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REGOLAMENTO DELLE FIGLIE DI SANTA MARIA DELLA PROVVIDENZA (1911) [TESTO A STAMPA] Capitolo V RICOVERI DELLE FIGLIE DEL POPOLO Delle semideficienti |
I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio
Delle semideficienti
Uno degli scopi della Casa della divina Provvidenza è quello di raccogliere quelle infelici scarse d'intelligenza, talora anche di udito e di loquela, che nelle proprie famiglie e sulla strada corrono pericoli d'ogni maniera e sono non raramente il ludibrio dei birichini e degli sfaccendati. Qualora costoro appartengano a famiglie agiate, si deve pretendere che queste corrispondano un mensile sufficiente al loro mantenimento e fors'anche ad aiutare quello delle meschine prive di tutto. Non è giusto rifiutare per mancanza di pecunia il ricovero ai più poveri per largheggiare poi con quelli che poveri non sono. Ne sarebbe offesa gravemente la carità e talvolta anche la giustizia.
Anche le
semideficienti si possono educare[45]allo spirito di fede e a qualche
lavoro manuale che ne alleggerisca il gravame alla
- 447 -casa e insieme valga a farle contente, a riabilitarle seco stesse
e ad affezionarle alle suore. Certamente per riuscire a tanto ci vuole un vero
spirito di sacrificio e si richiede una pazienza sconfinata. Ma per chi nella
creatura infelice vede l'anima redenta dal sangue di Cristo, qualunque fatica
diventa leggera e dolce. Benedetta quella religiosa che tripudia nel
consacrarsi alla redenzione delle semideficienti! Costoro possiedono
l'innocenza e questo è tesoro sì grande che basta a renderle care e sacre alle
Figlie di santa Maria, le quali, nel sacrificio di se medesime e
coll'osservanza dei voti, ambiscono rendersi sempre più pure e più care a Dio.
Le povere figlie scarse di mente non sanno tutelare se stesse e però sulle buone religiose alle quali sono affidate si riversa intero l'obbligo di amministrar loro, in modo e misura, così il pane del corpo come quello dello spirito. Ad esse spetta altresì sorvegliare la pulitezza [46] personale e di ambiente delle meschinelle ed aiutarle a trovare svago e salute nel moto e nel lavoro. Quando si possa, è bene condurre a passeggio anche queste povere creature per utile sollievo e distrazione e insieme per edificazione del prossimo e perché impari a rispettarle ed a soccorrerle. Per le scarse di mente sarà opportuno avere case distinte in campagna, possibilmente in mezzo a terreni da coltivare, perché quivi anche le più ottuse si possono facilmente abituare al lavoro dei campi e d'altronde la vicinanza colle orfanelle intelligenti potrebbe ingenerare inconvenienti non pochi né poco gravi.
È tuttavia utile che di tanto in tanto le semideficienti (che nella casa sono denominate "buone figlie") sieno mostrate alle giovanette, perché queste si abituino a vederle ed a giovar loro. Altrettanto e più va detto delle povere vecchie, poiché è necessario trovare qualche occasione per esercitare non solo le novizie, ma altresì le orfanelle alle opere di carità della casa. [47] D'altronde gioverà a tutte il fare conoscenza dei dolori e dei mali della vita, tanto per riconoscere il bene onde ognuna gode e ringraziarne Iddio, quanto per addestrarsi e prendere la santa consuetudine del bene.