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Galileo Galilei
Intorno alle cose che stanno in su l'acqua...
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Acqua
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Discorso
intorno alle
cose
che stanno in su l'
acqua
o che in quella si
muovono
Perch'io
so
,
Principe
Serenissimo
, che il
lasciar
vedere
in
pubblico
il
presente
trattato
, d'
argomento
tanto
diverso
da quello che molti
aspettano
e che,
secondo
l'
intenzione
che ne
diedi
nel mio
Avviso
Astronomico
, già
dovrei
aver
mandato
fuori, potrebbe per
avventura
destar
concetto
, o che io avessi del tutto
messo
da
banda
l'
occuparmi
intorno alle
nuove
osservazioni
celesti
, o che almeno con troppo
lento
studio
le
trattassi
; ho
giudicato
esser
bene
render
ragione
sì del
differir
quello, come dello
scrivere
e del
pubblicare
questo
trattato
.
Quanto al
primo
, non tanto gli
ultimi
scoprimenti
di
Saturno
tricorporeo
e delle
mutazioni
di
figure
in
Venere
,
simili
a quelle che si
veggono
nella
Luna
,
insieme
con le
conseguenze
che da quelle
dependono
, hanno
cagionato
tal
dilazione
, quanto l'
investigazion
de'
tempi
delle
conversioni
di
ciaschedun
de' quattro
Pianeti
Medicei
intorno a
Giove
, la quale mi
succedette
l'
aprile
dell'
anno
passato
1611
, mentre
era
in
Roma
; dove finalmente m'
accertai
, che '
l
primo
, e più vicino a
Giove
,
passa
del suo
cerchio
gradi
8 e
m.
29 in circa per
ora
,
faccendo
la '
ntera
conversione
in
giorni
naturali
1 e
ore
18 e quasi
meza
. Il
secondo
fa nell'
orbe
suo
g.
4,
m.
13
prossimamente
per
ora
, e l'
intera
revoluzione
in
giorni
3, or. 13 e un
terzo
incirca
. Il
terzo
passa
in un'
ora
gr
. 2,
m.
6 in circa del suo
cerchio
, e lo
misura
tutto in
giorni
7,
ore
4
prossimamente
. Il
quarto
, e più
lontano
degli altri,
passa
in
ciaschedun
'
ora
gr
. 0,
m.
54 e quasi
mezo
, del suo
cerchio
, e lo
finisce
tutto in
giorni
16, or. 18
prossimamente
. Ma perché la
somma
velocità
delle loro
restituzioni
richiede
una
precisione
scrupolosissima
per li
calcoli
de'
luoghi
loro ne'
tempi
passati
e
futuri
, e
massimamente
se i
tempi
saranno di molti
mesi
o
anni
, però mi è
forza
con altre
osservazioni
, e più
esatte
delle
passate
, e tra di loro più
distanti
di
tempo
,
corregger
le
tavole
di tali
movimenti
, e
limitargli
sino a
brevissimi
stanti
. Per
simili
precisioni
non mi
bastano
le
prime
osservazioni
, non solo per li
brevi
intervalli
di
tempi
, ma perché, non avendo io allora
ritrovato
modo di
misurar
con
istrumento
alcuno le
distanze
di
luogo
tra essi
pianeti
,
notai
tali
interstizi
con le
semplici
relazioni
al
diametro
del
corpo
di
Giove
,
prese
, come
diciamo
, a
occhio
, le quali, benché non
ammettano
errore
d'un
minuto
primo
, non
bastano
però per la
determinazione
dell'
esquisite
grandezze
delle
sfere
di esse
stelle
. Ma
ora
che ho
trovato
modo di
prender
tali
misure
senza
errore
anche di pochissimi
secondi
,
continuerò
l'
osservazioni
sino all'
occultazion
di
Giove
; le quali
dovranno
essere
a
bastanza
per l'
intera
cognizione
de'
movimenti
e delle
grandezze
de gli
orbi
di essi
Pianeti
, e di alcune altre
conseguenze
.
Aggiungo
a queste
cose
l'
osservazione
d'alcune
macchiette
oscure
, che si
scorgono
nel
corpo
solare
: le quali,
mutando
positura
in quello,
porgono
grand'
argomento
, o che '
l
Sole
si
rivolga
in sé stesso, o che forse altre
stelle
, nella
guisa
di
Venere
e di
Mercurio
, se gli
volgano
intorno,
invisibili
in altri
tempi
per le
piccole
digressioni
e
minori
di quella di
Mercurio
, e solo
visibili
quando s'
interpongono
tra '
l
Sole
e l'
occhio
nostro, o pur
danno
segno
che sia
vero
e questo e quello; la
certezza
delle quali
cose
non
debbe
disprezzarsi
o
trascurarsi
.
Ânnomi
finalmente le
continuate
osservazioni
accertato
, tali
macchie
esser
materie
contigue
alla
superficie
del
corpo
solare
, e
quivi
continuamente
prodursene
molte, e poi
dissolversi
, altre in più
brevi
ed altre in più
lunghi
tempi
, ed esser dalla
conversione
del
Sole
in sé stesso, che in un
mese
lunare
in circa
finisce
il suo
periodo
,
portate
in
giro
;
accidente
per sé
grandissimo
, e maggiore per le sue
conseguenze
.
Quanto poi all'altro
particulare
, molte
cagioni
m'hanno
mosso
a
scrivere
il
presente
trattato
,
soggetto
del quale è la
disputa
che a'
giorni
addietro
io ebbi con alcuni
letterati
della
città
, intorno alla quale, come
sa
V.
A., son
seguiti
molti
ragionamenti
. La
principale
è
stato
il
cenno
dell'A.
V.
, avendomi
lodato
lo
scrivere
come
singolar
mezzo
per far
conoscere
il
vero
dal
falso
, le
reali
dall'
apparenti
ragioni
, assai
migliore
che '
l
disputare
in
voce
, dove o l'uno o l'altro, e
bene
spesso
amendue
che
disputano
,
riscaldandosi
di
soverchio
o di
soverchio
alzando
la
voce
, o non si
lasciano
intendere
, o
traportati
dall'
ostinazione
di non si
ceder
l'un l'altro
lontani
dal
primo
proponimento
, con la
novità
delle
varie
proposte
confondono
lor medesimi e gli
uditori
insieme
. Mi è
paruto
, oltre a ciò,
convenevole
, che l'A.
V.
resti
informata
da me ancora di tutto '
l
seguito
circa la
contesa
di cui
ragiono
, sì come n'è stata
ragguagliata
molto prima da altri. E perché la
dottrina
che io
séguito
nel
proposito
di che si
tratta
è
diversa
da quella d'
Aristotile
e da' suoi
principii
, ho
considerato
che contro l'
autorità
di quell'
uomo
grandissimo
, la quale appresso di molti
mette
in
sospetto
di
falso
ciò che non
esce
dalle
scuole
peripatetiche
, si possa molto
meglio
dir
sua
ragione
con la
penna
che con la
lingua
, e per ciò mi son
risoluto
scriverne
il
presente
Discorso
: nel quale
spero
ancor di
mostrare
che, non per
capriccio
, o per non aver
letto
o
inteso
Aristotile
, alcuna
volta
mi
parto
dall'
opinion
sua, ma perché le
ragioni
me lo
persuadono
, e lo stesso
Aristotile
mi ha
insegnato
quietar
l'
intelletto
a quello che m'è
persuaso
dalla
ragione
, e non dalla
sola
autorità
del
maestro
; ed è
verissima
la
sentenza
d'
Alcinoo
, che '
l
filosofare
vuol esser
libero
. Né
fia
, per mio
credere
, senza qualch'
utile
dell'
universale
la
resoluzione
della
quistion
nostra; perciò che
trattandosi
, se la
figura
de'
solidi
operi
o no nell'
andare
essi, o non
andare
, a
fondo
nell'
acqua
, in
occorrenze
di
fabbricar
ponti
o altre
macchine
sopra l'
acqua
, che
avvengono
per lo più in
affari
di molto
rilievo
, può esser di
giovamento
saperne
la
verità
.
Dico
dunque che,
trovandomi
la state
passata
in
conversazione
di
letterati
, fu
detto
nel
ragionamento
, il
condensare
esser
proprietà
del
freddo
, e fu
addotto
l'
esemplo
del
ghiaccio
. Allora io
dissi
che avrei
creduto
più
tosto
il
ghiaccio
esser
acqua
rarefatta
, che
condensata
; poi che la
condensazione
partorisce
diminuzion
di
mole
e
augumento
di
gravità
, e la
rarefazione
maggior
leggerezza
e
augumento
di
mole
, e l'
acqua
nel
ghiacciarsi
cresce
di
mole
, e '
l
ghiaccio
già
fatto
è più
leggier
dell'
acqua
,
standovi
a
galla
.
È
manifesto
quant'io
dico
: perché,
detraendo
il
mezo
dalla
total
gravità
de i
solidi
tanto, quanto è il
peso
d'altrettanta
mole
del medesimo
mezo
, come
Archimede
dimostra
nel
primo
libro
Delle
cose
che stanno su l'
acqua
, qualunque
volta
si
accrescerà
per
distrazion
la
mole
del medesimo
solido
, più verrà dal
mezo
detratto
della
intera
sua
gravità
, e meno quando per
compressione
verrà
condensato
e
ridotto
sotto
minor
mole
.
Mi fu
replicato
, ciò
nascere
non dalla maggior
leggerezza
, ma dalla
figura
larga
e
piana
, che, non potendo
fender
la
resistenza
dell'
acqua
,
cagiona
che egli non si
sommerga
.
Risposi
, qualunque
pezzo
di
ghiaccio
, e di qualunque
figura
, star sopra l'
acqua
;
segno
espresso
, che l'
essere
piano
e
largo
quanto si
voglia
, non ha
parte
alcuna nel suo
galleggiare
: e
soggiunsi
che
argomento
manifestissimo
n'
era
il
vedersi
un
pezzo
di
ghiaccio
di
figura
larghissima
,
posto
in
fondo
dell'
acqua
, subito
ritornarsene
a
galla
; ché, s'e'
fosse
veramente
più
grave
, e '
l
suo
galleggiare
nascesse
dalla
figura
impotente
a
fender
la
resistenza
del
mezo
, ciò del tutto sarebbe
impossibile
.
Conchiusi
per tanto, la
figura
non esser
cagione
per modo alcuno di stare a
galla
o in
fondo
, ma la maggiore o
minor
gravità
in
rispetto
dell'
acqua
; e per ciò tutti i
corpi
più
gravi
di essa, di qualunque
figura
si
fussero
,
indifferentemente
andavano
a
fondo
, e i più
leggieri
, pur di qualunque
figura
, stavano
indifferentemente
a
galla
: e
dubitai
che quelli che
sentivano
in
contrario
si fossero
indotti
a
credere
in quella
guisa
dal
vedere
come la
diversità
della
figura
altera
grandemente
la
velocità
e
tardità
del
moto
, sì che i
corpi
di
figura
larga
e
sottile
discendono
assai più
lentamente
nell'
acqua
che quelli di
figura
più
raccolta
,
faccendosi
questi e quelli della medesima
materia
; dal che alcuno potrebbe
lasciarsi
indurre
a
credere
, che la
dilatazione
della
figura
potesse
ridursi
a tale
ampiezza
, che non solo
ritardasse
, ma del tutto
impedisse
e
togliesse
, il più
muoversi
; il che io
stimo
esser
falso
. Sopra questa
conclusione
nel
corso
di molti
giorni
furon
dette
molte e molte
cose
, e
diverse
esperienze
prodotte
, delle quali l'A.
V.
alcune
intese
e
vide
; e in questo
Discorso
avrà tutto quello che è
stato
prodotto
contro alla mia
asserzione
, e ciò che mi è venuto in
mente
per questo
proposito
e per
confermazione
della mia
conclusione
. Il che se sarà
bastante
per
rimuover
quella che io
stimo
sin
ora
falsa
opinione
, mi
parrà
d'avere non
inutilmente
impiegata
la
fatica
e '
l
tempo
: e quando ciò non
avvenga
, pur
debbo
sperarne
un altro mio
utile
proprio, cioè di venire in
cognizion
della
verità
, nel
sentir
riprovare
le mie
fallacie
e
introdurre
le
vere
dimostrazioni
da quelli che
sentono
in
contrario
.
E per
procedere
con la maggiore
agevolezza
e
chiarezza
che io
sappia
,
parmi
esser
necessario
, avanti ad ogni altra cosa,
dichiarare
qual sia la
vera
,
intrinseca
e
total
cagione
dell'
ascendere
alcuni
corpi
solidi
nell'
acqua
e in quella
galleggiare
, o del
discendere
al
fondo
; e tanto più, quanto io non posso
interamente
quietarmi
in quello che da
Aristotile
viene in questo
proposito
scritto
.
Dico
, dunque, la
cagione
per la quale alcuni
corpi
solidi
discendono
al
fondo
nell'
acqua
, esser l'
eccesso
della
gravità
loro sopra la
gravità
dell'
acqua
, e, all'
incontro
, l'
eccesso
della
gravità
dell'
acqua
sopra la
gravità
di quelli esser
cagione
che altri non
discendano
, anzi che dal
fondo
si
elevino
e
sormontino
alla
superficie
. Ciò fu
sottilmente
dimostrato
da
Archimede
, ne'
libri
Delle
cose
che stanno sopra l'
acqua
;
ripreso
poi da
gravissimo
Autore
, ma, s'io non
erro
, a
torto
, sì come di sotto, per
difesa
di quello,
cercherò
di
dimostrare
.
Io con
metodo
differente
e con altri
mezzi
procurerò
di
concludere
lo stesso,
riducendo
le
cagioni
di tali
effetti
a'
principii
più
intrinsechi
e
immediati
, ne' quali anco si
scorgano
le
cause
di qualche
accidente
ammirando
e quasi
incredibile
, qual sarebbe che una
picciolissima
quantità
d'
acqua
potesse col suo
lieve
peso
sollevare
e
sostenere
un
corpo
solido
, cento e mille
volte
più
grave
di lei. E perché così
richiede
la
progressione
dimostrativa
, io
definirò
alcuni
termini
, e poi
esplicherò
alcune
proposizioni
, delle quali, come di
cose
vere
e
note
, io possa
servirmi
a' miei
propositi
.
Io, dunque,
chiamo
egualmente
gravi
in
ispecie
quelle
materie
, delle quali
eguali
moli
pesano
egualmente
: come se, per
esemplo
, due
palle
, una di
cera
e l'altra d'alcun
legno
,
eguali
di
mole
,
fussero
ancora
eguali
in
peso
,
diremmo
quel tal
legno
e la
cera
essere
in
ispecie
egualmente
gravi
.
Ma
egualmente
gravi
di
gravità
assoluta
chiamerò
io due
solidi
li quali
pesino
egualmente
, benché di
mole
fussero
diseguali
: come, per
esemplo
, una
mole
di
piombo
e una di
legno
, che
pesino
ciascheduna dieci
libre
,
dirò
essere
in
gravità
assoluta
eguali
, ancorché la
mole
del
legno
sia molto maggior di quella del
piombo
, ed, in
conseguenza
,
men
grave
in
specie
.
Più
grave
in
specie
chiamerò
una
materia
che un'altra, della quale una
mole
eguale
a una
mole
dell'altra
peserà
più: e così
dirò
, il
piombo
esser più
grave
in
ispecie
dello
stagno
, perché,
prese
di loro due
moli
eguali
, quella di
piombo
pesa
più. Ma più
grave
assolutamente
chiamerò
io quel
corpo
di questo, se quello
peserà
più di questo, senza aver
rispetto
alcuno di
mole
: e così un gran
legno
si
dirà
pesare
assolutamente
più d'una
piccola
mole
di
piombo
, benché il
piombo
in
ispecie
sia più
grave
del
legno
. E lo stesso
intendasi
del
men
grave
in
ispecie
e
men
grave
assolutamente
.
Definiti
questi
termini
, io
piglio
dalla
scienza
meccanica
due
principii
. Il
primo
è, che
pesi
assolutamente
eguali
,
mossi
con
eguali
velocità
, sono di
forze
e di
momenti
eguali
nel loro
operare
.
Momento
, appresso i
meccanici
,
significa
quella
virtù
, quella
forza
, quella
efficacia
, con la quale il
motor
muove
e '
l
mobile
resiste
; la qual
virtù
depende
non solo dalla
semplice
gravità
, ma dalla
velocità
del
moto
, dalle
diverse
inclinazioni
degli
spazii
sopra i quali si fa il
moto
, perché più fa
impeto
un
grave
descendente
in uno
spazio
molto
declive
che in un meno. Ed in
somma
, qualunque si sia la
cagione
di tal
virtù
, ella tuttavia
ritien
nome
di
momento
. Né mi
pareva
che questo
senso
dovesse
giugner
nuovo
nella nostra
favella
; perché, s'io non
erro
, mi
par
che noi assai
frequentemente
diciamo
"Questo è ben
negozio
grave
, ma l'altro è di poco
momento
", e "Noi
consideriamo
le
cose
leggiere
, e
trapassiamo
quelle che son di
momento
":
metafore
,
stimer
'io,
tolte
dalla
meccanica
.
Come, per
esemplo
, due
pesi
d'
assoluta
gravità
eguali
,
posti
in
bilancia
di
braccia
eguali
,
restano
in
equilibrio
, né s'
inclina
l'uno
alzando
l'altro; perché l'
egualità
delle
distanze
di ambedue dal
centro
, sopra il quale la
bilancia
vien
sostenuta
e circa il quale ella si
muove
, fa che tali
pesi
,
movendosi
essa
bilancia
,
passerebbono
nello stesso
tempo
spazii
eguali
, cioè si
moverieno
con
eguali
velocità
, onde non è
ragione
alcuna, per la quale questo
peso
più di quello, o quello più di questo, si
debba
abbassare
; e per ciò si fa l'
equilibrio
, e
restano
i
momenti
loro di
virtù
simili
ed
eguali
.
Il
secondo
principio
è, che il
momento
e la
forza
della
gravità
venga
accresciuto
dalla
velocità
del
moto
; sì che
pesi
assolutamente
eguali
, ma
congiunti
con
velocità
diseguali
, sieno di
forza
,
momento
e
virtù
diseguale
, e più
potente
il più
veloce
,
secondo
la
proporzione
della
velocità
sua alla
velocità
dell'altro. Di questo abbiamo
accomodatissimo
esemplo
nella
libra
o
stadera
di
braccia
diseguali
, nelle quali
posti
pesi
assolutamente
eguali
, non
premono
e fanno
forza
egualmente
, ma quello che è nella maggior
distanza
dal
centro
, circa il quale la
libra
si
muove
, s'
abbassa
sollevando
l'altro, ed è il
moto
di questo, che
ascende
,
lento
, e l'altro
veloce
: e tale è la
forza
e
virtù
che dalla
velocità
del
moto
vien
conferita
al
mobile
che la
riceve
, che ella può
esquisitamente
compensare
altrettanto
peso
che all'altro
mobile
più
tardo
fosse
accresciuto
; sì che, se delle
braccia
della
libra
uno
fosse
dieci
volte
più lungo dell'altro, onde, nel
muoversi
la
libra
circa il suo
centro
, l'
estremità
di quello
passasse
dieci
volte
maggiore
spazio
che l'
estremità
di questo, un
peso
posto
nella maggior
distanza
potrà
sostenerne
ed
equilibrarne
un altro dieci
volte
assolutamente
più
grave
che non è egli; e ciò perché,
movendosi
la
stadera
, il
minor
peso
si
moveria
dieci
volte
più
velocemente
che l'altro maggiore.
Debbesi
però sempre '
ntendere
che i
movimenti
si
faccino
secondo
le medesime
inclinazioni
, cioè che, se l'uno de'
mobili
si
muove
per la
perpendicolare
all'
orizzonte
, che l'altro
parimente
faccia
'
l
suo
moto
per
simil
perpendicolare
; e se '
l
moto
dell'uno
dovesse
farsi nell'
orizzontale
, che anche l'altro sia
fatto
per lo stesso
piano
; e, in
somma
, sempre
amendue
in
simili
inclinazioni
. Tal
ragguagliamento
tra la
gravità
e la
velocità
si
ritrova
in tutti gli
strumenti
meccanici
, e fu
considerato
da
Aristotile
come
principio
nelle sue
Questioni
meccaniche
: onde noi ancora possiamo
prender
per
verissimo
assunto
che
pesi
assolutamente
diseguali
,
alternatamente
si
contrappesano
e si
rendono
di
momenti
eguali
, ogni
volta
che le loro
gravità
con
proporzione
contraria
rispondono
alle
velocità
de' lor
moti
, cioè che quanto l'uno è
men
grave
dell'altro, tanto sia in
constituzione
di
muoversi
più
velocemente
di quello.
Esplicate
queste
cose
, già potremo
cominciare
ad
investigare
quali sieno que'
corpi
solidi
che possono
totalmente
sommergersi
nell'
acqua
e
andare
al
fondo
, e quali per
necessità
soprannuotano
, sì che,
spinti
per
forza
sott'
acqua
,
ritornano
a
galla
con una
parte
della lor
mole
eminente
sopra la
superficie
dell'
acqua
: e ciò faremo noi con lo
speculare
la
scambievole
operazione
di essi
solidi
e dell'
acqua
, la quale
operazione
conséguita
alla
immersione
; e questa è che, nel
sommergersi
che fa il
solido
,
tirato
al
basso
dalla propria sua
gravità
, viene
discacciando
l'
acqua
dal
luogo
dove egli
successivamente
subentra
, e l'
acqua
discacciata
si
eleva
e
innalza
sopra il
primo
suo
livello
, al quale
alzamento
essa altresì, come
corpo
grave
, per sua
natura
resiste
. E perché,
immergendosi
più e più il
solido
discendente
, maggiore e maggior
quantità
d'
acqua
si
solleva
, sin che tutto il
solido
si sia
tuffato
, bisogna
conferire
i
momenti
della
resistenza
dell'
acqua
all'
essere
alzata
,
co
'
momenti
della
gravità
premente
del
solido
: e se i
momenti
della
resistenza
dell'
acqua
pareggeranno
i
momenti
del
solido
avanti la sua
totale
immersione
, allora senza
dubbio
si farà l'
equilibrio
, né più oltre si
tufferà
il
solido
; ma se il
momento
del
solido
supererà
sempre i
momenti
co
' quali l'
acqua
scacciata
va
successivamente
faccendo
resistenza
, quello non solamente si
sommergerà
tutto sott'
acqua
, ma
discenderà
sino al
fondo
; ma se, finalmente, nel
punto
della
total
sommersione
si farà l'
agguagliamento
tra i
momenti
del
solido
premente
e dell'
acqua
resistente
, allora si farà la
quiete
, e esso
solido
, in qualunque
luogo
dell'
acqua
, potrà
indifferentemente
fermarsi
.
È sin qui
manifesta
la
necessità
di
comparare
insieme
le
gravità
dell'
acqua
e de'
solidi
; e tale
comparazione
potrebbe nel
primo
aspetto
parere
sufficiente
per poter
concludere
e
determinare
, quali sieno i
solidi
che
sopranuotino
, e quali quelli che
vanno
in
fondo
,
pronunziando
che quelli
sopranuotino
che saranno
men
gravi
in
ispecie
dell'
acqua
, e quelli
vadano
al
fondo
che in
ispecie
saranno più
gravi
: imperocché
pare
che il
solido
nel
sommergersi
vada
tuttavia
alzando
tant'
acqua
in
mole
, quanta è la
parte
della sua propria
mole
sommersa
; per lo che
impossibil
sia che un
solido
men
grave
in
ispecie
dell'
acqua
si
sommerga
tutto, come
impotente
ad
alzare
un
peso
maggior del suo proprio, e tale sarebbe una
mole
d'
acqua
eguale
alla
mole
sua propria; e
parimente
parrà
necessario
che il
solido
più
grave
vada
al
fondo
, come di
forza
soprabbondante
ad
alzare
una
mole
d'
acqua
eguale
alla propria, ma
inferior
di
peso
. Tuttavia il
negozio
procede
altramente
, e benché le
conclusioni
sien
vere
, le
cagioni
però
assegnate
così, son
difettose
; né è
vero
che '
l
solido
nel
sommergersi
sollevi
e
scacci
mole
d'
acqua
eguale
alla sua propria
sommersa
, anzi l'
acqua
sollevata
è sempre meno che la
parte
del
solido
ch'è
sommersa
, e tanto più, quanto il
vaso
, nel quale si
contien
l'
acqua
, è più
stretto
: di modo che non
repugna
che un
solido
possa
sommergersi
tutto sott'
acqua
senza
pure
alzarne
tanta, che in
mole
pareggi
la
decima
o la
ventesima
parte
della
mole
sua; sì come, all'
incontro
,
picciolissima
quantità
d'
acqua
potrà
sollevare
una
grandissima
mole
solida
, ancorché tal
solido
pesasse
assolutamente
cento e più
volte
di essa
acqua
, tutta
volta
che la
materia
di tal
solido
sia in
ispecie
men
grave
dell'
acqua
; e così una
grandissima
trave
, che,
v.
g.
,
pesi
1000
libbre
, potrà
essere
alzata
e
sostenuta
da
acqua
che non ne
pesi
50; e questo
avverrà
quando il
momento
dell'
acqua
venga
compensato
dalla
velocità
del suo
moto
.
Ma perché tali
cose
,
profferite
così in
astratto
, hanno qualche
difficultà
all'esser
comprese
, è
bene
che
vegniamo
a
dimostrarle
con
esempli
particulari
: e, per
agevolezza
della
dimostrazione
,
intenderemo
, i
vasi
, ne' quali s'abbia ad
infonder
l'
acqua
e
situare
i
solidi
, esser
circondati
e
racchiusi
da
sponde
erette
a
perpendicolo
sopra '
l
piano
dell'
orizzonte
, e '
l
solido
da
porsi
in tali
vasi
essere
o
cilindrico
retto
o
prisma
pur
retto
.
Il che
dichiarato
e
supposto
, vengo a
dimostrare
la
verità
di quanto ho
accennato
,
formando
il
seguente
teorema
.
La
mole
dell'
acqua
che si
alza
nell'
immergere
un
prisma
o
cilindro
solido
, o che s'
abbassa
nell'
estrarlo
, è
minore
della
mole
di esso
solido
demersa
o
estratta
; e ad essa ha la medesima
proporzione
, che la
superficie
dell'
acqua
circunfusa
al
solido
alla medesima
superficie
circunfusa
insieme
con la
base
del
solido
. Sia il
vaso
ABCD
, ed in esso l'
acqua
alta
sino al
livello
EFG
, avanti che il
prisma
solido
HIK
vi sia
immerso
; ma dopo che egli è
demerso
,
siasi
sollevata
l'
acqua
sino al
livello
LM
: sarà dunque già il
solido
HIK
tutto sott'
acqua
, e la
mole
dell'
acqua
alzata
sarà
LG
, la quale è
minore
della
mole
del
solido
demerso
, cioè di
HIK
, essendo
eguale
alla
sola
parte
EIK
, che si
trova
sotto il
primo
livello
EFG
. Il che è
manifesto
: perché se si
cavasse
fuori il
solido
HIK
, l'
acqua
LG
tornerebbe
nel
luogo
occupato
dalla
mole
EIK
, dove
era
contenuta
avanti l'
immersione
del
prisma
: ed essendo la
mole
LG
eguale
alla
mole
EK
,
aggiunta
comunemente
la
mole
EN
, sarà tutta la
mole
EM
,
composta
della
parte
del
prisma
EN
e dell'
acqua
NF
,
eguale
a tutto '
l
solido
HIK
, e però la
mole
LG
alla
EM
arà
la medesima
proporzione
che alla
mole
HIK
: ma la
mole
LG
alla
mole
EM
ha la medesima
proporzione
che la
superficie
LM
alla
superficie
MH
: adunque é
manifesto
, la
mole
dell'
acqua
sollevata
LG
alla
mole
del
solido
demerso
HIK
aver la medesima
proporzione
che la
superficie
LM
, che è quella dell'
acqua
ambiente
il
solido
, a tutta la
superficie
HM
,
composta
della
detta
ambiente
e della
base
del
prisma
HN
. Ma se
intenderemo
, il
primo
livello
dell'
acqua
essere
secondo
la
superficie
HM
, ed il
prisma
già
demerso
HIK
esser poi
estratto
ed
alzato
sino in
EAO
, e l'
acqua
essersi
abbassata
dal
primo
livello
HLM
sino in
EFG
, è
manifesto
che, essendo il
prisma
EAO
l'istesso che
HIK
, la
parte
sua
superiore
HO sarà
eguale
all'
inferiore
EIK
,
rimossa
la
parte
comune
EN
; ed, in
conseguenza
, la
mole
dell'
acqua
LG
essere
eguale
alla
mole
HO, e però
minore
del
solido
che si
trova
fuor
dell'
acqua
, che è tutto '
l
prisma
EAO
, al quale
similmente
essa
mole
d'
acqua
abbassata
LG
ha la medesima
proporzione
che la
superficie
dell'
acqua
circumfusa
LM
alla medesima
superficie
circumfusa
insieme
con la
base
del
prisma
AO
: il che ha la medesima
dimostrazione
che l'altro
caso
di sopra.
E di qui si
raccoglie
, che la
mole
dell'
acqua
che s'
alza
nell'
immersion
del
solido
, o che s'
abbassa
nell'
estrarlo
, non è
eguale
a tutta la
mole
del
solido
che si
trova
demersa
o
estratta
, ma a quella
parte
solamente, che nell'
immersione
resta
sotto il
primo
livello
dell'
acqua
, e nell'
estrazione
riman
sopra
simil
primo
livello
: che è quello che
doveva
esser
dimostrato
.
Seguiteremo
ora
le altre
cose
.
E prima
dimostrerremo
, che quando in uno de'
vasi
sopraddetti
, di qualunque
larghezza
, benché
immensa
o
angusta
, sia
collocato
un tal
prisma
o
cilindro
,
circondato
da
acqua
, se
alzeremo
tal
solido
a
perpendicolo
, l'
acqua
circunfusa
s'
abbasserà
; e l'
abbassamento
dell'
acqua
all'
alzamento
del
prisma
avrà la medesima
proporzione
, che l'una delle
base
del
prisma
alla
superficie
dell'
acqua
circunfusa
.
Sia nel
vaso
, qual si è
detto
,
collocato
il
prisma
ACDB
, e nel
resto
dello
spazio
infusa
l'
acqua
, sino al
livello
EA; e
alzandosi
il
solido
AD, sia
trasferito
in
GM
, e l'
acqua
s'
abbassi
da EA in NO:
dico
che la
scesa
dell'
acqua
,
misurata
dalla
linea
AO
, alla
salita
del
prisma
,
misurata
dalla
linea
GA
, ha la stessa
proporzione
, che la
base
del
solido
GH
alla
superficie
dell'
acqua
NO. Il che è
manifesto
: perché la
mole
del
solido
GABH
,
alzata
sopra '
l
primo
livello
EAB
, è
eguale
alla
mole
dell'
acqua
, che si è
abbassata
,
ENOA
: son dunque due
prismi
eguali
,
ENOA
e
GABH
: ma de'
prismi
eguali
le
base
rispondono
contrariamente
alle
altezze
: adunque, come l'
altezza
OA
all'
altezza
AG
, così è la
superficie
o
base
GH
alla
superficie
dell'
acqua
NO. Quando dunque, per
esemplo
, una
colonna
fusse
collocata
in
piede
in un
grandissimo
vivaio
pieno
d'
acqua
, o
pure
in un
pozzo
,
capace
di poco più che la
mole
di
detta
colonna
, nell'
alzarla
ed
estrarla
dell'
acqua
,
secondo
che la
colonna
si
sollevasse
, l'
acqua
, che la
circonda
, s'
andrebbe
abbassando
; e l'
abbassamento
dell'
acqua
allo
spazio
dell'
alzamento
della
colonna
avrebbe la medesima
proporzione
, che la
grossezza
della
colonna
all'
eccesso
della
larghezza
del
pozzo
o
vivaio
sopra la
grossezza
di essa
colonna
: sì che, se il
pozzo
fusse
l'
ottava
parte
più
largo
della
grossezza
della
colonna
, e la
larghezza
del
vivaio
venticinque
volte
maggiore della medesima
grossezza
, nell'
alzar
che si facesse la
colonna
un
braccio
, l'
acqua
del
pozzo
s'
abbasserebbe
sette
braccia
, e quella del
vivaio
un
ventiquattresimo
di
braccio
solamente.
Dimostrato
questo, non sarà
difficile
lo '
ntendere
, per la sua
vera
cagione
, come un
prisma
o
cilindro
retto
, di
materia
in
ispecie
men
grave
dell'
acqua
, se sarà
circondato
dall'
acqua
secondo
tutta la sua
altezza
, non
resterà
sotto, ma si
solleverà
, benché l'
acqua
circunfusa
fosse
pochissima e di
gravità
assoluta
quanto si
voglia
inferiore
alla
gravità
di esso
prisma
. Sia dunque nel
vaso
CDFB
posto
il
prisma
AEFB
,
men
grave
in
ispecie
dell'
acqua
, e,
infusa
l'
acqua
,
alzisi
sino all'
altezza
del
prisma
:
dico
che
lasciato
il
prisma
in sua
libertà
, si
solleverà
,
sospinto
dall'
acqua
circunfusa
CDEA
. Imperocché, essendo l'
acqua
CE più
grave
in
ispecie
del
solido
AF
, maggior
proporzione
avrà il
peso
assoluto
dell'
acqua
CE al
peso
assoluto
del
prisma
AF
che la
mole
CE alla
mole
AF
(imperocché la stessa
proporzione
ha la
mole
alla
mole
, che il
peso
assoluto
al
peso
assoluto
, quando le
moli
sono della medesima
gravità
in
ispecie
): ma la
mole
CE alla
mole
AF
ha la medesima
proporzione
, che la
superficie
dell'
acqua
CA alla
superficie
o
base
del
prisma
AB, la quale è la medesima che la
proporzione
dell'
alzamento
del
prisma
, quando si
elevasse
, all'
abbassamento
dell'
acqua
circunfusa
CE: adunque il
peso
assoluto
dell'
acqua
CE al
peso
assoluto
del
prisma
AF
ha maggior
proporzione
, che l'
alzamento
del
prisma
AF
all'
abbassamento
di essa
acqua
CE. Il
momento
, dunque,
composto
della
gravità
assoluta
dell'
acqua
CE e della
velocità
del suo
abbassamento
, mentre ella fa
forza
,
premendo
, di
scacciare
e di
sollevare
il
solido
AF
, è maggiore del
momento
composto
del
peso
assoluto
del
prisma
AF
e della
tardità
del suo
alzamento
, col qual
momento
egli
contrasta
allo
scacciamento
e
forza
fattagli
dal
momento
dell'
acqua
: sarà dunque
sollevato
il
prisma
.
Séguita
ora
che
procediamo
avanti a
dimostrare
più
particolarmente
, sino a quanto saranno tali
solidi
,
men
gravi
dell'
acqua
,
sollevati
, cioè qual
parte
di loro
resterà
sommersa
, e quale sopra la
superficie
dell'
acqua
. Ma prima è
necessario
dimostrare
il
seguente
lemma
.
I
pesi
assoluti
de'
solidi
hanno la
proporzion
composta
delle
proporzioni
delle lor
gravità
in
specie
e delle lor
moli
.
Sieno due
solidi
A e
B
:
dico
, il
peso
assoluto
di A al
peso
assoluto
di
B
aver la
proporzion
composta
delle
proporzioni
della
gravità
in
ispecie
di A alla
gravità
in
ispecie
di
B
e della
mole
A alla
mole
B.
Abbia la
linea
D alla E la medesima
proporzione
che la
gravità
in
ispecie
di A alla
gravità
in
ispecie
di
B
, e la E alla
F
sia come la
mole
A alla
mole
B
; è
manifesto
, la
proporzione
D ad
F
esser
composta
delle
proporzioni
D ad E ed E ad
F
: bisogna dunque
dimostrare
, come D ad
F
, così
essere
il
peso
assoluto
di A al
peso
assoluto
di
B.
Pongasi
il
solido
C
eguale
ad A in
mole
, e della medesima
gravità
in
ispecie
del
solido
B
: perché dunque A e
C
sono in
mole
eguali
, il
peso
assoluto
di A al
peso
assoluto
di
C
avrà la medesima
proporzione
che la
gravità
in
ispecie
di A alla
gravità
in
ispecie
di
C
o di
B
, che è in
ispecie
la medesima, cioè che la
linea
D alla E: e perché
C
e
B
sono della medesima
gravità
in
ispecie
, sarà come il
peso
assoluto
di
C
al
peso
assoluto
di
B
, così la
mole
C
, o
vero
la
mole
A, alla
mole
B
, cioè la
linea
E alla
F.
Come dunque il
peso
assoluto
di A al
peso
assoluto
di
C
, così la
linea
D alla E, e come il
peso
assoluto
di
C
al
peso
assoluto
di
B
, così la
linea
E alla
F
: adunque, per la
proporzione
eguale
, il
peso
assoluto
di A al
peso
assoluto
di
B
è come la
linea
D alla
linea
F
: che
bisognava
dimostrare
.
Passo
ora
a
dimostrar
come: Se un
cilindro
o
prisma
solido
sarà
men
grave
in
ispecie
dell'
acqua
,
posto
in un
vaso
come di sopra, di qual si
voglia
grandezza
, e
infusa
poi l'
acqua
,
resterà
il
solido
senza
essere
sollevato
sin che l'
acqua
arrivi
a tal
parte
dell'
altezza
di quello, alla quale tutta l'
altezza
del
prisma
abbia la medesima
proporzione
che la
gravità
in
ispecie
dell'
acqua
alla
gravità
in
ispecie
di esso
solido
; ma
infondendo
più
acqua
, il
solido
si
solleverà
.
Sia il
vaso
MLGN
, di qualunque
grandezza
, ed in esso sia
collocato
il
prisma
solido
DFGE
,
men
grave
in
ispecie
dell'
acqua
; e qual
proporzione
ha la
gravità
in
ispecie
dell'
acqua
a quella del
prisma
, tale abbia l'
altezza
DF
all'
altezza
FB
:
dico
che,
infondendosi
acqua
sino all'
altezza
FB
, il
solido
DG
non si
eleverà
, ma ben sarà
ridotto
all'
equilibrio
, sì che ogni poco più d'
acqua
che si
aggiunga
, si
solleverà
. Sia dunque
infusa
l'
acqua
sino al
livello
ABC
; e perché la
gravità
in
ispecie
del
solido
DG
alla
gravità
in
ispecie
dell'
acqua
è come l'
altezza
BF
all'
altezza
FD
, cioè come la
mole
BG
alla
mole
GD
, e la
proporzione
della
mole
BG
alla
mole
GD
con la
proporzione
della
mole
GD
alla
mole
AF
compongono
la
proporzione
della
mole
BG
alla
mole
AF
, adunque la
mole
BG
alla
mole
AF
ha la
proporzion
composta
delle
proporzioni
della
gravità
in
ispecie
del
solido
GD
alla
gravità
in
ispecie
dell'
acqua
e della
mole
GD
alla
mole
AF
. Ma le medesime
proporzioni
, della
gravità
in
ispecie
di
GD
alla
gravità
in
ispecie
dell'
acqua
, e della
mole
GD
alla
mole
AF
,
compongono
ancora, per lo
lemma
precedente
, la
proporzione
del
peso
assoluto
del
solido
DG
al
peso
assoluto
della
mole
dell'
acqua
AF
: adunque, come la
mole
BG
alla
mole
AF
, così è il
peso
assoluto
del
solido
DG
al
peso
assoluto
della
mole
dell'
acqua
AF
. Ma come la
mole
BG
alla
mole
AF
, così è la
base
del
prisma
DE alla
superficie
dell'
acqua
AB, e così la
scesa
dell'
acqua
AB alla
salita
del
solido
DG
: adunque la
scesa
dell'
acqua
alla
salita
del
prisma
ha la medesima
proporzione
, che il
peso
assoluto
del
prisma
al
peso
assoluto
dell'
acqua
; adunque il
momento
resultante
dalla
gravità
assoluta
dell'
acqua
AF
e dalla
velocità
del
moto
nell'
abbassarsi
, col qual
momento
ella fa
forza
per
cacciare
e
sollevare
il
prisma
DG
, è
eguale
al
momento
che
risulta
dalla
gravità
assoluta
del
prisma
DG
e dalla
velocità
del
moto
con la quale,
sollevato
,
ascenderebbe
; col qual
momento
e'
resiste
all'
essere
alzato
: perché dunque tali
momenti
sono
eguali
, si farà l'
equilibrio
tra l'
acqua
e '
l
solido
. Ed è
manifesto
che,
aggiugnendo
un poco d'
acqua
sopra l'altra
AF
, s'
accrescerà
gravità
e
momento
, onde il
prisma
DG
sarà
superato
e
alzato
, sin che la
sola
parte
BF
resti
sommersa
: che è quello che
bisognava
dimostrare
.
Da quanto si è
dimostrato
si fa
manifesto
, come i
solidi
men
gravi
in
ispecie
dell'
acqua
si
sommergono
solamente sin tanto, che tanta
acqua
in
mole
quanta è la
parte
del
solido
sommersa
pesi
assolutamente
quanto tutto il
solido
. Imperocché, essendosi
posto
che la
gravità
in
ispecie
dell'
acqua
alla
gravità
in
ispecie
del
prisma
DG
abbia la medesima
proporzione
che l'
altezza
DF
all'
altezza
FB
, cioè che il
solido
DG
al
solido
GB
,
dimostrerremo
agevolmente
, che tanta
acqua
in
mole
quanta è la
mole
del
solido
BG
,
pesa
assolutamente
quanto tutto il
solido
DG
. Imperocché, per lo
lemma
precedente
, il
peso
assoluto
d'una
mole
d'
acqua
eguale
alla
mole
BG
, al
peso
assoluto
del
prisma
DG
ha la
proporzione
composta
delle
proporzioni
della
mole
BG
alla
mole
GD
e della
gravità
in
ispecie
dell'
acqua
alla
gravità
in
ispecie
del
prisma
: ma la
gravità
in
ispecie
dell'
acqua
, alla
gravità
in
ispecie
del
prisma
è
posta
come la
mole
DG
alla
mole
GB
: adunque la
gravità
assoluta
d'una
mole
d'
acqua
uguale
alla
mole
BG
, alla
gravità
assoluta
del
solido
GD
ha la
proporzione
composta
delle
proporzioni
della
mole
BG
alla
mole
GD
e della
mole
DG
alla
mole
GB
, che è
proporzione
d'
egualità
. La
gravità
, dunque,
assoluta
d'una
mole
d'
acqua
eguale
alla
parte
della
mole
del
prisma
BG
, è
eguale
alla
gravità
assoluta
di tutto '
l
solido
DG
.
Séguita
in oltre che,
posto
un
solido
men
grave
dell'
acqua
in un
vaso
di qual si
voglia
grandezza
, e
circunfusagli
attorno
acqua
sino a tale
altezza
, che tanta
acqua
in
mole
, quanta sia la
parte
del
solido
sommersa
,
pesi
assolutamente
quanto tutto il
solido
, egli da tale
acqua
sarà
giustamente
sostenuto
, e sia l'
acqua
circunfusa
in
quantità
immensa
o pochissima.
Imperocchè
, se il
cilindro
o
prisma
M
,
men
grave
dell'
acqua
,
v.
g.
, in
proporzione
subsesquiterza
, sarà
posto
nel
vaso
immenso
ABCD
, e
alzatagli
attorno
l'
acqua
sino a' tre
quarti
della sua
altezza
, cioè sino al
livello
AD, sarà
sostenuto
e
equilibrato
per
appunto
: lo stesso gli
accadrebbe
se il
vaso
ENSF
fusse
piccolissimo
, in modo che tra '
l
vaso
e '
l
solido
M
restasse
uno
angustissimo
spazio
, e solamente
capace
di tanta
acqua
che né anche
fusse
la
centesima
parte
della
mole
M
, dalla quale egli
similmente
sarebbe
sollevato
e
retto
, come prima ella
fusse
alzata
sino alli tre
quarti
dell'
altezza
del
solido
. Il che a molti potrebbe, nel
primo
aspetto
, aver
sembianza
di
grandissimo
paradosso
, e
destar
concetto
che la
dimostrazione
di tale
effetto
fosse
sofistica
e
fallace
; ma per quelli che per tale la
reputassero
,
c'
è la
sperienza
di
mezo
, che potrà
rendergli
certi: ma chi sarà
capace
di quanto
importi
la
velocità
del
moto
, e come ella a
capello
ricompensa
il
difetto
e '
l
mancamento
di
gravità
,
cesserà
di
maravigliarsi
, nel
considerare
come all'
alzamento
del
solido
M
pochissimo s'
abbassa
la gran
mole
dell'
acqua
ABCD
, ma
assaissimo
ed in uno
stante
decresce
la
piccolissima
mole
dell'
acqua
ENSF
come prima il
solido
M
si
eleva
, benché per
brevissimo
spazio
; onde il
momento
composto
della poca
gravità
assoluta
dell'
acqua
ENSF
e della
grandissima
velocità
nello
abbassarsi
,
pareggia
la
forza
e '
l
momento
che
risulta
dalla
composizione
dell'
immensa
gravità
dell'
acqua
ABCD
con la
grandissima
tardità
nell'
abbassarsi
,
avvegna
che, nell'
alzarsi
il
solido
M
, l'
abbassamento
della pochissima
acqua
ES si
muove
tanto più
velocemente
che la
grandissima
mole
dell'
acqua
AC, quanto
appunto
questa è più di quella. Il che
dimostrerremo
così.
Nel
sollevarsi
il
solido
M
, l'
alzamento
suo all'
abbassamento
dell'
acqua
ENSF
circunfusa
ha la medesima
proporzione
, che la
superficie
di essa
acqua
alla
superficie
o
base
di esso
solido
M
; la qual
base
alla
superficie
dell'
acqua
AD ha la
proporzion
medesima, che l'
abbassamento
dell'
acqua
AC all'
alzamento
del
solido
M
; adunque, per la
proporzion
perturbata
, nell'
alzarsi
il medesimo
solido
M
, l'
abbassamento
dell'
acqua
ABCD
all'
abbassamento
dell'
acqua
ENSF
ha la medesima
proporzione
, che la
superficie
dell'
acqua
EF
alla
superficie
dell'
acqua
AD, cioè che tutta la
mole
dell'
acqua
ENSF
a tutta la
mole
ABCD
, essendo
egualmente
alte
. È
manifesto
, dunque, come nel
cacciamento
e
alzamento
del
solido
M
l'
acqua
ENSF
supera
in
velocità
di
moto
l'
acqua
ABCD
di tanto, di quanto ella
vien
superata
da quella in
quantità
: onde i
momenti
loro in tale
operazione
son
ragguagliati
.
E per
amplissima
confermazione
e più
chiara
esplicazione
di questo medesimo,
considerisi
la
presente
figura
(e, s'io non m'
inganno
, potrà
servire
per
cavar
d'
errore
alcuni
meccanici
prattici
, che sopra un
falso
fondamento
tentano
talora
imprese
impossibili
), nella quale al
vaso
larghissimo
EIDF
,
vien
continuata
l'
angustissima
canna
ICAB
, ed
intendasi
in essi
infusa
l'
acqua
sino al
livello
LGH
; la quale in questo
stato
si
quieterà
, non senza
meraviglia
di alcuno, che non
capirà
così subito come esser possa, che il
grave
carico
della gran
mole
dell'
acqua
GD
,
premendo
abbasso
, non
sollevi
e
scacci
la
piccola
quantità
dell'altra
contenuta
dentro alla
canna
CL
, dalla quale gli
vien
contesa
ed
impedita
la
scesa
. Ma tal
meraviglia
cesserà
, se noi
cominceremo
a
fingere
l'
acqua
GD
essersi
abbassata
solamente sino a
QO
, e
considereremo
poi ciò che
averà
fatto
l'
acqua
CL.
la quale, per
dar
luogo
all'altra che si è
scemata
dal
livello
GH
sino al
livello
QO
,
doverà
per
necessità
essersi nell'istesso
tempo
alzata
dal
livello
L
sino in AB, ed esser la
salita
LB
tanto maggiore della
scesa
GQ
, quant'è l'
ampiezza
del
vaso
GD
maggiore della
larghezza
della
canna
LC
, che in
somma
è quanto l'
acqua
GD
è più della
LC
. Ma essendo che il
momento
della
velocità
del
moto
in un
mobile
compensa
quello della
gravità
di un altro, qual
meraviglia
sarà se la
velocissima
salita
della poca
acqua
CL
resisterà
alla
tardissima
scesa
della molta
GD
?
Accade
, adunque, in questa
operazione
lo stesso a
capello
che nella
stadera
, nella quale un
peso
di due
libre
ne
contrappeserà
un altro di
200
,
tuttavolta
che nel
tempo
medesimo quello si
dovesse
muovere
per
ispazio
100
volte
maggiore che questo; il che
accade
quando l'un
braccio
della
libra
sia più cento
volte
lungo dell'altro.
Cessi
per tanto la
falsa
opinione
in quelli che
stimavano
che un
navilio
meglio
e più
agevolmente
fosse
sostenuto
in
grandissima
copia
d'
acqua
che in
minor
quantità
(fu ciò
creduto
da
Aristotile
ne'
Problemi
, alla
Sezion
23,
Probl
. 2), essendo, all'
incontro
,
vero
che è
possibile
che una
nave
così ben
galleggi
in dieci
botti
di
acqua
come nell'
oceano
.
Ma,
seguitando
la nostra
materia
,
dico
che da quanto si è sin qui
dimostrato
possiamo
intendere
, come uno de'
soprannominati
solidi
, quando
fusse
più
grave
in
ispecie
dell'
acqua
, non potrebbe mai da
qualsivoglia
quantità
di quella esser
sostenuto
.
Imperò
che, avendo noi
veduto
, come il
momento
, col quale un tal
solido
grave
in
ispecie
come l'
acqua
contrasta
col
momento
di qualunque
mole
d'
acqua
, è
potente
a
ritenerlo
sino alla
total
sommersione
, senza che egli si
elevi
;
resta
manifesto
, che molto meno potrà dall'
acqua
esser
sollevato
, quando e' sia più di quella
grave
in
ispecie
: onde,
infondendosi
acqua
sino alla
total
sua
sommersione
,
resterà
ancora in
fondo
, e con tanta
gravità
e
renitenza
all'esser
sollevato
, quanto è l'
eccesso
del suo
peso
assoluto
sopra il
peso
assoluto
d'una
mole
a sé
eguale
fatta d'
acqua
o di
materia
in
ispecie
egualmente
grave
come l'
acqua
. E benché s'
aggiugnesse
poi
grandissima
quantità
d'
acqua
sopra il
livello
di quella che
pareggia
l'
altezza
del
solido
, non però s'
accresce
la
pressione
o
aggravamento
delle
parti
circonfuse
al
detto
solido
, per la quale maggior
pressione
egli avesse ad esser
cacciato
; perché il
contrasto
non gli
vien
fatto
se non da quelle
parti
dell'
acqua
, le quali al
moto
d'esso
solido
esse ancora si
muovono
, e queste son quelle solamente che son
comprese
tra le due
superficie
equidistanti
all'
orizzonte
e fra di loro
parallele
, le quali
comprendon
l'
altezza
del
solido
immerso
nell'
acqua
.
Parmi
d'aver sin qui a
bastanza
dichiarata
e
aperta
la
strada
alla
contemplazione
della
vera
,
intrinseca
e propria
cagione
de'
diversi
movimenti
e della
quiete
de'
diversi
corpi
solidi
ne'
diversi
mezi
e in
particolare
nell'
acqua
,
mostrando
come in
effetto
il tutto
depende
dagli
scambievoli
eccessi
della
gravità
de'
mobili
e de'
mezi
, e, quello che
sommamente
importava
,
rimovendo
l'
instanza
ch'a molti avrebbe potuto per
avventura
apportar
gran
dubbio
e
difficultà
intorn
'alla
verità
della mia
conclusione
, cioè come,
stante
che l'
eccesso
della
gravità
dell'
acqua
sopra la
gravità
del
solido
, che in essa si
pone
, sia
cagion
del suo
galleggiare
e
sollevarsi
dal
fondo
alla
superficie
, possa una
quantità
d'
acqua
, che
pesi
meno di dieci
libre
,
sollevare
un
solido
che
pesi
più di cento: dove abbiamo
dimostrato
, come
basta
che tali
differenze
si
trovino
tra le
gravità
in
ispecie
de'
mezi
e de'
mobili
, e
sien
poi le
gravità
particolari
e
assolute
quali esser si vogliano; in
guisa
tale che un
solido
,
purch
'ei sia in
ispezie
men
grave
dell'
acqua
, benché poi di
peso
assoluto
fosse
mille
libre
, potrà da dieci
libre
d'
acqua
, e meno,
essere
innalzato
; e, all'
opposito
, altro
solido
, purché in
ispecie
sia più
grave
dell'
acqua
, benché di
peso
assoluto
non
fosse
più d'una
libbra
, non potrà da tutto '
l
mare
esser
sollevato
dal
fondo
o
sostenuto
. Questo mi
basta
, per quanto
appartiene
al
presente
negozio
, avere
co
' sopra
dichiarati
esempli
scoperto
e
dimostrato
, senza
estender
tal
materia
più oltre e, come si potrebbe, in lungo
trattato
; anzi, se non
fosse
stata la
necessità
di
risolvere
il sopra
posto
dubbio
, mi sarei
fermato
in quello solamente che da
Archimede
vien
dimostrato
nel
primo
libro
Delle
cose
che stanno sopra l'