Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Corso sante missioni
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CORSO DI SANTE MISSIONI (1875, 1881)

Meditazione XIV. Il cristiano per essere salvo deve fare il bene sino alla vista del paradiso

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Meditazione XIV.
Il cristiano per essere salvo deve fare
il bene sino alla vista del paradiso
[III-66]Mosè era pastore di greggie e Pietro pescatore di pesci presso il mare di Genezaret. Ora figuratevi che a Mosè 203, mentre veniva colle sue pecore verso il monte Oreb, uno gli avesse detto: « Un momento ancora e tu non sarai più pastore di greggie, ma conduttore di un gran popolo sino alla terra promessa ». Ed a Pietro, mentre tendeva le reti, figuratevi che uno gli avesse detto: « Un’ora rimane di tempo e poi sarai chiamato ad essere non più pescatore di pesci ma pescatore di anime, ed intanto la voce vostra risuonerà sino agli ultimi confini della terra »  204. Oh come di cuore avrebbero riso! Mosè, il semplice pastore, e Simone, il rozzo pescatore, come avrebbero persino crollato le spalle per dispetto!
Pure Mosè fu [III-67] il liberatore di un gran popolo di fratelli, e Pietro divenne il principe degli apostoli di Gesù Cristo ed il Vicario del divin Redentore sulla terra.
Io sono qui per dirvi in questo momento che voi dovete subito salire un gran monte, che è quello della santità. Dovete toccare il vertice più alto, ossia fin dove è il paradiso.
Or vi assicuro che anche voi come il popolo ebreo dovete viaggiare fino alla vista della terra promessa, il santo paradiso, giacché il cristiano per essere salvo deve camminare sino alla vista del paradiso.
- 927 - O Spirito Santo Iddio, che avete dato la forza a Mosè per attraversare i deserti e per sorpassare i monti dell’Arabia Petrea, aiutateci colla vostra potenza divina.
O Spirito di verità, il quale avete con tanti prodigi illuminato 205 Pietro, dirigete i nostri passi.
O Spirito di amore santissimo, [III-68] il quale avete dato a ­tanti seguaci del Vangelo di seguire sino al Calvario l’insegnamento del Signore, spandete le consolazioni vostre nei nostri cuori.
Maria santissima, la quale pregando per gli apostoli e cogli apostoli otteneste che lo Spirito Santo scendesse a corroborarli, pregate anche con noi e per noi per ottenere a ciascuno la corona che ci è promessa.
Parte prima
Gravissime difficoltà ebbe a superare Mosè per viaggiare sino alla vista della terra promessa, gravissime difficoltà ebbe a superare Pietro per piantare in Roma il solio della prima dignità di questa terra.
A fare contro a Mosè venne dapprima Faraone, superbo ed ostinato tiranno. Poi si vide di fronte la barriera del mare, alle spalle il monte ed al fianco l’esercito nemico. Indi nel deserto [III-69] incontrò animali feroci, serpenti velenosi e truppe armate di uomini selvaggi. Si trovò a patir la fame e la sete con stenti d’ogni genere, con tre milioni di persone alle quali provvedere ed accontentare. Ma Mosè superò tutte le difficoltà e giunse al termine sospirato.
Pietro trovò avversari i giudei suoi concittadini, trovò quei pagani che lo chiamavano pazzo e peccatore, e che giudici, filosofi, ministri di bugia gli movessero asprissima guerra, ma Pietro teneva continuamente volto lo sguardo in alto, e questo bastò per compiere la sua miracolosa missione di spandere il Vangelo di Gesù sino agli ultimi confini della terra 206 e di piantare il solio glorioso nella capitale del mondo.
Che dite dunque voialtri a questo successo? Confessate che l’onnipotenza di Dio è senza confine, e che, quanto ai cristiani, possono coll’aiuto dell’Onnipotente anche ottenere [III-70] le cose più difficili. Il monte della santità cristiana è più alto che il monte Nebo, dal quale Mosè prospettò alla terra promessa.
- 928 - Dovete, o cristiani, per essere santi, pensare sempre cose buone, discorrere santamente. Dovete all’esterno mostrare un corredo di sode virtù, ma soprattutto nell’interno dovete accendere una fiamma continua d’amore e di santità che, quasi fuoco di Vesuvio, erompa in espansione di affetto, di zelo, di 207 dolore per le colpe passate e di speranza per giungere sino al vertice del Calvario insanguinati a guisa di Gesù crocifisso.
Siete l’immagine viva del divin Redentore, perché siete i figli di Gesù, comune nostro Padre, ed è giusto che rivestiate una per una le virtù sante del Redentore, conforme che Iddio richiede da ciascun di voi.
La dignità poi a cui dovete sospirare è grande come quella che ottenne Pietro nel suo solio pontificio.
Il volere di Dio è [III-71] che voi siate salvi 208. Se non rinunciate per amor di Dio a tutto ciò che possedete, non potete essere veri discepoli del Redentore 209.
Dovete farvi piccoli ed ingenui come i fanciulli, perché di essi è il regno de’ cieli 210, e questi sono cari siccome gli angeli del paradiso. Dovete essere perfetti come è perfetto lo stesso Padre celeste 211, perché il dovere di un figlio dabbene è di rassomigliare per quanto può al genitore virtuoso e santo.
A quale e quanta dignità dovete dunque arrivare?
Dovete toccare la perfezione dei primi cristiani fedeli, che erano di un cuore e di un’anima sola fra di loro e concordi nel pregare Iddio 212 e vivere nel santo ritiro della solitudine. Dovete meritare che, come quelli, così gli apostoli possono salutare voi parte eletta nel gregge di Cristo, monile che adorna il collo di santa Chiesa immacolata, santi ed eletti figli del ­Signore.
Qual cammino avete a percorrere prima di toccare il [III-72] vertice della santità?
- 929 - Dovete percorrere come Gesù Cristo le vie della verità, della mansuetudine, della giustizia213. Dovete sostenere alta la dottrina di Gesù Cristo, e dove si tratta della verità sostenerla a qualsiasi costo. Gesù Cristo parlava chiaro: « Chi vuole venire dietro a me deve mortificar se stesso, portare la croce, deve rinunciare a tutto per essere discepolo più diletto 214. I ricchi assai difficilmente entrano nei regni dei cieli. Chi ama i parenti più che me, non è degno di me 215 ».
Intanto che espone una dottrinanitida, si limita a dire per tutto compenso che i suoi seguaci saranno odiati e perseguitati e conchiude con dire che, dopo aver tollerato qualsiasi travaglio od avere ottenuta qualsisia impresa, devono dire di cuore che « Noi siam servi inutili 216, perché chi opera in noi è la grazia del Signore ».
Poi dovete seguire Gesù Cristo per le vie della mansuetudine con apparire mansueti come lui, miti ed umili di cuore come fu Gesù 217. Dovete andare in traccia dell’infermo e del peccatore per salvarli. Dovete far bene a [III-73] tutti, come Gesù lo fece alla cananea forastiera; dovete farlo anche ai vostri nemici, come Gesù ne porse alla Maddalena, a Zaccheo, e perdonare anche ai Giuda ed ai carnefici del Calvario e far bene a tutti, come Gesù sulla montagna, che ristorò i cinquemila affamati.
E nel far ciò dovete badare ad una cosa sola, la gloria di Dio e la salvezza dell’anima vostra, perché Gesù stesso professava ai farisei che non cercava già la gloria propria ma quella del Padre, e quanto a voi, vuole che la luce dei vostri buoni esempi risplenda così che tutti siano compresi che voi fate il bene e che glorificate il vostro celeste Padre 218.
Ah, se la fede non regola ogni vostra azione, voi v’affaticate invano, a guisa di Pietro che dopo avere affaticato tutta la - 930 -notte in gettar le reti, non trovò di aver ancora pescato un sol pesciolino.
Quest’è il viaggio che dovete seguire. Domanderete adesso voi: chi può arrivare a sì grande [III-74] altezza? Ma vi rispondo: chi v’ha detto che voi dobbiate arrivarvi colle vostre sole forze? Pregate come Mosè e come Pietro, e troverete la destra di Dio che v’accompagna.
Poi, acciocché camminiate con vantaggio, darovvi qui alcune regole. Vedetelo il pellegrino che dal basso s’avvia su pel dorso del gran monte? Non cammina solo, ma è compagnato. Mentre però si affida alla guida, suda egli stesso per ascendere. Intanto va piano bensì, ma viaggia di continuo e non mai un passo indietro. Se si ferma a refiziarsi per breve ora, lo fa per camminare di poi con maggior lena. Finalmente almeno di tempo in tempo volge l’occhio al vertice del monte e si ricrea mano mano che ascendendo respira l’aere più puro.
La santità è dunque un monte. Salitevi pure come fa quel pellegrino. Dovete anzitutto scegliervi una guida spirituale che, in nome del Signore, vi traccia i sentieri sicuri. Dovete poi affidarvi [III-75] a questa guida quasi ad angelo inviatovi dal cielo. Ma non dovete pretendere che egli vi porti sulle spalle, perché ciò sarebbe troppo. Dovete camminare voi stessi e, nel camminare, impiegare generosamente le forze che avete. Oltre ciò, dovete camminare lentamente sì, ma con assiduità, perché a salire l’aspro monte il metodo sicuro è questo.
Se abbracciate soverchie divozioni o che vi abbandonate ai trasporti di un fervore sensibile, non potrete poi continuare sempre collo stesso vigore, e così cadrete prostrati nella diffidenza. Nemmeno poi, nel salire nelle pratiche di virtù, dovete dare un passo addietro nelle vie del male perché, quando il monte è aspro, è molto pericoloso il rotolare in giù, anche di un passo solo.
Finalmente dovete tenere levato sino al cielo lo sguardo della vostra fede. Se vi sentite di prendere qualche ristoro di riposo, sia breve ed allo scopo di [III-76] salire poi dopo con maggior lena. Finalmente assaporate pure, come Dio vi manda, le dolcezze dell’aere puro che s’incontra mano mano che si ascende verso al vertice del monte della santità.
- 931 - Credetelo pure che a fare il bene è una grande consolazione e voi ne godrete altamente, se Dio vi aiuta che possiate praticare in alto grado la virtù.
Accadrà precisamente a voi come a quei viaggiatori che mentre sono al piano nella valle si sgomentano a salire il monte e fa loro paura quel vertice gigantesco, ma quando si fanno ad ascendere, adagio adagio e quasi per incanto si trovano a respirare quell’aere purissimo che è privo affatto dei miasmi contagiosi che stanno al piano.
Fate dunque presto a staccarvi dal piano dei godimenti terreni e rinunciate alla gonfiezza di quei fiumi, i quali percorrono pomposi ma per devastare. Salite in alto, perché nel piano minacciano le belve ed i serpenti che son proprii dei paesi caldi.
Salite su con coraggio, troverete che Dio non [III-77] tarda ad appagarvi. Ah! Ve lo prometto: non è possibile che chi per amor di Dio lascia la terra dei godimenti sia privo delle celesti consolazioni. Verranno queste, e saranno abbondantissime. Non vedete come i martiri medesimi provavano un gaudio altissimo in mezzo al fervore dei tormenti più grandi del fuoco, delle spade, delle ruote, delle mannaie? Confidate che tal sia di voi, perché il Signore non ingiunge mai un peso che sia sproporzionato alle forze di ciascuno, e nell’addossarlo vi aggiunge il conforto di una mercede anticipata.
Risponderete voi che altre difficoltà si oppongono prima di giungere al termine, ma se mi attendete dopo breve momento vi rischiarerò anche in questa parte.
Parte seconda
Direte anzitutto che in salire su pel monte della santità a voi non sembra di trovare quei conforti che vi si fanno sperare. Ma ciò non può [III-78] essere possibile, ovvero che se il Signore vi nasconde le consolazioni sue, il fa allo scopo altissimo di farvi maggiormente meritare. Il monte della santità è quello del Calvario, e per salire con molta fretta bisogna sudar sangue nel corpo, e nello spirito bisogna soffrire le agonie.
- 932 - Perciò ogni qual volta possiate mettere innanzi patimenti, dovete starvene sicuri che camminate a gran passi nella perfezione, e questo farà sì che voi medesimi ne siate persuasi nella mente e giocondati nel cuore.
Soggiungerete che ciò bene sta, ma che la via vi sembra così lunga. Ma che ne sapete voi se abbiate ancora a viaggiare cinquanta anni, piuttosto che cinque soli? È forse calato un angelo dal cielo per dirvi che voi dovrete ancora stentare cento anni su questa terra? Ma se l’angelo non vi è punto apparso, non è vero che il vostro viaggio potrebbe quandochessia essere terminato, e voi trovarvi in paradiso nel seno di Dio? Chi v’assicura che oggi stesso [III-79] non siate chiamati, e se non tutti almeno in parte, a vedere la gloria del paradiso?
I compagni di Cristoforo Colombo dopo avere viaggiato tre mesi già avevano perduta la speranza e volevano ritornare disperati. Ma Colombo li incoraggiava: « Aspettate ancora almeno tre  ». Quelli aderirono e poterono poi presto sclamare con gioia: « Terra! Terra! ». Forse per molti di voi non rimangono che tre giorni di cammino e poi vi sarà mostrato il paradiso. Ah, non perdete la speranza!
Le cinque vergini che perderono la pazienza e s’addormentarono circa la mezzanotte furono chiamate stolte, ed a vece delle congratulazioni meritarono altissimo biasimo. Or che sarebbe di voi se, per non avere sostenuto ancora per breve ora, aveste ad incontrare l’alta disapprovazione del Signore?
Il servo fedele è quello che rimane costante fino alla fi­ne. Il soldato che riceve la corona [III-80] è quello che resi­ste intrepido sino all’ultimo combattimento. Il giornaliero che riceve la mercede è quello che sino all’ora tarda di sera lavora nella vigna. Il figliuolo dabbene è quegli che non abbandona i lavori del campo sino all’arrivo del padre, e quando questi giunge il figliuoletto gli corre incontro con aria di giubilo altissimo.
Ah, cristiani, siamo noi tali, e per esserlo costantemente preghiamo di cuore così.
Spirito Santo del Signore, che nel santo Battesimo ci avete data la fede per guardare sino al vertice del monte santo, siateci continuamente guida fedele.
- 933 - Spirito Santo del Signore, il quale nel sacramento di Confermazione ci avete aggiunto la forza per ascendere verso il monte santo, continuateci il vigore delle vostre consolazioni.
Spirito Santo Iddio, che ogni anno rinnovate i prodigi della Pentecoste, confermate sopra di noi la vostra grazia.
Maria santissima, che siete cara al popolo cristiano come la nube che di giorno [III-81] copre dai raggi solari il popolo ebreo, voi che ci siete diletta come la colonna luminosa che li rischiarava di notte, siateci sempre diletto e conforto.
Angelo del Signore, che avete spezzate le catene a Pietro, rompete le abitudini ree che ci tengono legati a terra e fate che possiamo come uomini apostolici ottenere noi l’acquisto di santità e additare anche agli altri la via a tenersi per raggiungere la salvezza eterna.
Sia lodato Gesù Cristo 219




p. 926
203
Originale: figuratevi in Mosè.


204
Cfr. Lc 5, 10; cfr. At 1, 8.


p. 927
205
Originale: indovinato; cfr. ed. 1934, p. 169.


206
Cfr. At 1, 8.


p. 928
207
Originale: zelo e di.


208
Cfr. 1 Tm 2, 4.


209
Cfr. Lc 14, 33.


210
Cfr. Mt 18, 3.


211
Mt 5, 48.


212
Cfr. At 4, 32. 1, 14.


p. 929
213
Sal 45(44), 5.


214
Mt 16, 24; cfr. Lc 14, 32.


215
Cfr. Mt 19, 23; Mt 10, 37.


216
Lc 17, 10.


217
Cfr. Mt 11, 29.


218
Cfr. Gv 8, 50; cfr. Mt 5, 16.


p. 933
219
Per i Riflessi autografi di Luigi Guanella cfr. p. >956.


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