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Giuseppe il falegname

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XVII

[17, 1] Tali furono le parole pronunciate da Giuseppe, quel vecchio giusto. Entrando da lui, io vidi la sua anima terribilmente agitata: si trovava, infatti, in grande angustia. Gli dissi: "Salve, padre mio Giuseppe, uomo giusto, come stai?". Egli mi rispose: "Mille volte salve, figlio mio diletto.

[2] Ormai il dolore e la paura della morte mi hanno assalito, ma appena sentì la tua voce, l'anima mia si é sollevata. O Gesù nazareno, Gesù mio consolatore, Gesù liberatore della mia anima. Gesù mio protettore. Gesù, nome soavissimo sulla mia bocca e su quella di tutti coloro che lo amano. Occhio che vedi e orecchio che ascolti, esaudiscimi.

[3] Io, tuo servo, oggi ti venero umilissimamente e verso le mie lacrime davanti a te. Tu sei veramente il mio Dio, tu sei il mio Signore. Come spessissimo mi ha riferito l'angelo, specie il giorno in cui il mio animo oscillava tra pensieri cattivi verso la pura e benedetta Maria in stato di gravidanza, ch'io pensavo di dimettere segretamente (Mt 1, 19). [4] Mentre io riflettevo su questo evento, mi diede pace l'apparizione di un angelo del Signore con l'annunzio di un meraviglioso mistero, dicendo: Giuseppe, figlio di David, non temere di prendere Maria in tua sposa, non rattristarti, non proferire parole indecorose a proposito del suo concepimento: é infatti incinta dallo Spirito santo e partorirà un figlio il cui nome sarà Gesù.

[5] Non volermene, o Signore, a causa di tutto ciò: io ignoravo il mistero della tua nascita. Mi sovvengo pure, mio Signore, del giorno in cui, a causa di un morso di serpente, quel fanciullo stava per morire. I vicini ti volevano consegnare a Erode, affermando che eri stato tu a ucciderlo; ma tu lo hai restituito loro risuscitandolo dai morti: avvicinatomi, presi la tua mano dicendo: figlio mio, sta in guardia. Tu però mi rispondesti: non sei tu forse mio padre secondo la carne? Ti insegnerò chi sono io.

[6] Ed ora, Signore e Dio mio, non ti adirare e non condannarmi a causa di quell'ora. Io sono tuo servo e figlio della tua serva. Tu invece sei il mio Signore, Dio mio e salvatore, e certissimamente figlio di Dio".




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