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Libro dei Giubilei

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    • II.
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II.

 

[1] E l'"angelus faciei", in conformità all'ordine del Signore, disse a Mosé: "Scrivi tutte le cose della creazione, in qual modo il Signore Iddio compì, in sei giorni, tutta la Sua creazione e nel settimo giorno si riposò, lo santificò per tutti i secoli e lo pose a segno di tutta la sua opera. [2] (Scrivi) che nel primo giorno creò i cieli che (sono) in alto, la terra, le acque ed ogni spirito che serviva al Suo cospetto, gli "angeli faciei", gli angeli della santità, gli angeli dello spirito del fuoco e quelli dello spirito del vento, delle nuvole per la tenebra, la grandine e la neve; gli angeli degli abissi, dei tuoni e dei fulmini; gli angeli degli spiriti del gelo, del forte calore, della stagione delle piogge, della primavera, dell'estate e dell'autunno, e (gli angeli) di tutti gli spiriti riuniti che sono in cielo, in terra e in tutti gli abissi, (nel)la tenebra, (nel)la luce, (nel)l'alba e (nel)la sera, i quali Egli preparò con la sapienza del Suo cuore. [3] E allora, (quando) vedemmo la Sua opera, Lo benedicemmo e Lo magnificammo in Sua presenza, per tutta la Sua opera, dato che, nel primo giorno, aveva fatto sette grandi opere .

[4] E nel giorno seguente fece il firmamento in mezzo alle acque le quali, in quello stesso giorno, si separarono: una metà di esse salì in alto ed una metà scese sotto il firmamento, sulla faccia della terra. E solo quest'opera fu fatta nel secondo giorno.

[5] E nel terzo giorno operò in conformità a come aveva detto alle acque che, cioé, passassero, dalla faccia della terra, in un unico luogo ed apparisse l'asciutto e fece le acque così come aveva loro detto . [6] Ed esse si ritirarono da sopra la faccia della terra, in un sol luogo, fuori del firmamento e, colà, apparve l'asciutto. [7] E in quel giorno fece per essa (terra) gli abissi dei mari in ogni luogo in cui i mari confluivano, e (fece) tutti i fiumi e i luoghi in cui, nei monti e in tutta la terra, confluivano le acque, e (fece) tutti i laghi e la rugiada della terra, i semi che si seminano, secondo ogni specie, tutto quel che si mangia , gli alberi che fanno frutto, i boschi e il giardino di Eden, per la felicità. E tutte queste quattro grandi famiglie le fece nel terzo giorno.

[8] E nel quarto giorno fece il sole, la luna e le stelle e le mise nel firmamento del cielo perché splendessero sulla terra per il governo del giorno e della notte e per far distinzione fra giorno e notte, fra luce e tenebra. [9] E Iddio dette il sole come grande astro sulla terra per (indicare) i giorni, le settimane, i mesi, le feste, gli anni, i sabati, i giubilei e tutti i periodi degli anni. [10] Ed esso fa separazione, per la prosperità, tra luce e tenebra, sì che prosperi tutto quel che germoglia e cresce sulla terra. Nel quarto giorno fece queste tre cose.

[11] E nel quinto giorno creò, in mezzo agli abissi delle acque, grandi balene - perché per primi furono fatti, dalle Sue mani, questi esseri di carne - e tutti quelli che si muovono nelle acque, i pesci, e tutti quelli che volano, gli uccelli e tutti i loro simili. [12] E sorse il sole, per la prosperità, su di loro e su tutto quel che é sulla terra, su tutto quel che da essa germoglia, su tutti gli alberi che fanno frutti e su tutti quelli che sono di carne. Queste tre (specie di) creature le fece nel quinto giorno.

[13] E nel sesto giorno fece tutte le fiere della terra, tutti gli animali e tutti quelli che si muovono sulla terra. [14] E, dopo tutto ciò, fece il genere umano: un uomo ed una donna. Li fece e gli diede potestà su tutto quel che é sulla terra e nei mari, su quelli che volano, su tutte le fiere, gli animali, su tutti quelli che si muovono sulla terra e su tutta la terra. E gli diede potestà su tutti costoro. Queste quattro creazioni le fece nel sesto giorno. [15] E furono, in tutto, ventidue specie [16] e completò, nel sesto giorno, tutta la Sua opera: tutto quel che é nei cieli, in terra, nei mari, negli abissi, nella luce, nelle tenebre e ovunque.

[17] E il Signore ci diede il gran segno 6, il giorno dei sabati, sì che noi stessimo a lavorare per sei giorni e, nel settimo, ci riposassimo da ogni fatica. [18] E (a) tutti gli "angeli faciei" e a tutti gli angeli delle santità , ad ambedue queste grandi famiglie, Egli ci disse di celebrare il sabato con Lui, in cielo e in terra. [19] E ci disse: "Ora io separo, per me, di fra tutti i popoli, un popolo. Anche essi celebreranno il sabato ed io li santificherò e benedirò il popolo; come ho santificato la giornata dei sabati e li ho santificati per me, così io lo benedirò ed esso diverrà il mio popolo ed io (diverrò) il loro Dio. [20] Ed io, fra quelli che ho visto, ho scelto, in tutto e per tutto, la stirpe di Giacobbe, la ho iscritta come mio figlio primogenito, la ho santificata, per me, per l'eternità e le indicherò di riposare, il sabato, da ogni opera". [21] E fece, con ciò, un avvertimento tale per cui anche essi celebrassero con noi il sabato a mangiare, a bere e a benedire il Creatore di tutto così come Egli aveva benedetto e santificato, per s‚ stesso, il popolo che, fra tutti i popoli, si era manifestato , e santificassero il sabato insieme con noi. [22] Ed Egli ottenne, davanti a s‚, quel che voleva: che ascendesse, davanti a Lui, un bel profumo, sempre gradito .

[23] I capostipiti da Adamo a Giacobbe sono ventidue e ventidue specie di opere furono fatte fino al settimo giorno.

Questo , ed anche quello, é benedetto e santo ed ambedue sono per la benedizione e la santificazione. [24] E a questo (popolo) fu concesso di essere, per sempre, il popolo della prima legge e testimonianza, benedetto e santo così come Egli aveva santificato e benedetto, nel settimo giorno, il giorno festivo. [25] Creò, in sei giorni, il cielo, la terra, e tutto il resto e diede, alla sua opera, un giorno di festa santa: perciò ordinò, a proposito di esso (sabato), che chiunque facesse in esso un qualsiasi lavoro morisse e che morisse anche colui che lo contaminasse.

[26] E tu ordina ai figli di Israele (che) osservino questo giorno, che lo santifichino, che non facciano, in esso, alcun lavoro e non lo profanino poiché é un giorno santo più di tutti i giorni. [27] Tutti coloro che lo profanano, muoiano e quelli che fanno, in esso, qualsiasi lavoro, muoiano per l'eternità! (Ordina) che i figli di Israele osservino questo giorno in (tutte) le loro generazioni affinché, poiché é un giorno santo e benedetto, non siano sradicati dalla terra. [28] E ogni uomo che lo rispetterà e si riposerà in esso da ogni lavoro, sarà santo e benedetto, come noi, per tutti i tempi. [29] E annunzia e di', ai figli di Israele, quel che é giusto (fare) in questo giorno, che si riposino in esso e che non lo trascurino per l'errore del loro cuore e che non si apprestino a fare, in detto giorno, opera che non si debba e che non preparino, in esso, roba da mangiare o da bere e che (non si apprestino) ad attingere acqua e a far entrare e uscire, attraverso le loro porte, alcunché di trasportabile. [30] Quel che essi non hanno preparato, per s‚ stessi, nel sesto giorno, nelle loro case, non lo introducano o lo facciano uscire, in questo giorno, da una casa all'altra perché é un giorno santo e benedetto più di tutti i giorni dei giubilei .

In questo (giorno) noi ci riposammo nei cieli prima che a tutte le creature di carne fosse noto di doversi riposare, in tal giorno, sulla terra. [31] Il Creatore di tutto (lo) benedì e, perché in esso si riposassero, non santificò tutti i popoli, ma (santificò) solo il popolo di Israele. Ad esso solo concesse di mangiare e bere e di riposarsi, in esso, sulla terra. [32] Il creatore di tutto, che aveva creato questo giorno, lo benedisse fra tutti i giorni, (affinché fosse destinato) alla benedizione, alla santificazione e alla laude. Questa legge e questa testimonianza fu data ai figli di Israele, legge eterna per tutte le loro generazioni.

 

 

 




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