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Giuseppe il falegname

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XXVI

[26, 1] Posi la mia mano sul suo cuore dicendo: "Il fetido odore della morte non ti colpisca mai, le tue orecchie non puzzino e la putrefazione non coli mai dal tuo corpo! Il lenzuolo della tua carne, con il quale ti ho vestito, non venga mai leso dalla terra, bensì rimanga sul tuo corpo fino al momento del banchetto dei mille anni. I capelli della tua testa, ch'io tante volte ho afferrato con le mie mani, non si scoloriscano mai, mio caro padre Giuseppe!

[2] Con un dono celeste che (sarà dato loro) in cielo, benedirò quanti metteranno da parte un'offerta per presentarla nel tuo santuario nel giorno della tua commemorazione, cioé il 26 del mese di epifi. [3] Non lascerò mancare di alcun bene di questo mondo, per tutti i giorni della sua vita, colui che, nel tuo nome, avrà dato del pane in mano a un povero. Coloro che nel giorno della tua commemorazione daranno un bicchiere di vino nella mano di uno straniero o di una vedova o di un orfano, io te li offrirò affinché tu li conduca al convivio dei mille anni.

[4] Coloro che scriveranno il libro del tuo transito con tutte le parole che oggi sono uscite dalla mia bocca, per la tua salvezza, mio caro padre Giuseppe, io te li offrirò in questo mondo, ed inoltre quando abbandoneranno il loro corpo io strapperò l'obbligo di pagamento dei loro peccati affinché non subiscano alcun tormento, eccetto l'angoscia della morte e il fiume di fuoco che é al cospetto di mio Padre e purifica ogni anima.

[5] Se poi un pover'uomo non ha modo di fare quanto detto, se avrà un figlio e lo chiamerà Giuseppe a gloria del tuo nome, la sua casa non sarà raggiunta né da fame né da malattia, perché c'é il tuo nome".

[26, 1] I capelli della tua testa...: il cod. M ha: "Non si cambi un sol capello del tuo capo, non si disfacciano le tue ossa né si muti nulla del tuo corpo. La tua bara non si tarli né si buchi né si rompa in eterno. Benedetto tante volte o padre mio Giuseppe, vecchio retto e giusto. Sia a te ogni bene!".




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