Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Nel mese dei fiori...
Lettura del testo

NEL MESE DEI FIORI UNA MASSIMA SCRITTURALE ESPOSTA IN OGNI DÌ NELLA VITA DELLA BEATA VERGINE

Decimo settimo giorno Maria nel tempio riceve annunzio di molte tribolazioni. Queste come per la Vergine così per te sono segnale di salute eterna

«»

[- 982 -]

Decimo settimo giorno

Maria nel tempio riceve annunzio di molte tribolazioni. Queste come per la Vergine così per te sono segnale di salute eterna

Beato l'uomo che soffre tribolazione, perché quando sarà provato riceverà la corona di vita che Dio ripromise a quelli che lo amano.

San Giacomo 140

  1. [118]Maria vergine viene al tempio per compiere un atto di virtù e intanto scorge venirsi incontro un santo vecchio, Simeone, a dirle i particolari dei patimenti che avrebbe sofferto un quel suo infante. Viene innanzi anche una profetessa, Anna, e le soggiunge: "Il tuo cuore sarà trafitto da una spada di dolore". Povera Madre! Da questo momento e sino alla fine Maria ebbe presenti alla sua mente i dolori del figlio diletto e ne sentì nel cuore per tutti i giorni della sua vita i tormenti.

  Ed or lamentati tu perché ti tocchi sopportare una tribolazione! Non bisognerebbe [119]che tu fossigran peccatore. E poi la gloria del paradiso è premio che si acquista per mezzo del patire. Maria benedetta non ebbe peccato di sorta e per questa parte non era necessario che sostenesse pena veruna, ma aveva una brama vivissima del paradiso, epperciò il Signore  - 983 -dispose volontieri che la Madre benedetta del Salvatore sostenesse più che ogni altro pene atrocissime.

  Tu che pensi? Se brami esser glorioso al pari della Vergine, disponiti a patire. E se sospiri per essere beato, come qui ti insinua san Giacomo, disponiti a passare ancora la vita in tribolazioni continue, come fece la stessa Vergine benedetta.

  2. Intanto guarda alla corona che ti attende. Maria confortavasi nella corona di merito che con tanti patimenti avrebbe potuto procacciarsi. Dopo che a questa, guardava con compiacenza immensa alla corona di gloria che Dio le avrebbe apprestata in paradiso.

  Mira quanto sostiene uno studioso per godersi il merito della sapienza, quanto un milite per aversi la prova del coraggio. Quanto più devi esser contento tu di [120]patire per aver il tesoro di una virtù sopran<n>aturale. Quanto maggiormente devi incoraggiarti per l'acquisto di una corona celeste. Quei quaranta soldati, che furono dal tiranno gettati ad agonizzare in una palude gelata, vedevano sui loro capi tanti angeli con palme di trionfo. Oh come si rallegravano in osservare! Catterina da Siena, dopo molto patire, fu rapita in estasi a vedere la gloria di Dio, la giustizia e la potenza dello Altissimo. Oh come giocondò il cuore di Catterina! Tu guarda parimenti e consolati quanto puoi nell'animo tuo!

  3. Nel medesimo tempo prendi animo a proseguire nella tua carriera di lavoro e di sofferenza. Maria viveva nella sua Nazaret come altra donna del volgo, ma intanto nel suo cuore tribolato perfezionava vieppiù l'anima sua. Ed oggi nel tempio è desolata per quanto a lei ne espone e Simeone ed Anna; pure si tace. È proprio delle anime eroiche patire e non dolersene. Le anime più sante, in quella che sostengono, curano di nascondere il proprio affanno per non commuovere i cuori del povero prossimo.

  [121]Un artefice, che dispone una corona magnifica per il della consecrazione del sovrano, deve lavorare per molto tempo e con cura assidua intorno alla stessa. Artefice della corona che ti deve cingere in paradiso sei tu medesimo. Gli altri appena ti possono porgere un materiale atto. Il Signore ti darà le forze per operare, ma il buon volere e il sudor di fatica <di>pendono sovrat<t>utto da te.

 - 984 -  Pregane per tutto Maria benedetta con dirle più volte: "Dolce Cuore di Maria, siate voi la salvezza mia". E per darle prova che tu la vuoi imitare, poni attenzione oggi stesso per esperimentarti coraggioso nei patimenti che in più circostanze ti accadrà di tollerare.

esempio

  Alfonso Maria de' Liguori veniva più spesso che poteva ai piedi della Vergine e dimorando udivasi talora sclamare: "Maria, siate per sempre la mamma mia... Io voglio onorarvi in tutti i giorni di mia vita... Oh, se io potrò pubblicare le vostre lodi, o Madre!". Intanto si commise tutto alla cura di Maria. Questa alla sua volta gli si mostrò [122]davvero madre benevola. Allora Alfonso, per riconoscenza a tanta Madre, raddoppiò i suoi ossequi verso a lei. Digiunare tutte le vigilie delle sue feste, confessare le proprie colpe in ogni sabato e poi aversi care tutte le unioni o le confraternite di Maria, questo ebbe per costume pio in tutta la vita. Quando poi fu consecrato sacerdote, allora vi aggiunse il calore delle predicazioni nelle quali mai accadde che non insinuasse la divozione a Maria. Vi aggiunse molto lavoro di mente, perché a gloria della Vergine compose più di un libro, nei quali tu leggi viva e spontanea la parola che il figlio ingenuo rivolge alla madre diletta.

orazione

  O Maria, io vo' esser salvo, lo voglio, lo voglio. Pegno della mia salvezza eterna sono i patimenti di questa vita. Anche questo lo intendo, ma poi sono così tardo a seguirlo. Madre mia Maria, porgetemelo voi l'aiuto vostro. Dite a Gesù che mi dia a patire e insieme forza a tollerare. Allora sarò salvo e la gloria di voi sarà piena41, o celeste mia proteggitrice.

 - 985 -

Riflessi

  1. [123]Chi soffre nella vita di questa terra è segno che godrà nella vita del paradiso.

  2. Guarda lassù a quella gloria di vita incoronata.

  3. E poi prosegui con ardore a disporti ricco cosiffatto serto.

  4. Ti porgerà il suo aiuto Maria, come lo diede abbondante ad Alfonso.

 





p. 982
40 Gc 1, 12.



p. 984
41 Nell'originale: la gloria sarà piena di voi.



«»

IntraText® (VA2) Copyright 1996-2016 Èulogos SRL
Copyright 2015 Nuove Frontiere Editrice - Vicolo Clementi 41 - 00148 Roma