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Atti di Tomaso

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V - Atto quinto: del demone che aveva preso dimora in una donna

 

[42] Entrato in città accompagnato dalla moltitudine, l'apostolo pensava di recarsi in casa della famiglia del giovane al quale aveva ridonato la vita, poiché ne era stato insistentemente pregato. Ma una donna avvenente gridò a gran voce, dicendogli: "Apostolo del nuovo Dio, venuto in India, servo del Dio santo, che da te è predicato datore della vita alle anime di quanti credono e vanno a lui e guaritore dei corpi di quanti sono vessati dal nemico, tu che sei strumento di vita per l'intero popolo dell'India, concedi ch'io sia portata davanti a te, ch'io possa dirti quanto mi è accaduto; forse potrò così avere da te qualche speranza e quelli che ti circondano approfondiranno la loro fiducia nel Dio che tu predichi. Ti confesso, infatti, che non è poco il tormento con il quale mi colpisce il nemico, ormai da cinque anni. Prima stavo bene, avevo pace da ogni parte, non avevo alcuna preoccupazione e non conoscevo gli affanni.

[43] Ma un giorno, mentre uscivo dal bagno, incontrai un uomo dall'aspetto sconvolto, il cui parlare e la cui voce erano molto deboli; costui mi disse: "Io e te saremo un solo amore! Unisciti a me come si uniscono un uomo e una donna". Gli risposi: "Non mi sono sposata perché non posso sopportare l'uomo, e come posso concedermi a te che desideri avere un'adultera relazione con me?". E dissi poi alla ragazza che era con me: "Hai visto l'impudenza di quel giovane? Giunse perfino a farmi proposte licenziose". Lei mi rispose: "Ho visto un vecchio che parlava con te".

Giunta a casa e cenato, il mio cuore s'impaurì per il fatto ch'egli m'era apparso sotto due forme e me ne andai a dormire pensando a lui. Nella notte, egli venne ed ebbe con me una sordida relazione; lo vidi pure durante il giorno e lo fuggii; ma durante la notte prese a venire in una forma spaventosa e mi torturava. E fino al giorno d'oggi nel quale tu mi vedi, per un periodo di cinque anni, non mi lasciò mai sola. Ora, sapendo io e credendo che diavoli, spiriti e demoni ti sono soggetti e tremano alle tue preghiere, ti supplico, mio signore, di volere pregare su di me e di domandare a Dio di allontanare da me questo tormento, affinché per il tempo che ancora mi sarà concesso io possa essere libera, riacquistare la mia primitiva natura e ricevere il dono concesso ai penitenti".

[44] Vista l'istigazione del nemico, l'apostolo alzò la voce e disse: "Male che non può essere frenato, nemico che non ha mai sosta, invidioso che non ha mai quiete, brutto che combatti contro i graziosi per riuscire ad assoggettarli a te! Tu hai molte brutte forme, appari come vuoi, ma il tuo color nero non muta mai perché fa parte della tua natura. Astuto e guastatore delle opere buone! Albero amaro i cui frutti sono simili a te! Nemico bugiardo che lotti contro coloro che non sono tuoi! Seduzione che si contorce in se stessa e la cui impudenza osa assalire coloro che sono migliori di lui! Malizia che scorri e strisci come un serpente, entri e prendi di mira la virtù! Ma fino a quando seguito a dire queste cose? Non farmi aspettare, manifestati subito, nemico dei servi di Cristo, affinché questa moltitudine veda che noi l'invitiamo al vero Dio". Dopo che l'apostolo disse queste cose, il nemico venne e si pose davanti a lui; nessuno però lo vedeva ad eccezione dell'apostolo e della donna, e gridò a gran voce, udito da tutti i presenti:

[45] Il demonio. "Che cosa abbiamo da fare con te, apostolo dell'Altissimo? Che cosa abbiamo da fare con te, servo di Gesù Cristo? Che cosa abbiamo da fare con te, partecipe dei santi misteri di Dio? Perché vuoi tu distruggerci, quando ancora non è giunto il nostro tempo? Perché vuoi tu privarci del potere che ci fu dato, mentre finora abbiamo ancora speranza di servircene? Che cosa abbiamo da fare con te, che sei venuto a scacciarci? Tu hai potere su quelli che ti obbediscono, e noi abbiamo potere su coloro che ci sono soggetti. Perché vuoi tu usare la violenza contro di noi prima del tempo, mentre poi richiedi dagli altri che non usino violenza verso alcuno? Perché brami ciò che non è tuo? Non ti basta il tuo? Perché ti assimili al Dio, tuo Signore, che nascose la sua maestà, apparve come un corpo e noi, vedendolo, credemmo che fosse un mortale, ma poi egli si voltò e ci eliminò? Tu, infatti, sei nato da lui! Mentre pensavamo di poterlo assoggettare al nostro potere, egli si voltò e ci precipitò nell'abisso. Noi non lo conoscevamo, avendoci egli ingannato con il suo aspetto umile, con la sua indigenza e povertà. Al vederlo, pensammo che fosse uno dei figli degli uomini, ignorammo che egli era il datore di vita a tutta l'umanità. Fino a quando dura il nostro tempo, egli ci diede il potere di non allentare la nostra presa, per questo ci interessiamo dei nostri. Tu però desideri più di quanto egli ti ha dato e ci vuoi tormentare".

[46] Dette queste cose, il demone si mise a piangere nuovamente, dicendo: "Io ti lascio, mia donna avvenente, trovata molto tempo addietro e nella quale mi sono riposato. Ti lascio, mia sorella e mia amata, nella quale speravo di dimorare. Non so quello che farò né a chi chiederò soccorso affinché m'aiuti. Si, so che cosa fare! Andrò in un altro paese dove non sentirò parlare di questo uomo, e troverò una persona che ti sostituisca, o mia diletta". Alzò poi la voce e disse: "Stai bene, tu che hai trovato rifugio in uno più grande di me! Io mi pongo in cammino alla ricerca di un'altra come te; se non la troverò, me ne ritornerò da te. So, infatti, che ora che quest'uomo ti è vicino tu ti rifugi in lui. Ora che me ne vado, tu ritorni com'eri prima, ma quando giungerà la notte e ti dimenticherai di lui, io avrò il modo di avvicinarti; il nome di colui che quest'uomo predica mi ha ora spaventato". Quando il demone ebbe proferito queste cose, in quello stesso momento egli lo guardò, ma non lo trovò più; non rimase che fumo e fuoco, e tutti i presenti esterrefatti.

[47] A questa vista, l'apostolo disse loro: "Quel maledetto non ha mostrato nulla di strano, ma solo la natura in cui viene consumato: è consumato dal fuoco e da esso si sprigiona il fumo".

Invocazione a Gesù. L'apostolo prese a dire: "Gesù, mistero nascosto che mi è stato rivelato, a me tu hai rivelato i tuoi misteri più che a tutti i miei compagni, a me hai detto parole delle quali io brucio, ma che non posso esprimere. Gesù, nato uomo, ucciso, morto. Gesù, Dio e Figlio di Dio, datore di vita e vivificatore di morti. Gesù povero, che prendevi pesci tanto a pranzo quanto a cena. Gesù che saziasti molte migliaia di persone con un po' di pane. Gesù che ti riposavi dalla fatica del viaggio come un uomo e camminasti sulle onde come un Dio.

[48] Gesù, voce sublime sorta dalla perfetta misericordia, salvatore di tutti, liberatore e governatore del mondo, datore di forza ai morti. Gesù, mano destra del Padre, che hai scagliato il maligno giù negli estremi confini e hai adunato in una assemblea benedetta la sua proprietà. Gesù, re universale che sottometti tutto. Gesù che sei nel Padre e il Padre in te, voi che siete uno nella potenza, nella volontà, nella gloria, nell'essenza, che per amore nostro sei stato nominato con molti nomi, tu che sei Figlio e ciononostante indossasti un corpo. Gesù, che divenisti nazireo, la tua grazia provvede a tutti come Dio. Figlio del Dio altissimo, che divenisti uomo vilipeso e umile. Gesù che non trascuri nulla di quanto ti domandiamo, tu causa di vita per tutto il genere umano. Gesù, che per noi fosti chiamato seduttore, tu che liberi dalla seduzione i tuoi esseri umani. Io mi rivolgo a te in favore di costoro qui presenti, che credono in te, che necessitano del tuo aiuto, che aspettano il tuo dono, che si rifugiano nella tua maestà: apri le loro orecchie affinché ascoltino le parole dette da noi. Venga la tua grazia, dimori in essi la fede e li rinnovi rispetto alle loro azioni precedenti, sicché si svestano dell'uomo vecchio con le sue opere e si rivestano dell'uomo nuovo ch'io ho predicato loro".

[49] Pose la sua mano su di loro, li benedisse, dicendo: "Resti su di voi la grazia di nostro Signore per sempre! Amen".

La donna lo supplicò e disse: "Apostolo dell'Altissimo, dammi il sigillo del mio Signore, affinché il nemico non possa più venire da me".

Allora andò a un fiume, vicino, e la battezzò nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo; e con lei furono battezzati molti altri. L'apostolo ordinò poi al suo diacono di preparare l'Eucaristia; quello prese uno sgabello, vi stese un panno di lino, portò del pane da benedire e lo pose sopra.

Venne l'apostolo, vi si accostò e disse: "Gesù che ci hai reso degni di accostarci al tuo sacro corpo e di partecipare al tuo sangue vivificatore, avendo fiducia in te, osiamo accostarci e invocare il tuo santo nome annunziato dai profeti secondo il volere della tua divinità. Tu sei predicato in tutto il mondo dai tuoi apostoli conformemente alla tua grazia e sei manifestato ai giusti per mezzo della tua misericordia. Noi ti supplichiamo di venire e di comunicarti a noi con il soccorso e con la vita, convertendo a te i tuoi servi, affinché possano piegarsi sotto il tuo soave giogo e sotto il tuo vittorioso potere. L'Eucaristia sia in essi salute dell'anima e vita del corpo nel tuo mondo vivo".

[50] Prese poi a dire:

"Vieni, dono sublime!

Vieni, grazia perfetta!

Vieni, rivelatore dei misteri tra i profeti eletti!

Vieni, annunziatore delle lotte del suo apostolo, nostro valoroso atleta!

Vieni, tesoro della maestà!

Vieni, prediletto della misericordia dell'Altissimo!

Vieni, silenzioso rivelatore dei misteri del Sublime!

Vieni, espressione delle cose nascoste e manifestatore delle opere del nostro Dio!

Vieni, segreto datore della vita ed espositore delle tue azioni!

Vieni, datore di gioia, e riposo di quanti si uniscono a te!

Vieni, potenza del Padre e sapienza del Figlio giacché noi tutti siamo una persona!

Vieni, e partecipa con noi in questa Eucaristia che celebriamo, in questa offerta che presentiamo e in questa commemorazione che facciamo!".

Fece sul pane il segno della croce e iniziò a distribuirlo, cominciando dalla donna alla quale disse: "Ti sia remissione delle mancanze e dei peccati, e resurrezione perpetua". Poi la distribuì a quanti erano stati battezzati con lei e a tutti gli altri, dicendo: "Questa Eucaristia vi sia vita e riposo, non giudizio e condanna". Essi risposero: "Amen!".

 




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