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Plinio Corrêa de Oliveira
Nobiltà ed élites tradizionali analoghe…

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4. Il nobile e la nobiltà: interazione modellatrice

 

a)           Origini - Un processo consuetudinario

 

Considerando la nobiltà descritta come era nei secoli del suo pieno vigore, nei diversi Paesi dell'Europa medioevale e post-medioevale, e l'immagine che se ne formano oggi i suoi componenti o ammiratori, - sia nell'Europa che nelle nazioni nate dalle scoperte geografiche, dal ripopolamento, dal genio organizzatore dei popoli europei, nonché dallo zelo missionario della Chiesa - si nota che la nobiltà, ieri come oggi, si basa su certi princìpi coerenti fra loro. Questi compongono così una teoria che, nelle sue linee essenziali, si è conservata semper et ubique la stessa, nonostante presentasse notevoli varianti secondo i tempi ed i luoghi.

Questo sistema dottrinale di fondo lo vediamo germinare nella mentalità dei popoli europei dell'alto Medioevo, modellando l'istituzione nobiliare quasi sempre per via consuetudinaria; dimodoché, storicamente, questa dottrina giunse alla sua più ampia e coerente applicazione all'apogeo dell'Età Media. Questo accadde pari passa con la piena e armonica espansione del feudalesimo e delle sue conseguenze, sia in campo politico che in quello sociale ed economico.

Bisogna rilevare che questa elaborazione teorico-consuetudinaria, dai vasti orizzonti e dai lineamenti sottilmente polimorfici, ha avuto come agenti simultanei e armonici non solo le famiglie nobiliari, ma anche il resto del corpo sociale, soprattutto il clero, le università e altri corpi intermedi, cioè gli intellettuali, la cui riflessione spaziava nelle più alte lande del pensiero umano, fino ai modesti piccolo-borghesi e ai semplici manovali. Era un processo così naturale che, in vari campi, continua in qualche misura ad essere lo stesso, fino al nostro tormentato secolo.

 

b) Esempi nei diversi campi

 

Così, l'esercito tedesco anteriore alla prima Guerra Mondiale fu ampiamente modellato dall'idea che se ne faceva l'opinione pubblica profondamente influenzata dal militarismo prussiano. Analoga influenza giunse a “scolpire” la Gestalt del Kaiser Guglielmo II, simbolo contemporaneamente dell'esercito e della Nazione. Affermazione analoga si potrebbe fare - con nota militare meno accentuata - sull'idea che l'opinione pubblica di altri Paesi, nella stessa epoca, si faceva dei propri rispettivi monarchi e delle forze armate, come ad esempio Francesco Giuseppe in Austria ed Edoardo VII in Inghilterra.

Risaliamo a questi esempi storici per essere indiscutibili in questa prospettiva... se c'è qualcosa di indiscutibile in questo tipo di argomenti.

Ma, per dimostrare la perennità del processo cui alludiamo, basta ricordare l'ondata universale di entusiasmo sollevata dal vetusto e splendente cerimoniale del matrimonio tra Carlo e Diana, Principe e Principessa di Galles. Questo esempio serve anche per verificare quanto ha guadagnato in stabilità, in quell'occasione, il profilo psicologico e morale ormai classico, che, secondo antiche aspirazioni dell'Inghilterra, devono avere il principe ereditario e la sua sposa. In quella cerimonia apparvero anche gli aggiornamenti accidentali che quel Paese vuole introdurre in questo profilo, e ipso facto nella fisionomia generale della nazione.

Questo esempio lascia chiaramente intravedere in cosa consiste la forza consuetudinaria spontanea, creatrice, conservatrice o restauratrice, che una nazione intera, considerata nella sua globalità e senza scontri notevoli tra correnti, può sviluppare nel modellare, in genere in modo lento, prudente, ma tuttavia rinnovatore, istituzioni come la nobiltà.

 

 




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