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Lettera di Lentulo

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Risposta di Gesù al re Abgar per mezzo del corriere Anania

 

[4] "Tu beato che hai creduto in me, senza avermi visto! A proposito di me sta scritto che coloro che mi hanno visto non crederanno in me affinché coloro che non mi vedranno credano in me e vivano. A proposito dell'invito che mi hai fatto di venire da te, è necessario ch'io compia le cose per cui sono stato mandato e, dopo aver compiuto questo, ch'io salga presso colui che mi ha mandato. Dopo che sarò salito, ti manderò uno dei miei discepoli affinché ti guarisca dalla malattia ed offra a te e ai tuoi la vita".

[5] A queste lettere era annessa anche la seguente narrazione in lingua siriaca.

Dopo l'ascensione di Gesù, Giuda, detto pure Tomaso, gli mandò l'apostolo Taddeo, uno dei settanta. Questi, quando giunse, si fermò presso Tobia, figlio di Tobia. Si divulgò la notizia della sua venuta e fu riferito ad Abgar che era arrivato un apostolo di Gesù, come gli aveva scritto.

[6] Con la virtù divina, Taddeo principiò a guarire ogni genere di malattie e di infermità, sicché tutti si stupivano. Quando Abgar venne a conoscenza delle magnifiche e stupende opere che faceva e delle guarigioni che operava, ebbe il sospetto che fosse davvero colui di cui gli aveva scritto Gesù: "Dopo che sarò salito, ti manderò uno dei miei discepoli affinché ti guarisca dalla malattia".

[7] Chiamò dunque Tobia, presso il quale abitava, e gli disse: "Ho udito che in casa tua è venuto ad abitare un uomo potente. Conducilo da me". Quando tornò, Tobia disse a Taddeo: "Il re Abgar mi ha chiamato e mi ha dato ordine di condurti da lui, affinché tu lo guarisca". Taddeo rispose: "Andrò, giacché sono stato inviato a lui con potenza"

[8] Il giorno seguente, di buon mattino, Tobia prese con sé Taddeo e si recò da Abgar. Quando entrò, attorno al re vi erano tutte le più grandi autorità; e subito, ai primi passi, Abgar vide sul volto dell'apostolo Taddeo qualcosa di divinamente grande e si prostrò davanti a lui. Tutti i presenti si stupivano, non avendo visto nulla di quanto era apparso soltanto ad Abgar.

[9] Questi interrogò così Taddeo: "Sei tu veramente un discepolo di Gesù, Figlio di Dio, che mi disse: "Ti manderò uno dei miei discepoli affinché ti guarisca e ti offra la vita"?". Taddeo rispose: "Sono stato inviato a te perché tu hai creduto. Se continuerai a credere, tutti i desideri del tuo cuore si compiranno secondo la tua fede".

[10] Ed Abgar a lui: "Ho talmente creduto in lui che avrei voluto radunare un esercito per distruggere gli Ebrei, suoi crocifissori, se non fossi stato ostacolato dall'impero romano". Taddeo disse: "Nostro Signore compì la volontà del Padre suo e, dopo averla compiuta, ritornò a lui".

[11] Abgar gli disse: "Ed io ho creduto in lui e nel Padre suo". E Taddeo: "Nel suo nome quindi ti impongo la mano". Subito dopo questo egli fu risanato dal malanno e dalla malattia di cui soffriva.

[12] All'udire che dal suo discepolo Taddeo era realizzato quanto aveva udito di Gesù, il re si stupì: senza medicine, infatti, e senza erbe, non solo aveva risanato lui, ma anche Abdo, figlio di Abdo, sofferente di podagra, che era venuto ai suoi piedi ed era stato guarito dopo avere ricevuto la benedizione con l'imposizione delle mani. Diede la salute a molti altri abitanti di quella città, operò grandi miracoli e annunziò la parola di Dio.

[13] Dopo di questo Abgar disse: "Tu, Taddeo, fai questi prodigi con la potenza di Dio e noi ne siamo ammirati, ma ora ti preghiamo di parlarci della venuta di Gesù, come avvenne, della sua potenza e per quale virtù egli ha compiuto le cose che ho udito raccontare".

[14] Taddeo rispose: "Ora io tacerò. Essendo però stato mandato ad annunziare la parola di Dio, raduna (domani) tutti i cittadini: predicherò a tutti e seminerò nei loro cuori la parola di vita. Dirò ad essi come si realizzò la venuta di Cristo, parlerò della sua missione e del motivo per cui fu mandato dal Padre, della sua potenza, delle sue gesta, delle misteriose verità che rivelò al mondo, e dirò in virtù di quale forza egli ha compiuto tutto questo; parlerò della novità della sua predicazione, della sua umiltà e modestia. Esporrò come egli si sia abbassato, come cioè - per così dire - depose e diminuì la sua divinità, come fu crocifisso, discese nell'Ade e aperse quella prigione chiusa da molti secoli, come abbia risuscitato dei morti, come sia disceso laggiù solo e sia ritornato al Padre scortato da una grande folla".

[15] Abgar diede poi ordine ai cittadini che si radunassero di buon mattino per ascoltare la predicazione di Taddeo, al quale fece offrire monete e verghe d'oro. Ma egli rifiutò affermando: "Avendo rinunziato ai nostri beni, come prenderemo quelli degli altri?".

Ciò ebbe luogo nell'anno trecento e quaranta.




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