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Memorie apostoliche di Abdia

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[2] Però, come spesso è detto, Dio, poiché ha cura degli uomini, mandò contro costoro l'apostolo Matteo, il quale entrato in città cominciò a smascherare la loro fallacia. Tutti quelli che costoro imprigionavano egli li liberava in nome di Gesù Cristo; rendeva la vista a coloro che da essi ne erano stati privati, e rendeva udito a coloro ai quali quelli l'avevano tolto; anche i serpenti che essi istigavano a mordere gli uomini, egli li faceva addormentare, e ne guariva totalmente le morsicature con un segno del Signore.

Avendolo visto un Etiope, eunuco di nome Candace, che era stato battezzato dall'apostolo diacono Filippo, si fece avanti ai suoi piedi ed in atto di adorazione, disse: "Ciò è avvenuto perché Dio ha rivolto il suo sguardo su questa città, per liberarla dal potere dei due maghi, che uomini stolti credono dèi". Costui accolse l'apostolo nella sua casa; andavano da lui tutti quelli che erano amici dell'eunuco Candace, ascoltavano le parole di vita, e credevano nel Signore Gesù Cristo. Ogni giorno venivano battezzati molti, vedendo che tutto ciò che i maghi compivano a danno degli uomini, il discepolo di Dio lo annullava. Quelli causavano ferite a quanti potevano, affinché i colpiti li chiamassero per guarirli: tutti erano portati a credere che quelli li curavano, perché cessavano dal malanno.

L'apostolo di Cristo, Matteo, curava non solo coloro ai quali quelli avevano fatto del male, ma anche tutti coloro che gli erano portati, affetti da qualsiasi infermità, e predicava al popolo la verità di Dio, sicché tutti restavano meravigliati dalla sua eloquenza.




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