Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
In tempo sacro...
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IN TEMPO SACRO FERVORINI PER OGNI GIORNO DELLA QUARESIMA

XX. Sapiente è colui che, essendo gran peccatore, altamente si umilia

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XX.

Sapiente è colui che, essendo gran peccatore,

altamente si umilia

La sapienza dell'umiliato esalterà il capo di lui e lo farà sedere nel mezzo dei magnati.

Eccl<esiastico> 1147

  1. [105]Tu hai un pezzo d'oro, lo poni presso al fuoco che arde nella stufa di camera e si fa lucente. Lo getti in un fuoco di fornace e si fa più lucente. Lo provi con la fiamma del crogiuolo, che è come essenza di fuoco, e il tuo oro si fa lucentissimo. Allora leva pur di il tuo metallo e riponilo, perché finalmente sei certo che esso è oro purissimo. Or come il fuoco prova la bontà dell'oro, così la tribolazione, ossia l'umiltà, esperimenta la virtù dell'anima.

  [106]Tu hai un compagno ovvero un dipendente. Questi

- 864 -viene umiliato dal superiore eppur sopporta con pace. Ciò è buon segno di virtù. Lo stesso viene umiliato dai torti di un suo pari e tollera con eguale tranquillità. Questo è indizio di miglior virtù. Ovvero riceve improperii da persona a sé inferiore e ancor questo lo porta con ilarità d'animo. Ciò finalmente è segno manifesto di virtù eccellente. Tu qual grado di umiltà possiedi? Procura di essere umilissimo per essere virtuosissimo.

  2. Perciò riguarda in te medesimo le bruttezze che ti ricolmano l'anima. Il pavone, quando rimira l'orridezza delle sue gambe, si ritrae dalla fonte che gli serve di specchio e corre a nascondersi nella foresta. Tu considera la meschinità di tua origine, che è da un padre ribelle e da una madre peccatrice. Considera la viltà del tuo essere. Tu sei incapace per te solo [107]non che a raggiungere la gloria del paradiso, ma nemmeno a dare un passo verso a quella con un salutevole pensiero.

  Poi dinanzi ti sta un cumulo di fragilità della tua giovinezza, un cumulo di peccati della virilità. Che fai tu che non esci in duolo altissimo? Che non inviti tutti a deplorare in te tanta sciagura? A questo modo accorreranno i giusti della terra per compatirti, i santi del cielo verranno a te per consolarti, e tu apparirai glorioso in mezzo a quelli.

  3. Stando tu dimora come un infermo, che giacendo nel suo letto con un occhio riguarda la gravezza del suo male e si sforza a porre riparo, con l'altro occhio guarda alla perizia del suo medico e confida che questi alfine lo guarirà. Se tu speri così, chi può dubitare che il Signore, medico pietoso, non s'affretti non solo a guarire le tue infermità, ma a raddoppiare altresì in te le forze?

  4. [108]Infermo era Pietro, infermissimo era Paolo, eppur vedi come or siedono gloriosi tra i magnati che sono nel regno del paradiso? Francesco di Sales si incontrò con un peccatore pessimo, il quale con molte lagrime espose gli eccessi delle sue colpe. Ascoltò il santo e di poi pronunciò sopra di lui le parole sacramentali dell'assoluzione. Domandò di poi con nuovi singhiozzi il penitente: "Che stima potete ora avere di me peccatore miserabile?". E Francesco a lui: "Io ho di voi la

- 865 -buona opinione che nutro per un santo. Voi siete tale perché Iddio ha perdonato omai le colpe vostre".

  Ah, se tu piangi di cuore, credilo che Dio ti ascolterà con tenerezza dell'affetto suo. Per essere amato assai basta amare assai. Il Signore tel disse per tempo: "Io amo quei che mi amano"48. Se tu, che fosti già sì gran peccatore, adesso ami Dio più di altri che tuttavia non peccò mai mortalmente, [109]ecco che tu a preferenza di lui sei amato con viscere di speciale dilezione.

  5. Gesù Cristo in amarti cotanto ne ha gloria altissima. Gesù è l'Unigenito dell'Eterno, che qual capitano è venuto per guadagnare allo Altissimo le anime dei ribelli al cielo. Gesù è il tuo maggior fratello che per salvare le <anime> erranti si bagna in sudore pei campi a rintracciarti, si insanguina nei patimenti affrettandosi sulle roccie dei monti. Finché ritrovandoti ti impone il soave giogo della legge del Signore, e qual nobile servo e fratello diletto ti accompagna al trono del Padre.

  Or non è vero che, sol che tu il voglia, puoi convertire in tesoro di sapienza e di salute quella ignoranza di peccato e di disordine che fu in te? Ma se da un mal pessimo, come è la colpa, puoi aver un pro sommo, che è la umiliazione di te, ossia la tua santificazione, stolto se già subito non attendi per divenire un santo illustre.

Riflessi

  1. [110]Chi è davvero umile, in verità è santo.

  2. Perciò interna il pensiero nella malignità di tante tue colpe.

  3. E intanto senza presumere e senza disperare confida in Dio.

  4. Stando così, da un mal pessimo di colpa puoi trarre un bene sommo di grazia.

  5. E con ciò glorificare Gesù Cristo, tuo capo.





p. 863
47 Sir 11, 1.



p. 865
48 Pr 8, 17.



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