Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Andiamo al paradiso…
Lettura del testo

ANDIAMO AL PARADISO BREVI ESORTAZIONI IN MASSIME ED IN ESEMPII CHE ACCOMPAGNANO CIASCUNA RISPOSTA DEL CATECHISMO

Parte quarta I SACRAMENTI SONO FONTI DI DIVINA GRAZIA

Lezione sesta Il sacramento di Penitenza è il tribunale di divina misericordia

VI. Il figlio che arrossisce del suo male subito lo manifesta

«»

[- 563 -]

VI.

Il figlio che arrossisce del suo male

subito lo manifesta

  1. Figlio, tu sei caduto nel pantano e ti sei imbrattato nelle vestimenta. Sei caduto da alto e ti sei insanguinato nel volto. Affrettati al padre tuo perché ti curi.

  2. [213]Il padre dell'anima tua è il sacerdote del Signore. Egli ha cuore per compatirti. Quando Gesù disse a Pietro: "Sia tu sulla terra il padre degli uomini", l'apostolo domandò: "Ai figli colpevoli devo io perdonare sette volte?", al quale Gesù: "Non sette volte, ma settanta volte sette105 abbia pur pietà dei figli che si dolgono, perché i figliuoli che ti affido sono i diletti del mio cuore".

  3. Il giovinetto che nella casa paterna ha commesso un fallo affligge il cuor del padre, ma se l'ingenuo viene compunto a confessare il suo fallo il genitore l'abbraccia con doppio affetto.

  4. Se un giudice dal suo tribunale dicesse al colpevole: "Confessa a me la mancanza tua ché io ti salverò", oh come il cuor del misero si aprirebbe! Questo linguaggio tiene a te il sacerdote, il quale è più padre che giudice tuo, e tu ancor dubiti a manifestare con sollecitudine le colpe che affliggono l'anima tua?

  5. Quale infermo fu mai guarito prima che al medico aprisse le ulceri segrete che lo consumano?

  6. A questo scopo, una parola ovvero un segno talora bastano- 564 -. [214]Quel soldato veterano che dal Richelieu voleva un soccorso disse: "Ho fame! Ho freddo!", ed il cancelliere a lui: "Pane! Fuoco!", e comandò che l'una cosa e l'altra gli fosse abbondantemente somministrata.

  7. Ma se le pene dell'anima tua son di molteplice e varia qualità, allora bisognerà usare quel discorso più lungo e più opportuno che è proprio o dell'infermo più grave ovvero del bisognoso più indigente, che espongono lo stato proprio con le circostanze che l'accompagnano.

  8. Che se in far ciò ancora dimentichi per caso di manifestare un malanno, consolati in ricordare che il primo medico e padre tuo è Gesù e che egli con la medicina de' suoi Sacramenti guarisce altresì quelle malattie che a te medesimo sono ignote.

  9. Per ringraziamento a Dio poi e per rispetto al tribunale di misericordia che ti ha assolto, tu ritornando altra volta al sacerdote gli esporrai altresì quelle colpe che non ricordasti prima e che, come magagne pur troppo gravi, si facessero intendere nel cuor tuo.

  10. Consolati poi in osservare questo. Nel mondo forse trovi che si onora il [215]ricco e che si disprezza il povero, ma presso al tribunale della divina misericordia ricchi e poveri son tutti figli dello stesso Padre. se si usa predilezione è anzi a favor dei poveri e dei tribulati. Or tu mostra la tua riconoscenza con stare almeno rispettosamente dinanzi a sì buon Padre.

  11. Osserva altresì. Al padre piacciono i discorsi ingenui: "Sì sì, no no"106, come fanno i fanciulli innocenti. Gesù additava questi a' suoi discepoli dicendo: "Se non vi fate come quei figliuoletti non entrerete nel regno de' cieli"107. Impara tu da questo ad usare sincerità nel luogo santo e con la persona sacra con cui tu tratti.

  12. Sia altresì prudente in confessare tutte le tue colpe. Attendi a manifestare i falli tuoi e non un peccato d'altri. E

 - 565 -

se ti accada di dover manifestare di te piaghe ributtanti, fa tuo il costume del colpevole confesso il quale manifesta la sua iniquità più col rossor della fronte che con le parole della bocca.

  13. Però il ciel ti guardi che non manifesti per malinteso rossore le colpe tue. Un cristiano sebben giovine si confessò e si comunicò e ricevette l'olio santo, e in [216]morire digrignò i denti e stringendo la destra del complice di turpitudine, gridò: "Io non ho confessata l'iniquità che tu mi inducesti a commettere, ma giunto all'inferno strepiterò tanto finché tu pure vi precipiti".

  14. Ad un contadino che dorme al campo con la bocca spalancata accade talvolta che una serpe gli passi fin nelle viscere. Ah come si sente allora il misero a spasimare! Ma se riesce a liberarsene la sua gioia è tanto più viva. Tu stesso provi quel godimento dopo aver scacciato la serpe del peccato.

  15. Ringraziane or di cuore Iddio, perché il modo di ottenere maggior copia di grazie è mostrar gratitudine per le già ricevute. Tobia dopo esser stato guarito negli occhi si prostrò a terra e rimase boccone a ringraziare il Signore per lo spazio di tre giorni e di tre notti.





p. 563
105   Mt 18, 21s.



p. 564
106   Mt 5, 37.



107   Mt 18, 3.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 Èulogos SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma