- 935 -
CI.
Stato della Chiesa alla
metà del secolo XIX
1. [442] Nel corso di una settimana la famiglia cristiana, raccolta
alla preghiera nel santuario della propria casa giunge le mani e considera ora
i misteri gaudiosi ed ora i misteri dolorosi, quando i gloriosi della vita,
della passione, della resurrezione di Gesù Cristo. Il cristiano confronta quei
misteri sacrosanti e trova che le vicende della propria vita sono pure un
succedersi continuo di gaudio e di dolore, di pena e di trionfo.
Ma specialmente ai fedeli della Chiesa militante spettarono in maggior copia le
tribulazioni che le allegrezze ed i trionfi. I gaudii pieni son poi gli eterni
nel paradiso. Facciamoci per ultimo a dare un guardo rispettoso alle pene, ai
gaudii, ai trionfi della Chiesa alla metà del secolo che percorriamo.
2. Pio ix come il divin Salvatore
poteva dire: "Quest'è l'ora delle tenebre"701. Appena gli
rimase fedele la sostanza della Roma ecclesiastica. I gesuiti702, per
iscongiurare peggiori mali, consigliolli a partirsene. L'Europa è in fuoco.
Lombardia e Venezia sono insorte. Piemonte fa guerra all'Austria; Ungheria è
tutta sossopra. Due volte re Ferdinando fugge lasciando la capitale in
rivoluzione. Il re di Prussia ed altri sovrani d'Alemagna, che credevano
<di> valersi della rivoluzione per loro pro, son costretti <a>
fuggire e difender nelle vie coll'armi la vita. Francia è come un Vesuvio in
fiamme. In una sola battaglia contro l'anarchia parigina perirono più persone
che durante tutta la guerra contro i beduini dell'Africa. E' veramente l'ora
delle tenebre, è il regno dell'inferno.
3. [443] Stando le cose così, un personaggio illustre reca di
mezzanotte a Ferdinando di Napoli questa mesta notizia: "Pio ix è fuggitivo". Il re delle Due
Sicilie, come un figlio che pensa al padre suo, d'un tratto allestisce due
navi, il Roberto - 936 -
e il Tancredi, le
imbandiera a festa e si presenta al porto di Gaeta e sclama: "Il pontefice
dov'è dunque? Oh, presentatemi al padre mio!"
Addì 22 novembre era giunto dal vescovo di Valenza a Pio ix la piccola piscide entro cui il
pontefice Pio vii nei viaggi
della sua prigionia conservava il Santissimo Sacramento. Pio ix l'ebbe come un avviso del cielo e,
armatosi della stessa fortezza con l'aiuto di Harcourt ambasciator di Francia e
del conte Spaur ambasciator di Baviera, uscì da una porta segreta, raggiunse
altri personaggi ad Albano e si affrettò a Gaeta, dove non trovando il vescovo,
ché era accorso a ricever gli ultimi istanti del fratello, ministro del re di
Napoli, ospitò al piccolo albergo di Cicerone.
Ora il sovrano di Napoli colla reale famiglia si inginocchiò allo incontro del
Vicario di Gesù Cristo e gli si protestò servo fedele e protettore valido.
L'Europa guardò intenerita al giovine re; guardò a Ferdinando il mondo cattolico
e sclamò: "Per te si risparmia il male di una guerra europea, tutti han
diritto di impugnar l'armi per difender il proprio pontefice. La benedizion di
Dio sia sempre sopra Ferdinando, la sua pietà è un balsamo per tutta la terra,
è un profumo che consola".
4. Intanto, a Roma, Armellini, Mamiani, Sterbini, Galetti si ingloriavano
dicendo: "Ecco scaduto omai il poter temporale dei papi; è passato il
tempo delle dissimulazioni; viva il popolo romano! Noi governeremo con
democrazia pura. Viva la repubblica romana!" Ed ecco piantarsi loro
dinanzi madama Armellini con due occhi irosi e con viso infuocato. Ella
intima:".In nome della vostra felicità in questo [444] mondo e
della vostra salute nell'altro, gettatevi dinanzi alla misericordia di Dio; la
coppa delle iniquità si empie nelle vostre mani, spezzatela prima che essa
trabocchi". In dire spiegò un rotolo e lesse il decreto di scomunica
pronunciato da Pio ix contro gli
invasori dei diritti della Chiesa.
I cristiani del mondo cattolico levarono supplici le mani al cielo, come i
primi fedeli alla cattura di Pietro apostolo, e mandarono in copioso numero
l'offerta del proprio cuore con un obolo di soccorso allo illustre prigioniero
in Gaeta. Una eletta di giovinetti in Torino, educati da un sacerdote
provvidenziale, - 937 -
scrissero:". Se le nostre voci potessero in
questo momento penetrare sino al Santo Padre, prostrati a' suoi piedi noi
vorremmo parlargli così tutti insieme: Santissimo Padre, è questo il giorno più
fortunato di nostra vita. Noi siamo una unione di giovani che riguardano come
la lor più grande fortuna il poter dare un segno di venerazione alla Santità
vostra, il successore di san Pietro, il Vicario di Gesù Cristo, al quale
chiunque non è unito sarà in eterna perdizione. Noi dichiariamo di essere
intimamente persuasi che, separati da voi, nessuno può appartenere alla vera
Chiesa; siam pronti a sacrificare tutto il nostro avere e la vita stessa per
mostrarci degni figli di un così tenero padre".
Una scelta delle lettere e degli indirizzi fu stampata in grossi volumi a
Napoli col titolo di L'universo cattolico a Pio ix sommo pontefice, esiliato a Gaeta dal 1848 al 1850.
5. Spagna scrisse poi ad Austria, a Francia, a Baviera, a Sardegna, a Toscana,
a Napoli per unire i plenipotenziari proprii e decidere sul da farsi per la
liberazione del pontefice. Il cardinale Antonelli li invitò in assemblea a
Gaeta. Il re di Napoli venendo innanzi a Pio ix
godeva <di> protestare: "Io sono il primo luogotenente della Santità
vostra".
[445]
Le potenze in discorso tenevano già pronte le loro armate, quando Luigi
Bonaparte, eletto con gran maggioranza di voti presidente della repubblica,
disse: "Sia dato alla Francia la gloria di liberare il pontefice". E
mandò il generale Oudinot, il quale invero avrebbe potuto in breve prender
d'assalto Roma e scacciarne i ribelli, ma gli doleva per i guasti maggiori che
avrebbe accagionato, onde la circondò con assedio. I rivoluzionari si difesero
accanitamente, ma addì 30 giugno 1849 si arresero a discrezione. Oudinot mandò
dunque le chiavi della città al sommo pontefice, il quale protendendo le
braccia sclamava: "Oh, parlatemi de' miei figli di Roma e di Francia!
Quanto han dovuto soffrire!"
6. Quand'ecco il governo francese manda queste condizioni a Pio ix: "Io riassumo così il poter
temporale del papa: amnistia generale, secolarizzazione dell'amministrazione e
governo liberale". Questa pretesa imprudente poco mancò <che> non
scagliasse nuovamente l'Europa in un incendio generale. - 938 -
Il
Montalembert703 clamava: "Il trionfo dei francesi è stato
riportato sui nemici della società umana; volete voi trasformare i soldati
francesi da protettori del papa in oppressori, mutare il personaggio e la
gloria di Carlomagno in una miserabil copia di Garibaldi?" Il Piemonte
esso solo non volle prestarsi alla liberazion di Pio ix. Esso fu sconfitto a Novara nel marzo 1849.
Addì 12 aprile 1850 Pio ix
entrava in Roma tra le schiere di francesi e di romani inginocchiati al
passaggio trionfale del Vicario di Gesù Cristo.
7. Or come a Roma, così in Francia per mezzo di dimostrazioni popolari si
sforzò Luigi Filippo ad abdicare in favore del conte di Parigi, ma il popolo,
ripudiando anche la Casa di Orleans, si affidò ad Odilon Barrot704 che
come il
<Ledru->Rollin705
protesta: "Essendo il popolo incapace a governarsi da se medesimo, bisogna
rigenerarlo prima con una mano di ferro". Si aduna [446]
un'assemblea costituente che poi è invasa dal furor popolare. Cavaignac è
eletto presidente della guerra. Si istituiscono stabilimenti nazionali, ai
quali concorrendo tutti i poltroni e male intenzionati, il governo trova poi di
dover disciogliere. Allora è una insurrezione dagli operai ed una guerra di sangue,
nella quale il governo esce bensì vittorioso, ma tutto insanguinato.
L'arcivescovo di Parigi
mons<ignor> Affre viene in mezzo
per acquetare le turbe furenti ed è ucciso.
Luigi Napoleone da Londra era accorso in Francia, ma vedendo questi torbidi
disse: "Me ne duole, ma per lo meglio della mia patria io me ne allontano;
ritornerò s'ella mi porga invito". Questo discorso piacque, onde Napoleone
fu eletto presidente della repubblica per anni tre dal 20 dicembre 1848 fino al
1852. Per tutto questo tempo fu un'ansia generale e un timore universale.
Napoleone mostrò di temer meno di qualsiasi altro, venne in visita di molte
regioni e fece intendere la - 939 -
sua voce con dire: "Perché tutto
il mondo possa godere della prosperità del vostro incivilimento, è bisogno di
forza unica". E rivolto ai credenti disse: "Cattolici, voi ricordate
i nostri soldati gloriosi che hanno salvato il pontefice; il nostro paese non
vuole altro che l'ordine e la quiete". I cristiani fedeli di Francia
conchiusero: "I socialisti attentano per annegar l'Europa nel sangue, il
pericolo cresce in ogni dì; speriamo che Napoleone farà come dice".
Addì 21 dicembre 1851 Napoleone con sette milioni e mezzo di voti fu eletto
imperatore. Il Senato pronunciò: "La dignità imperiale è ristabilita,
Luigi Bonaparte è imperatore sotto il nome di Napoleone iii". E Napoleone al Senato: "Il mio spirito non
sarà più colla mia posterità dal giorno in cui ella cessasse di meritare
l'amore e la confidenza della gran nazione".
Napoleone si intitola "per grazia di Dio e per volere della nazione
imperator dei francesi". La città di Parigi è in trionfo e saluta il nome
di Luigi Napoleone [447] imperatore; il clero gli applaude come al
"protettore illuminato della religione al di dentro, come al ristoratore
dell'illustre Pio ix al di fuori
nella sede di Roma".
8. In Alemagna la rivoluzione trova il suo appoggio nel protestantesimo che a
bocca di Lutero dice: "Ogni cristiano battezzato è re ed è sacerdote...
Esser principe e non esser ribaldo appena è possibile". Però tutti gli
Stati furono sossopra. In Prussia per far tacere i guai si proclamò l'impero.
Chi salva è il popolo di fede e di pietà; i sacerdoti predicando con fervore le
missioni persuadono i popoli. I protestanti vogliono imitarli, ma non riuscendo
accusano ai governi il clero ed il popolo cattolico.
Francesco Giuseppe Busz706 scrisse libri coi titoli Associazione
cattolica dell'Alemagna, Riforma necessaria nella istruzione ed educazione del
clero cattolico secolare d'Alemagna. Onde ne scaturì ben tosto
l'Associazion di Pio ix che tanto
di bene portò e continua <ad> arrecare alla Chiesa d'Alemagna.
- 940 -
Carlomagno voleva essere in tutto il devoto difensore della Chiesa e
l'ausiliario della Sede apostolica. I popoli cattolici vogliono altrettanto in
Alemagna. Son tutto del papa. Se il pontefice riprova un libro, tutti lo
riprovano.
<9.> La Chiesa cattolica ha pure oggidì suoi trionfi in oriente. I tre
patriarcati scismatici di Antiochia, di Alessandria, di Gerusalemme
perseguitano in vero accanitamente i cattolici, ma eglino di numero non sono
più che un terzo della intera popolazione.
Nondimeno gli eretici di buona fede seguono <a> convertirsi. Artin,
arcivescovo eretico in Armenia, ritorna alla fede romana. I cattolici siri per
sottrarsi alle persecuzioni si rifugiano con 500 preti nelle montagne del
Libano e si chiamano maroniti.
Molti si convertono degli stessi drusi, i quali hanno un'incarnazion di
religione come quella setta di francesi che recentemente pretesero <di>
adunare in Enfantin, [448] uom volgare, tutto ciò che è della divinità
di Gesù Cristo.
La religion dei caldei meno che tutte le religioni pagane è discosta nella
massima e nel rito dalla cattolica fede. Hanno ivi molti nestoriani. I laici di
buona fede si convertono e sono poi spesso predicatori zelanti ai propri
fratelli. Certo Sukan707 condotto dinanzi al tiranno disse: "Sire,
mio padre è morto per voi, io son pronto al medesimo sacrificio, ma se voi mi
parlate di abbandonar la mia religione, ripigliate questa spada e rivolgetela
contro il vostro servo". Il padre di questo intrepido morendo aveva tenuto
questo discorso ai fratelli da sé convertiti: "Il cielo si è servito di me
per farvi cattolici; giurate qui sulla croce di Gesù Cristo, che tra poco mi
giudicherà, che non v'avrà mai fra voi verun apostata. Io non chiedo altra
consolazione. Perché piangete? La morte è il principio della vita di cui
vivremo tutti, lo spero, riuniti nel seno di colui che vi ha fatto conoscere la
sua divinità".
Nella Grecia è pure riverita la cattolica fede, benché fra - 941 -
greci
come fra russi il vizio della ubbriachezza avvilisca e degradi le razze.
Molto ottien pure la cattolica fede fra' musulmani. Diconlo eglino stessi che
la loro religione è per cadere, che i cattolici renderanno fedele a Gesù Cristo
la loro nazione. E in dire si buttano708 riverenti dinanzi al
missionario ed alla suora di carità, che come angeli terreni passano e non
pensano che alla salvezza delle anime.
10. Nel Giappone la fede fu perseguitata dal 1820 al 1839 con crudezza più o
meno sanguinosa. I fedeli accorrevano al martirio come ad una festa di trionfo.
Rispondeva taluno: "Io sono nella religione come un piccolo fanciullo. Io
so che Dio è mio padre e per questo lo amo e voglio morire per lui".
Si offerivano alla prigione con questa nobil gara: "Il mandarino vorrà me
alla carcere". Ed altri saltava [449]su a dire: "Incatenate
me". E un terzo: "Mandate me all'esiglio". "Guardate se io
temo le torture -- diceva questi percuotendosi senza pietà -- ecco la mia
testa, schiaffeggiatemi". "Decapitateci", ripetevano i più
risoluti. Gli stessi carnefici ne erano impietositi e domandavan perdono con
queste parole: "Noi sappiamo che voi non meritate la morte e vorremmo
potervi salvare, ma gli ordini del re non ci permettono di farlo; perdonateci
dunque se siamo obbligati a togliervi la vita e non imputate a noi questo
delitto".
Nella Cina i popoli si perdono nelle briachezze dell'oppio, per il quale danno
gran copia di milioni agli inglesi. Ma ciò non ostante apprezzano la religion
cattolica che li allontana da quella morte fisica e morale che produce appunto
l'uso dell'oppio. Il governo ne proibì l'importazione e l'Inghilterra mosse
guerra e fu vittoriosa. Quanta infamia nella Inghilterra protestante!
Gli australiesi son pur devoti alla cattolica religione. Da selvaggi cannibali
convertonsi in agnelli mitissimi. Nel giorno di domenica quando giunge il missionario
ed il vescovo nelle loro terre è un trionfo. Le tribù vicine accorrono al
rumore che credono un segnale di guerra ed in iscorgere la gioia dei
- 942 -
novelli credenti domandano ancor esse a grande istanza il
Battesimo che salva.
<11.> Nell'America settentrionale moltiplicano i vescovadi e le diocesi.
Nel Canadà e fra gli irochesi è un vero trasporto. Sono fra le altre le razze
dette Teste piatte e degli Indiani serpenti. Questi non hanno confini in
replicare: "Veste nera, non dimenticheremo giammai le tue parole".
In Alsazia era un rabbino Libermann709 che malcontento della sua
religione percorre in cerca di consiglieri, finché nel 1839 da Parigi passa a
Roma. L'ebreo si converte, si rende sacerdote, incontra il peso di molte croci
e finalmente egli è superiore di una congregazione che [450] fonda
egli stesso sotto il titolo del Sacro Cuore di Maria, e invia missionari nella
Cina, nell'India, in Canadà. I negri d'Africa, che sono i più abbandonati, gli
premono sovrat<t>utto. Ma nel
1848 in conseguenza delle rivoluzioni la società pia soffrì molto danno. Allora
si associa ai preti della congregazion dello Spirito Santo, muove710
appello ai preti secolari nelle diocesi di Francia e continua sue fatiche fra i
popoli della Nigrizia.
12. Le pecore perdute d'Israello, gli ebrei ostinati seguono il loro odio ai
cristiani e li ammazzano quando il possono. Nel 1840 addì 5 febbraio in Damasco
uccidono il padre Tomaso col proprio servo. Le potenze ne mossero alto lamento,
e gli ebrei di oriente e di occidente con molto dispendio di danaro ottengono
di far dimenticare l'accaduto.
In Roma continuano due miracoli perenni. Il collegio di Propaganda che contiene
uomini di tutte nazioni che sono sotto il cielo e che proclamano nelle loro
lingue la grandezza di Dio. In Roma è pure il ghetto degli ebrei che allo
ingresso ha questa iscrizione: "Tutto il dì stesi le mani mie al popolo
incredulo e contradditore"711. Alfonso Ratisbonne712 in
passare pose attenzione e si converte alla fede.
- 943 -
13. La Spagna e il Portogallo, che avversavano la Chiesa, or si riconciliano.
Pio ix estende pure cinque
vescovadi nelle Russie. Egli pub<b>lica
altresì la ristorazione della gerarchia ecclesiastica nella Inghilterra ed in
Olanda. Dirige parole di bontà ineffabile agli orientali per invitarli tutti
all'unità.
14. Pare che si avveri appieno la profezia di Isaia che dice: "Io vengo,
dice Jehova, a raunare da tutte le genti e da tutte le lingue, e verranno e
vedranno la mia gloria. Ma alzerò fra di esse un segno, e di quei che saranno
salvati ne spedirò alle genti pel mare, nell'Africa, nella Lidia (a gente che scocca
[451] saette) e per l'Italia e per la Grecia, alle rimote isole, a
genti che non han sentito parlar di me e non han veduto la mia gloria. E la mia
gloria annunzieran quelli alle genti, ed ei condurranno tutti i fratelli vostri
di tutte le nazioni in oblazione al Signore, sui cavalli, sui cocchi, nelle
lettighe, sui muli e su carri al monte mio santo di Gerusalemme, dice il
Signore, come quando i figliuoli d'Israele portano in un mondo vaso l'offerta
alla casa del Signore. E di questi io ne sceglierò dei sacerdoti e dei leviti,
dice il Signore, imperocché come i nuovi cieli e la nuova terra che io fo stare
alla mia presenza, così starà la stirpe vostra e il vostro nome, dice il
Signore. E di mese in mese e di sabbato in sabbato verrà ogni uomo a prostrarsi
dinanzi a me, dice il Signore. E usciranno a vedere i cadaveri di quelli che
hanno prevaricato contro713 di me; il loro verme non morrà e il loro
fuoco non si estinguerà, e il vederlo farà nausea ad ogni
uomo"714.
Con questo discorso il santo profeta guarda attraverso ai secoli e vede in
ispirito le lotte ed i trionfi della Chiesa. Noi vi abbiamo fin qui guardato
quasi in un quadro. Abbiamo trovato quello che si notò a principio con
sant'Epifanio, che cioè la Chiesa cattolica è il principio di tutte le cose. Or
benedette le lotte e benedetti i trionfi della Chiesa militante! Fortunati quei
cristiani che sono chiamati a molte lotte perché saranno invitati poi a godere
molti trionfi. Le - 944 -
lotte ed i trionfi della Chiesa militante
dispongano al trionfo senza confine di tempo nella Chiesa gloriosa fra i beati
del paradiso.
riflessi
1.
Gaudio, lutto e trionfo della Chiesa in ogni stazione di tempo.
2.
Partenza di Pio ix.
3.
Ferdinando di Napoli.
4.
Repub<b>lica romana.
5.
[452] I francesi a Roma.
6.
Pretese del governo francese dopo la liberazion di Roma.
7.
La rivoluzion in Francia. Luigi Napoleone.
8.
Rivoluzione in Germania. Opere buone.
9.
Trionfi della Chiesa in oriente, nella Grecia e fra turchi.
10.
Stato della fede nel Giappone e nella Cina.
11.
La fede nel Canadà. Libermann e la congregazione del Sacro Cuore di Maria.
12.
Ebrei avversi. La Propaganda e il ghetto in Roma.
13.
Buone relazioni di Spagna e di Portogallo con Roma. Ristorazion della gerarchia
ecclesiastica nella Inghilterra ed in Olanda.
14.
Come si avvera tuttodì la profezia di Isaia intorno ai trionfi della Chiesa.
|