini
ritrovati
dall'
autor
medesimo. In questa la
parallasse
è 14
m.p.
, e l'
altezza
trovata
manco
di 10
semidiametri
; e
diminuendo
la
parallasse
da 14
m.p.
a 4
m.p.
, ad ogni modo
vedete
come la
stella
non si
eleva
né anco sino a 31
semidiametri
: non
basta
dunque la
correzione
di 10
m.p.
sopra 14
m.p.
BD
corda
8142
43235
BDC
sino
43235
8142
__________
BCD
sino
407
86470
172940
43235
345880
___________________
30
116 |
3520
|
19370
4
Nella
quinta
operazione
dell'
autore
abbiamo i
sini
e la
corda
come
vedete
:
BD
corda
4034
97998
BDC
sino
97998
4034
___________
BCD
sino
1236
391992
293994
391992
__________________
27
145 |
3953
|
23932
1058
3
e la
parallasse
è 0.42
m.p.
e 30
sec.
, la quale
rende
l'
altezza
della stessa circa 4
semidiametri
; e
correggendo
la
parallasse
, con
ridurla
da i 42
m.p.
e 30
sec.
a 5
m.p.
solamente non
basta
per
alzarla
né anche sino a 28
semidiametri
: l'
emendazione
dunque di 37
m.p.
e 30
sec.
è poca.
Nella
sesta
operazione
la
corda
, i
sini
e la
parallasse
son tali
BD
corda
1920
40248
BDC
sino
40248
1920
_________
BCD
8
m.
sino
233
804960
362232
40248
_______________
26
29 |
772
|
76160
198
1
e la
stella
si
trova
esser
alta
circa 4
semidiametri
:
vegghiamo
dove la si
riduce
calando
la
parallasse
da 8 a un solo
m.p.
Ecco l'
operazione
, e la
stella
non
piú
alzata
che sino a 27
semidiametri
in circa: non
basta
dunque la
correzione
di
7m
.
p.
sopra
8m
.
p.
Nell'
ottava
operazione
la
corda
, i
sini
e la
parallasse
, come
vedete
, son tali:
BD
corda
1804
36643
BDC
sino
36643
1804
_________
BCD
sino 29
146572
293144
36643
________________
22
29 |
661
|
03972
83
2
e di qui
calcola
l'
autore
l'
altezza
della
stella
semidiametri
1 e
mezo
, con la
parallasse
di 43
m.p.
; la quale
ridotta
a 1
m.p.
dà
tuttavia la
stella
lontana
manco
di 24
semidiametri
: la
correzion
dunque di 42
m.p.
non
basta
.
Veggiamo
ora
la
nona
. Ecco la
corda
, i
sini
e la
parallasse
, che è 15
m.p.
: onde l'
autor
calcola
, la
lontananza
della
stella
dalla
superficie
della
Terra
esser
manco
di un
quarantasettesimo
di
semidiametro
. Ma questo è con
error
del
calcolo
; imperocché la
vien
veramente
, come noi
vedremo
qui
adesso
,
piú
di un
quinto
: ecco che vengono circa 90/
436
che son
piú
di un
quinto
.
BD
corda
232
39046
BDC
sino
39046
232
___________
BCD
sino
436
78092
117138
78092
___________
436
| 90 |
58672
Quello che
soggiugne
poi l'
autore
in
emenda
delle
osservazioni
, cioè che non
basta
ritirar
la
differenza
della
parallasse
né a un
sol
minuto
, né anco all'
ottava
parte
di 1
m.p.
è
vero
. Ma io
dico
che né meno la
decima
parte
di 1
m.p.
ridurrà
l'
altezza
della
stella
a 32
semidiametri
: imperocché il sino della
decima
parte
di 1
m.p.
, cioè di 6
secondi
, è 3 per il quale se nella nostra
regola
noi
divideremo
go
, o
vogliam
dire
se noi
divideremo
per
300000
,
9058672
, ne verrà 30
58672
/
100000
, cioè poco
piú
di 30
semidiametri
e
mezo
.
La
decima
dà
l'
altezza
della
stella
un
quinto
di
semidiametro
, con quest'
angolo
,
sini
e
parallasse
, che è
gr
. 4.30
m.p.
: la quale
veggo
che
ridotta
da
gr
. 4.30
m.p.
a 2
m.p.
, ad ogni modo non
promuove
la
stella
sino a 29
semidiametri
.
BD
corda
1746
1746
BDC
sino
92050
92050
__________
BCD
4.30
m.p.
sino
7846
87300
3492
15714
________________
27
58 |
1607
|
19300
441
4
L'
undecima
rende
la
stella
all'
autore
remota
circa 13
semidiametri
, con la
parallasse
di 55
m.p.
:
veggiamo
,
riducendola
a 20
m.p.
, dove
innalzerà
la
stella
. Ecco il
calcolo
: l'
eleva
a poco meno di 33
semidiametri
: la
correzione
dunque è di 35, poco meno, sopra 55
m.p.
BD
corda
19748
96166
BDC
sino
96166
19748
____________
BCD
0.55
m.p.
sino
1600
769328
384664
673162
865494
96166
32
_________________
582
|
18900
|
86168
1536
36
La
duodecima
, con la
parallasse
di
gr
. 1.36
m.p.
,
rende
la
stella
alta
meno di 6
semidiametri
:
ritirando
la
parallasse
a 20
m.p.
,
conduce
la
stella
a meno di 30
semidiametri
di
lontananza
: non
basta
dunque la
correzione
di
gr
. 1.16
m.p.
BD
corda
17258
17258
BDC
sino
96150
96150
__________
BCD
1.36
m.p.
sino
2792
862900
17258
103548
155322
_______________
28
582
|
16593
|
56700
4957
29
Queste sono le
correzioni
delle
parallasse
delle 10
indagini
dell'
autore
, per
ridur
la
stella
in
altezza
di 32
semidiametri
:
gr
. I. II.
gr
. I.II.
4.22
m.p.
e 30
sec.
sopra 4.42.30
4 sopra 0.10
10 sopra 0.14
37 sopra 0.42.30
7 sopra 0. 8
42 sopra 0.43
14 e 50
sec.
sopra 0.15
4.28 sopra 4.30
35 sopra 0.55
1.16 sopra 1.36
____________________________________
216
296
60
540
540
9
____ ___ ____
756
836
540
Di qui si
vede
come per
ridur
la
stella
all'
altezza
di 32
semidiametri
, bisogna dalla
somma
delle
parallassi
836
detrarne
756
e
ridurle
a 80, né anco
basta
tal
correzione
.
Di qui si
vede
(
sí
come ho
notato
qua
dreto
) che quando l'
autore
stabilisse
di voler
ricever
per
vero
sito
della
stella
nuova
la
distanza
di 32
semidiametri
, la
correzione
dell'altre sue 10
indagini
(e
dico
10, perché la
seconda
, essendo assai ben
alta
, si
riduce
all'
altezza
di 32
semidiametri
con 2
m.p.
di
correzione
), per far che tutte
restituissero
detta
stella
in tal
distanza
,
ricercherebbe
un
ritiramento
di
parallassi
tale, che tra tutte le
suttrazioni
importerebbero
piú
di
756
m.p.
: dove che nelle 5
calcolate
da me, che
rendono
la
stella
sopra la
Luna
, per
correggerle
sí
che la
costituiscano
nel
firmamento
,
basta
la
correzione
di
minuti
10 e un
quarto
solamente.
Ora
aggiugnete
a queste, altre 5
indagini
che
rendono
la
stella
precisamente
nel
firmamento
senza
bisogno
di veruna
correzione
, ed avremo 10
indagini
concordi
a
costituirla
nel
firmamento
con la
sola
correzione
di 5 di loro (come s'è
veduto
) di
minuti
10 e un
quarto
: dove che per la
correzione
dell'altre 10 dell'
autore
, per
ridurla
in
altezza
di 32
semidiametri
, vi
bisogneranno
l'
emendazioni
di
minuti
756
sopra
minuti
836
; cioè bisogna che dalla
somma
di
836
se ne
detraggano
756
, a voler che la
stella
si
elevi
all'
altezza
di 32
semidiametri
, ed anco tal
correzione
non
basta
Le
indagini
poi, che
immediatamente
senz'altra
correzione
rendon
la
stella
senza
parallasse
, e perciò nel
firmamento
ed anco nelle
piú
remote
parti
di esso, ed in
somma
alta
quanto l'istesso
polo
, son queste 5
notate
qui:
Camerario
|
Altezze
polari
|
Gr
. 52.24
m.p
|
Altezze
| 80.26
Peucero
| |
Gr
. 51.54 | della
stella
| 79.56
________ ______
0.30 0.30
_______________________________________________________
Landgravio
|
Altezze
polari
|
Gr
. 51.18 |
Altezze
| 79.30
Ainzeglio
| |
Gr
. 48.22 | della
stella
| 76.34
______ ______
2.56 2.56
______________________________________________________
Ticone
|
Altezze
polari
|
Gr
. 55.58 |
Altezze
| 84.
Peucero
| |
Gr
. 51.54 | della
stella
| 79.56
______ ______
4. 4 4. 4
______________________________________________________
Reinoldo
|
Altezze
polari
|
Gr
. 51.18 |
Altezze
| 79.30
Ainzeglio
| |
Gr
. 48.22 | della
stella
| 76.34
______ ______
2.56 2.56
______________________________________________________
Camerario
|
Altezze
polari
|
Gr
. 52.24 |
Altezze
| 24.17
Agecio
| |
Gr
. 48.22 | della
stella
| 20.15
______ ______
4. 2 4. 2
Del
resto
de gli
accoppiamenti
che si posson fare delle
osservazioni
di tutti questi
astronomi
, quelli che
rendon
la
stella
per
infinito
spazio
sublime
son molti
piú
in
numero
, cioè circa 30 di
piú
, che gli altri che
danno
,
calcolando
, la
stella
sotto la
Luna
; e perché (
sí
come
siam
convenuti
) è da
credere
che gli
osservatori
abbiano
errato
piú
presto di poco che d'assai,
manifesta
cosa è che le
correzioni
da
applicarsi
all'
osservazioni
che
danno
la
stella
alta
in
infinito
, nel
ritirarla
a
basso
, prima e con
emenda
minore
la
condurranno
nel
firmamento
che sotto la
Luna
: talché tutte queste
applaudono
all'
opinione
di quelli che la
mettono
tra le
fisse
.
Aggiugnete
che le
correzioni
che si
ricercano
per tali
emende
, sono assai
minori
che quelle per le quali la
stella
dall'
inverisimil
vicinità
si può
ridurre
all'
altezza
piú
favorevole
per questo
autore
, come per gli
esempi
passati
si è
veduto
: tra le quali
impossibili
vicinità
ce ne son 3 che
par
che
rimuovano
la
stella
dal
centro
della
Terra
per
manco
distanza
d'un
semidiametro
, facendola in certo modo
andar
in
volta
sotto
Terra
; e queste son quelle
combinazioni
nelle quali, essendo l'
altezza
polare
d'uno de gli
osservatori
maggiore dell'
altezza
polare
dell'altro, l'
elevazion
della
stella
presa
da quello è
minore
dell'
elevazione
della
stella
di questo. E sono tali
combinazioni
le
notate
qui appresso.
Questa prima è del
Landgravio
con
Gemma
: dove l'
altezza
polare
del
Landgravio
, 51.18
m.p.
, è maggiore del l'
altezza
polare
di
Gemma
, che è 50.50
m.p.
; ma l'
altezza
della
stella
del
Landgravio
, 79.30
m.p.
, è
minore
di quella della
stella
di
Gemma
, 79.45
m.p.
Landgravio
|
Altezza
polare
51.13 |
Altezza
79.30
Gemma
| 50.50 | della
stella79
.45
Le altre due sono queste di sotto:
Buschio
|
Altezza
polare
51.10 |
Altezza
79.20
Gemma
| 50.50 | della
stella79
.45
Reinoldo
|
Altezza
polare
51.18 |
Altezza
79.30
Gemma
| 50.50 | della
stella79
.45
Da quello che sin qui v'ho
mostrato
, potete
comprendere
quanto questa prima
maniera
d'
investigar
la
distanza
della
stella
e
provarla
sublunare
,
introdotta
dall'
autore
, sia
disfavorevole
per la
causa
sua e quanto
piú
probabilmente
e
chiaramente
si
raccolga
, la
lontananza
di quella esser stata tra le
piú
remote
stelle
fisse
.
SIMP
. Sino a questa
parte
mi
par
che assai
manifestamente
sia
scoperta
la poca
efficacia
delle
dimostrazioni
dell'
autore
; ma io
veggo
che tutto questo
vien
compreso
in non molte
carte
del
libro
, e
potrebb'
esser che altre sue
ragioni
fusser
piú
concludenti
che non son queste
prime
.
SALV
. Anzi non posson esser se non
men
valide
, se vogliamo che le
passate
ci siano
esempio
per le
rimanenti
; attesoché (
sí
come è
manifesto
) l'
incertezza
e poca
concludenza
di quelle
chiaramente
si
comprende
derivar
da gli
errori
commessi
nelle
osservazioni
strumentali
, dalle quali si è
creduto
le
altezze
polari
e della
stella
essere
state
prese
giustamente
, essendo in
effetto
errate
facilmente
tutte; e pur per
trovar
l'
altezze
del
polo
hanno avuto gli
astronomi
secoli
di
tempo
da
impiegarvisi
a lor
agio
, e le
altezze
meridiane
della
stella
sono le
piú
agevoli
da
osservarsi
, come quelle che sono
terminatissime
e
concedono
qualche
spazio
all'
osservatore
di poterle
continuare
, come quelle che non si
mutano
sensibilmente
in
tempo
brevissimo
, come fanno le
remote
dal
meridiano
: e se questo è,
sí
come è,
verissimo
, qual
fede
vorrem
noi
prestare
a
calcoli
fondati
sopra
osservazioni
piú
in
numero
,
piú
difficili
a farsi,
piú
momentanee
nel
variarsi
, con la
giunta
appresso di
strumenti
piú
incomodi
e
piú
fallaci
? Per una
semplice
occhiata
che ho
data
alle
dimostrazioni
seguenti
, i
computi
son
fatti
sopra
altezze
della
stella
prese
in
diversi
cerchi
verticali
, che
chiamano
con
voce
arabica
azimutti
: nelle quali
osservazioni
si
adoprano
strumenti
mobili
non solo ne i
cerchi
verticali
, ma nell'
orizonte
ancora nel medesimo
tempo
, in modo che
convien
, nell'istesso
momento
che si
prende
l'
altezza
, aver nell'
orizonte
osservata
la
distanza
del
verticale
, nel qual è la
stella
, dal
meridiano
; in oltre dopo
notabile
intervallo
di
tempo
convien
reiterar
l'
operazione
, e
tener
minuto
conto
del
tempo
decorso
,
fidandosi
o d'
oriuoli
o d'altre
osservazioni
di
stelle
: una tal
matassa
di
osservazioni
va
poi
conferendo
con un'altra
simile
, fatta da un altro
osservatore
, in un altro
paese
, con
diverso
strumento
ed in
diverso
tempo
; e da questa
cerca
l'
autore
di
ritrar
quali
sarebbono
state l'
altezze
della
stella
e le
latitudini
orizontali
accadute
nel
tempo
ed
ora
dell'altre
prime
osservazioni
, e sopra un tale
aggiustamento
fabbrica
in
ultimo
il suo
calcolo
.
Lascio
ora
giudicar
a voi quanto sia da
prestar
fede
a ciò che da
simili
indagini
si
ritrae
. Oltre che io non
dubito
punto
che quando altri si volesse
martirizare
sopra tali
lunghissimi
computi
, si
troverebbe
,
sí
come ne i
passati
, esser
piú
quelli che
favorissero
la
parte
avversa
, che l'
autore
: ma non mi
par
che
metta
conto
prendersi
una tal
fatica
per cosa che non è tra le
primarie
intese
da noi.
SAGR
. Io son dalla vostra in questa
parte
; ma
sendo
questo
negozio
circondato
da tante
confusioni
incertezze
ed
errori
, sopra qual
confidenza
hanno tanti
astronomi
asseverantemente
pronunziato
, la
nuova
stella
essere
stata
altissima
?
SALV
. Sopra due
sorte
di
osservazioni
,
semplicissime
facilissime
e
verissime
, una
sola
delle quali è
piú
che a
bastanza
per
assicurarne
dell'
essere
stata
locata
nel
firmamento
, o almeno per
lunghissimo
tratto
superiore
alla
Luna
: una delle quali è
presa
dall'
egualità
o poco
differente
inegualità
delle sue
lontananze
dal
polo
, tanto mentre ell'
era
nell'
infima
parte
del
meridiano
, quanto nella
suprema
; l'altra è l'aver lei
conservato
perpetuamente
le medesime
distanze
da alcune
stelle
fisse
, sue
circonvicine
, ed in
particolare
dall'
undecima
di
Cassiopea
, non
piú
da essa
remota
di
gradi
I e
mezo
:
dalli
quali due
capi
indubitabilmente
si
raccoglie
o l'
assoluta
mancanza
di
parallasse
, o una
piccolezza
tale, che ne
assicura
con
calcoli
speditissimi
della sua gran
lontananza
dalla
Terra
.
SAGR
. Ma queste
cose
non sono state
comprese
da questo
autore
? e se egli le ha
vedute
, in che modo se ne
difende
?
SALV
. Noi
sogliamo
dire
che quando altri, non
trovando
ripiego
che
vaglia
contro a i suoi
falli
,
produce
frivolissime
scuse
,
cerca
di
attaccarsi
alle
funi
del
cielo
; ma quest'
autore
ricorre
non alle
corde
, ma alle
fila
de'
ragnateli
del
cielo
, come
apertamente
vedrete
nell'
andare
esaminando
questi due
punti
pur
ora
accennativi
. E prima, quello che ci
mostrino
le
distanze
polari
ad uno ad uno de gli
osservatori
l'ho io
notato
in questi
brevi
calcoli
; per
piena
intelligenza
de quali
devo
primamente
avvertirvi
, come,
tuttavolta
che la
stella
nuova
o altro
fenomeno
sia vicino a
Terra
,
girando
al
moto
diurno
intorno al
polo
,
piú
distante
si
mostrerà
da esso mentre si
trovi
nella
parte
di sotto nel
meridiano
, che quando è nella
superiore
, come in questa
figura
si
vede
: nella quale il
punto
T
denota
il
centro
della
Terra
, O il
luogo
dell'
osservatore
, il
firmamento
l'
arco
V
P
C
, il
polo
P
; il
fenomeno
,
muovendosi
per il
cerchio
F
S
,
vedesi
or sotto il
§
vedi
figura
19
polo
, per il
raggio
OFC
, ed or sopra,
secondo
il
raggio
O
S
D,
sí
che i
luoghi
veduti
nel
firmamento
siano D,
C
ma i
veri
,
rispetto
al
centro
T
, sono
B
, A,
lontani
egualmente
dal
polo
: dove già è
manifesto
, il
luogo
apparente
del
fenomeno
S
, cioè il
punto
D, esser
piú
vicino al
polo
che non è l'altro
apparente
luogo
C
,
veduto
per il
raggio
O
F
C
; che è la prima cosa da
notarsi
.
Conviene
che nel
secondo
luogo
voi
notiate
, come l'
eccesso
della
apparente
inferior
distanza
dal
polo
sopra l'
apparente
superiore
distanza
, pur dal
polo
, è maggiore che non è la
parallasse
inferiore
del
fenomeno
; cioè
dico
che l'
eccesso
dell'
arco
C
P
(
distanza
inferiore
apparente
) sopra l'
arco
P
D (
distanza
apparente
superiore
) è maggiore dell'
arco
C
A (che è la
parallasse
inferiore
). Il che si
raccoglie
facilmente
: imperocché di
piú
eccede
l'
arco
C
P
il
P
D che il
P
B
, essendo
P
B
maggiore di
P
D; ma
P
B
è
eguale
a
P
A, e l'
eccesso
di
C
P
sopra
P
A è l'
arco
C
A; adunque l'
eccesso
dell'
arco
C
P
sopra l'
arco
P
D è maggiore dell'
arco
C
A, che è la
parallasse
del
fenomeno
posto
in
F
: che è quel che
bisognava
sapere
. E per
dar
tutti i
vantaggi
all'
autore
, voglio che
supponghiamo
, la
parallasse
della
stella
in
F
esser tutto l'
eccesso
dell'
arco
C
P
(cioè della
distanza
inferiore
dal
polo
) sopra l'
arco
P
D (
distanza
superiore
). Vengo
adesso
ad
esaminare
quel che ci
danno
le
osservazioni
di tutti gli
astronomi
prodotti
dall'
autore
: tra le quali non ce n'è pur una che non gli sia in
disfavore
e
contraria
al suo
intento
. E facciamo
principio
da queste del
Buschio
, il quale
trovò
la
distanza
della
stella
dal
polo
, quando gli
era
superiore
, esser
gr
. 28.10
m.p.
, e la
inferiore
esser
gr
. 28.30
m.p.
,
sí
che l'
eccesso
è
gr
. 0.20
m.p.
, il quale voglio che
prendiamo
(a
favor
dell'
autore
) come se tutto
fusse
parallasse
della
stella
in
F
, cioè l'
angolo
T
F
O; la
distanza
poi dal
vertice
, cioè l'
arco
C
V, è
gr
. 67.20
m.p.
Trovate
queste due
cose
,
prolunghisi
la
linea
C
O, e sopra essa
caschi
la
perpendicolare
T
I, e
consideriamo
il
triangolo
T
O I, del quale l'
angolo
I è
retto
, e l'I O
T
noto
, per esser alla
cima
dell'
angolo
V O
C
,
distanza
della
stella
dal
vertice
;
inoltre
nel
triangolo
T
I
F
, pur
rettangolo
, è
noto
l'
angolo
F
,
preso
per la
parallasse
:
notinsi
dunque da
parte
li due
angoli
I O
T
, I
F
T
, e di essi si
prendano
i
sini
, che sono come si
vede
notato
. E perché nel
triangolo
I O
T
di quali
parti
il sino tutto
T
O è 100.
000
, di tali il sino
T
I è 92.
276
, e di
piú
nel
triangolo
I
F
T
di quali il sino tutto
TF
è 100.
000
, di tali il sino
T
I è
582
, per
ritrovar
quante
parti
sia
T
F
di quelle che
T
O è 100.
000
,
diremo
per la
regola
aurea
: Quando
T
I è
582
,
T
F
è 100.
000
; ma quando
T
I
fusse
92.
276
, quanto sarebbe
T
F
?
Multiplichiamo
92.
276
per 100.
000
; ne viene 9.
227
.
600
.
000
: e questo si
deve
partire
per
582
; ne viene, come si
vede
,
15854982
: e tante
parti
saranno in
T
F
di quelle che in
T
O sono 100.
000
. Onde per voler
sapere
quante
linee
T
O sono in
T
F
,
divideremo
15.
854
.
982
per 100.
000
; ne verrà 158 e
mezo
prossimamente
: e tanti
semidiametri
sarà la
distanza
della
stella
F
dal
centro
T
. E per
abbreviar
l'
operazione
,
vedendo
noi come il
prodotto
del
multiplicato
di 92.
276
per 100.
000
si
deve
divider
prima per
582
e poi il
quoziente
per 100.
000
, potremo, senza la
multiplicazione
di 92.
276
per 100.
000
e con una
sola
divisione
del sino 92.
276
per il sino
582
,
conseguir
subito l'istesso, come si
vede
lì
sotto; dove 92.
276
diviso
per
582
Ci
dà
l'istesso 158 e
mezo
in circa.
Tenghiamo
dunque
memoria
, come la
sola
divisione
del sino
T
I come sino dell'
angolo
T
O I,
diviso
per il sino
T
I, come sino dell'
angolo
I
F
T
, ci
dà
la
distanza
cercata
T
F
in tanti
semidiametri
T
O.
Angoli
|
IOT
67.20
m.p.
|
sini
|
92276
15854982
|
IFT
0.20
m.p.
| |
582
582
|
9227600000
|
3407002246
TI
TF
TI
TF
49297867
582
100000
92276
0
325414
_____________________
100000
| 158 |
54982
_____________________
| 158
582
|
92276
34070
492
3
Vedete
ora
quel che ci
danno
le
osservazioni
del
Peucero
: del quale la
distanza
inferior
dal
polo
è
gr
. 28.21
m.p.
, e la
superiore
gr
. 28.2
m.p.
, la
differenza
gr
. 0.19
m.p.
, e la
distanza
dal
vertice
gr
. 66.27
m.p.
; dalle quali
cose
si
raccoglie
la
distanza
della
stella
dal
centro
quasi 166
semidiametri
.
Angoli
|
IAC
66.27
m.p.
|
sini
|
91672
165
427
/
553
|
IEC
0.19
m.p.
| |
553
553
|
91672
|
36397
312
4
Ecco quel che ci
mostra
l'
osservazione
di
Ticone
,
presa
la
piú
favorevole
per l'
avversario
: cioè, la
distanza
inferiore
dal
polo
,
gr
. 28.13
m.p.
; e la
superiore
, 28.2
m.p.
,
lasciando
la
differenza
, che è 0.
11
m.p.
, come se tutta
fusse
parallasse
, la
distanza
dal
vertice
,
gr
. 62.15
m.p.
Ecco qui sotto l'
operazione
, e la
lontananza
della
stella
dal
centro
ritrovata
semidiametri
276
9/16
Angoli
|
IAC
62.15
m.p.
|
sini
|
88500
276
9/16
|
IEC
0.
11
m.p.
| |
320
320
|
88500
|
2418
21
L'
osservazione
del
Reinoldo
, ch'è la
seguente
, ci
rende
la
distanza
della
stella
dal
centro
semidiametri
793
.
Angoli
|
IAC
66.58
m.p.
|
sini
|
92026
793
38/116
|
IEC
0. 4
m.p.
| | 116 116 |
92026
|
10888
33
Dalla
seguente
osservazion
del
Landgravio
si
ritrae
la
distanza
della
stella
dal
centro
semidiametri
1057
.
Angoli
|
IAC
66.57
m.p.
|
sini
|
92012
1057
53/87
|
IEC
0. 3
m.p.
| | 87 87 |
92012
|
5663
5
Prese
dal
Camerario
due delle sue
osservazioni
piú
favorevoli
per l'
autore
, si
trova
la
lontananza
della
stella
dal
centro
semidiametri
3143
.
Angoli
|
IAC
65.43
m.p.
|
sini
|
91152
3143
|
IEC
0. 1
m.p.
| | 29 29 |
91152
|
4295
1
L'
osservazione
del
Munosio
non
dà
parallasse
, e però
rende
la
stella
nuova
tra le
fisse
altissime
: quella dell'
Ainzelio
ce la
dà
remota
per
infinito
spazio
, ma con
emendazion
di un
mezo
minuto
primo
la
ripon
tra le
fisse
: e l'istesso si
ritrae
dall'
Ursino
con la
correzione
di 12
m.p.
De gli altri
astronomi
non ci sono le
distanze
sopra e sotto il
polo
, onde non si può
ritrar
cosa veruna. Or
vedete
come tutte le
osservazioni
di tutti
convengono
, in
disfavor
dell'
autore
, in
collocar
la
stella
nelle
regioni
celesti
e
altissime
.
SAGR
. Ma che
difesa
trov
'egli contro a
sí
patenti
contrarietà
?
SALV
. Uno di quei
debolissimi
fili
:
dicendo
che le
parallassi
vengono
diminuite
mercè
delle
refrazioni
, le quali
operando
contrariamente
,
sublimano
il
fenomeno
, dove le
parallassi
l'
abbassano
.
Ora
, quanto
vaglia
questo
miserabil
refugio
,
giudicatelo
da questo, che quando quest'
effetto
delle
refrazioni
fusse
di quella
efficacia
che da non molto
tempo
in qua alcuni
astronomi
hanno
introdotto
, al
piú
che potesse
operar
circa l'
elevar
piú
del
vero
un
fenomeno
sopra l'
orizonte
, mentre egli sia di già
alto
23 o 24
gradi
, sarebbe il
diminuirgli
circa 3
minuti
di
parallasse
, il qual
temperamento
è
scarsissimo
per
ritrar
la
stella
sotto la
Luna
ed in alcuni
casi
è
minore
che non è il
vantaggio
conceduto
da noi nell'
ammetter
che l'
eccesso
della
distanza
inferior
dal
polo
sopra la
superiore
sia tutto
parallasse
, il qual
vantaggio
è cosa assai
piú
chiara
e
palpabile
che l'
effetto
della
refrazione
, della
grandezza
del quale io
dubito
, e non senza
ragione
. Ma
piú
, io
domando
quest'
autore
s'ei
crede
che quelli
astronomi
, delle
osservazioni
de i quali egli si
serve
, avessero
cognizione
di questi
effetti
delle
refrazioni
e vi facessero sopra
considerazione
, o no: se gli
conobbero
e
considerarono
, è
ragionevol
credere
che di essi
tenesser
conto
nell'
assegnare
le
vere
elevazioni
della
stella
, facendo a quei
gradi
di
altezze
, che sopra gli
strumenti
si
scorgevano
, quelle
tare
che erano
convenienti
mercé dell'
alterazioni
delle
refrazioni
,
immodo
che le
distanze
pronunziate
da loro
fussero
poi le
corrette
e
giuste
, e non le
apparenti
e
false
; ma s'ei
crede
che tali
autori
non facessero
reflessione
sopra le
dette
refrazioni
,
convien
confessare
che eglino abbiano
parimente
errato
in
determinar
tutte quelle
cose
le quali non si possono
perfettamente
aggiustare
senza la
modificazione
delle
refrazioni
: tra le quali
cose
una è l'
investigazione
precisa
delle
altezze
polari
, le quali
comunemente
si
prendono
dalle due
altezze
meridiane
di alcuna delle
stelle
fisse
sempre
apparenti
, le quali
altezze
verranno
alterate
dalla
refrazione
, nell'istesso modo
appunto
che quelle della
stella
nuova
; talché l'
altezza
polare
, che da esse si
deduce
, verrà
difettosa
, e
partecipe
dell'istesso
mancamento
che quest'
autore
ascrive
alle
altezze
assegnate
alla
stella
nuova
, cioè e quella e queste
poste
, con
pari
errore
,
piú
sublimi
del
vero
. Ma tale
errore
, per quanto
appartiene
al nostro
presente
negozio
. non
progiudica
punto
, perché non avendo noi
bisogno
di
saper
altro che la
differenza
tra le due
distanze
della
stella
nuova
dal
polo
, mentre ella gli fu
inferiore
e poi
superiore
,
chiara
cosa è che tali
distanze
saran l'
istesse
posta
l'
alterazion
della
refrazione
comunemente
per la
stella
e per il
polo
, ch'è
comunemente
emendata
per questo e per quella.
Arebbe
qualche
momento
, benché
debolissimo
, l'
argomento
dell'
autore
, se egli ci avesse
assicurati
che l'
altezza
del
polo
fusse
stata
assegnata
precisa
e
emendata
dall'
error
dependente
dalla
refrazione
, dal quale non si
fussero
poi
guardati
i medesimi
astronomi
nell'
assegnarci
l'
altezze
della
stella
nuova
; ma egli di ciò non ci ha
fatti
sicuri
, né forse ce ne poteva fare, e forse (e questo è
piú
credibile
) tal
cautela
è stata
tralasciata
da gli
osservatori
.
SAGR
.
Parmi
soprabbondantemente
annullata
questa
instanza
; però
ditemi
in qual
maniera
e' si
libera
poi da quell'aver
mantenuta
sempre la medesima
distanza
dalle
stelle
fisse
sue
circonvicine
.
SALV
.
Apprendendosi
similmente
a due
fili
ancor
piú
deboli
dell'altro, l'uno de' quali è pur
legato
alla
refrazione
, ma tanto
men
saldamente
, quanto e' dice che, pur la
refrazione
operando
nella
stella
nuova
e
sublimandola
sopra il
vero
sito
rende
incerte
le
distanze
vedute
dalle
vere
,
comparate
alle
stelle
fisse
sue
vicine
; né posso a
bastanza
maravigliarmi
come e'
dissimuli
d'
accorgersi
che la medesima
refrazione
lavorerà
nell'istesso modo nella
stella
nuova
che nell'
antica
, sua
vicina
,
sublimando
amendue
egualmente
, onde da tale
accidente
l'
intervallo
tra esse
resti
inalterato
. L'altro
refugio
è ancora
piú
infelice
e
tiene
assai del
ridicolo
,
fondandosi
sopra l'
errore
che può
nascere
nell'
operazione
stessa
strumentale
, mentre che l'
osservatore
, non potendo
costituire
il
centro
della
pupilla
dell'
occhio
nel
centro
del
sestante
(
strumento
adoprato
nell'
osservare
gl'
intervalli
tra due
stelle
), ma
tenendolo
elevato
sopra
detto
centro
quant'è la
distanza
di essa
pupilla
da non
so
che
osso
della
gota
, dove s'
appoggia
il
capo
dello
strumento
, si viene a
formar
nell'
occhio
un
angolo
piú
acuto
di quello che si
forma
da i
lati
del
sestante
: il qual
angolo
de'
raggi
differisce
anco da se stesso, mentre si
riguardano
stelle
poco
elevate
sopra l'
orizonte
e le medesime poi
poste
in
grande
altura
. Si fa, dice, tal
angolo
differente
, mentre si
vadia
elevando
lo
strumento
,
tenendo
ferma
la
testa
: ma se nell'
alzar
il
sestante
si
piegasse
il collo
indietro
e si
andasse
elevando
la
testa
insieme
con lo
strumento
, l'
angolo
allora si
conserverebbe
l'istesso:
suppone
dunque la
risposta
dell'
autore
che gli
osservatori
, nell'
uso
dello
strumento
, non abbiano
alzato
la
testa
conforme
al
bisogno
, cosa che non ha del
verisimile
. Ma
posto
anco che
cosí
fusse
seguito
,
lascio
giudicare
a voi qual
differenza
può
essere
tra due
angoli
acuti
di due
triangoli
equicruri
, i
lati
dell'uno de i quali
triangoli
siano
lunghi
ciascuno quattro
braccia
, e quelli dell'altro quattro
braccia
meno quant'è il
diametro
d'una
lente
; ché
assolutamente
non maggiore può
essere
la
differenza
tra la
lunghezza
delli due
raggi
visivi
mentre la
linea
vien
tirata
perpendicolarmente
dal
centro
della
pupilla
sopra il
piano
dell'
aste
del
sestante
(la qual
linea
non è maggiore che la
grossezza
del
pollice
), e la
lunghezza
de i medesimi
raggi
mentre,
elevandosi
il
sestante
senza
alzar
insieme
la
testa
, tal
linea
non
cade
piú
a
perpendicolo
sopra
detto
piano
, ma
inclina
, facendo l'
angolo
verso la
circonferenza
alquanto
acuto
. Ma per
liberare
in tutto e per tutto questo
autore
da queste
infelicissime
mendicità
,
sappia
(già che si
vede
che egli non ha molta
pratica
nell'
uso
de gli
strumenti
astronomici
) che ne i
lati
del
sestante
o
quadrante
si
accomodano
due
traguardi
uno nel
centro
e l'altro nell'
estremità
opposta
, i quali sono
elevati
un
dito
o
piú
dal
piano
dell'
aste
e per le
sommità
di tali
traguardi
si fa
passar
il
raggio
dell'
occhio
, il quale
occhio
si
tiene
anco
remoto
dallo
strumento
un
palmo
o due o
piú
ancora; talché né
pupilla
, né
osso
di
gota
, né di tutta la
persona
,
tocca
né si
appoggia
allo
strumento
; il quale
strumento
né meno si
sostiene
o si
eleva
a
braccia
, e
massime
se saranno di quei
grandi
, come si
costuma
, li quali,
pesando
le
decine
e le
centinaia
ed anco le
migliaia
delle
libbre
, si
sostengono
sopra
basi
saldissime
: talché tutta l'
instanza
svanisce
. Questi sono i
sutterfugii
di questo
autore
, i quali, quando ben
fussero
tutto
acciaio
, non lo potrebbero
sollevare
d'un
centesimo
di
minuto
: e con questi si
persuade
di
darci
a
credere
d'aver
compensata
quella
differenza
che
importa
piú
di cento
minuti
,
dico
del non si esser
osservata
notabil
diversità
nelle
distanze
tra una
fissa
e la
nuova
stella
in tutta la lor
circolazione
, che, quando ella
fusse
stata
prossima
alla
Luna
,
doveva
farsi
grandemente
cospicua
anco alla
semplice
vista
, senza
strumento
veruno, e
massime
paragonandola
con l'
undecima
di
Cassiopea
, sua
vicina
a
gr
. 1 e
mezo
; che di
piú
di due
diametri
della
Luna
doveva
variarsi
, come ben
avvertirono
i
piú
intelligenti
astronomi
di quei
tempi
.
SAGR
. Mi
par
di
vedere
quell'
infelice
agricoltore
, che dopo l'essergli state
battute
e
destrutte
dalla
tempesta
tutte le sue
aspettate
ricolte
,
va
con
faccia
languida
e
china
raggranellando
reliquie
cosí
tenui
, che non son per
bastargli
a
nutrir
né anco un
pulcino
per un
sol
giorno
.
SALV
.
Veramente
che con troppo
scarsa
provisione
d'
arme
s'è
levato
quest'
autore
contro a gl'
impugnatori
della
inalterabilità
del
cielo
, e con troppo
fragili
catene
ha
tentato
di
ritirar
dalle
regioni
altissime
la
stella
nuova
di
Cassiopea
in queste
basse
ed
elementari
. E perché mi
pare
che assai
chiaramente
si sia
dimostrata
la
differenza
grande
che è tra i
motivi
di quelli
astronomi
e di questo loro
oppugnatore
, sarà
bene
che,
lasciata
questa
parte
,
torniamo
alla nostra
principal
materia
; nella quale
segue
la
considerazione
del
movimento
annuo
comunemente
attribuito
al
Sole
, ma poi, da
Aristarco
Samio
in prima, e dopo dal
Copernico
,
levato
dal
Sole
e
trasferito
nella
Terra
; contro alla qual
posizione
sento
venir
gagliardamente
provisto
il
signor
Simplicio
, ed in
particolare
con lo
stocco
e con lo
scudo
del
libretto
delle
conclusioni
o
disquisizioni
matematiche
, l'
oppugnazioni
del quale sarà
bene
cominciare
a
proporre
.
SIMP
. Voglio, quando
cosí
vi
piaccia
,
riserbarle
in
ultimo
, come quelle che sono le
ultime
ritrovate
.
SALV
. Sarà dunque
necessario
che voi,
conforme
al modo
tenuto
sin qui,
andiate
ordinatamente
proponendo
le
ragioni
in
contrario
,
sí
d'
Aristotile
come di altri
antichi
, il che son per far io ancora,
acciò
non
resti
nulla
indietro
senza esser
attentamente
considerato
ed
esaminato
; e
parimente
il
signor
Sagredo
con la
vivacità
del suo
ingegno
,
secondoché
si
sentirà
svegliare
,
produrrà
in
mezo
i suoi
pensieri
.
SAGR
. Lo farò con la mia
solita
libertà
; e perché voi
cosí
comandate
, sarete anco in
obbligo
di
scusarla
.
SALV
. Il
favore
obbligherà
a
ringraziarvi
, e non a
scusarvi
. Ma
cominci
or mai il
signor
Simplicio
a
promuover
quelle
difficultà
che lo
respingono
dal poter
credere
che la
Terra
, a
guisa
de gli altri
pianeti
, si possa
muover
in
giro
intorno ad un
centro
stabile
.
SIMP
. La prima e
massima
difficultà
è la
repugnanza
ed
incompatibilità
che è tra l'esser nel
centro
e l'esserne
lontano
: perché, quando il
globo
terrestre
si abbia a
muover
in un
anno
per la
circonferenza
di un
cerchio
, cioè sotto il
zodiaco
, è
impossibile
che nell'istesso
tempo
e' sia nel
centro
del
zodiaco
; ma che la
Terra
sia in tal
centro
, è in molti
modi
provato
da
Aristotile
, da
Tolomeo
e da altri.
SALV
. Molto
bene
discorrete
; e non è
dubbio
alcuno che chi vorrà far
muover
la
Terra
per la
circonferenza
di un
cerchio
, bisogna prima che e'
provi
che ella non sia nel
centro
di quel tal
cerchio
.
Séguita
dunque
ora
che noi
vegghiamo
se la
Terra
sia o non sia in quel
centro
, intorno al quale io
dico
che ella si
gira
, e voi
dite
ch'ell'è
collocata
; e prima che questo, è
necessario
ancora che ci
dichiariamo
se di questo tal
centro
abbiamo voi ed io l'istesso
concetto
o no. Però
dite
quale e dove è questo vostro
inteso
centro
.
SIMP
.
Intendo
per
centro
quello dell'
universo
, quello del
mondo
, quello della
sfera
stellata
, quel del
cielo
.
SALV
. Ancorché molto
ragionevolmente
io potessi
mettervi
in
controversia
, se in
natura
sia un tal
centro
, essendo che né voi né altri ha mai
provato
se il
mondo
sia
finito
e
figurato
, o
pure
infinito
e
interminato
; tuttavia,
concedendovi
per
ora
che ei sia
finito
e di
figura
sferica
terminato
, e che per ciò abbia il suo
centro
,
converrà
vedere
quanto sia
credibile
che la
Terra
, e non
piú
tosto
altro
corpo
, si
ritrovi
in esso
centro
.
SIMP
. Che il
mondo
sia
finito
e
terminato
e
sferico
, lo
prova
Aristotile
con cento
dimostrazioni
.
SALV
. Le quali si
riducono
poi tutte ad una
sola
, e quella
sola
al niente; perché se io gli
negherò
il suo
assunto
, cioè che l'
universo
sia
mobile
, tutte le sue
dimostrazioni
cascano
, perché e' non
prova
esser
finito
e
terminato
se non quello dell'
universo
che è
mobile
. Ma per non
multiplicar
le
dispute
,
concedasi
per
ora
che il
mondo
sia
finito
,
sferico
, ed abbia il suo
centro
: e già che tal
figura
e
centro
si è
argomentato
dalla
mobilità
, non sarà se non molto
ragionevole
se da gl'
istessi
movimenti
circolari
de'
corpi
mondani
noi
andremo
alla
particolar
investigazione
del
sito
proprio di tal
centro
; anzi
Aristotile
medesimo ha egli pur nell'
istessa
maniera
discorso
e
determinato
, facendo
centro
dell'
universo
quell'istesso intorno al quale tutte le
celesti
sfere
si
girano
e nel quale ha
creduto
venir
collocato
il
globo
terrestre
.
Ora
ditemi
,
signor
Simplicio
: quando
Aristotile
si
trovasse
costretto
da
evidentissime
esperienze
a
permutar
in
parte
questa sua
disposizione
ed
ordine
dell'
universo
, ed a
confessare
d'essersi
ingannato
in una di queste due
proposizioni
, cioè o nel
por
la
Terra
nel
centro
, o nel
dir
che le
sfere
celesti
si
movessero
intorno a
cotal
centro
, qual delle due
confessioni
credete
voi ch'egli
eleggesse
?
SIMP
.
Credo
che quando il
caso
accadesse
, i
Peripatetici
...
SALV
. Non
domando
de i
Peripatetici
,
domando
d'
Aristotile
medesimo; ché quanto a quelli
so
benissimo
ciò che
risponderebbero
. Essi, come
reverentissimi
ed
umilissimi
mancipii
d'
Aristotile
,
negherebbero
tutte l'
esperienze
e tutte l'
osservazioni
del
mondo
, e
recuserebbero
anco di
vederle
, per non le avere a
confessare
, e
direbbero
che il
mondo
sta come
scrisse
Aristotile
, e non come vuol la
natura
, perché,
toltogli
l'
appoggio
di quell'
autorità
, con che
vorreste
che
comparissero
in
campo
? E però
ditemi
pure
quel che voi
stimate
che
fusse
per far
Aristotile
medesimo.
SIMP
.
Veramente
non mi
saprei
risolvere
, qual de' due
inconvenienti
e'
fusse
per
reputar
minore
.
SALV
. Non
usate
, di
grazia
, questo
termine
di
chiamar
inconveniente
quel che
potrebb'
esser
necessario
che
fusse
cosí
.
Inconveniente
fu il voler
por
la
Terra
nel
centro
delle
celesti
revoluzioni
. Ma già che voi non
sapete
in qual
parte
e'
fusse
per
inclinare
,
stimandolo
io
uomo
di
grand'
ingegno
andiamo
esaminando
qual delle due
elezioni
sia la
piú
ragionevole
, e quella
reputiamo
che
fusse
la
ricevuta
da
Aristotile
.
Ripigliando
dunque il nostro
ragionamento
da
principio
, e
posto
, in
grazia
d'
Aristotile
, che il
mondo
(della
grandezza
del quale non abbiamo
sensata
notizia
oltre alle
stelle
fisse
), come quello che è di
figura
sferica
e
circolarmente
si
muove
, abbia
necessariamente
, e
rispetto
alla
figura
e
rispetto
al
moto
, un
centro
, ed essendo noi oltre a ciò
sicuri
che dentro alla
sfera
stellata
sono molti
orbi
, l'uno dentro all'altro, con loro
stelle
, che pur
circolarmente
si
muovono
, si
cerca
quel che sia
piú
ragionevol
credere
e
dire
, che questi
orbi
contenuti
si
muovano
intorno all'istesso
centro
del
mondo
, o
pure
intorno ad altro assai
lontano
da quello.
Dite
ora
,
signor
Simplicio
, il
parer
vostro circa questo
particolare
.
SIMP
. Quando noi potessimo
fermarci
sopra questo solo
presupposto
, e che
fussimo
sicuri
di non poter
incontrar
qualche altra cosa che ci
disturbasse
, io
direi
che molto
piú
ragionevol
fusse
il
dire
che il
continente
e le
parti
contenute
si
movesser
tutte circa un
comun
centro
, che sopra
diversi
.
SALV
.
Ora
, quando sia
vero
che '
l
centro
del
mondo
sia l'istesso che quello intorno al quale si
muovono
gli
orbi
de i
corpi
mondani
, cioè de'
pianeti
,
certissima
cosa è che non la
Terra
, ma
piú
tosto
il
Sole
, si
trova
collocato
nel
centro
del
mondo
; talché, quanto a questa prima
semplice
e
generale
apprensione
, il
luogo
di
mezo
è del
Sole
, e la
Terra
si
trova
tanto
remota
dal
centro
quanto dall'istesso
Sole
.
SIMP
. Ma da che
argumentate
voi che non la
Terra
, ma il
Sole
, sia nel
centro
delle
conversioni
de'
pianeti
?
SALV
.
Concludesi
da
evidentissime
, e perciò
necessariamente
concludenti
,
osservazioni
, delle quali le
piú
palpabili
, per
escluder
la
Terra
da
cotal
centro
e
collocarvi
il
Sole
, sono il
ritrovarsi
tutti i
pianeti
ora
piú
vicini
ed
ora
piú
lontani
dalla
Terra
, con
differenze
tanto
grandi
, che,
verbigrazia
,
Venere
lontanissima
si
trova
sei
volte
piú
remota
da noi che quando ell'è
vicinissima
, e
Marte
si
inalza
quasi otto
volte
piú
in uno che in un altro
stato
.
Vedete
intanto se
Aristotile
s'
ingannò
di qualche poco in
creder
che e'
fussero
sempre
egualmente
remoti
da noi.
SIMP
. Quali poi sono gl'
indizii
che i
movimenti
loro sieno intorno al
Sole
?
SALV
. Si
argomenta
ne i tre
pianeti
superiori
,
Marte
Giove
e
Saturno
, dal
trovarsi
sempre
vicinissimi
alla
Terra
quando sono all'
opposizion
del
Sole
, e
lontanissimi
quando sono verso la
congiunzione
; e questo
avvicinamento
ed
allontanamento
importa
tanto, che
Marte
vicino si
vede
ben 60
volte
maggiore che quando è
lontanissimo
. Di
Venere
poi e di
Mercurio
si ha
certezza
del
rivolgersi
intorno al
Sole
dal non si
allontanar
mai molto da lui e dal
vedersegli
or sopra ed or sotto, come la
mutazion
di
figure
in
Venere
conclude
necessariamente
. Della
Luna
è
vero
che ella non si può in verun modo
separar
dalla
Terra
, per le
ragioni
che
piú
distintamente
nel
progresso
si
produrranno
.
SAGR
. Io mi
aspetto
d'aver a
sentir
cose
ancor
piú
meravigliose
,
dependenti
da questo
movimento
annuo
della
Terra
, che non sono state le
dependenti
dalla
conversione
diurna
.
SALV
. Voi non v'
ingannate
punto
: perché, quanto all'
operar
il
moto
diurno
ne'
corpi
celesti
, non fu né potette esser altro che il farci
apparir
l'
universo
precipitosamente
scorrer
in
contrario
; ma questo
moto
annuo
,
mescolandosi
con i
moti
particolari
di tutti i
pianeti
,
produce
moltissime
stravaganze
, le quali hanno
fatto
sin
ora
perder
la
scherma
a tutti i maggiori
uomini
del
mondo
. Ma
ritornando
alle
prime
apprensioni
generali
,
replico
che il
centro
delle
celesti
conversioni
de i cinque
pianeti
,
Saturno
,
Giove
,
Marte
,
Venere
e
Mercurio
, è il
Sole
; e sarà del
moto
della
Terra
ancora, se ci
succederà
di
metterla
in
cielo
. Quanto poi alla
Luna
, questa ha un
moto
circolare
intorno alla
Terra
, dalla quale (come ho già
detto
) in modo alcuno non si può
separare
; ma non però
resta
ella d'
andare
intorno al
Sole
insieme
con la
Terra
co
'
l
movimento
annuo
.
SIMP
. Io non
resto
ancora ben
capace
di questa
struttura
; e forse
co
'
l
farne un poco di
disegno
s'
intenderà
meglio
, e
piú
agevolmente
si potrà
discorrere
intorno ad essa.
SALV
. E
cosí
sia: anzi, per vostra maggior
sodisfazione
e
meraviglia
insieme
, voglio che voi stesso la
disegniate
, e
veggiate
come, non
credendo
d'
intenderla
,
ottimamente
la
capite
; e solo
co
'
l
risponder
alle mie
interrogazioni
la
descriverrete
puntualmente
.
Pigliate
dunque un
foglio
e le
seste
: e sia questa
carta
bianca
l'
immensa
espansione
dell'
universo
, nella quale voi avete a
distribuire
ed
ordinar
le sue
parti
conforme
a che la
ragione
vi
detterà
. E prima, essendo che senza mio
insegnamento
voi
tenete
per
fermo
la
Terra
esser
collocata
in questo
universo
, però
notate
un
punto
a vostro
beneplacito
, intorno al quale voi
intendete
ella esser
collocata
, e
contrassegnatelo
con qualche
carattere
.
SIMP
. Sia questo,
segnato
A, il
luogo
del
globo
terrestre
.
SALV
.
Bene
sta.
So
,
secondariamente
, che voi
sapete
benissimo
che essa
Terra
non è dentro al
corpo
solare
, né meno a quello
contigua
, ma per certo
spazio
distante
; e però
assegnate
al
Sole
qual altro
luogo
piú
vi
piace
,
remoto
dalla
Terra
a vostro
beneplacito
e questo ancora
contrassegnate
.
SIMP
. Ecco
fatto
: sia il
luogo
del
corpo
solare
questo,
segnato
O.
SALV
.
Stabiliti
questi due, voglio che
pensiamo
di
accomodar
il
corpo
di
Venere
in tal
maniera
, che lo
stato
e
movimento
suo possa
sodisfar
a ciò che di essi ci
mostrano
le
sensate
apparenze
; e però
riducetevi
a
memoria
quello che, o per i
discorsi
passati
o per vostre proprie
osservazioni
, avete
compreso
accadere
in tale
stella
; e poi
assegnatele
quello
stato
che vi
parrà
convenirsele
.
§
vedi
figura
20
SIMP
.
Posto
che sieno
vere
le
apparenze
narrate
da voi, e che ho
lette
ancora nel
libretto
delle
conclusioni
, cioè che tale
stella
non si
discosti
mai dal
Sole
oltre a certo
determinato
intervallo
di 40 e tanti
gradi
,
sí
che ella già mai non
arrivi
non solamente all'
opposizion
del
Sole
, ma né anco al
quadrato
, né
tampoco
all'
aspetto
sestile
; e
piú
, che ella si
mostri
in un
tempo
quasi 40
volte
maggiore che in altro
tempo
, cioè
grandissima
quando,
sendo
retrograda
,
va
alla
congiunzion
vespertina
del
Sole
, e
piccolissima
quando con
movimento
diretto
va
alla
congiunzion
mattutina
; e di
piú
,
sendo
vero
che quando ella
appar
grandissima
, si
mostri
di
figura
cornicolata
, e quando
appar
piccolissima
, si
vegga
rotonda
perfettamente
;
sendo
,
dico
,
vere
cotali
apparenze
, non
veggo
che si possa
sfuggire
di
affermare
, tale
stella
raggirarsi
in un
cerchio
intorno al
Sole
, poiché tal
cerchio
in niuna
maniera
si può
dire
che
abbracci
e dentro di sé
contenga
la
Terra
, né meno che sia
inferiore
al
Sole
, cioè tra esso e la
Terra
, né anco
superior
al
Sole
. Non può tal
cerchio
abbracciar
la
Terra
, perché
Venere
verrebbe
talvolta all'
opposizion
del
Sole
; non può esser
inferiore
, perché
Venere
circa l'una e l'altra
congiunzione
co
'
l
Sole
si
mostrerebbe
falcata
; né può esser
superiore
, perché si
mostrerebbe
sempre
rotonda
, né mai
cornicolata
. E però per il
ricetto
di lei
segnerò
il
cerchio
C
H
intorno al
Sole
, senza che egli
abbracci
la
Terra
.
SALV
.
Accomodata
Venere
, è
bene
che
pensiate
a
Mercurio
, il quale, come
sapete
,
trattenendosi
sempre intorno al
Sole
, molto meno da lui si
allontana
che
Venere
, però
considerate
qual
luogo
convenga
assegnargli
.
SIMP
. Non è
dubbio
che,
immitando
egli
Venere
,
accomodatissima
stanza
sarà per lui un
minor
cerchio
dentro a questo di
Venere
, e
pure
intorno al
Sole
, essendo,
massime
della sua
vicinità
al
Sole
,
argomento
ed
indizio
assai
concludente
la
vivacità
del suo
splendore
sopra quello di
Venere
e de gli altri
pianeti
: potremo dunque con tal
fondamento
segnare
il suo
cerchio
,
notandolo
con li
caratteri
B
G.
SALV
.
Marte
poi dove lo
metteremo
?
SIMP
.
Marte
, perché viene all'
opposizion
del
Sole
, è
necessario
che
co
'
l
suo
cerchio
abbracci
la
Terra
: ma
veggo
ch'e' bisogna per
necessità
ch'egli
abbracci
il
Sole
ancora; imperocché, venendo alla
congiunzion
co
'
l
Sole
, se e' non gli
passasse
di sopra, ma gli
fusse
inferiore
,
apparirebbe
cornicolato
, come fa
Venere
e la
Luna
; ma egli si
mostra
sempre
rotondo
; adunque è
necessario
che egli
includa
dentro al suo
cerchio
non meno il
Sole
che la
Terra
. E perché mi
sovviene
che voi abbiate
detto
che quando esso è all'
opposizion
del
Sole
si
mostra
60
volte
maggiore che quando è verso la
congiunzione
,
parmi
che molto
bene
si
accomoderà
a queste
apparenze
un
cerchio
intorno al
centro
del
Sole
e che
abbracci
la
Terra
, quale io
noto
adesso
e
contrassegno
D I: dove
Marte
nel
punto
D è
vicinissimo
alla
Terra
, ed è
opposto
al
Sole
; ma quando è nel
punto
I, è alla
congiunzion
co
'
l
Sole
, ma
lontanissimo
dalla
Terra
. E perché l'
istesse
apparenze
si
osservano
in
Giove
ed in
Saturno
, se ben con assai
minor
diversità
in
Giove
che in
Marte
, e con
minor
ancora in
Saturno
che in
Giove
, mi
par
comprendere
che molto
acconciamente
sodisfaremo
anco a questi due
pianeti
con due
cerchi
pur intorno al
Sole
, e questo
primo
per
Giove
segnandolo
E
L
, ed un altro
superiore
per
Saturno
notato
F
M.
SALV
. Voi sin qui vi
sete
portato
egregiamente
. E perché (come
vedete
) l'
appressamento
e
discostamento
de' tre
superiori
vien
misurato
dal
doppio
della
distanza
tra la
Terra
e '
l
Sole
, questa fa maggior
diversità
in
Marte
che in
Giove
, per
essere
il
cerchio
D I di
Marte
minore
del
cerchio
E
L
di
Giove
; e
similmente
perché questo E
L
è
minore
del
cerchio
F
M
di
Saturno
, la medesima
diversità
è ancor
minore
in
Saturno
che in
Giove
: e ciò
puntualmente
risponde
all'
apparenze
.
Resta
ora
che
pensiate
di
assegnare
il
luogo
alla
Luna
.
SIMP
.
Seguendo
l'istesso
metodo
, che mi
par
concludentissimo
, poiché
veggiamo
che la
Luna
viene alla
congiunzione
ed all'
opposizione
del
Sole
, è
necessario
dire
che il suo
cerchio
abbracci
la
Terra
; ma non bisogna già che egli
abbracci
il
Sole
, perché quando ella
fusse
verso la
congiunzione
, non si
mostrerebbe
falcata
, ma sempre
rotonda
e
piena
di
lume
; oltre che già mai non potrebbe ella farci, come
spesse
volte
fa, l'
eclisse
del
Sole
, con l'
interporsi
tra esso e noi. E dunque
necessario
assegnarle
un
cerchio
intorno alla
Terra
, qual sarebbe questo N
P
,
sí
che
costituita
in
P
ci
apparisca
dalla
Terra
A
congiunta
co
'
l
Sole
, onde possa
talora
eclissarlo
, e
posta
in N si
vegga
opposta
al
Sole
, ed in tale
stato
possa
cadere
nell'
ombra
della
Terra
ed
oscurarsi
SALV
.
Ora
che faremo,
signor
Simplicio
, delle
stelle
fisse
?
Vogliamole
por
disseminate
per gl'
immensi
abissi
dell'
universo
, in
diverse
lontananze
da
qualsivoglia
determinato
punto
, o pur
collocate
in una
superficie
sfericamente
distesa
intorno a un suo
centro
,
sí
che ciascheduna di loro sia dal medesimo
centro
egualmente
distante
?
SIMP
.
Piú
tosto
torrei
una
strada
di
mezo
, e gli
assegnerei
un
orbe
descritto
intorno a un
determinato
centro
e
compreso
dentro a due
superficie
sferiche
, cioè una
altissima
concava
e l'altra
inferiore
convessa
tra le quali
costituirei
l'
innumerabil
moltitudine
delle
stelle
, ma però in
diverse
altezze
; e questa si potrebbe
chiamar
la
sfera
dell'
universo
,
continente
dentro di sé gli
orbi
de i
pianeti
, già da noi
disegnati
.
SALV
. Adunque già
aviamo
noi,
signor
Simplicio
, sin qui
ordinati
i
corpi
mondani
giusto
secondo
la
distribuzion
del
Copernico
, e ciò si è
fatto
di propria
mano
vostra: e di
piú
a tutti avete voi
assegnati
movimenti
proprii,
eccettuatone
il
Sole
, la
Terra
e la
sfera
stellata
, ed a
Mercurio
con
Venere
avete
attribuito
il
moto
circolare
intorno al
Sole
senza
abbracciar
la
Terra
: intorno al medesimo
Sole
fate
muover
li tre
superiori
,
Marte
,
Giove
e
Saturno
,
comprendendo
la
Terra
dentro a i
cerchi
loro; la
Luna
poi non può
muoversi
in altra
maniera
che intorno alla
Terra
, senza
abbracciar
il
Sole
: e
pure
in questi
moti
convenite
voi ancora
co
'
l
medesimo
Copernico
.
Restano
ora
da
decidere
, tra il
Sole
, la
Terra
e la
sfera
stellata
, tre
cose
: cioè la
quiete
che
apparisce
esser della
Terra
; il
movimento
annuo
sotto il
zodiaco
, che
apparisce
esser del
Sole
; e il
movimento
diurno
, che
apparisce
esser della
sfera
stellata
, con
participarlo
a tutto il
resto
dell'
universo
,
eccettuatone
la
Terra
. Ed essendo
vero
che tutti gli
orbi
de'
pianeti
,
dico
di
Mercurio
,
Venere
,
Marte
,
Giove
e
Saturno
, si
muovono
intorno al
Sole
, come
centro
loro, di esso
Sole
par
tanto
piú
ragionevole
che sia la
quiete
che della
Terra
, quanto di
sfere
mobili
è
piú
ragionevole
che il
centro
stia
fermo
che alcun altro
luogo
da esso
centro
remoto
: alla
Terra
, dunque, la qual
resta
costituita
in
mezo
a
parti
mobili
,
dico
tra
Venere
e
Marte
, che l'una fa la sua
revoluzione
in nove
mesi
e l'altro in due
anni
, molto
acconciamente
si può
attribuire
il
movimento
d'un
anno
,
lasciando
la
quiete
al
Sole
. E quando ciò sia,
segue
per
necessaria
conseguenza
che anco il
moto
diurno
sia della
Terra
: imperocché se, stando
fermo
il
Sole
, la
Terra
non si
rivolgesse
in se stessa, ma solo avesse il
movimento
annuo
intorno al
Sole
, il nostro
anno
non sarebbe altro che un
giorno
ed una
notte
, cioè sei
mesi
di
giorno
e sei
mesi
di
notte
, com'altra
volta
s'è
detto
.
Vedete
poi quanto
acconciamente
vien
levato
dall'
universo
il
precipitosissimo
moto
delle 24
ore
, e come le
stelle
fisse
, che sono tanti
Soli
,
conforme
al nostro
Sole
godono
una
perpetua
quiete
.
Vedete
in oltre quanta
agevolezza
si
trovi
in questo
primo
abbozzamento
, per
render
le
ragioni
di
apparenze
tanto
grandi
ne'
corpi
celesti
.
SAGR
. Io la
scorgo
benissimo
; ma
sí
come voi da questa
simplicità
raccogliete
gran
probabilità
per la
verità
di
cotal
sistema
, altri forse per l'
opposito
ne potrebbe far
contrarie
deduzioni
,
dubitando
, non senza
ragione
, come, essendo tal
costituzione
antichissima
de'
Pittagorici
e tanto
bene
accomodata
all'
apparenze
, abbia poi nel
progresso
di
migliaia
d'
anni
auto
cosí
pochi
seguaci
, e sia sin da
Aristotile
medesimo stata
rifiutata
, e
doppo
l'istesso
Copernico
vadia
continuando
nell'
istessa
fortuna
.
SALV
. Se voi,
signor
Sagredo
, vi foste alcuna
volta
abbattuto
,
sí
com'io molte e molte
volte
incontrato
mi sono, a
sentir
quali
sorte
di
scempiezze
bastano
a
render
contumace
ed
impersuasibile
il
vulgo
al
prestar
l'
orecchio
, non che l'
assenso
, a queste
novità
,
credo
che assai in voi si
diminuirebbe
la
meraviglia
del
trovarsi
cosí
pochi
seguaci
di tale
opinione
; ma poca
stima
, per mio
parere
, si
deve
fare di
cervelli
a i quali, per
confermargli
e
fissamente
ritenergli
nell'
immobilità
della
Terra
,
concludentissima
dimostrazione
è il
vedere
come
stamani
non saranno a
desinar
in
Costantinopoli
né
stasera
a
cena
nel
Giappone
, e che son certi che la
Terra
, come
gravissima
, non può
montar
su sopra il
Sole
e poi a
rompicollo
calare
a
basso
. Di questi tali, il
numero
de' quali è
infinito
, non bisogna
tener
conto
né
registrar
le loro
sciocchezze
e
cercar
di fare
acquisto
d'
uomini
nella cui
difinizione
entra
solo il
genere
e
manca
la
differenza
, per avergli per
compagni
nelle
opinioni
sottilissime
e
delicatissime
. In oltre, qual
guadagno
credereste
voi di poter mai fare con tutte le
dimostrazioni
del
mondo
in
cervelli
tanto
stolidi
, che non sono per se stessi
bastanti
a
conoscer
le lor
cosí
estreme
pazzie
? Ma la mia,
signor
Sagredo
, è molto
differente
dalla vostra
meraviglia
: voi vi
maravigliate
che
cosí
pochi siano
seguaci
della
opinione
de'
Pitagorici
; ed io
stupisco
come si sia mai sin qui
trovato
alcuno che l'abbia
abbracciata
e
seguita
, né posso a
bastanza
ammirare
l'
eminenza
dell'
ingegno
di quelli che l'hanno
ricevuta
e
stimata
vera
, ed hanno con la
vivacità
dell'
intelletto
loro
fatto
forza
tale a i proprii
sensi
, che abbiano
possuto
antepor
quello che il
discorso
gli
dettava
, a quello che le
sensate
esperienze
gli
mostravano
apertissimamente
in
contrario
. Che le
ragioni
contro alla
vertigine
diurna
della
Terra
, già
esaminate
da voi, abbiano
grandissima
apparenza
, già l'abbiamo
veduto
, e l'
averle
ricevute
per
concludentissime
i
Tolemaici
, gli
Aristotelici
e tutti i lor
seguaci
, è ben
grandissimo
argomento
della loro
efficacia
; ma quelle
esperienze
che
apertamente
contrariano
al
movimento
annuo
, son ben di tanto
piú
apparente
repugnanza
, che (lo
torno
a
dire
) non posso
trovar
termine
all'
ammirazion
mia, come abbia
possuto
in
Aristarco
e nel
Copernico
far la
ragion
tanta
violenza
al
senso
, che contro a questo ella si sia fatta
padrona
della loro
credulità
.
SAGR
. Adunque siamo per avere altri
contrasti
gagliardi
contro a questo
movimento
annuo
ancora?
SALV
. Siamo; e tanto
evidenti
e
sensati
, che se
senso
superiore
e
piú
eccellente
de i
comuni
e
naturali
non si
accompagnava
con la
ragione
,
dubito
grandemente
che io ancora sarei
stato
assai
piú
ritroso
contro al
sistema
Copernicano
, di quello che
stato
non sono
doppo
che
piú
chiara
lampada
che la
consueta
mi ha
fatto
lume
SAGR
. Or dunque,
signor
Salviati
,
vegnamo
, come si dice, alle
strette
, ché ogni
parola
che si
spende
in altro mi
par
gettata
via
.
SALV
. Eccomi a
servirvi
.
SIMP
. Di
grazia
,
signori
,
permettetemi
che io
riduca
a
tranquillità
la mia
mente
, che
ora
mi
ritrovo
molto
fluttuante
per certo
particolare
pur
ora
tocco
dal
signor
Salviati
,
acciò
che io possa poi,
spianate
che siano l'onde,
piú
distintamente
ricever
le vostre
specolazioni
:
imperò
che non ben s'
imprimano
le
spezie
nello
speccio
ondeggiante
, come il
Poeta
latino
graziosamente
ci
espresse
dicendo
: ... nuper me in
littore
vidi
cum
placidum
ventis
staret
mare
. (27)
SALV
. Voi avete molto ben
ragione
, e però
dite
i vostri
dubbii
SIMP
Voi avete
ultimamente
spacciati
per
egualmente
d'
ingegno
ottuso
quelli che
negano
alla
Terra
il
moto
diurno
, perché non si
veggono
da quello
trasportare
in
Persia
o nel
Giappone
, e quelli che son
contrarianti
al
moto
annuo
per la
repugnanza
che
sentono
nel
dovere
ammettere
che la
vastissima
e
gravissima
mole
del
globo
terrestre
possa
sollevarsi
in
alto
e quindi
calare
abasso
, come
converrebbe
che facesse quando intorno al
Sole
con tal
movimento
si
rigirasse
: ed io, non
prendendo
rossore
d'
essere
annumerato
tra questi
sciocchi
,
sento
l'
istessa
repugnanza
nel mio
cervello
, quanto però a questo
secondo
punto
che
oppone
al
moto
annuo
, e
massimamente
mentre
veggo
quanta
resistenza
faccia
all'esser
mossa
anco per
piano
, non
dirò
una
montagna
ma una
pietra
che
piccola
parte
sia d'una
rupe
alpestre
. Però, non
disprezzando
affatto
simili
instanze
, vi
prego
a
risolverle
, e non solo per me, quanto per altri, a i quali
sembrano
concludentissime
; perché ho per assai
difficile
che alcuno per
semplice
che sia,
conosca
e
confessi
la sua
semplicità
,
mosso
dal solo
sentirsi
reputare
per tale.
SAGR
. Anzi, quanto
piú
semplice
, tanto
piú
sarà egli
impersuasibile
del suo
difetto
. E con questa
occasione
vo
considerando
come non solamente per
sodisfare
al
signor
Simplicio
, ma per altro
rispetto
ancora, non meno
importante
, è
bene
risolver
questa ed altre
instanze
di
simil
sorte
, poiché si
vede
che non
mancano
uomini
, nella
comune
filosofia
ed in altre
scienze
versatissimi
, che, per
mancamento
o dell'
astronomia
o delle
matematiche
o di qual altra
facoltà
si sia che
acuisce
l'
ingegno
alla
penetrazion
del
vero
,
restano
persuasi
da
discorsi
tanto
vani
: per lo che mi
par
degna
di
commiserazione
la
condizione
del
povero
Copernico
, il quale non si può
tener
sicuro
che la
censura
delle sue
dottrine
non possa per
avventura
cadere
in
mano
di
persone
, che non
sendo
abili
a
restar
capaci
delle sue
ragioni
sottilissime
e per ciò
difficili
ad esser
comprese
ma ben di già
persuasi
da
simili
vane
apparenze
della
falsità
di quelle, per
false
e per
erronee
le
vadano
predicando
. Per lo che, quando non si potessero
render
capaci
di quelle
piú
astruse
, è
bene
procurare
che
conoscano
la
nullità
di queste altre, dalla qual
cognizione
venga
moderato
il
giudizio
e la
condanna
della
dottrina
che
ora
tengano
per
erronea
.
Recherò
dunque due altre
obiezzioni
, ma contro al
moto
diurno
, le quali non è molto che
sentii
produrre
da
persone
di gran
litteratura
, e poi verremo al
moto
annuo
. La prima fu, che quando
fusse
vero
che non il
Sole
e l'altre
stelle
si
sollevassero
sopra l'
orizonte
orientale
, ma che la
parte
orientale
della
Terra
se gli
abbassasse
sotto,
restando
quelle
immobili
,
bisognerebbe
che di
lí
a poche
ore
le
montagne
situate
a
levante
declinando
in
giú
mediante la
conversion
del
globo
terrestre
, si
riducessero
in tale
stato
, che dove poco fa per
ascendere
al lor
giogo
conveniva
caminare
all'
erta
,
convenisse
di poi, per
condursi
lassú
,
scendere
alla
china
. L'altra fu, che quando il
moto
diurno
fusse
della
Terra
,
doverebbe
esser tanto
veloce
, che uno
costituito
nel
fondo
di un
pozzo
non potrebbe se non per un
momento
di
tempo
vedere
una
stella
che gli
fusse
sopra '
l
vertice
, non la potendo egli
vedere
se non quel
brevissimo
tempo
nel quale
passa
2 o 3
braccia
della
circonferenza
della
Terra
, ché tanta sarà la
larghezza
del
pozzo
: tutta
via
si
vede
per
esperienza
che il
passaggio
apparente
di tale
stella
, nel
traversare
il
pozzo
,
consuma
assai lungo
tempo
;
argomento
necessario
che la
bocca
del
pozzo
non si
muove
altramente
con quella
furia
che
converrebbe
alla
diurna
conversione
, e, per
consequenza
, che la
Terra
è
immobile
.
SIMP
. Di questi 2
argomenti
, il
secondo
veramente
mi
pare
assai
concludente
: ma quanto al
primo
,
crederei
di potermi da per me stesso
disbrigare
, mentre
considero
che l'istesso è che il
globo
terrestre
,
rivolgendosi
intorno al proprio
centro
porti
una
montagna
verso
levante
, che se, stando
fermo
il
globo
, la
montagna
,
svelta
dalla
radice
,
fusse
strascicata
sopra la
Terra
; ed il
portare
il
monte
sopra la
superficie
della
Terra
non
veggo
che sia
differente
operazione
dal
condurre
una
nave
per la
superficie
del
mare
: onde,
tuttavolta
che l'
instanza
del
monte
valesse
, ne
seguirebbe
parimente
che,
continuando
la
nave
il suo
viaggio
,
discostata
che ella si
fusse
da i nostri
porti
per molti
gradi
, ci
convenisse
per
andare
sopra '
l
suo
albero
non
piú
salire
, ma
muoversi
per la
piana
e poi ancora
scendere
, il che non
accade
, né io ho mai
sentito
alcun
marinaro
, etiam di quelli che hanno
circondato
tutto '
l
globo
, che
ponga
differenza
veruna circa tale
operazione
, né intorno ad alcun altro
ministerio
che si
faccia
in
nave
, per
ritrovarsi
il
vassello
piú
in questa che in
qualsivoglia
altra
parte
.
SALV
. Voi molto ben
discorrete
: e se all'
autore
di quella
instanza
fusse
mai
caduto
in
mente
di
considerare
che la sua
vicina
montagna
,
postagli
a
levante
, quando il
globo
terrestre
girasse
, di
lí
a 2
ore
per tal
moto
si
troverebbe
condotta
colà
dove
ora
si
trova
,
verbigrazia
, il
monte
Olimpo
o '
l
Carmelo
,
arebbe
compreso
come dal suo proprio modo di
argomentare
si
costrigneva
a
credere
e
confessare
che per
andare
nel
vertice
di
detti
monti
, de
facto
conviene
sciendere
. Questi sono di quei
cervelli
atti
a
negar
gli
antipodi
,
atteso
che non si può
caminare
col
capo
all'
ingiú
e coi
piedi
attaccati
al
palco
; questi da
concetti
veri
, ed anco
perfettamente
intesi
da loro, non
sanno
poi
dedur
soluzioni
facilissime
a i lor
dubbi
: voglio
dire
che
benissimo
intendono
che il
gravitare
e lo
sciendere
è
tendere
verso '
l
centro
del
globo
terrestre
, e che '
l
salire
è il
discostarsene
; si
perdono
poi nell'
intendere
che gli
antipodi
nostri per
sostenersi
e
caminare
non hanno
difficoltà
veruna, perché fanno
giusto
come noi, cioè
tengono
le
piante
de'
piedi
verso '
l
centro
della
Terra
e '
l
capo
verso '
l
cielo
.
SAGR
. E pur
sappiamo
,
uomini
in altre
dottrine
di
subblimi
ingegni
essersi
abbagliati
in tali
cognizioni
; dal che tanto
maggiormente
vien
confermato
quello che pur
ora
dicevo
, cioè che è
bene
rimuover
tutte le
obbiezzioni
, ancor che
debolissime
: e però
rispondasi
pur ancora a quei del
pozzo
.
SALV
Questo
secondo
argomento
ha
bene
in
apparenza
un non
so
che
piú
del
concludente
; tutta
via
io
tengo
per
fermo
che quando si potesse
interrogare
quell'istesso a chi e'
sovvenne
,
acciò
meglio
si
spiegasse
con
dichiarare
qual sia
precisamente
l'
effetto
che
dovrebbe
seguire
, e che gli
par
che non
segua
,
posta
la
conversion
diurna
esser della
Terra
,
credo
,
dico
, che egli si
avvilupperebbe
nell'
espor
la sua
difficoltà
con le sue
conseguenze
, forse non meno di quel ch' e'
farebbe
nello
svilupparsene
col
pensarvi
.
SIMP
. S'io
debbo
dire
'
l
vero
,
stimo
certo che
cosí
accaderebbe
,
imperò
che io ancora di
presente
mi
trovo
nella medesima
confusione
: perché mi
pare
che l'
argomento
stringa
, quanto alla prima
apprensione
; ma all'
incontro
veggo
come per
nebbia
che se il
discorso
procedesse
rettamente
, quella
immensa
rapidità
di
corso
che si
dovrebbe
scorger
nella
stella
quando il
moto
fusse
della
Terra
, si
doverebbe
ancora, anzi molto
piú
,
scorger
nella medesima quando il
moto
fusse
suo,
dovendo
esser molte
migliaia
di
volte
piú
veloce
nella
stella
che nella
Terra
. All'
incontro
poi, l'aversi a
perder
la
vista
della
stella
per il solo
trapasso
della
bocca
del
pozzo
, che sarà poi 2 o tre
braccia
di
diametro
, mentre il
pozzo
con la
Terra
ne
trapassano
assai
piú
di 2.
000
.
000
in un'
ora
,
par
ben che abbia da esser cosa tanto
momentanea
, che né anco possa esser
compresa
; e pur dal
fondo
del medesimo
pozzo
per assai lungo
spazio
di
tempo
vien
ella
veduta
. Però vengo in
desiderio
d'esser
ridotto
in
chiaro
di questo
negozio
.
SALV
.
Ora
mi
confermo
io
maggiormente
nel
credere
la
confusione
dell'
autor
dell'
instanza
, mentre
veggo
che voi ancora,
signor
Simplicio
,
adombrate
, né ben
possedete
, quello che
dir
vorreste
: il che
raccolgo
io
principalmente
dal
tralasciar
voi una
distinzione
, che è un
punto
principalissimo
in questa
faccenda
. Però
ditemi
se nel far questa
esperienza
,
dico
di questo
trapasso
di
stella
sopra la
bocca
del
pozzo
, voi
fate
differenza
veruna dall'
essere
il
pozzo
piú
o
men
profondo
, cioè dall'esser quello che
osserva
piú
o
men
distante
dalla
bocca
; perché non vi ho
sentito
far
caso
sopra ciò.
SIMP
.
Veramente
non ci ho
applicato
il
pensiero
, ma ben la vostra
interrogazione
mi
sveglia
la
mente
, e mi
accenna
, tal
distinzione
dovere
esser
necessariissima
; e già
comincio
a
comprendere
che per
determinare
il
tempo
di tal
passaggio
, la
profondità
del
pozzo
può per
avventura
arrecar
diversità
non
minore
che la
larghezza
.
SALV
. Anzi pur
vo
io
dubitando
che la
larghezza
non ci abbia che far niente, o pochissimo.
SIMP
. E pur mi
pare
che
dovendo
scorrer
10
braccia
di
larghezza
ricerchi
dieci
volte
piú
tempo
che il
trapasso
di un
braccio
: e son
sicuro
che una
barchetta
lunga
10
braccia
prima mi
trapasserà
innanzi alla
vista
, che una
galera
lunga
cento.
SALV
. E pur
persistiamo
ancora in quello
inveterato
concetto
, di non ci
muover
se non tanto quanto le nostre
gambe
ci
portano
. Questo che voi
dite
,
signor
Simplicio
mio è
vero
quando l'
oggetto
veduto
si
muove
stando voi
fermo
a
osservarlo
; ma se voi sarete nel
pozzo
quando il
pozzo
e voi
insieme
siate
portati
dalla
terrestre
conversione
non
vedete
voi che né in un'
ora
né in mille né in
eterno
sarete
trapassato
dalla
bocca
del
pozzo
? Quello che in tal
caso
operi
in voi il
muoversi
o non
muoversi
la
Terra
, non può
riconoscersi
nella
bocca
del
pozzo
, ma in altro
oggetto
separato
e che non
partecipi
della medesima
condizione
dico
di
moto
o di
quiete
.
SIMP
. Tutto sta
bene
: ma
posto
che io, stando nel
pozzo
, sia
portato
di
conserva
con esso dal
moto
diurno
, e che la
stella
da me
veduta
sia
immobile
, non essendo l'
apertura
del
pozzo
, che
sola
dà
il
passaggio
alla mia
vista
,
piú
di tre
braccia
de i tanti
milioni
di
braccia
del
resto
della
superficie
terrestre
, che la
vista
m'
impedisce
, come potrà
essere
il
tempo
della
veduta
sensibil
parte
di quello dell'
occultazione
?
SALV
. E pur
ricadete
nel medesimo
equivoco
: ed in
effetto
sete
bisognoso
di chi v'
aiuti
a
uscirne
. Non è,
signor
Simplicio
, la
larghezza
del
pozzo
quella che
misura
il
tempo
dell'
apparizion
della
stella
, perché
cosí
la
vedreste
perpetuamente
, essendo che
perpetuamente
la
bocca
del
pozzo
dà
il
transito
alla vostra
vista
; ma tal
misura
si
deve
prendere
dalla
quantità
del
cielo
immobile
, che per l'
apertura
del
pozzo
vi
resta
visibile
.
SIMP
. Ma quello che mi si
scuopre
del
cielo
non è egli tal
parte
di tutta la
sfera
celeste
, quale è la
bocca
del
pozzo
di tutta la
terrestre
?
SALV
. Voglio che vi
rispondiate
da voi medesimo; però
ditemi
, se la
bocca
del medesimo
pozzo
è sempre la medesima
parte
della
superficie
terrena
.
SIMP
. È senza
dubbio
la medesima sempre.
SALV
. E la
parte
del
cielo
veduta
da quello che è nel
pozzo
, è ella sempre la medesima
quantità
di tutta la
sfera
celeste
?
SIMP
.
Ora
comincio
a
disottenebrarmi
la
mente
e a
intender
quello che poco fa mi
accennaste
, e che la
profondità
del
pozzo
ha che fare assai nel
presente
negozio
; perché non è
dubbio
che quanto
piú
si
allontanerà
l'
occhio
dalla
bocca
del
pozzo
,
minor
parte
del
cielo
si
scoprirà
, la qual poi, in
consequenza
,
piú
presto verrà
trapassata
e
persa
di
vista
da colui che dal
profondo
del
pozzo
la
rimirerà
SALV
. Ma
èvv
'egli
luogo
alcuno nel
pozzo
dal quale si
scoprisse
tal
parte
appunto
della
celeste
sfera
, quale è la
bocca
del
pozzo
della
superficie
terrena
?
SIMP
.
Parmi
che quando si
profondasse
il
pozzo
sino al
centro
della
Terra
, forse di
là
si
scoprirebbe
una
parte
di
cielo
, che sarebbe di lui quale è il
pozzo
della
Terra
. Ma
discostandosi
dal
centro
e
salendo
verso la
superficie
, si
vien
sempre
scoprendo
parte
maggiore di esso
cielo
.
SALV
. E finalmente,
posto
l'
occhio
nel
piano
della
bocca
del
pozzo
, si
scuopre
la
metà
del
cielo
o pochissimo meno, per la qual
passare
(
dato
che noi
fussimo
sotto l'
equinoziale
) ci vuol 12
ore
di
tempo
.
Già vi ho
disegnato
la
forma
del
sistema
Copernicano
: contro alla
verità
del quale
muove
prima
fierissimo
assalto
Marte
istesso, il quale, quando
fusse
vero
che
variasse
tanto le sue
distanze
dalla
Terra
che dalla
minima
alla
massima
lontananza
ci
fusse
differenza
quanto è due
volte
dalla
Terra
al
Sole
, sarebbe
necessario
che quando è a noi
vicinissimo
si
mostrasse
il suo
disco
piú
di 60
volte
maggiore di quello che si
mostra
quando è
lontanissimo
; tuttavia tal
diversità
di
apparente
grandezza
non ci si
scorge
, anzi nella
opposizione
al
Sole
, quando è vicino alla
Terra
, non si
mostra
né anco 4 o 5
volte
piú
grande
che quando, verso la
congiunzione
, viene
occultato
sotto i
raggi
del
Sole
. Altra e maggior
difficultà
ci fa
Venere
, che se
girando
intorno al
Sole
, come
afferma
il
Copernico
, gli
fusse
ora
sopra ed
ora
sotto,
allontanandosi
ed
appressandosi
a noi quanto
verrebbe
ad esser il
diametro
del
cerchio
da lei
descritto
, quando
fusse
sotto il
Sole
e a noi
vicinissima
,
dovrebbe
il suo
disco
mostrarcisi
poco meno di 40
volte
maggiore che quando è
superiore
al
Sole
,
vicina
all'altra sua
congiunzione
; tutta
via
la
differenza
è quasi
impercettibile
.
Aggiugnesi
un'altra
difficultà
: che quando il
corpo
di
Venere
sia per se stesso
tenebroso
, e solo
risplenda
, come la
Luna
, per l'
illuminazion
del
Sole
, come
par
ragionevole
, quando ella si
ritrova
sotto il
Sole
,
dovrebbe
mostrarcisi
falcata
, come la
Luna
quando
parimente
ell'è
vicina
al
Sole
:
accidente
che in lei non
apparisce
; per lo che il
Copernico
pronunziò
che ella o
fusse
lucida
per se medesima, o che la sua
materia
fusse
tale, che potesse
imbeversi
del
lume
solare
e quello
trasmettere
per tutta la sua
profondità
,
sí
che potesse
mostrarcisi
sempre
risplendente
: ed in questo modo
scusò
il
Copernico
il non
mutar
figura
in
Venere
, ma della poco
variata
grandezza
di lei non
disse
cosa veruna, e di
Marte
assai meno del suo
bisogno
,
credo
per non poter a sua
sodisfazion
salvare
un'
apparenza
tanto
repugnante
alla sua
posizione
: e pur,
persuaso
da tanti altri
rincontri
, ci si
mantenne
, e l'ebbe per
vera
. Oltre a queste
cose
, il far che tutti i
pianeti
,
insieme
con la
Terra
, si
muovano
intorno al
Sole
, come
centro
delle lor
conversioni
, e che la
Luna
sola
perturbi
cotale
ordine
, ed abbia il suo
movimento
proprio intorno alla
Terra
, e che
insieme
insieme
ed essa e la
Terra
e tutta la
sfera
elementare
si
muova
in un
anno
intorno al
Sole
,
par
che
alteri
in
guisa
l'
ordine
, che lo
renda
inverisimile
e
falso
. Queste son quelle
difficultà
che mi fanno
maravigliare
come
Aristarco
e il
Copernico
, che non può esser che non l'abbiano
osservate
, non le avendo poi potute
risolvere
, ad ogni modo abbiano per altri
mirabili
riscontri
confidato
tanto in quello che la
ragione
gli
dettava
, che pur
confidentemente
abbiano
affermato
, non poter la
struttura
dell'
universo
avere altra
forma
che la da loro
disegnata
. Ci sono poi altre
gravissime
e
bellissime
difficultà
, non
cosí
agevoli
da esser
risolute
da gli
ingegni
mediocri
, ma però
penetrate
e
dichiarate
dal
Copernico
, le quali noi
rimetteremo
piú
di sotto,
doppo
che
averemo
risposto
ad altre
opposizioni
di altri, che si
mostrano
contrarie
a questa
posizione
.
Ora
venendo alle
dichiarazioni
e
risposte
alle tre
addotte
gravissime
obiezioni
,
dico
che le due
prime
non solamente non
contrariano
al
sistema
Copernicano
, ma
grandemente
ed
assolutamente
lo
favoriscono
; perché e
Marte
e
Venere
si
mostrano
diseguali
a se stessi,
secondo
le
proporzioni
assegnate
, e
Venere
sotto il
Sole
si
mostra
falcata
, e
va
puntualmente
mutando
sue
figure
nello stesso modo che fa la
Luna
.
SAGR
. Ma com'è
stato
questo
occulto
al
Copernico
, e
manifesto
a voi?
SALV
. Queste
cose
non possono esser
comprese
se non
co
'
l
senso
della
vista
, il quale da
natura
non è
stato
conceduto
a gli
uomini
tanto
perfetto
, che sia potuto
arrivare
a
discerner
tali
differenze
; anzi pur lo
strumento
stesso del
vedere
a se medesimo
reca
impedimento
: ma
doppo
che all'
età
nostra è
piaciuto
a
Dio
di
concedere
all'
umano
ingegno
tanto
mirabil
invenzion
, di poter
perfezionar
la nostra
vista
co
'
l
multiplicarla
4, 6, 10, 20, 30 e 40
volte
,
infiniti
oggetti
che, o per la loro
lontananza
o per la loro
estrema
piccolezza
, ci erano
invisibili
, si sono
co
'
l
mezo
del
telescopio
resi
visibilissimi
.
SAGR
. Ma
Venere
e
Marte
non sono de gli
oggetti
invisibili
per la lor
lontananza
o
piccolezza
, anzi pur gli
comprendiamo
noi con la
semplice
vista
naturale
: perché dunque non
distinguiamo
noi le
differenze
delle
grandezze
e
figure
loro?
SALV
. In questo ci ha gran
parte
l'
impedimento
del nostro
occhio
stesso, come pur
ora
vi ho
accennato
, dal quale gli
oggetti
risplendenti
e
lontani
non ci vengono
rappresentati
semplici
e
schietti
; ma ce gli
porge
inghirlandati
di
raggi
avventizii
e
stranieri
,
cosí
lunghi
e
folti
, che il lor
nudo
corpicello
ci si
mostra
ingrandito
10, 20, 100 e mille
volte
piú
di quello che ci si
rappresenterebbe
quando se gli
levasse
il
capellizio
radioso
non suo.
SAGR
.
Ora
mi
sovviene
d'aver
letto
non
so
che in questa
materia
, non
so
se nelle
Lettere
Solari
o nel
Saggiatore
del nostro
amico
comune
: ma non sarà se non
bene
,
sí
per
ridurlo
in
memoria
a me
sí
per
intelligenza
del
signor
Simplicio
, che forse non ha
viste
tali
scritture
,
dichiararci
piú
distintamente
come sta questo
negozio
, la cui
cognizione
penso
che sia molto
necessaria
per ben
restar
capace
di quello che
ora
si
tratta
.
SIMP
. A me
veramente
giugne
nuovo
tutto quello che di
presente
vien
portato
dal
signor
Salviati
; ché, per
dire
il
vero
, non ho
auto
curiosità
di
legger
cotesti
libri
, né ho sin qui
prestato
molta
fede
all'
occhiale
nuovamente
introdotto
, anzi,
seguendo
le
pedate
de gli altri
filosofi
peripatetici
miei
consorti
, ho
creduto
esser
fallacie
e
inganni
de i
cristalli
quelle che altri hanno
ammirate
per
operazioni
stupende
: e però, quando io sia sin qui
stato
in
errore
, mi sarà
caro
d'esserne
cavato
; e
allettato
dall'altre
novità
udite
da voi, starò
piú
attentamente
a
sentire
il
resto
.
SALV
. La
confidenza
che hanno questi tali
uomini
del proprio loro
accorgimento
è non meno
fuor
di
ragione
di quel che sia la poca
stima
che fanno del
giudizio
altrui; ed è gran cosa che si
stimino
atti
a poter
giudicar
meglio
d'un tale
strumento
senza averlo mai
sperimentato
, che quelli che mille e mille
esperienze
ne hanno fatte e ne fanno ogni
giorno
. Ma
lasciamo
, di
grazia
, questa
sorta
di
pervicaci
, che non si possono né anco
tassare
senza
onorargli
piú
che non
meritano
: e
tornando
al nostro
proposito
,
dico
che gli
oggetti
risplendenti
, o sia che il loro
lume
si
refranga
nella
umidità
che è sopra le
pupille
, o si
refletta
ne gli
orli
delle
palpebre
,
spargendo
i suoi
raggi
reflessi
sopra le medesime
pupille
, o sia pur per altra
cagione
, si
mostrano
all'
occhio
nostro
circondati
di
nuovi
raggi
, e perciò maggiori assai di quello che ci si
rappresenterebbero
i
corpi
loro
spogliati
di tale
irradiazione
; e questo
ingrandimento
si fa con maggiore e maggior
proporzione
secondo
che tali
oggetti
lucidi
son
minori
e
minori
, in quella
guisa
appunto
che se noi
supponessimo
che il
ricrescimento
de'
crini
risplendenti
fusse
,
verbigrazia
, quattro
dita
, la qual
giunta
fatta intorno a un
cerchio
che avesse quattro
dita
di
diametro
accrescerebbe
nove
volte
la sua
apparente
grandezza
, ma...
SIMP
.
Dubito
che voi abbiate voluto
dir
tre
volte
; perché
aggiunto
quattro
dita
di qua e quattro di
là
al
diametro
d'un
cerchio
che sia pur quattro
dita
, si viene a
triplicar
la sua
quantità
, e non a
crescerla
nove
volte
.
SALV
. Un poco di
geometria
,
signor
Simplicio
. È
vero
che '
l
diametro
cresce
tre
volte
, ma la
superficie
, che è quella della quale noi
parliamo
,
cresce
nove
volte
; perché,
signor
Simplicio
, le
superficie
de i
cerchi
son fra di loro come i
quadrati
de i lor
diametri
, ed un
cerchio
che abbia quattro
dita
di
diametro
ad un altro che ne abbia
dodici
ha quella
proporzione
che ha il
quadrato
di quattro al
quadrato
di
dodici
, cioè che ha 16 a 144, e però sarà maggior di quello nove
volte
, e non tre: che sia per
avvertimento
al
signor
Simplicio
. E
seguendo
avanti, se noi
aggiugneremo
la
capellatura
medesima di quattro
dita
a un
cerchio
che avesse due
dita
di
diametro
solamente, già il
diametro
della
ghirlanda
sarebbe dieci
dita
, e la
piazza
del
cerchio
all'
area
del
nudo
corpicello
sarebbe come 100 a 4, ché tali sono i
quadrati
di 10 e di 2; l'
ingrandimento
dunque sarebbe di 25
volte
tanto: e finalmente le 4
dita
di
crini
aggiunte
a un
picciol
cerchio
d'un
dito
di
diametro
l'
ingrandirebbero
81
volta
: e
cosí
continuamente
i
ricrescimenti
si fanno con maggior e maggior
proporzione
,
secondo
che gli
oggetti
reali
, che si
ricrescono
, son
minori
e
minori
.
SAGR
. La
difficultà
che ha
dato
fastidio
al
signor
Simplicio
,
veramente
non l'ha
dato
a me, ma son
bene
alcune altre
cose
delle quali io
desidero
piú
chiara
intelligenza
; ed in
particolare
vorrei
intendere
sopra qual
fondamento
voi
affermate
che tale
ricrescimento
sia sempre
eguale
in tutti gli
oggetti
visibili
.
SALV
. Già mi son io in
parte
dichiarato
, mentre ho
detto
ricrescer
solamente gli
oggetti
lucidi
, e non gli
oscuri
;
ora
aggiungo
il
rimanente
: che degli
oggetti
risplendenti
quelli che son di
luce
piú
viva
, maggior fanno e
piú
forte
la
reflessione
sopra la nostra
pupilla
, onde molto
piú
mostrano
d'
ingrandirsi
che i
manco
lucidi
. E per non mi
distender
piú
lungamente
sopra questo
particolare
,
venghiamo
a quello che la
vera
maestra
ci
insegna
.
Guardiamo
questa
sera
, quando l'
aria
sia
bene
scurita
, la
stella
di
Giove
; noi la
vedremo
raggiante
assai e molto
grande
: facciamo poi
passar
la
vista
nostra per un
cannello
, o anco per un
piccolo
spiraglio
che,
strignendo
il
pugno
ed
accostandocelo
all'
occhio
,
lasceremo
tra la
palma
della
mano
e le
dita
, o
veramente
per un
foro
fatto
con un
sottile
ago
in una
carta
;
vedremo
il
disco
del medesimo
Giove
spogliato
de i
raggi
, ma
cosí
piccolo
che ben lo
giudicheremo
minore
anco della
sessantesima
parte
di quello che ci
apparisce
la sua gran
fiaccola
veduta
con l'
occhio
libero
: potremo
doppo
riguardare
il
Cane
,
stella
bellissima
e maggior di tutte l'altre
fisse
, la quale all'
occhio
libero
si
rappresenta
non gran
fatto
minor
di
Giove
; ma
toltagli
poi nel modo
detto
la
capellatura
, si
vedrà
il suo
disco
cosí
piccolo
, che ben non si
giudicherà
la
ventesima
parte
di quel di
Giove
, anzi chi non è di
vista
perfettissima
a gran
fatica
lo
scorgerà
: dal che si può
ragionevolmente
concludere
che tale
stella
, come quella che è di un
lume
grandemente
piú
vivo
che quel di
Giove
, fa la sua
irradiazione
maggiore che
Giove
la sua. L'
irradiazion
poi del
Sole
e della
Luna
è come nulla, mediante la
grandezza
loro, la quale
occupa
per sé
sola
tanto
spazio
nell'
occhio
nostro, che non
lascia
luogo
per i
raggi
avventizii
; tal che i
dischi
loro si
veggono
tosi
e
terminati
. Potremo
assicurarci
della medesima
verità
con un'altra
esperienza
, da me
piú
volte
fatta;
assicurarci
,
dico
, come i
corpi
splendenti
di
luce
piú
vivace
si
irraggiano
assai
piú
che quelli che sono di
luce
piú
languida
. Io ho
piú
volte
veduto
Giove
e
Venere
insieme
,
lontani
dal
Sole
25 o 30
gradi
, ed essendo l'
aria
assai
imbrunita
,
Venere
pareva
bene
8 ed anco 10
volte
maggior di
Giove
, mentre però si
riguardavono
con l'
occhio
libero
; ma
guardati
poi
co
'
l
telescopio
, il
disco
di
Giove
si
scorgeva
veramente
maggior quattro e
piú
volte
di quel di
Venere
, ma la
vivacità
dello
splendor
di
Venere
era
incomparabilmente
maggiore della
luce
languidissima
di
Giove
: il che da altro non
procedeva
che dall'esser
Giove
lontanissimo
dal
Sole
e da noi, e
Venere
vicina
a noi ed al
Sole
.
Dichiarate
queste
cose
, non sarà
difficile
a
intender
come possa esser che
Marte
, quand'è all'
opposizion
del
Sole
, e però vicino a
Terra
sette
volte
e
piú
che quando è verso la
congiunzione
, appena ci si
mostri
maggiore 4 o 5
volte
in quello
stato
che in questo, mentre lo
doveremmo
vedere
piú
di 50
volte
tanto: di che la
sola
irradiazione
è
causa
; ché se noi lo
spoglieremo
de i
raggi
avventizii
, lo
troveremo
precisamente
ingrandito
con la
debita
proporzione
: per
levargli
poi la
chioma
, il
telescopio
è l'
unico
e l'
ottimo
mezo
, il quale,
ingrandendo
il suo
disco
900
o mille
volte
, ce lo fa
veder
nudo
e
terminato
come quel della
Luna
, e
differente
da se stesso nelle due
posizioni
secondo
la
debita
proporzione
a
capello
. In
Venere
poi, che nella sua
congiunzion
vespertina
, quando è sotto il
Sole
, si
dovrebbe
mostrar
quasi 40
volte
maggiore che nell'altra
congiunzion
mattutina
, e pur non si
vede
né anco
raddoppiata
,
accade
, oltre all'
effetto
della
irradiazione
, ch'ell'è
falcata
, e le sue
corna
, oltre all'esser
sottili
,
ricevono
il
lume
del
Sole
obliquamente
, e però assai
languido
, talché, per esser poco e
debile
, meno
ampla
e
vivace
si fa la sua
irradiazione
che quando si
mostra
a noi
co
'
l
suo
emisferio
tutto
lucido
; ma però il
telescopio
apertamente
ci
mostra
le sue
corna
cosí
terminate
e
distinte
come quelle della
Luna
, e
veggonsi
come di un
cerchio
grandissimo
, ed a
proporzione
maggiori quelle quasi 40
volte
del suo medesimo
disco
, quando è
superiore
al
Sole
nell'
ultima
sua
apparizion
mattutina
.
SAGR
. Oh
Niccolò
Copernico
, qual
gusto
sarebbe
stato
il tuo nel
veder
con
sí
chiare
esperienze
confermata
questa
parte
del tuo
sistema
!
SALV
.
Sí
; ma quanto
minore
la
fama
della
sublimità
del suo
ingegno
appresso a gl'
intendenti
! mentre si
vede
, come pur
dissi
dianzi
, aver egli
costantemente
continuato
nell'
affermare
,
scorto
dalle
ragioni
, quello di cui le
sensate
esperienze
mostravano
il
contrario
: che io non posso
finir
di
stupire
ch'egli abbia pur
costantemente
voluto
persistere
in
dir
che
Venere
giri
intorno al
Sole
, ed a noi sia
meglio
di sei
volte
piú
lontana
una
volta
che un'altra, e pur sempre si
mostri
eguale
a se stessa, quando ella
dovrebbe
mostrarsi
quaranta
volte
maggiore.
SAGR
. In
Giove
, in
Saturno
ed in
Mercurio
credo
pur che si
devano
veder
ancor le
differenze
delle lor
grandezze
apparenti
puntualmente
rispondere
alle lor
variate
lontananze
.
SALV
. Ne' due
superiori
le ho io
precisamente
osservate
quasi ogni
anno
da
ventidua
anni
in qua: in
Mercurio
non si può fare
osservazione
di
momento
, per non si
lasciar
egli
vedere
se non nelle sue
massime
digressioni
dal
Sole
, nelle quali le sue
distanze
dalla
Terra
sono
insensibilmente
diseguali
e però tali
differenze
inosservabili
, come anco le
mutazioni
di
figure
, che
assolutamente
bisogna che
seguano
come in
Venere
; e quando lo
vediamo
,
dovrebbe
mostrarsi
in
figura
di
mezo
cerchio
, come fa
Venere
ancora nelle sue
massime
digressioni
; ma il suo
disco
è tanto
piccolo
e '
l
suo
splendore
tanto
vivace
, per esser egli
cosí
vicino al
Sole
, che non
basta
la
virtú
del
telescopio
a
radergli
il
crine
,
sí
che egli
apparisca
tutto
tosato
.
Restaci
da
rimuover
quella che
pareva
grande
sconvenevolezza
nel
moto
della
Terra
, cioè che,
volgendosi
tutti i
pianeti
intorno al
Sole
, ella solamente non
solitaria
come gli altri, ma in
compagnia
della
Luna
,
insieme
con tutta la
sfera
elementare
,
andasse
in un
anno
intorno al
Sole
, ed
insieme
insieme
si
movesse
l'
istessa
Luna
ogni
mese
intorno alla
Terra
. Qui è
forza
esclamar
un'altra
volta
ed
esaltare
l'
ammirabil
perspicacità
del
Copernico
ed
insieme
compiagner
la sua
disavventura
, poiché egli non
vive
al nostro
tempo
, quando, per
tòr
via
l'
apparente
assurdità
del
movimento
in
conserva
della
Terra
e della
Luna
,
vediamo
Giove
, quasi un'altra
Terra
, non in
conserva
di una
Luna
, ma
accompagnato
da quattro
Lune
,
andare
intorno al
Sole
in 12
anni
, con tutto quello che può esser
contenuto
dentro a gli
orbi
delle quattro
stelle
Medicee
.
SAGR
. Per qual
cagione
chiamate
voi
Lune
i quattro
pianeti
gioviali
?
SALV
. Tali si
rappresentan
elleno
a chi stando in
Giove
le
riguardasse
. Imperocché esse per se stesse son
tenebrose
, e dal
Sole
ricevono
il
lume
, il che è
manifesto
dal suo
rimaner
eclissate
quando
entrano
nel
cono
dell'
ombra
di
Giove
e perché di esse
vien
solamente
illuminato
l'
emisferio
che
riguarda
verso il
Sole
, a noi, che siamo
fuor
de i loro
orbi
e
piú
vicini
al
Sole
, si
mostrano
sempre tutte
lucide
; ma a chi
fusse
in
Giove
si
mostrerebbero
tutte
luminose
quando
fussero
nelle
parti
superiori
de i lor
cerchi
, ma nelle
parti
inferiori
, cioè tra
Giove
e '
l
Sole
, da
Giove
si
scorgerebbon
falcate
: ed in
somma
farebbero
a i
Gioviali
le
mutazioni
stesse di
figure
che a noi
Terrestri
fa la
Luna
.
Vedete
ora
quanto
mirabilmente
si
accordano
co
'
l
sistema
Copernicano
queste tre
prime
corde
, che da
principio
parevan
sí
dissonanti
. Di qui potrà intanto il
signor
Simplicio
vedere
con quanta
probabilità
si possa
concludere
che non la
Terra
, ma il
Sole
, sia nel
centro
delle
conversioni
de i
pianeti
: e poiché la
Terra
vien
collocata
tra i
corpi
mondani
che
indubitatamente
si
muovono
intorno al
Sole
, cioè sopra
Mercurio
e
Venere
, e sotto a
Saturno
,
Giove
e
Marte
, come
parimente
non sarà
probabilissimo
e forse
necessario
concedere
che essa ancora gli
vadia
intorno?
SIMP
. Questi
accidenti
son tanto
grandi
e
cospicui
, che non è
possibile
che
Tolomeo
e gli altri suoi
seguaci
non ne abbiano avuto
cognizione
, ed
avendol
auta
, è pur
necessario
che abbiano ancor
trovata
maniera
di
render
di tali e
cosí
sensate
apparenze
sufficiente
ragione
, ed anco assai
congrua
e
verisimile
, poiché per
sí
lungo
tempo
è stata
ricevuta
da tanti e tanti.
SALV
. Voi molto ben
discorrete
; ma
sappiate
che il
principale
scopo
de i
puri
astronomi
è il
render
solamente
ragione
delle
apparenze
ne i
corpi
celesti
, ed ad esse ed a i
movimenti
delle
stelle
adattar
tali
strutture
e
composizioni
di
cerchi
, che i
moti
secondo
quelle
calcolati
rispondano
alle medesime
apparenze
, poco
curandosi
di
ammetter
qualche
esorbitanza
che in
fatto
, per altri
rispetti
, avesse del
difficile
: e l'istesso
Copernico
scrive
, aver egli ne'
primi
suoi
studii
restaurata
la
scienza
astronomica
sopra le medesime
supposizioni
di
Tolomeo
, e in
maniera
ricorretti
i
movimenti
de i
pianeti
, che molto
aggiustatamente
rispondevano
i
computi
all'
apparenze
e l'
apparenze
a i
calcoli
, tuttavia però che si
prendeva
separatamente
pianeta
per
pianeta
; ma
soggiugne
che nel voler poi
comporre
insieme
tutta la
struttura
delle
fabbriche
particolari
, ne
risultava
un
mostro
ed una
chimera
composta
di
membra
tra di loro
sproporzionatissime
e del tutto
incompatibili
,
sí
che, quantunque si
sodisfacesse
alla
parte
dell'
astronomo
puro
calcolatore
, non però ci
era
la
sodisfazione
e
quiete
dell'
astronomo
filosofo
. E perché egli molto ben
intendeva
, che se con
assunti
falsi
in
natura
si
potevan
salvar
le
apparenze
celesti
, molto
meglio
ciò si sarebbe potuto
ottenere
dalle
vere
supposizioni
, si
messe
a
ricercar
diligentemente
se alcuno tra gli
antichi
uomini
segnalati
avesse
attribuita
al
mondo
altra
struttura
che la
comunemente
ricevuta
di
Tolomeo
; e
trovando
che alcuni
Pitagorici
avevano in
particolare
attribuito
alla
Terra
la
conversion
diurna
, ed altri il
movimento
annuo
ancora,
cominciò
a
rincontrar
con queste due
nuove
supposizioni
le
apparenze
e le
particolarità
de i
moti
de i
pianeti
, le quali tutte
cose
egli aveva
prontamente
alle
mani
, e
vedendo
il tutto con
mirabil
facilità
corrisponder
con le sue
parti
,
abbracciò
questa
nuova
costituzione
ed in essa si
quietò
.
SIMP
. Ma quali
esorbitanze
sono nella
costituzione
tolemaica
, che maggiori non ne sieno in questa
copernicana
?
SALV
. Sono in
Tolomeo
le
infermità
, e nel
Copernico
i
medicamenti
loro. E prima, non
chiameranno
tutte le sette de i
filosofi
grande
sconvenevolezza
che un
corpo
naturalmente
mobile
in
giro
si
muova
irregolarmente
sopra il proprio
centro
, e
regolarmente
sopra un altro
punto
? e pur di tali
movimenti
difformi
sono nella
fabbrica
di
Tolomeo
ma nel
Copernico
tutti sono
equabili
intorno al proprio
centro
. In
Tolomeo
bisogna
assegnare
a i
corpi
celesti
movimenti
contrarii
, e far che tutti si
muovano
da
levante
a
ponente
ed
insieme
insieme
da
ponente
verso
levante
; che nel
Copernico
son tutte le
revoluzion
celesti
per un
sol
verso, da
occidente
in
oriente
. Ma che
diremo
noi dell'
apparente
movimento
de i
pianeti
, tanto
difforme
che non solamente
ora
vanno
veloci
ed
ora
piú
tardi
, ma talvolta del tutto si
fermano
, ed anco dopo per molto
spazio
ritornano
in dietro? per la quale
apparenza
salvare
introdusse
Tolomeo
grandissimi
epicicli
,
adattandone
un per uno a
ciaschedun
pianeta
, con alcune
regole
di
moti
incongruenti
, li quali tutti con un
semplicissimo
moto
della
Terra
si
tolgono
via
. E non
chiamereste
voi,
signor
Simplicio
,
grandissimo
assurdo
se nella
costruzion
di
Tolomeo
, dove a ciascun
pianeta
sono
assegnati
proprii
orbi
, l'uno
superior
all'altro,
bisognasse
bene
spesso
dire
che
Marte
,
costituito
sopra la
sfera
del
Sole
,
calasse
tanto che,
rompendo
l'
orbe
solare
, sotto a quello
scendesse
, ed alla
Terra
piú
che il
corpo
solare
si
avvicinasse
, e poco appresso sopra il medesimo
smisuratamente
si
alzasse
? e pur questa ed altre
esorbitanze
dal solo e
semplicissimo
movimento
annuo
della
Terra
vengono
medicate
.
SAGR
. Queste
stazioni
,
regressi
e
direzioni
, che sempre mi son
parse
grandi
improbabilità
, vorrei io
meglio
intendere
come
procedano
nel
sistema
Copernicano
.
§
vedi
figura
21
SALV
. Voi,
signor
Sagredo
, le
vedrete
proceder
talmente
, che questa
sola
coniettura
dovrebbe
esser
bastante
, a chi non
fusse
più che
protervo
o
indisciplinabile
. a farlo
prestar
l'
assenso
a tutto il
rimanente
di tal
dottrina
. Vi
dico
dunque che, nulla
mutato
nel
movimento
di
Saturno
di 30
anni
in quel di
Giove
di 12, in quel di
Marte
di 2, in quel di
Venere
di 9
mesi
, e in quel di
Mercurio
di 80
giorni
incirca
, il solo
movimento
annuo
della
Terra
tra
Marte
e
Venere
cagiona
le
apparenti
inegualità
ne'
moti
di tutte le 5
stelle
nominate
: e per
facile
e
piena
intelligenza
del tutto ne voglio
descriver
la sua
figura
Per tanto
supponete
nel
centro
o esser
collocato
il
Sole
, intorno al quale
noteremo
l'
orbe
descritto
dalla
Terra
co
'
l
movimento
annuo
B
G
M
, ed il
cerchio
descritto
,
verbigrazia
, da
Giove
intorno al
Sole
in 12
anni
sia questo
b
g
m
, e nella
sfera
stellata
intendiamo
il
zodiaco
y
u
s
; in oltre nell'
orbe
annuo
della
Terra
prenderemo
alcuni
archi
eguali
BC
,
CD
, DE,
EF
,
FG
,
GH
H
I, I
K
,
K
L
,
L
M
, e nel
cerchio
di
Giove
noteremo
altri
archi
passati
ne' medesimi
tempi
ne' quali la
Terra
passa
i suoi, che sieno
bc
,
cd
, de,
ef
,
fg
,
gh
,
hi
,
ik
,
kl
,
lm
, che saranno a
proporzione
ciascheduno
minor
di quelli
notati
nell'
orbe
della
Terra
,
sí
come il
movimento
di
Giove
sotto il
zodiaco
è
piú
tardo
dell'
annuo
.
Supponendo
ora
, che quando la
Terra
è in
B
,
Giove
sia in
b
, ci
apparirà
a noi nel
zodiaco
essere
in
p
,
tirando
la
linea
retta
B
b
p
:
intendasi
ora
la
Terra
mossa
da
B
in
C
, e
Giove
da
b
in
c
nell'istesso
tempo
; ci
apparirà
Giove
esser venuto nel
zodiaco
in
q
, e
mosso
direttamente
2
secondo
l'
ordine
de'
segni
p
,
q
:
passando
poi la
Terra
in D, e
Giove
in d si
vedrà
nel
zodiaco
in
r
, e da E
Giove
arrivato
in e
apparirà
nel
zodiaco
in
s
,
mosso
pur sempre
direttamente
. Ma
cominciando
poi la
Terra
a
interporsi
piú
dirittamente
tra
Giove
e '
l
Sole
, venuta che ella sia in
F
, e
Giove
in
f
, ci
apparirà
in
t
già aver
cominciato
a
ritornare
apparentemente
in dietro sotto il
zodiaco
; ed in quel
tempo
che la
Terra
averà
passato
l'
arco
E
F
,
Giove
si sarà
trattenuto
dentro a i
punti
s
,
t
, e
mostrandosi
a noi quasi
fermo
e
stazionario
. Venuta poi la
Terra
in
G
, e
Giove
in
g
all'
opposizion
del
Sole
, si
vedrà
nel
zodiaco
in
u
, e
grandemente
ritornato
in dietro per tutto l'
arco
del
zodiaco
t
U
, ancor che egli,
seguendo
sempre il suo
corso
uniforme
, sia
veramente
andato
innanzi non solo nel suo
cerchio
, ma nel
zodiaco
ancora,
rispetto
al
centro
di esso
zodiaco
ed al
Sole
, in quello
collocato
;
continuando
poi e la
Terra
e
Giove
i
movimenti
loro, venuta che sia la
Terra
in
H
e
Giove
in
h
, si
vedrà
grandemente
tornato
indietro
nel
zodiaco
per tutto l'
arco
u
x: venuta la
Terra
in I e
Giove
in i, nel
zodiaco
si sarà
apparentemente
mosso
per il
piccolo
spazio
x
y
, ed ivi
apparirà
stazionario
. Quando poi
conseguentemente
la
Terra
sarà venuta in
K
e
Giove
in
k
, nel
zodiaco
avrà
passato
l'
arco
y
n con
moto
diretto
; e
seguendo
il
corso
suo, la
Terra
da
L
vedrà
Giove
in
l
nel
punto
z
: e finalmente
Giove
in
m
si
vedrà
dalla
Terra
M
passato
in a, con
moto
pur
diretto
; e tutta la sua
apparente
retrogradazione
nel
zodiaco
sarà quanto è l'
arco
s
y
, fatta da
Giove
mentre che egli nel proprio
cerchio
passa
l'
arco
e i e la
Terra
nel suo l'
arco
E I. E questo che si è
detto
di
Giove
,
intendasi
di
Saturno
e di
Marte
ancora, ed in
Saturno
tali
regressi
esser alquanto
piú
frequenti
che in
Giove
, per esser il
moto
suo
piú
tardo
di quel di
Giove
,
sí
che la
Terra
in
piú
breve
spazio
di
tempo
lo
raggiugne
; in
Marte
poi son
piú
rari
, per
essere
il
moto
suo
piú
veloce
che quel di
Giove
, onde la
Terra
piú
tempo
spende
in
racquistarlo
. Quanto poi a
Venere
ed a
Mercurio
, i
cerchi
de i quali son
compresi
da quel della
Terra
,
appariscono
pur le loro
stazioni
e
regressi
cagionati
non da i
moti
di quelli, che
realmente
sien
tali, ma dal
moto
annuo
di essa
Terra
, come
acutamente
dimostra
il
Copernico
con
Apollonio
Pergeo
, nel
libro
5 delle sue
Revoluzioni
al
cap
. 35.
Voi
vedete
,
Signori
, con quanta
agevolezza
e
simplicità
il
moto
annuo
, quando
fusse
della
Terra
, si
accomoda
a
render
ragione
delle
apparenti
esorbitanze
che si
osservano
ne i
movimenti
de i cinque
pianeti
,
Saturno
,
Giove
,
Marte
,
Venere
e
Mercurio
,
levandole
via
tutte e
riducendole
a
moti
equabili
e
regolari
; e di questo
maraviglioso
effetto
è
stato
Niccolò
Copernico
il
primo
che ci ha
resa
manifesta
la
cagione
. Ma di un altro, non
men
di questo
ammirando
e che con
nodo
forse di
piú
difficile
scioglimento
strigne
l'
intelletto
umano
ad
ammetter
questa
annua
conversione
e
lasciarla
al nostro
globo
terrestre
,
nuova
ed
inopinata
coniettura
ce n'
arreca
il
Sole
stesso, il quale
mostra
di non aver voluto esso solo
sfuggir
l'
attestazione
di una
conclusione
tanto
insigne
, anzi, come
testimonio
maggior di ogni
eccezione
, ci è voluto
essere
a
parte
.
Sentite
dunque l'
alta
e
nuova
maraviglia
.
Fu il
primo
scopritore
ed
osservatore
delle
macchie
solari
,
sí
come di tutte l'altre
novità
celesti
, il nostro
Academico
Linceo
; e queste
scopers
'egli l'
anno
1610
,
trovandosi
ancora alla
lettura
delle
Matematiche
nello
Studio
di
Padova
, e
quivi
ed in
Venezia
ne
parlò
con
diversi
, de i quali alcuni
vivono
ancora: ed un
anno
doppo
le fece
vedere
in
Roma
a molti
Signori
, come egli
asserisce
nella prima delle sue
Lettere
al
signor
Marco
Velsero
,
Duumviro
d'
Augusta
. Esso fu il
primo
che, contro alle
opinioni
de i troppo
timidi
e troppo
gelosi
dell'
inalterabilità
del
cielo
,
affermò
tali
macchie
esser
materie
che in
tempi
brevi
si
producevano
e si
dissolvevano
; che, quanto al
luogo
, erano
contigue
al
corpo
del
Sole
, e che intorno a quello si
rigiravano
, o
vero
,
portate
dall'istesso
globo
solare
, che in se stesso circa il proprio
centro
nello
spazio
quasi di un
mese
si
rivolgesse
,
finivano
loro
conversioni
: il qual
moto
giudicò
sul
principio
farsi dal
Sole
intorno ad un
asse
eretto
al
piano
dell'
eclittica
,
atteso
che gli
archi
descritti
da esse
macchie
sopra il
disco
del
Sole
apparivano
all'
occhio
nostro
linee
rette
ed al
piano
dell'
eclittica
parallele
; le quali però venivano
alterate
in
parte
di alcuni
movimenti
accidentarii
,
vaganti
ed
irregolari
, a i quali
elleno
son
sottoposte
, e per i quali
tumultuariamente
e senza
ordine
alcuno si
vanno
tra di loro
mutando
di
sito
,
ora
accozzandosi
molte
insieme
,
ora
disseparandosi
, ed alcuna in
piú
dividendosi
, e
grandemente
mutandosi
di
figure
, per lo
piú
molto
stravaganti
. E benché tali
incostanti
mutazioni
alterassero
in
parte
il
periodico
primario
corso
di esse
macchie
, non fecero però
mutar
pensiero
all'
amico
nostro,
sí
che ei
credesse
che di tali
deviazioni
fusse
alcuna
cagione
essenziale
e
ferma
, ma
continuò
di
credere
che tutta l'
apparente
alterazione
derivasse
da quelle
accidentarie
mutazioni
; in quella
guisa
appunto
che
accaderebbe
a chi da
lontane
regioni
osservasse
il
moto
delle nostre
nugole
, le quali si
scorgerebbero
muoversi
di
moto
velocissimo
,
grande
e
costante
,
portate
dalla
vertigine
diurna
della
Terra
(quando tal
moto
fusse
suo) in
ventiquattr'
ore
per
cerchi
paralleli
all'
equinoziale
, ma però
alterati
in
parte
da i
movimenti
accidentarii
cagionatigli
da i
venti
, li quali verso
diverse
parti
del
mondo
casualmente
le
spingono
.
Occorse
in questo
tempo
che il
signor
Velsero
gli
mandò
alcune
lettere
scritte
da certo
finto
Apelle
in
materia
di queste
macchie
,
ricercandolo
con
instanza
che gli volesse
liberamente
dire
il suo
parere
sopra tali
lettere
, e di
piú
significargli
qual
fusse
l'
opinion
sua circa l'
essenza
di tali
macchie
: al che egli
sodisfece
con tre
Lettere
,
mostrando
prima quanto
fussero
vani
i
pensieri
di
Apelle
, e
scoprendogli
secondariamente
le proprie
opinioni
, con
predirgli
appresso che
assolutamente
Apelle
,
consigliatosi
meglio
col
tempo
,
era
per venire nella sua
opinione
,
sí
come poi
seguí
. E perché
parve
al nostro
Academico
(
sí
come
parve
anco ad altri
intelligenti
delle
cose
della
natura
) d'avere
investigato
e
dimostrato
nelle
dette
tre
Lettere
se non quanto si poteva dalla
curiosità
umana
desiderare
e
ricercare
, almeno quanto si poteva per
umani
discorsi
conseguire
in
cotal
materia
,
intermesse
per alcun
tempo
(
occupato
in altri
studii
) le
continuate
osservazioni
, e solo per
compiacere
a qualche
amico
, faceva seco tal
volta
alcuna
osservazione
alla
spezzata
; sin che
incontratosi
meco,
doppo
alcuni
anni
, essendo noi nella mia
villa
delle
Selve
, in una delle
solari
macchie
solitaria
, assai
grande
e
densa
,
invitati
anco da una
chiarissima
e
continuata
serenità
di
cielo
, si fecero a mia
richiesta
osservazioni
di tutto il
transito
di quella,
appuntando
diligentemente
sopra la
carta
i
luoghi
di
giorno
in
giorno
, nell'
ora
che il
Sole
si
trovava
nel
meridiano
; ed
accortici
come il
viaggio
suo non
era
altrimenti per
linea
retta
, ma alquanto
incurvata
, venimmo in
pensiero
di fare altre
osservazioni
di
tempo
in
tempo
: alla quale
impresa
gagliardamente
ci
stimulò
un
concetto
che
repentinamente
cascò
in
mente
all'
ospite
mio, e con tali
parole
mel
conferí
: "
Filippo
, a gran
conseguenza
mi
par
che ci si
apra
la
strada
. Imperocché, se l'
asse
intorno al quale si
rivolge
il
Sole
non è
eretto
perpendicolarmente
al
piano
dell'
eclittica
, ma sopra di quello è
inclinato
, come il pur
ora
osservato
passaggio
incurvato
mi
accenna
, tal
coniettura
avremo degli
stati
del
Sole
e della
Terra
, quale né
sí
ferma
né
sí
concludente
da verun altro
rincontro
non ne è sin qui stata
somministrata
". Io,
risvegliato
da
sí
alta
promessa
, gli
feci
instanza
acciò
apertamente
mi
scoprisse
il suo
concetto
. Ed egli: "Quando il
moto
annuo
sia della
Terra
per l'
eclittica
intorno al
Sole
, e che il
Sole
sia
costituito
nel
centro
di essa
eclittica
, ed in quello si
volga
in se stesso non intorno all'
asse
di essa
eclittica
(che sarebbe l'
asse
del
movimento
annuo
della
Terra
), ma sopra uno
inclinato
,
strane
mutazioni
converrà
che a noi si
rappresentino
ne i
movimenti
apparenti
delle
macchie
solari
, quando ben si
ponga
tale
asse
del
Sole
persister
perpetuamente
ed
immutabilmente
nella medesima
inclinazione
ed in una medesima
direzione
verso l'istesso
punto
dell'
universo
. Imperocché,
camminandogli
intorno il
globo
terrestre
al
moto
annuo
,
primieramente
converrà
che a noi,
portati
da quello, i
passaggi
delle
macchie
ben talvolta
appariscano
fatti
per
linee
rette
, ma questo due
volte
l'
anno
solamente, ed in tutti gli altri
tempi
si
mostreranno
fatti
per
archi
sensibilmente
incurvati
.
Secondariamente
, la
curvità
di tali
archi
per una
metà
dell'
anno
ci
apparirà
inclinata
al
contrario
di quello che si
scorgerà
nell'altra
metà
; cioè per sei
mesi
il
convesso
de gli
archi
sarà verso la
parte
superiore
del
disco
solare
, e per gli altri 6
mesi
verso l'
inferiore
.
Terzo
,
cominciando
ad
apparire
, e, per
cosí
dire
, a
nascere
, all'
occhio
nostro le
macchie
dalla
parte
sinistra
del
disco
solare
, ed
andando
ad
occultarsi
e a
tramontare
nella
parte
destra
, i
termini
orientali
, cioè delle
prime
comparite
, per sei
mesi
saranno
piú
bassi
de i
termini
opposti
delle
occultazioni
, e per altri sei
mesi
accaderà
per l'
opposito
, cioè che
nascendo
esse
macchie
da
punti
piú
elevati
e da quelli
descendendo
, ne i
corsi
loro verranno ad
ascondersi
in
punti
piú
bassi
, e per due
giorni
soli
di tutto l'
anno
saranno tali
termini
, de gli
orti
e de gli
occasi
,
equilibrati
;
doppo
i quali
libramenti
cominciando
pian
piano
l'
inclinazione
de i
viaggi
delle
macchie
, e di
giorno
in
giorno
facendosi maggiore, in tre
mesi
giugnerà
alla
somma
obbliquità
, e di
lí
cominciando
a
diminuirsi
, in altrettanto
tempo
si
ridurrà
all'altro
equilibrio
.
Accaderà
, per la
quarta
maraviglia
, che il
giorno
della
massima
obbliquità
sarà l'istesso che quello del
passaggio
fatto
per
linea
retta
, e nel
giorno
della
librazione
apparirà
l'
arco
del
viaggio
piú
che mai
incurvato
: ne gli altri
tempi
poi,
secondo
che la
pendenza
si
andrà
diminuendo
e
incamminandosi
verso l'
equilibrio
, l'
incurvazione
de gli
archi
de i
passaggi
, per l'
opposito
, si
andrà
agumentando
".
SAGR
. Io,
signor
Salviati
mio,
conosco
che l'
interrompervi
il
discorso
è
mala
creanza
; ma non
men
cattiva
stimo
che sia il
lasciarvi
diffonder
piú
lungamente
in
parole
, mentre
elle
vengano, come si dice,
buttate
al
vento
. Imperocché, a
dirla
liberamente
, io non mi
so
formar
concetto
alcuno
distinto
pur di una delle
conclusioni
che avete
pronunziate
: ma perché,
apprese
cosí
in
generale
ed in
confuso
, mi si
rappresentano
cose
di
ammirabili
conseguenze
, vorrei
pure
in qualche
maniera
esserne
fatto
capace
.
SALV
. L'istesso che
accade
a voi,
avvenne
a me ancora, mentre con
nude
parole
mi furon
portate
dal mio
ospite
; il quale mi
agevolò
poi l'
intelligenza
col
figurarmi
il
fatto
sopra uno
strumento
materiale
, che non fu altro che una
semplice
sfera
,
servendosi
di alcuni de' suoi
cerchi
, ma in altro
uso
di quello al quale
comunemente
sono
ordinati
.
Ora
, in
difetto
della
sfera
,
supplirò
con farne
disegni
in
carta
,
secondo
che
bisognerà
. E per
rappresentare
il
primo
accidente
da me
proposto
, il quale fu che i
passaggi
delle
macchie
due
volte
l'
anno
solamente potevano
apparir
fatti
per
linee
rette
,
figuriamoci
questo
punto
O esser
centro
dell'
orbe
magno
, o
vogliam
dire
dell'
eclittica
, e
parimente
ancora del
globo
dell'istesso
Sole
, del quale, mediante la gran
distanza
che è tra esso e la
Terra
, possiamo
suppor
noi
terreni
di
vederne
la
metà
; però
descriveremo
questo
cerchio
A
B
C
D intorno al medesimo
centro
O, il quale ci
rappresenti
il
termine
estremo
che
divide
e
separa
l'
emisferio
del
Sole
a noi
apparente
dall'altro
occulto
. E perché l'
occhio
nostro, non meno che '
l
centro
della
Terra
, s'
intende
esser nel
piano
dell'
eclittica
, nel quale è
parimente
il
centro
del
Sole
, però, se ci
rappresenteremo
il
corpo
solare
esser
segato
dal
detto
piano
, la
sezione
all'
occhio
nostro
apparirà
una
linea
retta
, quale sia la
B
O D;
§
vedi
figura
22
e
posta
sopra di essa la
perpendicolare
A O
C
, sarà l'
asse
di essa
eclittica
e del
moto
annuo
del
globo
terrestre
.
Intendiamo
ora
il
corpo
solare
(senza
mutar
centro
)
rivolgersi
in se stesso, non già intorno all'
asse
A O
C
(che è l'
eretto
al
piano
dell'
eclittica
), ma intorno ad uno alquanto
inclinato
, qual sia questo E O I, il quale
asse
fisso
ed
immutabile
si
mantenga
perpetuamente
nella medesima
inclinazione
e
direzione
verso i medesimi
punti
del
firmamento
e dell'
universo
, e perché nelle
revoluzioni
del
solar
globo
ciaschedun
punto
della sua
superficie
(
trattone
i
poli
)
descrive
la
circonferenza
d'un
cerchio
, o maggiore o
minore
secondo
ch' e' si
ritrova
piú
o
men
remoto
da essi
poli
,
preso
il
punto
F
egualmente
distante
da quelli,
segniamo
il
diametro
F
O
G
, che sarà
perpendicolare
all'
asse
E I e sarà
diametro
del
cerchio
massimo
descritto
intorno a i
poli
E, I.
Posto
ora
che la
Terra
, e noi con lei, sia in tal
luogo
dell'
eclittica
che l'
emisferio
del
Sole
a noi
apparente
venga
terminato
dal
cerchio
A
B
C
D, il quale,
passando
(come sempre fa) per i
poli
A,
C
,
passi
ancora per li E, I, è
manifesto
che il
cerchio
massimo
il cui
diametro
è
F
G
, sarà
eretto
al
cerchio
A
B
C
D; al quale è
perpendicolare
il
raggio
che dall'
occhio
nostro
casca
sopra il
centro
O; onde il medesimo
raggio
cade
nel
piano
del
cerchio
il cui
diametro
è
F
G
, e però la sua
circonferenza
ci
apparirà
una
linea
retta
, e l'
istessa
che
F
G
: per lo che qualunque
volta
nel
punto
F
fusse
una
macchia
, venendo poi
portata
dalla
solar
conversione
,
segnerebbe
sopra la
superficie
del
Sole
la
circonferenza
di quel
cerchio
che a noi
appare
una
linea
retta
.
Retto
dunque
apparirà
il suo
passaggio
; e
retti
ancora
appariranno
i
movimenti
di altre
macchie
le quali nell'
istessa
revoluzione
descrivessero
minor
cerchi
, per esser tutti
paralleli
al
massimo
, e l'
occhio
nostro
posto
in
distanza
immensa
da quelli.
Ora
, se voi
considererete
come,
doppo
che avrà
scorso
la
Terra
in sei
mesi
la
metà
dell'
orbe
magno
e si sarà
costituita
incontro
all'
emisferio
del
Sole
che
ora
ci è
occulto
,
sí
che il
terminator
della
parte
che allor sarà
veduta
sia l'istesso
cerchio
A
B
C
D, che pur
passerà
per li
poli
E, I,
intenderete
che l'istesso
accaderà
de i
viaggi
delle
macchie
, cioè che tutti
appariranno
fatti
per
linee
rette
: ma perché tale
accidente
non ha
luogo
se non quando il
terminator
passa
per i
poli
E, I, ed esso
terminatore
di
momento
in
momento
, mediante il
moto
annuo
della
Terra
, si
va
mutando
, però
momentaneo
è il suo
passar
per i
poli
fissi
E, I, ed in
conseguenza
momentaneo
è il
tempo
dell'
apparir
diritti
i
moti
di esse
macchie
. Da questo che sin qui si è
detto
, si viene a
comprendere
ancora come, essendo l'
apparizione
e
principio
del
moto
delle
macchie
dalla
parte
F
,
procedendo
verso
G
, i
passaggi
loro sono dalla
sinistra
,
ascendendo
verso la
destra
; ma
posta
la
Terra
nella
parte
diametralmente
opposta
, la
comparsa
delle
macchie
intorno a
G
sarà
bene
alla
sinistra
del
riguardante
, ma il
passaggio
sarà
descendente
verso la
destra
F.
Figuriamoci
ora
la
Terra
esser
situata
per una
quarta
lontana
dal
presente
stato
, e
segniamo
in quest'altra
figura
il
terminatore
A
B
C
D e l'
asse
, come prima, A
C
, per il quale
passerebbe
il
piano
del nostro
meridiano
, nel qual
piano
sarebbe ancora l'
asse
della
revoluzion
del
Sole
, con i suoi
poli
, uno verso di noi, cioè nell'
emisferio
apparente
, il qual
polo
rappresenteremo
col
punto
E, e l'altro
caderà
nell'
emisferio
occulto
, e lo
noto
I.
Inclinando
dunque l'
asse
E I con la
superior
parte
E verso noi, il
cerchio
massimo
descritto
dalla
conversion
del
Sole
sarà questo
B
F
D
G
, la cui
metà
da noi
veduta
, cioè
B
F
D, non
piú
ci
apparirà
una
linea
retta
, per non esser i
poli
E, I nella
circonferenza
A
B
C
D, ma si
mostrerà
incurvata
e col suo
convesso
verso la
parte
inferiore
C
, ed è
manifesto
che l'istesso
apparirà
di tutti i
cerchi
minori
paralleli
al
massimo
B
F
D.
Intendesi
ancora, che quando la
Terra
sarà
diametralmente
opposta
a questo
stato
,
sí
che
vegga
l'altro
emisferio
del
Sole
, il quale
ora
è
occulto
,
vedrà
del medesimo
cerchio
massimo
la
parte
D
G
B
incurvata
col suo
convesso
verso la
parte
superiore
A; e i
corsi
delle
macchie
in queste
costituzioni
saranno prima per l'
arco
B
F
D e poi per l'altro D
G
B
, e le lor
prime
apparizioni
e l'
ultime
occultazioni
, fatte intorno a i
punti
B
, D, saranno
equilibrate
, e non quelle
piú
o meno
elevate
di queste.
§
vedi
figura
23
Ma se noi
porremo
la
Terra
in tal
luogo
dell'
eclittica
, che né il
finitore
A
B
C
D né il
meridiano
AC
passi
per i
poli
dell'
asse
E I, come
adesso
vi
mostro
disegnando
questa
terza
figura
, dove il
polo
apparente
E
casca
tra l'
arco
del
terminatore
A
B
e la
sezione
del
meridiano
A
C
, il
diametro
del
cerchio
massimo
sarà
F
O
G
ed il
semicerchio
apparente
F
N
G
, e l'
occulto
G
S
F
: quello,
incurvato
col suo
convesso
N verso la
parte
inferiore
; e questo,
piegato
col suo
colmo
S
verso la
parte
superiore
del
Sole
: gl'
ingressi
e l'
uscite
delle
macchie
, cioè i
termini
F
,
G
, non saranno
librati
, come i
passati
B
, D, ma l'
F
piú
basso
e '
l
G
piú
alto
ma ben con
minor
differenza
che nella prima
figura
; l'
arco
ancora
F
N
G
sarà
incurvato
, ma non tanto quanto il
precedente
B
F
D: onde in tal
costituzione
i
passaggi
delle
macchie
saranno
ascendenti
dalla
parte
sinistra
F
verso la
destra
G
, e saranno
fatti
per
linee
curve
. Ed
intendendo
la
Terra
esser
collocata
nel
sito
diametralmente
opposto
,
sí
che l'
emisferio
del
Sole
adesso
occulto
sia il
veduto
, e dal medesimo
finitore
A
B
C
D
terminato
,
manifestamente
si
scorge
che il
corso
delle
macchie
sarà per l'
arco
G
S
F
,
cominciando
dal
punto
sublime
G
, che pur sarà dalla
sinistra
del
riguardante
, ed
andando
a
terminare
,
descendendo
verso la
destra
, nel
punto
F.
Inteso
quanto sin qui ho
esposto
, non
credo
che
resti
difficultà
veruna in
comprender
come dal
passare
il
terminatore
dei
solari
emisferi
per i
poli
della
conversion
del
Sole
o a quelli vicino o
lontano
,
nascono
tutte le
diversità
ne gli
apparenti
viaggi
delle
macchie
,
sí
che quanto
piú
essi
poli
saranno
lontani
da esso
terminatore
, tanto
piú
i
detti
viaggi
saranno
incurvati
e meno
obbliqui
onde nella
massima
lontananza
, che è quando
detti
poli
sono nella
sezion
del
meridiano
, la
curvità
è
ridotta
al
sommo
, ma l'
obbliquità
al
minimo
, cioè all'
equilibrio
, come
dimostra
la
seconda
figura
; all'
incontro
, quando i
poli
sono nel
terminatore
, come
mostra
la prima
figura
, l'
inclinazione
è
massima
, ma la
curvità
è
minima
e
ridotta
alla
rettitudine
,
partendosi
il
terminator
da i
poli
,
comincia
la
curvità
a farsi
sensibile
con
andar
sempre
crescendo
, e l'
obbliquità
e
inclinazione
si
va
facendo
minore
.
Queste sono le
stravaganti
mutazioni
che mi
diceva
l'
ospite
mio che sarebbero
apparse
di
tempo
in
tempo
ne i
progressi
delle
macchie
solari
,
tuttavolta
che
fusse
stato
vero
che il
movimento
annuo
fusse
della
Terra
, e che il
Sole
,
costituito
nel
centro
dell'
eclittica
, si
fusse
girato
in se stesso sopra un
asse
non
eretto
, ma
inclinato
, al
piano
di essa
eclittica
.
SAGR
. Io
resto
assai ben
capace
di queste
conseguenze
, e
meglio
credo
che me l'
imprimerò
nella
fantasia
nell'
andarle
riscontrando
con
accomodar
un
globo
con tale
inclinazione
,
riguardandolo
poi da
diverse
bande
.
Resta
ora
che ci
diciate
quello che di poi
seguí
circa gli
eventi
delle
immaginate
conseguenze
.
SALV
.
Seguinne
, che
continuando
noi per molti e molti
mesi
a far
diligentissime
osservazioni
,
notando
con
somma
accuratezza
i
passaggi
di
varie
macchie
in
diversi
tempi
dell'
anno
, si
trovarono
gli
eventi
puntualmente
rispondere
alle
predizioni
.
SAGR
.
Signor
Simplicio
, come questo che dice il
signor
Salviati
sia
vero
(né già
conviene
por
dubbio
sopra le sue
parole
), di
saldi
argomenti
e di gran
conietture
e di
fermissime
esperienze
aranno
bisogno
i
Tolemaici
e gli
Aristotelici
per
bilanciare
un
incontro
di tanto
peso
, e far
sí
che la loro
opinione
non
dia
l'
ultimo
tracollo
.
SIMP
.
Piano
,
signor
mio, che forse voi non
sete
ancora dove per
avventura
vi
persuadete
d'
essere
pervenuto
: imperocché io, se ben non mi sono
interamente
impadronito
della
materia
del
discorso
fatto
dal
signor
Salviati
, non
trovo
che la mia
logica
, mentre
riguardo
alla
forma
, m'
insegni
che tal
maniera
d'
argomentare
m'
induca
necessità
veruna di
concludere
a
favor
dell'
ipotesi
Copernicana
, cioè della
stabilità
del
Sole
nel
centro
del
zodiaco
e della
mobilità
della
Terra
sotto la di lui
circonferenza
. Perché, se
bene
è
vero
che
posta
la tal
conversion
del
Sole
e la tal
circuizion
della
Terra
si
debban
necessariamente
scorger
nelle
macchie
solari
le tali e tali
stravaganze
, non però ne
séguita
che,
argomentando
per il
converso
, dallo
scorgersi
nelle
macchie
tali
stravaganze
si
debba
necessariamente
concludere
, la
Terra
muoversi
per la
circonferenza
e '
l
Sole
esser
posto
nel
centro
del
zodiaco
: imperocché chi m'
assicura
che
simili
stravaganze
non poss