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IV Libro di Ezra

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XIV - SETTIMA VISIONE

 

[1] Il terzo giorno accadde che io sedessi sotto una quercia, ed ecco che una voce uscì da un rovo di fronte a me, e disse: "Ezra, Ezra!". [2] Io dissi: "Eccomi, o Signore", alzandomi in piedi.

[3] Mi disse: "Certo io mi sono rivelato in un rovo, ed ho parlato a Mosè quando il mio popolo era schiavo in Egitto. [4] Lo inviai, e fece uscire il mio popolo dall'Egitto; lo feci salire sul monte Sinai, lo tenni presso di me per molti giorni, [5] gli narrai molte cose mirabili, gli mostrai i segreti dei tempi, gli feci conoscere la fine delle epoche, e gli detti un ordine dicendo: [6] "Queste parole le renderai note, e queste le terrai nascoste". [7] Ed ora dico a te: [8] "I segni che ti ho mostrato, i sogni che hai avuto, e le interpretazioni che hai udito, queste cose riponile in cuor tuo". [9] Tu infatti sarai tratto via dagli uomini, e da quel momento in poi ti tratterrai col mio servo e con i tuoi simili finché i tempi non avranno termine. [10] Perché il mondo ha perduto la sua giovinezza, e i tempi cominciano ad invecchiare. [11] Infatti l'età è divisa in dodici parti, delle quali sono già passate la nona [12] e metà della decima; ne rimangono perciò due, oltre alla metà della decima parte.

[13] Perciò ora metti in ordine la tua casa, e rimprovera il tuo popolo, fra loro consola gli umili, istruisci i loro saggi, abbandona ormai questa vita corruttibile, [14] allontana da te i pensieri (tipici dei) mortali, respingi da te i pesi umani, spogliati ormai della natura debole, [15] metti da parte i pensieri che tanto ti opprimono, ed affrettati ad uscire da questi tempi. [16] Infatti si produrranno poi dei mali ancora peggiori di quelli che hai visto toccare ora, [17] perché tanto più il mondo si fa debole per la vecchiaia, tanto più si accresceranno i mali sopra quelli che vi abitano. [18] Infatti si allontanerà la verità, e si avvicinerà la menzogna; già l'aquila che hai visto nella visione si affretta a venire".

[19] Risposi e dissi: "Che io possa parlare davanti a Te, o Signore! [20] Ecco, io me ne andrò come Tu mi hai prescritto, e rimprovererò il popolo presente; ma quelli che verranno poi, chi li ammonirà? Il mondo infatti giace nell'oscurità, e coloro che lo abitano sono senza luce, [21] perché la Legge è stata bruciata, e perciò nessuno conosce le opere che hai compiuto, o che cosa Tu dovrai compiere. [22] Infatti, se ho trovato favore di fronte a Te, immetti in me il santo spirito, ed io scriverò tutto quello che è stato fatto nel mondo dall'inizio, le cose che erano scritte nella Tua Legge, in modo che gli uomini possano trovare il sentiero, e vivano coloro che vorranno vivere negli ultimi giorni".

[23] Mi rispose e disse: "Va', raduna il popolo, e di' loro di non cercarti per quaranta giorni; [24] tu invece preparati molte tavolette per scrivere, e prendi con te Saria, Dabria, Selemia, Ethan e Asihel, questi cinque perché sono capaci di scrivere rapidamente; [25] verrai qui, ed io accenderò in cuor tuo la lampada dell'intelletto, che non si spegnerà finché non avrà termine quel che dovrai scrivere. [26] Quando avrai finito, alcune cose le renderai pubbliche, altre le consegnerai in segreto ai sapienti. Comincerai a scrivere domani a quest'ora".

[27] Io partii come aveva prescritto, radunai tutto il popolo e dissi: [28] "Ascolta, Israele, queste parole! [29] Davvero i nostri padri prima abitarono come stranieri in Egitto, e da furono liberati; [30] ricevettero la legge di vita, che però non custodirono, e che anche voi avete trasgredito dopo di loro. [31] A voi fu data in sorte una terra in quella di Sion, ma voi e i vostri padri avete commesso empietà, e non avete mantenuto le vie che vi aveva prescritto l'Altissimo. [32] Ma Egli, da giudice giusto qual è, vi ha tolto a tempo debito quello che vi aveva donato; [33] ora voi siete qui, ed i vostri fratelli stanno ancor più all'interno di voi. [34] Se perciò comanderete alla vostra ragione e disciplinerete il vostro animo, verrete conservati vivi, e otterrete misericordia dopo la morte;

[35] perché dopo la morte verrà il giudizio, quando torneremo vivi una seconda volta, e allora verrà rivelato il nome dei giusti, e mostrate le azioni degli empi. [36] Nessuno, però, mi si avvicini n‚ mi cerchi per quaranta giorni".

[37] Presi i cinque uomini, come mi aveva ordinato; partimmo per la campagna e rimanemmo . [38] Il giorno dopo mi accadde che, ecco, una voce mi chiamò dicendo: "Ezra, apri la bocca e bevi quel che io ti somministro". [39] Aprii la bocca ed ecco, mi veniva offerto un calice colmo: lo era come se lo fosse d'acqua, ma il suo colore era simile al fuoco. [40] Io lo presi e bevvi e, mentre ne bevevo, il mio animo faceva sgorgare fuori intelligenza e nel mio petto cresceva la sapienza, perché il mio spirito conservava la memoria; [41] la mia bocca si aprì, e non si chiuse più. [42] L'Altissimo però dette intelligenza (anche) ai cinque uomini, e quel che veniva loro detto via via lo scrissero in caratteri che non conoscevano, restando colà per quaranta giorni, scrivendo durante il giorno, e mangiando pane durante la notte, [43] mentre io durante il giorno parlavo, ma durante la notte non tacevo.

[44] Furono scritti in questi quaranta giorni novantaquattro libri. [45] Accadde che, quando si furono compiuti i quaranta giorni, l'Altissimo mi parlò dicendo: "I ventiquattro libri che hai scritto prima rendili pubblici, che li legga sia chi è degno sia chi è indegno; [46] ma i settanta scritti da ultimo conservali, per consegnarli ai sapienti del tuo popolo, [47] perché in essi c'è la sorgente dell'intelligenza, la fonte della sapienza, e il fiume della conoscenza!". [48] Ed io così feci, nell'anno settimo, nella sesta settimana, dopo cinquemila anni dalla creazione, tre mesi e dodici giorni. In questi giorni Ezra fu rapito e condotto nel luogo dove sono quelli come lui, dopo che ebbe scritto tutte queste cose; e fu chiamato scriba della conoscenza dell'Altissimo, per i secoli dei secoli.

 

 

 

 




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