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Ciclo di Pilato

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Lettere tra Pilato e Tiberio

 

Ponzio Pilato a Tiberio Cesare imperatore, salute!  

[1] Gesù Cristo, del quale ti scrissi recentemente, è stato ormai ucciso contro la mia volontà. Mai s'era visto un uomo così pio e austero, n‚ più si vedrà. Ebbe del meraviglioso la tensione del suo popolo e il consenso di tutti gli scribi, prìncipi e anziani sicché - nonostante le controverse testimonianze dei loro profeti delle Sibille diremmo noi - questo ambasciatore della verità fu crocifisso. Mentre egli pendeva dalla croce apparvero segni soprannaturali che, a parere dei filosofi, minacciavano la rovina del mondo.

[2] Restano i suoi discepoli che con le opere e con la vita temperante non smentiscono il loro maestro, anzi - nel suo nome - sono generosissimi.

Se io non avessi temuto una sedizione del popolo, già incandescente, forse quell'uomo sarebbe ancora vivo tra noi. Si può, forse, attribuire a una mia mancanza di fedeltà alla tua dignità e all'avere io seguito il mio capriccio invece di resistere con tutte le mie forze a che non fosse sparso questo sangue giusto immune da ogni accusa e vittima della malizia umana; ma, come dicono le Scritture, doveva essere venduto e soffrire la passione per la loro stessa rovina.

Sta sano. Il giorno 28 marzo.

 

 

 




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