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Apocalisse di Pietro

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3. Oracoli sibillini cristiani *

(libro III, 187Ä338)  

[187] Allora il Tesbite discenderà dal cielo in terra, montando sul carro celeste e darà tre segni agli uomini, che abitano sulla terra, i segni della vita che sta per finire. [190] Guai a tutte quelle che in quel giorno saranno incinte, guai alle madri che avranno al seno bambini lattanti, guai anche a quelle che viaggiano verso il lago sulle onde del mare! Guai agli infelici, guai a quelli che vedranno quel triste giorno!

 

Una densa caligine, infatti, avvolgerà l'infinito orbe terrestre, [195] dall'Oriente all'Occidente, dal Meridione al Settentrione. Un fiume di fuoco impetuoso scorrerà giù dal cielo distruggendo il magnifico creato: la terra arida e il mare, il grande oceano e il tetro mare, i laghi, i fiumi, le sorgenti, l'implacabile ade [200] e la volta celeste. La luna e il sole splendente si infrangeranno insieme e tutto sarà deserto e solitudine: le stelle, infatti, cadranno dal cielo nell'oceano. Gli uomini viventi strideranno i denti, senza eccezione, bruciando nel fiume pieno di zolfo, dalla violenza del fuoco [205] nell'ardente pianura: e le ceneri copriranno ogni cosa. Ogni elemento del mondo sarà distrutto, aria, terra, mare, luce, cielo, giorno e notte. L'aria non sarà solcata da volatili senza numero d'ogni specie, non guizzeranno più tra i flutti le schiere dei pesci. [210] Nessuna nave da carico dondolerà più sulle onde, più non areranno la terra i buoi che tiran dritto l'aratro.

Cesserà il fruscio degli alberi agitati dai venti. Ma egli fonderà tutte le cose in una sola purificandole.

Quando gli immortali messaggeri del Dio eterno,

[215] Barachiel, Ramiel, Uriel, Samiel, e Azael,

che conoscono bene tutte le azioni cattive di ogni uomo,

condurranno fuori dell'oscurità nebbiosa tutte le anime

per il giudizio davanti al tribunale del grande

eterno Dio e Signore, l'unico che non tramonterà mai,

[220] egli, sovrano di tutto, egli, giudice degli uomini,

allora il Celeste, anima, alito e voce elargirà agli avvolti nella

notte.

Le ossa saranno riunite con tutte le loro giunture,

carne e tendini tutti, vene e pelle,

la quale sarà ricoperta di capelli come prima.

[225] I corpi degli abitanti del sottoterra, in un unico giorno

saranno mossi e sorgeranno, uniti insieme.

Inesorabili, indivisibili e inflessibili

sono le mostruose chiusure dell'Ade, porte tutte di piombo.

Ma Uriel, inviato gagliardo, le spezza e apre

[230] e conduce al giudizio di Dio tutte le immagini piene di

dolore,

quelle immagini ombratili dei Titani d'un tempo,

dei giganti e di quelli che furono sommersi dal diluvio,

e tutti coloro che le onde del mare annienteranno nelle acque

o furono sbranati dalle bestie, dai serpenti e dagli uccelli:

[235] convocherà tutti coloro davanti al trono del giudice

divino;

ed ancora tutte le immagini che il fuoco, divoratore delle

carni,

aveva bruciato, egli convocherà davanti al seggio di Dio.

Vinto il destino e risuscitati i morti

sul suo celeste trono si siederà, una grande colonna

[240] innalzerà Adonai Sabaot, l'alto tonante,

poi verrà sulle nubi, eterno verso l'Eterno,

Cristo stesso in tutto il suo splendore con tutti i suoi angeli

santi:

siederà alla destra del Grande e dal trono giudicherà

la vita dei pii e la condotta degli empi.

[245] Apparirà Mosè, il grande, l'amico dell'Altissimo, vestito di carne; verrà pure il grande Abramo, ed anche Isacco e Giacobbe, Elia, Giosuè, Daniele, Giona e Abacuc, e quanti furono uccisi dagli Ebrei. Tutti gli Ebrei che vennero dopo Geremia davanti al trono [250] egli annienterà, e così riceveranno degna ricompensa del loro agire ed espieranno quanto fecero nella loro vita mortale.

Poi tutti gli uomini attraverseranno il fiume di fuoco

e la fiamma inestinguibile: tutti i giusti

saranno salvi, mentre perduti per sempre, saranno

[255] tutti quanti vissero nei peccati, fecero del male

e compirono omicidi, e anche i loro complici, i bugiardi,

i ladri, gli impostori, i crudeli distruttori di case,

i detestabili, i parassiti, gli adulteri, i detrattori,

i pessimi insolenti, i senza legge e gli idolatri;

[260] tutti quanti apostatarono dal Dio grande e immortale;

tutti i bestemmiatori, quanti perseguitarono i pii,

i fedifraghi, quelli che attentarono alla vita dei giusti,

quanti con perfidia, astuzia e doppia faccia

Ä reverendi sacerdoti e diaconi -

[265] giudicarono ingiustamente tenendo conto delle persone e della loro ricchezza,

quanti giudicarono ingiustamente con false lingue

peggiori dei lupi e dei leopardi

quanti ostentarono arroganza senza limiti, gli usurai

che raccolsero usura su usura di casa in casa,

[270] portando a rovina orfani e vedove;

quanti alle vedove e agli orfani diedero solo il frutto di ingiusti guadagni,

e quando diedero il frutto del loro onorato lavoro,

aggiunsero contumelie; quanti i loro genitori nella vecchiaia

abbandonarono senza dar nulla; quanti ai genitori

[275] non diedero neppure il necessario per vivere;

quanti non obbedirono, ed anzi proferirono parole dure contro

i genitori; quanti ricevettero pegni, e poi lo negarono; anche i servi che insorsero contro i loro padroni; quanti contaminarono la loro carne con lussuria;

[280] quanti sciolsero la cintura della verginità e di nascosto

si accoppiarono; e le donne che fecero abortire il frutto del

loro seno,

o contro ogni diritto gettarono via i loro figli;

stregoni e streghe con questi,

l'ira del Dio celeste e immortale

[285] porterà affianco alla colonna, che tutt'intorno

ha un'inestinguibile fiume di fuoco.

Tutti costoro gli angeli incorruttibili del Dio immortale ed

eterno

con fruste infuocate e catene di fuoco,

puniranno terribilmente dall'alto,

dopo averli legati con catene che non si strappano.

[290] Poi, verranno gettati nel terribile buio notturno

del Tartaro tra molte terribili fiere,

nella Geenna ove regna un'impenetrabile oscurità.

Dopo che tutti avranno subìto molteplici pene,

quelli il cui cuore era radicalmente perverso, una ruota di

fuoco,

[295] uscendo dall'impetuoso fiume, li avvolgerà e stringerà,

giacché ogni loro intento era rivolto ad azioni stolte.

Ognuno poi si lamenterà, uno da una parte e l'altro dall'altra,

del suo miserabile destino: padri e teneri bimbi,

madri e lattanti piangenti.

[300] Non si stancheranno di piangere, ma nessuno

accoglierà il pianto e la lamentazione, che si eleveranno qua

e .

Laggiù nel vasto e oscuro Tartaro

grideranno tra i tormenti, in luoghi impuri sconteranno

tre volte ogni malvagità compiuta da loro con cattiveria

[305] bruciando in un ardore eterno. Tutti strideranno i denti,

afflitti da una terribile sete divorante e da fame straziante.

Invocheranno una morte benevola, ma essa li fuggirà;

poiché né la morte né la notte darà loro sollievo.

Invano invocheranno spesso Dio, che sovrasta dall'alto:

[310] non v'è dubbio che egli allora distoglierà da loro il suo

volto misericordioso.

E' ormai trascorso sette volte il limite di sette anni che, per

la conversione e la penitenza, egli concesse agli erranti per intercessione della Vergine pura.

Ma gli altri uomini che compirono azioni giuste e buone camminando nella rettitudine con intenzioni buone, [315] da angeli saranno estratti dal fiume di fuoco e portati nella luce e nella vita senza pene, dove si trova il sentiero immortale del Dio possente, e zampilla una triplice fonte di vino, di latte e di miele. La terra uguale per tutti, da mura e da siepi [320] non divisa, produrrà allora abbondanti frutti spontaneamente, vita e benessere saranno comuni e indivisi. Non vi sarà più né poveroricco, né tirannoschiavo, non grandepiccolo, né reprincipe, tutti gli uomini saranno uguali davanti all'Altissimo. [325] Non si dirà più: "E notte" né "domani"; non si parlerà più di ieri, né si conterà la quantità dei giorni, non ci si curerà più della primavera o dell'autunno, dell'estate

o dell'inverno,

né del matrimonio o della morte, della compra o della vendita,

del mattino o della sera: ci sarà un giorno continuo.

[330] Il sovrano ed eterno Dio darà ancora qualcosa a quei pii, quando lo chiederanno al Dio immortale: dal fuoco violento e dal perpetuo stridore dei denti egli concederà la salvezza. Egli farà anche questo! Li convocherà, infatti, di nuovo, fuori del fuoco perpetuo,

[335] li collocherà altrove, inviandoli, per amore del suo po

polo, verso un'altra vita eterna e immortale nella piana della beata Alisia dove, senza posa, s'agitano le lunghe onde del lago Acherusio dall'eterna e insondabile profondità.

Alcuni codici aggiungono qui alcune righe esprimenti il pensiero di qualche lettore, di data incerta, a proposito della dottrina della apocatastasi, così cara al grande Origene:

"Tutto falso! Poiché il fuoco non cesserà mai di tormentare i dannati. Certo, anch'io posso pregare che sia così, avendo il corpo segnato da profonde cicatrici, causate da trasgressioni, che hanno bisogno della più grande bontà. Ma Origene si vergogni delle sue parole bugiarde con le quali asserisce che i tormenti avranno un termine".




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