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DEL VOTO DI OBBEDIENZA
Intorno alla pratica del voto di obbedienza si
osservano le seguenti norme generali. - 323 -
1. Conoscere la volontà di Dio, che è tanto
santa e benefica, è la più grande fortuna per il cristiano religioso, come è
opportuno per il pellegrino conoscere la via e seguirla per giungere alla
patria.
2. Il Signore, che da noi non si può
sensibilmente vedere né sentire, è pur tanto buono da ripeterci sempre: «Chi
ubbidisce ai superiori, ubbidisce a me».
3. I superiori si debbono riguardare non tanto
con le loro virtù e con i loro difetti, quanto come rappresentanti di Dio.
4. Convien pregarlo molto e umiliarsi assai
per avere superiori conformi al cuore di Dio.
Ammessi questi principi che sono elementari
per chi vive di fede e di retta ragione, ne discendono naturalmente le seguenti
pratiche.
1. Ai
superiori bisogna ubbidire non tanto per timore quanto per amore.[6] I
superiori tanto più saranno confidenti coi dipendenti, quanto più questi
saranno umili.
E cosa difficile di abusare dell'autorità,
quando questa si mostri molto benigna.
2. Obbedendo bisogna seguire l'avviso
dell'Apostolo che dice: «La lettera uccide, lo Spirito poi vivifica»3.
I comandi dei superiori s'interpretano
piuttosto alla buona e con generosità d'animo.
Quello che importa è che i dipendenti agiscano
con retta intenzione e non si lascino sedurre dalle passioni di egoismo.
3. Lo spirito della congregazione in proposito
deve essere uno spirito mite, largo, affinché gli uffici non impaccino lo
spirito.
Le Figlie di santa Maria della Provvidenza,
dovendo accudire agli uffici di carità in casa e fuori, debbono ammaestrarsi a
larghezza di vedute, a generosità di operazioni.
4. Importa poi che nell'obbedienza si osservi
la gerarchia di ufficio, di virtù, di età.
Quanto ad ufficio, tutte le figlie
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che hanno un impiego speciale, nell'esercizio del proprio ufficio
debbono essere rispettosamente ubbidite; resta ben inteso che le figlie degli
uffici minori debbono poi debitamente conformarsi alle sorelle che sono in
posto di maggiore responsabilità.
Si deve pure aver riguardo alle virtù morali e
religiose di una consorella, non che alle doti naturali di ingegno e di
svegliatezza.
Una figlia di carattere ardente ha bisogno di
esercitarsi in una sfera di azione maggiore.
Si deve pure avere riguardo alla anzianità,
benché nello spirito veramente religioso si reputano più anziane quelle che
hanno maggior virtù.
La umiltà così avrà maggior efficacia di
operazione.
5. Bisogna che le figlie abbiano lo spirito di
ubbidienza di Gesù Cristo, per contrastare allo spirito di ribellione che viene
da Satana e che è lo spirito di rovina e di discordia in tutte le classi.
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