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Libro dei Giubilei

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I *.

 

[1] E accadde nel primo anno dell'uscita dei figli di Israele dall'Egitto, il giorno del terzo mese: il Signore parlò a Mosé e gli disse: "Sali presso di me , qui sul monte, affinché io ti dia le due tavole della legge e del comandamento, come scrissi che tu debba insegnarle". [2] E Mosé ascese al monte del Signore e la gloria del Signore stava sul monte Sinai e la nube lo avvolse per sei giorni. [3] E il Signore, al settimo giorno, chiamò Mosé di fra la nuvola e (Mosé) vide la gloria del Signore come un fuoco ardente sulla cima del monte. [4] E stette colà, sul monte, quaranta giorni e quaranta notti e il Signore gli mostrò le cose passate e future, le cose della suddivisione del tempo, sia secondo la legge, sia a testimonianza (degli avvenimenti) , [5] e gli disse: "Poni mente a tutto quel che io ti dico su questo monte e scrivilo nel libro affinché le loro generazioni vedano in qual modo io li ho abbandonati a causa del male che hanno fatto per indurre a peccare e a far abbandonare il patto che io oggi istituisco fra me e te, per la loro progenie, sul monte Sinai.

[6] E, così, questo racconto annuncerà quando su di loro arriverà tutto il castigo ed essi sapranno che io sono più giusto di loro in tutti i loro giudizi e in tutte le loro deliberazioni e sapranno che io sono stato con loro . [7] E tu scrivi, per te, queste parole che io oggi ti dico, poiché io conosco la loro ira e la loro dura cervice se non li faccio entrare nella terra che promisi ai loro padri, ad Abramo, Isacco e Giacobbe, allorché dissi: "Do alla vostra progenie questa terra che stilla latte e miele" [8] ed (io conosco che) essi ne mangeranno e si sazieranno e che si volgeranno agli déi dello straniero - i quali non li salveranno da tutti i loro triboli - e che questa notizia sarà conosciuta come testimonianza contro di loro, [9] poiché essi dimenticheranno tutti gli ordini che io do loro ed andranno appresso ai gentili, alla loro impurità ed ignominia e si sottometteranno ai loro déi ed essi diventeranno per loro trappole, per tribolazioni, sofferenze e reti .

[10] E molti periranno e (molti) saranno presi e cadranno in mano al nemico per aver trasgredito la mia legge e il mio comandamento, le feste del mio patto , i miei sabati ed il mio luogo sacro che io santificai, per me, in mezzo a loro, e il mio tabernacolo e il mio santuario che io santificai, per me, in mezzo alla terra, affinché lo intestassi al mio nome e (il mio nome) permanesse (in esso). [11] Ed essi si costruiranno alti luoghi, alberi sacri e statue ed adoreranno, ognuno, il proprio errore e sacrificheranno i loro figli ai diavoli e a tutte le opere dell'errore del loro cuore. [12] Ed io, per far testimoniare contro di loro, invierò testimoni presso di loro ed essi non ascolteranno, uccideranno il teste e perseguiteranno anche quelli che cercano la legge e renderanno tutto vano e cominceranno a fare il male innanzi ai miei occhi. [13] Ed io mi nasconderò da loro e li metterò fra i popoli (destinati) alla cattività, ai lacci e all'esser consumati e li espellerò dalla terra e li disperderò fra i popoli.

[14] Ed essi dimenticheranno tutta la mia legge, il mio comandamento e tutta la mia giustizia e trascureranno il primo del mese, il sabato, la festa, il giubileo e la legge. [15] E, di poi, ritorneranno a me, di fra i popoli, con tutto il loro cuore, la loro anima e la loro forza, ed io li radunerò di fra tutti i popoli ed essi, quando mi avranno cercato con tutto il loro cuore e con tutta la loro anima, mi chiederanno di andare loro incontro [16] ed io manifesterò loro molta pace, nella giustizia, e li trasferirò nel giardino della giustizia con tutto il mio cuore e tutta la mia anima ed essi saranno per la benedizione, e non per la maledizione, saranno testa e non coda. [17] Ed io costruirò il mio santuario in mezzo a loro e risiederò con loro e sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo, in verità e giustizia, [18] non li abbandonerò e non li ripudierò perché sono il loro Dio".

[19] E Mosé cadde sulla propria faccia, pregò e disse: "O Signore, Dio mio, non permettere che il Tuo popolo, la Tua eredità, proceda nell'errore del proprio cuore e non consegnarlo in mano al suo nemico, ai Gentili , e che (costoro) non lo abbiano in loro potestà e non lo facciano peccare contro di Te! [20] Si innalzi, o Dio, sul Tuo popolo, la Tua misericordia e crea in esso uno spirito retto e non abbia lo Spirito di Beliar su di esso il potere di accusarlo innanzi a Te e di deviarlo, con la frode, da tutte le vie della giustizia sì che si perda da davanti al tuo cospetto. Esso é il Tuo popolo e la Tua eredità che Tu, con la Tua grande forza, hai salvato dalla mano dell'Egitto . [21] E crea, in esso, un cuore puro, uno spirito santo e che esso non sia irretito, da oggi nei secoli, dai suoi peccati!".

[22] E il Signore disse a Mosé: "Io conosco le loro dispute, il loro pensiero e la loro dura cervice , ed essi, fin quando non si renderanno conto dei loro peccati e dei peccati dei loro padri, non ascolteranno. [23] Poi ritorneranno a me, in tutta rettitudine, con tutto il cuore e tutta l'anima ed io reciderò il prepuzio del loro cuore e quello della loro stirpe e creerò, per essi, uno spirito santo e li purificherò sì che, da quel giorno fino all'eternità, non si allontanino da dietro a me. [24] E la loro anima mi seguirà in tutti i miei comandamenti ed i miei comandamenti ritorneranno a loro ed io sarò, per loro, il Padre ed essi mi saranno figli. [25] E tutti saranno chiamati "figli del Dio vivo" e tutti gli spiriti e tutti gli angeli sapranno ciò e sapranno che essi sono miei figli e che io li amerò e che sono, in rettitudine e giustizia, loro padre. [26] E tu scrivi , per te, tutto ciò che io oggi ti dico su questo monte: le cose di prima, del dopo che verrà, in tutta la suddivisione del tempo, la quale é nella legge e a testimonianza, nei settenni dei giubilei , fino all'eternità, fin quando io discenderò e dimorerò con loro, nei secoli dei secoli".

[27] E disse all'"angelus faciei" "Scrivi, per Mosé, dalla prima creazione fino a quando sarà costruito, in mezzo a loro, il mio santuario, per l'eternità [28] e (fino a quando) il Signore apparirà agli occhi di tutti e tutti sapranno che sono il Dio di Israele, il Padre di tutti i figli di Giacobbe e il re sul monte Sion, nei secoli. E Sion sarà santa, ed (anche) Gerusalemme".

[29] E l'"angelus faciei", che andava innanzi alle schiere di Israele, prese le tavole della suddivisione degli anni fin dal tempo della creazione, (tavole che erano) legge e testimonianza ai settenni e ai giubilei , per ogni anno, in tutti i loro numeri e giubilei, per ogni anno , dal giorno della nuova creazione, allorché si rinnoveranno i cieli, la terra e tutte le loro creature secondo le loro potenze celesti e secondo tutta la creazione terrestre, fino a che sarà creato il Santuario del Signore, in Gerusalemme, sul monte Sion e si rinnoveranno tutte le luci per la guarigione, la salvezza e la benedizione di tutti gli eletti d'Israele, sì che sia così da quel giorno fino a tutto il tempo della terra .

 

 

 

 




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