Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Svegliarino...
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SVEGLIARINO CINQUANTA CONFERENZE ALLE PIE UNIONI DI UNA PARROCCHIA

DODICI CONFERENZE AI CONFRATELLI DI UNA PARROCCHIA

I. Discepoli e apostoli

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DODICI CONFERENZE

AI CONFRATELLI DI UNA PARROCCHIA

I.

Discepoli e apostoli

  1. [5]Il divin Salvatore scelse dodici di mezzo al popolo e disse loro: "Voi sarete gli apostoli miei e cooperatori in diffondere il mio Evangelo di salute". Scelse poi settantadue altri e disse: "Voi sarete miei discepoli, avviatevi due a due a quei luoghi che diranno gli apostoli da me mandati, e voi intanto disponete la via perché sieno ricevuti". Miei buoni confratelli- 620 -, vi manifesto qui verità di alta importanza. Noi se vogliamo essere salvi dobbiamo imitare il modo della istituzione divina accennata. Statemi attenti. Abbiamo a Roma il pontefice che fa le veci del divin Salvatore, abbiamo i vescovi che tengono il luogo degli apostoli. I sacerdoti ed in ispecie i parroci tengono il posto dei discepoli di Gesù. [6]Ma i paroci alla loro volta hanno bisogno di altri discepoli, coll'aiuto dei quali possano farsi conoscere e operare il bene in mezzo alla popolazione loro affidata. L'inimico è entrato nel campo del Signore, il lupo è nell'ovile e fa strage del gregge. Il sacerdote l'hanno coperto di infamia a fin che il popolo se ne allontani. Meschinello, se ne sta spesse volte solo solo. Ah, sventura e dolore quando il pastore non può appoggiare sulla fedeltà del proprio gregge! Ma esistete voi, buoni confratelli! Voi siete la parte eletta del popolo. Siete i fratelli maggiori e quasi padri di tanta parte di questo popolo. Voi siete come il braccio destro del sacro pastore, ottimo è l'ufficio che avete assunto. Io vi incoraggio nel buon proposito. E perché abbiate a crescere nel fervore, vo' dirvi che voi con l'ufficio di confratello, eseguendo in parte almeno l'alto ministero di apostolo e di discepolo, voi meritate che Dio vi ami con particolare affetto come un discepolo caro del Signore.

  2. Voi siete dunque discepoli cari del Signore. Volete intendere quanto gli siete [7]diletti? Pensatelo voi stessi dall'ufficio a cui vi ha chiamati. Iddio è il Signore del cielo, oh quanto è bello il cielo empireo! Iddio è il padrone della terra. Quante bellezze e quanto varie in questo globo! Nondimeno il Signore, che è il creator di tutto ed è l'Altissimo, ha steso un patto speciale di amicizia con voi. Vi ama con speciale soddisfazione. Vi ha chiamati a servirgli nella sua Chiesa, ad accompagnarlo ne' suoi trionfi, a tenergli dietro nelle opere di pietà e di misericordia su questa terra. E poi dite che il Signore poco vi ama! Impariamo noi tutti ad amare Iddio ed a servirgli come si merita.

  3. Il Signore amò sempre le sue creature, ma con ordine di affetto. Gli antichi del Testamento Vecchio, benché fossero per caso patriarchi integerrimi o profeti inspirati o giusti comechessia, li amò come servi. Questi poi del Nuovo

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Testamento che siamo noi cristiani, Iddio pietoso ci chiama figli, ci tratta da figli, ci provvede come figli. E quanto a voi, buoni confratelli, gli siete a Dio in modo speciale figli diletti per quella vocazion speciale con cui vi [8]distinse dal resto di popolo. Gli siete figli cari per quell'ufficio eccellente che eseguite in servire agli altari di Gesù nel Santissimo Sacramento.

  4. Quale adunque è il dover vostro? Certamente è quello di ben adempiere alle regole della vostra congregazione. Il paese riguarda con rispetto a questo corpo che tiene il primo luogo nella chiesa. I membri della famiglia conservano speciale rispetto a voi che indossate una divisa sacra. Siate per sempre i padri esemplari, i fratelli maggiori, gli angeli custodi dei vostri dipendenti. Siate quel che vi dissi a principio, discepoli che vogliono andare innanzi a preparare la via al sacro pastore che viene per salvare l'intero gregge. Oh come vi saluterà con impeto di affetto il sacerdote, come vi saluteranno con affetto i fedeli! E voi medesimi, oh come proverete consolazione al cuore su questa terra! La più alta consolazione che si possa avere quaggiù è fare un po' di bene in prò dell'anima propria e del prossimo. Quest'è consolazione verace, perché è caparra di quell'alto giubilo che un proveranno i giusti in paradiso.

Riflessi

  1. [9]Discepoli ed apostoli.

  2. Iddio vi ama.

  3. Vi vuol bene come a figli.

  4. Il popolo dei giusti vi esalterà sulla terra. Il popolo dei beati vi applaudirà nel cielo se voi avrete con pio affetto eseguito l'ufficio vostro.

 

 


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