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Atti di Pietro

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3. FRAMMENTI COPTI DEL MUSEO BORGIANO

 

(Mss. 128, 129 e 130)  

Pietro predica la castità. Anche questo brucerò vivo. Ed esse stabilirono nell'animo di sopportare ogni tortura che avrebbe loro inflitta, pur di non contaminare il loro corpo con Agrippa, da allora in poi, in forza della potenza di Gesù Cristo.

Un'altra donna bellissima, di nome Santippe, moglie di Albino, compagno del re, insieme con altre matrone, andò da Pietro, ed anch'essa abbandonò il letto di Albino, come le altre matrone avevano abbandonato quello dei mariti. Albino, divenne furioso, amandola assai ed essendo essa bellissima, perché non dormiva più con lui. Il suo animo s'infuriò contro lui come una fiera, e voleva ucciderlo perché sapeva che a causa sua essa aveva abbandonato il suo letto.

Anche molte altre donne si compiacquero della parola di purità e così abbandonarono i loro mariti. Gli uomini ugualmente abbandonarono i letti delle loro mogli. C'era in Roma un grande turbamento e Albino informò il re in merito a lui, e a tutto ciò che aveva fatto, dicendo: "Re Agrippa, o tu mi vendichi di Pietro, che ha diviso mia moglie da me, o mi vendicherò da solo". Il prefetto Agrippa gli disse: "Anch'io mi trovo nella stessa tribolazione nella quale sei tu, per colui che ha separate le mie concubine da me". Albino gli domandò: "E perché te ne stai così neghittoso, Agrippa? Prendiamolo ed uccidiamolo, come mago e sacrilego, affinché le nostre donne tornino ad esser nostre. Vendichiamo gli altri, che da soli non hanno la forza di vendicarsi, e dai quali ha diviso le mogli".

Fuga di Pietro, suo ritorno e crocifissione. Concertavano queste cose. Ma Santippe conobbe i progetti che Albino, suo marito, preparava insieme col re Agrippa contro Pietro e mandò ad annunziargli le loro macchinazioni, pregandolo che per alcuni giorni si allontanasse da Roma.

Gli altri fratelli, con Marcello, udendo queste cose, lo pregarono anch'essi di uscire da Roma; ma Pietro disse loro: "Fuggiremo dunque, miei fratelli, come servi fuggitivi?". Essi risposero: "No! Ma finché ne hai la forza, servi il Signore". Porse ascolto pertanto ai fratelli, si levò e uscì solo, dicendo: "Nessuno venga con me! Andrò solo e cambierò il mio abito". Ma mentre usciva dalla porta, vide il Signore Gesù che entrava in Roma. Vedendolo, Pietro gli disse: "Signore, perché tu sei qua? Dove vai?". Il Signore rispose a Pietro: "Entrerò a Roma per essere crocifisso!". Pietro domandò al Signore: "Signore, sarai un'altra volta crocifisso?". Rispose il Signore: "Sì, o Pietro, mi crocifiggeranno un'altra volta". Pietro tornato in sé, vide il Signore che ascendeva al cielo. Pietro tornò in Roma esultando e lodando il Signore, ripensando che ciò che il Signore gli aveva detto: "Sarò di nuovo crocifisso" doveva compiersi in lui.

Tornò presso i fratelli, annunziando le cose che aveva vedute. I fratelli gemettero nel loro animo e piangevano dicendogli: "Ti preghiamo, padre nostro, Pietro, di avere misericordia e di te stesso e di noi piccini". Ma Pietro disse loro: "Se questa è la volontà del Signore così sarà, quand'anche noi non lo volessimo. Quanto a voi, Dio ha il potere di fortificarvi nella sua fede, conformarvi a lui, corroborare quelli che egli ha piantato, e voi ne pianterete altri per suo mezzo. Per quel tempo che il Signore vorrà farmi restare in vita, io non mi opporrò, ma se vorrà trarmi fuori dal corpo, ne sono lieto e ne gioisco". Mentre Pietro diceva queste cose i fratelli piangevano.

Ed ecco quattro soldati della coorte che stava al cospetto del re mandati per condurlo ad Agrippa; il quale per la malattia che aveva, comandò di crocifiggerlo sotto l'accusa di empietà. La moltitudine dei fratelli

 

ricchi e poveri, orfani e vedove, deboli e robusti, corsero a un tratto per vedere Pietro, e strapparlo dalle mani dei carnefici. Ciascuno gridava dicendo: "Quale scelleraggine Pietro ha commesso, o Agrippa, e che male ti ha fatto? Dillo a noi Romani". Alcuni dicevano: "Non far morire costui per timore che il suo Dio abbia a far perire noi tutti. Ma san Pietro parlò al popolo e lo fece star tranquillo". Mentre andava al luogo ove doveva essere crocifisso, disse a tutti i fratelli: "O soldati, che sperate in Cristo, ricordate i segni e i miracoli che per mezzo mio avete veduti. Ricordate le misericordie di Cristo, che per la vostra salute operò fra voi: aspettate la sua venuta ed egli darà a ciascuno secondo le sue opere. Non vi adirate e non vi indignate contro Agrippa, il quale compie le opere del padre suo, il diavolo. Ciò avverrà come ha detto il Signore, annunziandomi in antecedenza ciò che sarebbe avvenuto. Ma perché indugio ad andare verso la croce?".

Mentre andava verso la croce, si arrestò e cominciò a dire così: "O nome della croce, mistero occulto, o grazia ineffabile che si dice sul nome della croce! O natura umana impotente a dividersi da Dio! Io ti prendo a forza, o croce: essendo agli estremi, in questo luogo, che si scioglierà affinché tu manifesti che cosa sei. O mistero della croce fin da principio nascosto nell'anima mia e che io partorirò, né tacerò fino a quando non l'avrò detto. Non sia a voi la croce solamente apparenza! Voi che avete la forza d'intendermi, ascoltate ora che sono all'ultima mia ora: oltre questo apparente, la croce ha pure un altro significato. Voi che siete venuti nell'ultima mia ora prima che io esca di questa vita, lo potete udire. Il vostro animo s'innalzi sopra ogni senso, per separarsi dal re visibile. Fatevi stranieri ad ogni opera che passa, essa veramente non esiste. Chiudete la vista degli occhi esteriori: i vostri occhi esterni divengano ciechi! Chiudete le orecchie della carne, eliminate da voi ogni opera del corpo, conoscete ciò che Cristo ha sopportato e saprete il mistero della vostra salvezza. E' questo il tempo, o Pietro, per consegnare il tuo proprio corpo a coloro che lo vorranno. Prendetevi ora ciò che è vostro! Vi prego, o carnefici, di crocifiggermi con il capo all'ingiù, e non in altra guisa: quale sia il motivo, io lo manifesterò a chi mi ascolterà allorché sarò crocifisso".

Ed essendo crocifisso nel modo che egli avea richiesto, cominciò a dire così: "Uomini, cui è proprio l'udire, ascoltate attentamente ciò che ora io vi dirò, crocifisso, con il capo all'ingiù. Conoscete il mistero di tutta l'umana natura e quale sia stato il principio della creazione dell'universo. Perocché il primo uomo dal quale tolsi il genere secondo la sua specie, cadendo con il capo all'ingiù, manifestò fin da principio che la sua generazione non si muoveva poiché era morta e non avea il moto. Tratto giù, egli che aveva gettato il suo principio sulla terra, fece sì che tutte le cose a noi visibili nella creazione cambiassero posto, a sua somiglianza che era appeso con il capo all'ingiù. Fece sì che quelli che erano nella destra, fossero nella sinistra, e quelli che erano nella sinistra, fossero nella destra, cambiando tutti i segni della natura, tanto da fargli reputare le cose buone come cattive, e le cose veramente cattive come misteriosamente buone. Di queste cose dice misteriosamente il Signore: "Se non fate che le cose che sono alla destra siano come quelle alla sinistra, e quelle che sono alla sinistra come quelle che sono alla destra, ciò che è in cielo come ciò che è in basso, e ciò che è innanzi come ciò che è dietro, non entrerete nel regno dei cieli". Questo pensiero, nella forma che ora vi ho manifestato, corrisponde alla maniera nella quale mi vedete crocifisso ed è il tipo del primo uomo, nel quale si manifestò la specie umana".

 

...i grandi, e ai deboli senza forza, si radunarono tutti e convennero nel medesimo luogo, desiderando di vedere Pietro, e di strapparlo dalle loro mani. Il popolo gridava: "Qual è la violenza che Pietro ha commessa; dillo a noi Romani". Altri poi dicevano: "Non ucciderlo, per timore che il suo Dio non abbia a perdere noi tutti. Pietro, andando al luogo ove stava per essere crocifisso, trattenne la moltitudine, dicendo: "State tranquilli, miei figli!". E prese a dir loro: "Uomini, che diveniste soldati di Gesù, uomini che credeste in Cristo, ricordate i segni e i miracoli che vedeste compiere per mezzo mio; ricordate le misericordie di Dio, le guarigioni che ha operate fra voi; aspettatelo, non temete, poiché viene a remunerare ciascuno secondo le sue opere. Non vi adirate contro Agrippa re, a mio motivo: egli serve il suo padre, Satana. Quanto a me, è necessario che ciò mi avvenga. Poiché il Signore lo ha già manifestato dicendo: "Questo è quanto è stabilito che debba avvenire a te!". E perché non mi affretto ad andare verso la croce?". Pietro si fermò e cominciò a dire: "O nome della croce, mistero nascosto! O grazia ineffabile che narrerò sulla croce". Pietro proseguì verso la croce ed esclamò: "O mistero nascosto fin dal principio, e che ora si manifestò per mezzo del corpo del mio Salvatore! Possa io ora esser fatto degno di procedere verso te; poiché ora ne è venuto il tempo. O croce santa, fin dal principio nascosta nel mio animo! E voi, che avete creduto nella croce di Cristo, fate che la croce non sia per voi solamente apparenza. Ascoltate, voi che avete potere di ascoltarmi; sono all'ultima ora".

Pregò poi i soldati di crocifiggerlo capovolto, ed essendo crocifisso nel modo che aveva chiesto, cominciò a dir loro: "Uomini, cui è dato udire, ascoltate le cose che io vi dirò, e conoscete il mistero della natura, e quello che fu il principio della creazione. Possa la vostra mente illuminarsi, non guardare solamente a ciò che appare. I vostri occhi esteriori divengano ciechi, si chiudano le orecchie del vostro cuore, allontanate da voi ogni pensiero terreno e le opere della carne, imparate tutto ciò che avvenne a Cristo, e conoscete tutto il mistero della nostra salvezza. Non dite che non è veritiero o che non esiste; poiché io vi mostrerò la forza di Cristo e la sua santa croce.

Poiché il primo uomo dal cui genere ho tolto la somiglianza, cadde con il capo all'ingiù: non conosceva la dignità, poiché reputava le cose cattive come buone e le buone come cattive. Dopo essere stato tratto in giù, gettò via il suo principio. La sua natura si trasportò a capo ingiù, facendo cambiare tutte le cose esistenti; come il Signore aveva indicato misteriosamente, dicendo: "Se non portate ciò che è a destra alla sinistra, ciò che è a sinistra alla destra, in basso ciò che è in cielo, e indietro ciò che è avanti, non entrerete nel regno dei cieli". Ecco, miei figli, che vi ho mostrato perché questo è il modo che io mi scelsi per essere crocifisso, a capo ingiù, nella forma del primo uomo...".

   

"E voi, miei diletti, che ora mi ascoltate, e quelli che udranno in seguito, abbandonate il primo errore che fu commesso e tornate al vostro principio: cioè quello che conviene a voi che sperate nel Signore e nella sua croce. La croce è figura del verbo diritto, è solo questo che riempie il tutto, è questo di cui ha parlato lo Spirito affermando che l'interpretazione della croce è il verbo, la voce di Dio, affinché il verbo sia simile al legno dritto che viene dal cielo in giù e sul quale dobbiamo venire crocifissi.

La voce è il legno che sta nel mezzo, inchiodato sul legno che va di qua e di e che è la natura umana; mentre il chiodo che tiene ferma sul legno dritto il legno che è nel mezzo, è la conversione a Dio e la penitenza. Queste cose avendomi rivelato e manifestato, o parola di vita, o legno del quale ora parlo, che è legno dritto, io ti ringrazio non con queste labbra infisse con chiodi, né con questa lingua dalla quale esce tanto la verità quanto la menzogna, né con queste parole che escono per arte di natura e materiale.

Ti ringrazio, o re, con quella voce che si intende nel silenzio, che non si ascolta manifestatamente, che non esce da organi corporei i quali si corrompono, che non entra in orecchie carnali, che non si ode nella natura corruttibile, che non dimora in questo mondo, non si pone sulla terra, e non è scritta nei libri, che è con uno, e non è con altri. Io ti ringrazio, o Cristo Gesù, nel silenzio che è la tua voce, la quale è lo spirito che è in me, che ti ama e parla con te, ti guarda e appare al tuo cospetto, e per mezzo del quale si pensa a te. Esso solo è lo spirito, che è pensato in te.

Tu sei mio padre, tu mia madre, tu mio fratello, tu mio compagno, tu mio Signore, io tuo servo; tu mio dispensatore, tu il tutto e il tutto è in te: tu sei colui che è, e nessun altro è fuori di te.

Voi, miei diletti, e miei fratelli, rifugiandovi in questo, e conoscendo che esiste solo lui, possederete i beni, che ha promesso di darvi dicendo così: "Quello che occhio non ha mai veduto e orecchio non ha mai udito e non è salito in cuor d'uomo, queste cose ha preparato a coloro che lo amano".

Ti preghiamo, Gesù immacolato, per ciò che hai promesso di darci, ti lodiamo, ti ringraziamo, t'invochiamo, ti preghiamo, ti confessiamo, noi uomini deboli. Tu solo sei Dio, insieme col tuo Padre buono e lo Spirito santo; a te la gloria nei secoli dei secoli. Amen!".

Mentre la moltitudine con lui pronunziava "amen" ad alta voce, improvvisamente san Pietro rese lo spirito nelle mani del Signore.

   

 




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