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Atti di Tomaso

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IV - Atto quarto: del puledro

 

[39] L'apostolo era ancora allo stesso posto sulla strada e parlava alla moltitudine sul regno di Dio, sulla loro conversione e sul ritorno a nostro Signore. Mentre, dunque, l'apostolo era sulla strada e parlava con quella moltitudine, un puledro d'asino andò a porsi davanti a lui. Giuda gli disse: "Non è senza divina disposizione che questo puledro è venuto qui.

Perciò, a te puledro dico che in virtù della grazia di Dio ti sarà data la parola davanti alla moltitudine qui presente; quello che vuoi affinché credano nel Dio vero che noi predichiamo".

La bocca del puledro si aprì ed in virtù di nostro Signore egli cominciò a parlare come un uomo dicendo: "Fratello gemello di Cristo, apostolo dell'Altissimo, partecipe della parola nascosta del datore di vita e ricettatore dei misteri segreti del Figlio di Dio che, nato libero, divenne schiavo per condurre molti alla libertà per mezzo dell'obbedienza, figlio di una grande famiglia divenuto spoglio affinché per opera del tuo Signore tu possa strappare molti al nemico ed essere causa di vita alla terra degli Indiani. E' contro la tua volontà che tu sei venuto da uomini che avevano deviato da Dio ed ecco che alla tua vista e all'udire le tue parole divine essi sono ritornati alla vita. Sali su di me, cavalcami e riposati fino al tuo ingresso in città".

Giuda alzò la voce e disse: "Gesù, figlio della misericordia perfetta, tu quieto e silenzioso che parli per mezzo di animali che non hanno la parola! O nascosto, manifestato dalle tue opere! Nostro provveditore e custode! Datore di vita ai nostri corpi, datore di vita alle nostre anime! Dolce sorgente che non viene mai meno, fonte limpida che non si intorbida mai! Tu sei l'aiuto dei tuoi servi che si trovano nell'agone, tu abbatti davanti ad essi il nemico! Tu sei in lotta per noi e ci rendi vittoriosi! Tu sei il nostro vero atleta che non può essere leso! Tu sei il nostro santo generale che non può essere vinto! Tu conferisci la tua stessa gioia che non tramonta mai e quella pace nella quale non c'è più tribolazione! Tu sei il buon pastore, che la sua vita per il suo gregge! Tu hai vinto il lupo e strappato i tuoi agnelli! Noi ti glorifichiamo e, per mezzo tuo, esaltiamo il tuo sublime Padre, invisibile, e lo Spirito santo che si libra al di sopra di tutte le creature".

[40] Allorché l'apostolo pronunciava queste parole, la moltitudine ivi radunata lo stava osservando nell'attesa di sentire quello che avrebbe risposto al puledro. L'apostolo rimase a lungo rivolto al cielo, mentre gli altri stupivano e l'osservavano; poi disse al puledro: "Chi sei tu? Qual è lo scopo delle moltissime cose meravigliose e grandi espresse dalla tua bocca?". Il puledro gli rispose: "Io sono della razza che servì il profeta Balaam e Dio, tuo Signore, cavalcò su di me. Sono stato mandato da te per darti un po' di quiete, per consolidare così la fede di costoro e mi sia così aggiunta quella porzione che m'è stata assegnata per servirti e che mi sarà tolta dopo ch'io ti avrò servito". Tomaso gli disse: "Il Dio che ti ha dato questo dono può fare in modo che, infine, esso sia perfetto in te e in quelli della tua razza; ma io sono troppo piccolo e debole per questo mistero".

Ed egli non voleva cavalcare su di lui; ma il puledro lo pregava e supplicava di venire benedetto, cavalcato da lui. Egli allora montò su di esso e lo cavalcò, mentre la gente in parte seguiva e in parte precedeva l'apostolo correndo per vedere che cosa gli sarebbe capitato e come avrebbe congedato il puledro.

[41] Giunto alla porta della città, egli smontò e disse: "Va' e resta al sicuro come sei stato finora!". In quello stesso momento il puledro cadde a terra e morì, mentre tutti i presenti rimasero tristi e dicevano all'apostolo: "Ridonagli la vita!". L'apostolo rispose: "Non gli ridono la vita, non perché sia incapace di ridare la vita a questo puledro, ma perché ciò è meglio per lui. Colui, infatti, che gli diede la parola, poteva far sì che non morisse; ma è perché così è meglio per lui". L'apostolo allora ordinò a quelli che erano con lui di scavare una fossa e seppellirvi il suo corpo: come aveva ordinato, così fu fatto.

 

 

 

 




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