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Memorie apostoliche di Abdia

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[38] Mentre venivano compiute presso Patrasso queste ed altre cose degne di meraviglia per opera del beato apostolo, arrivò dall'Italia Stratocle fratello del proconsole. Questi aveva un servo di nome Alcman, che teneva in gran conto, ma percosso dalla forza del demonio giaceva a terra spumando e facendo un gran chiasso.

Al vedere ciò, Stratocle si addolorò assai per la disgrazia toccata al suo dilettissimo servo. Massimilla ed Efidama lo consolavano dicendo: "Non ti contristare, fratello; fra poco il servo sarà ricuperato. C'è infatti qui un uomo che, oltre ad annunziare la via della salvezza, richiama molta gente dalla malattia alla completa sanità. Lo mandiamo a chiamare e subito ti sarà restituito il tuo servo". L'apostolo arrivò senza alcun indugio. Mentre le matrone lo invocavano, egli prese la sua mano e disse: "Sorgi nel nome di Gesù Cristo, Dio mio, che vado annunciando". E subito si alzò completamente sano.

Da allora Stratocle credette nel Signore e tanto si irrobustì nella fede, che da quel giorno non si allontanò dall'apostolo, ma, stando sempre al suo fianco, udiva la parola di salvezza.




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