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Plinio Corrêa de Oliveira
Nobiltà ed élites tradizionali analoghe…

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24. Per natura, gli uomini sono in un senso tutti uguali, ma in un altro tutti disuguali

 

Dal libro Reforma Agrária - Questão de consciência (autori mons. Geraldo de Proença Sigaud, mons. Antonio de Castro Mayer, prof. Plinio Corrêa de Oliveira, e l'economista Luiz Mendonça de Freitas), in un passo redatto da chi scrive quest'opera, si legge:

 

“[Gli uomini] sono uguali perché creature di Dio, dotati di corpo ed anima e redenti da Gesù Cristo. Così, per la dignità comune a tutti, hanno uguale diritto a tutto ciò che è proprio della condizione umana: vita, salute, lavoro, religione, famiglia, sviluppo intellettuale, etc. Un'organizzazione economica e sociale giusta e cristiana riposa quindi su un aspetto fondamentale di vera uguaglianza.

“Ma, oltre a questa eguaglianza essenziale, ci sono fra gli uomini disuguaglianza accidentali poste da Dio: di virtù, di intelligenza, di salute, di capacità di lavoro e molte altre ancora. Ogni struttura economico-sociale organica e viva deve armonizzarsi con l'ordine naturale delle cose. Quindi, questa disuguaglianza naturale deve riflettersi in essa. Tale riflesso consiste nel fatto che, purché tutti abbiano ciò che è giusto e degno, i ben dotati dalla natura possano acquisire di più mediante il loro lavoro onesto e il loro risparmio.

“L'uguaglianza e la disuguaglianza si compensano e si completano in questo modo, svolgendo ruoli diversi ma armonici nell'ordinamento di una società giusta e cristiana.

“Questa regola costituisce del resto uno dei tratti più ammirevoli dell'ordine universale. Tutte le creature di Dio hanno ciò che loro spetta in conformità alla propria natura, e in questo vengono trattate da Lui secondo la stessa norma. Ma, oltre a questo, il  Signore moltissimo ad alcuni, molto ad altri, e ad altri ancora appena il sufficiente. Queste disuguaglianze formano un'immensa gerarchia, in cui ogni grado è come una nota musicale nella composizione di un'immensa sinfonia che canta la gloria divina. Una società ed un'economia totalmente ugualitarie sarebbero, quindi, antinaturali.

Viste sotto questa luce, le disuguaglianze rappresentano una condizione del buon ordine generale e pertanto ridondano a vantaggio di tutto il corpo sociale, cioè di grandi e piccoli.

“Questa scala gerarchica è nei piani della Provvidenza un mezzo per promuovere il progresso spirituale e materiale dell'umanità stimolando i migliori ed i più capaci. L'ugualitarismo porta con sé l'inerzia, la stagnazione, e pertanto la decadenza, poiché tutto quanto è vivo se non progredisce si deteriora e muore.

“Così si spiega la parabola dei talenti (Mt. 25, 14-30). Ad ognuno Dio in diversa misura e da ognuno esige rendimento proporzionato”. 240

 




240 Reforma Agrária - Questão de consciência, Editora Vera Cruz, São Paulo 1960, pp. 64-65.






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