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Pius PP. IX
Singulari quadam

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Capp. VII-IX

7. Tali seguaci, o meglio adoratori dell’umana ragione, che essi si propongono quale sicura maestra e che sotto la sua guida si promettono ogni bene, hanno certamente dimenticato di qual profonda ed acerba ferita la colpa del primo padre abbia piagato la natura umana, ottenebrandone la mente ed inclinandone al male la volontà. Quindi è che fin dai tempi antichissimi i più celebrati filosofi, benché abbiano egregiamente scritto di molte cose, nondimeno contaminarono di gravissimi errori le loro dottrine; da qui quell’incessante lotta che in noi sentiamo, di cui parla l’Apostolo dicendo : "Sento nelle mie membra una legge che ripugna alla legge della mia mente". Se dunque è certo che per la macchia d’origine tramandata in tutti i figli d’Adamo venne affievolito il lume della ragione ed il genere umano decadde infelicissimamente dal pristino stato di giustizia e d’innocenza, chi mai crederà che la ragione basti a conseguire la verità? chi negherà essergli necessari, fra sì gravi pericoli e in tanta sua debolezza di forze, gli aiuti della religione divina e della celeste grazia per non cadere in rovina e per salvarsi? I quali aiuti, però, benignamente Iddio distribuisce a coloro che, con umile preghiera, li chiedono, essendo scritto: "Dio resiste ai superbi, ma concede la grazia agli umili". Perciò Gesù Cristo Signor Nostro, rivolgendosi una volta al Padre, affermò che i sublimissimi arcani di verità non vengono manifestati ai prudenti ed ai sani di questo secolo, i quali, superbi di loro ingegno e dottrina, ricusano di prestare l’omaggio della fede, ma bensì agli umili ed ai semplici che all’oracolo della fede divina s’appoggiano e si acquetano. È opportuno che inculchiate questo salutare precetto a coloro i quali tanto esagerano la potenza della ragione umana, che osano con le sue forze scrutare e spiegare gli stessi misteri: di ciò non v’è più stolto ardimento, né più assurdo. Sforzatevi di redimerli da così grande perversione di mente, esponendo loro che la provvidenza divina non ha concesso agli uomini dono più eccellente che l’autorità della fede divina, che questa è per noi come fiaccola fra le tenebre, questa la guida, seguendo la quale giungeremo alla vita: questa perciò è del tutto necessaria alla salute, poiché "senza fede è impossibile piacere a Dio, e chi non crederà sarà condannato".

8. Un altro errore non meno pernicioso abbiamo con dolore inteso aver pervaso alcune parti del mondo cattolico ed occupato le menti di molti cattolici, i quali pensano che si possa sperare la salute eterna anche da parte di tutti coloro che non sono nella vera Chiesa di Cristo. Perciò usano spesso chiedere quali siano, dopo morte, il destino e la condizione di coloro che non aderiscono alla fede cattolica, e dopo aver allegato vanissime ragioni stanno aspettando una risposta che favorisca codesta storta opinione. Tolga Iddio, Venerabili Fratelli, che Noi osiamo por termini alla misericordia divina che è infinita o che vogliamo scrutare gli arcani consigli e giudizi di Dio, i quali sono un abisso profondo, impenetrabile ad umano pensiero, ma bensì per dovere del Nostro ufficio apostolico vogliamo eccitare la vostra sollecitudine e vigilanza episcopale, affinché con ogni sforzo v’adoperiate a bandire dalla mente degli uomini quella parimenti empia e funesta opinione, che in ogni religione, cioè, possa trovarsi la via dell’eterna salute, e ai popoli affidati alla vostra cura dimostriate con la vostra egregia dottrina e solerzia, che i dogmi della fede cattolica non si oppongono punto alla misericordia ed alla giustizia divina. Poiché si deve tener per fede che nessuno può salvarsi fuori della Chiesa Apostolica Romana, questa è l’unica arca di salvezza; chiunque non sia entrato in essa perirà nel diluvio. Ma nel tempo stesso si deve pure tenere per certo che coloro che ignorano la vera religione, quando la loro ignoranza sia invincibile, non sono di ciò colpevoli dinanzi agli occhi del Signore. Ora, chi si arrogherà tanto da poter determinare i limiti di codesta ignoranza secondo l’indole e la varietà dei popoli, delle regioni, degl’ingegni e di tante altre cose? Quando, sciolti da questi lacci corporei, vedremo Dio qual è, allora sì intenderemo certamente lo stretto e nobile vincolo che collega la misericordia e la giustizia divina; ma finché restiamo in terra gravati di questa massa mortale che appesantisce l’anima, teniamo per fermissimo, secondo la dottrina cattolica, che esiste un solo Dio, una sola fede, un solo battesimo. L’andar più oltre investigando è empio.

9. Per altro, come richiede la carità, non desistiamo giammai dal pregare affinché tutte le genti di ogni parte si convertano a Cristo, e adoperiamoci secondo il nostro potere per la comune salvezza di tutti gli uomini, giacché non è limitata la mano del Signore, né verranno mai a mancare i doni della celeste grazia a coloro che con animo sincero vogliono e chiedono di venire ravvivati a questa luce. Queste verità si debbono imprimere profondamente negli animi dei fedeli, affinché non possano venire guastati dalle false dottrine che mirano a fomentare quell’indifferenza religiosa che vediamo andare sempre più serpeggiando e fortificandosi a danno delle anime.




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