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Plinio Corrêa de Oliveira
Nobiltà ed élites tradizionali analoghe…

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3. Il diritto pubblico cristiano

 

Aristocrazia e proprietà. Non si fa sufficiente attenzione al fatto che uno dei fondamenti della proprietà privata consiste nel dovere di perfezionarsi. (...)”

Leone XIII insegna nella Rerum novarum che “i beni si possiedono come propri e si amministrano come se fossero comuni. Ossia, 'una volta soddisfatto il proprietario in ciò che gli è necessario e assicurato il decoro e la perfezione', bisogna dare il superfluo in elemosina. Si parla molte volte di necessità e di decoro, e si dimentica che la perfezione è un dovere”.

Lo schema passa quindi a considerazioni che il clima ugualitario dei nostri giorni va purtroppo seppellendo nell’oblio più completo.

“A coloro che vivono nel mondo e hanno famiglia spetta il dovere di perfezionarla, e di elevare nei loro figli il decoro e la considerazione sociale della famiglia, cristianamente intesi.

“Purché si viva sotto l'influsso della carità cristiana, i genitori devono cercare, nella misura del possibile, che in scienza, in arte, in tecnica, in cultura, in tutto, i loro figli li superino. Ciò non per formare dei vanitosi, ma per offrire alla società, a beneficio del popolo, generazioni più perfette.

“Gli aristocratici devono soprattutto tenere ben presenti, per assimilarli e applicarli, tutti i progressi tecnici, sociali, etc., che possano soddisfare le necessità delle classi più indigenti”.

Questi insegnamenti rendono palese che l'impegno delle aristocrazie per far sì che, in successive generazioni, cresca continuamente il raffinamento delle abitazioni, dell’arredamento, dell'abbigliamento, delle vetture, nonché del portamento personale e delle maniere, è un aspetto essenziale di questo processo verso una perfezione globale, sia per la gloria di Dio che per il bene comune della società temporale.

Questa promozione del bene comune non dispensa il perfetto aristocratico cattolico dalla completa sollecitudine che deve avere nell'aver cura zelante dei diritti delle classi bisognose.

Gli aristocratici di questo tipo costituiscono “i migliori”, che poco sopra sono stati qualificati come “elementi necessari in una società ben costituita”.

 

 




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