Luigi Guanella: Opere edite e inedite
Luigi Guanella
Regolamento interno - 1894
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NORME PRINCIPALI PER UN REGOLAMENTO INTERNO NELLA PICCOLA CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA IN COMO (1894)

Parte seconda DEL COMPARTIMENTO FEMMINILE DELLA PICCOLA CASA

Capitolo terzo DEI DIVERSI UFFICI DELLE SUORE NELLA PICCOLA CASA

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NATURA DI TALI UFFICI

DISTINZIONE DEGLI UFFICI DELLA PICCOLA CASA

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Capitolo terzo

DEI DIVERSI UFFICI DELLE SUORE

NELLA PICCOLA CASA

 

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NATURA DI TALI UFFICI

 

 La Piccola Casa si applica sostanzialmente agli uffici minimi di una beneficenza che si adatta in aiuto speciale dei più meschinelli. Gli uffici suoi dunque sono molto umili e comuni. La Piccola Casa poi non assume uffici importanti di insegnamento, né uffici di cure a persone ricche, né[66] esercita atti professionali propri di istituzioni elevate.

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DISTINZIONE DEGLI UFFICI DELLA PICCOLA CASA

 Nella Piccola Casa, oltre gli uffici propri del Capitolo superiore, hanno gli uffici secondari della portinaia, delle infermiere, della guardaroba, della cucina, dell'arte di incannaggio17 della seta, delle maglierie, del cucito, della stamperia e legatoria, dello insegnamento negli asili infantili, delle scuole e laboratori.

 

Della portinaia

 Ufficio importante è questo tra i molteplici della Piccola Casa. La porteria si assegna ad una suora delle più provette, che sia dotata di prudenza e di garbo[67] caritatevole, che sia diligente, affabile, ma non ciarliera. Deve custodire con molta fedeltà la porta ed introdurre le persone e riceverne le commissioni e attendere che nessuno esca, che nessuno entri senza essere da lei osservato. All'ingresso è un devoto quadro - 136 -della Madonna di Pompei, dinanzi al quale tutte le persone della casa nell'uscire o nell'entrare ricevono la benedizione della Vergine dopo recitatale un'Ave.

La portinaia deve conferire spesse volte con la superiora e con le assistenti primarie, se per caso dubiti di abusi che si possono introdurre nella casa. Protettore della portinaia è S. Ireneo18.

 

Delle infermiere

 [68]Le infermiere sono assegnate per turno dal Capitolo superiore. Si desidera che tutte le suore acquistino attitudine per curare gli ammalati. Le più atte fra esse si iniziano nella pratica e nel maneggio dei rimedi più comuni nelle malattie ordinarie. Una infermiera intelligente è un caro sollievo per gli ammalati e aiuto per la Piccola Casa. Protettore delle infermiere è S. Giovanni di Dio19.

 

Della guardaroba

 La guardarobiera distingue le lingerie e gli abiti dei due sessi della Piccola Casa. Distingue altresì con speciale numerazione le lingerie e gli[69] abiti di ogni famiglia della Piccola Casa e vi appone con inchiostro di china il numero progressivo, almeno sopra i capi principali, e così dispone della sua guardaroba con appartamenti adatti e ben distinti, affinché senza spreco di tempo possa in aiuto dei ricoverati disporre delle lingerie ed abiti di ciascuno. Ponga attenzione a non mescolare le lingerie di persone affette da qualche male attaccaticcio.

Le lingerie e gli abiti che si hanno in dono si applicano dalla superiora o dalle assistenti in pro di quei meschinelli che più ne abbisognano.

Curi la guardarobiera a provvedere un piccolo deposito di lingerie pulite per gli ospiti della Piccola Casa. [70]Altro piccolo deposito conservi per i casi più gravi di malattia e - 137 -per la infermeria in genere. Non si ammette il costume di stirare le biancherie a veruno, se non per caso speciale di particolari persone.

Presso la guardaroba stanno le cucitrici che rattoppano gli abiti e le lingerie. Questo ufficio di rattoppamento si affida alle vecchiette di casa, a persone infermicce che non valgono a meglio. Quando per altro un abito od una lingeria sono soverchiamente sdruciti, si abbandonano per altri usi della casa.

La guardarobiera deve avere un ufficio proprio ed un registro inventario dei principali corredi che tiene in deposito. Corrisponde coll'ufficio delle lavandaie. Tiene in luogo onorevole della guardaroba il quadro di S. Matilde20.

 

Delle lavandaie

 [71]Una suora di robustezza e di attitudine tiene e dirige l'ufficio della lavandaia. Quest'ufficio si desidera venga tenuto dalla stessa suora abitualmente. Cura l'economia e la mondezza degli abiti. Sorveglia che nulla manchi dei capi di vestiario. Per facilitare l'ordine e per quanto le condizioni il permettono, divide il bucato delle lingerie in diversi gruppi di famiglie. Essendosi iniziata nella casa l'industria della fabbrica di sapone, per quanto può la lavandaia se ne giova per la Piccola Casa e per le succursali. Protettrice è S. Catterina da Siena21.

 

Della cucina

 [72]Il costume della Piccola Casa è di usare cibi semplici e frugali, perché meglio confacenti alla stessa sanità corporale. Si adoperano per uso di cucina in abbondanza i cereali ed i legumi. Per le sole persone vecchie e fragili di stomaco <si adoperano> carni, legumi e vino.- 138 -

La provvista generale si fa dal direttore o da un economo che per altro dipende per ogni caso singolo e per quanto si può dagli assistenti maggiori o meglio dal direttore della casa. Le cuciniere non si permettano di nulla aggiungere, di nulla togliere oltre l'usato ed oltre il volere espresso dei superiori. [73]Le cuciniere hanno una suora assistente che è responsabile dell'ordine della cucina. Entro non si introduce persona veruna non addetta all'ufficio. Gli uomini soprattutto, abbisognando della cucina, non comunicano altrimenti che girando lo sportello o torno in uso nella Piccola Casa.

Le cuciniere devono essere specialmente mortificate per sé e guardarsi di non gustare briciola dei doni che la Provvidenza invia alla Piccola Casa. La suora assistente alla cucina sorveglia e dirige pur anche le figlie che assistono ai refettori, che hanno in cura la cantina ovvero la dispensa. La stessa suora assistente è in diritto ed in dovere di assistere e di sopravvegliare alle officine del pane e della pasta. Di tempo in tempo poi conferisce coi superiori immediati della casa e li invita a fare[74] relative ispezioni, per vedere se nulla si possa aggiungere o niente levare per il migliore andamento delle cose. Protettrice è la beata Costanza22.

 

Dell'incannatoio23

 Quest'umile ufficio di incannaggio della seta ha aiutato l'inizio ed il progresso dell'opera fin qui e però si continua con fiducia per l'avvenire. In quest'ufficio si occupa una suora assistente che ben risponda al retto disimpegno e curi la fedeltà dell'esecuzione del lavoro altrui con giustizia e carità. Vi si applicano persone addette alla casa ovvero orfanelle affinché praticamente ne imparino l'esercizio. Trovandosi persone di robustezza[75] non pari, si diminuisce loro lo spazio - 139 -di lavoro facendole surrogare da altre persone. L'assistente tiene nota scrupolosa delle giornate e del lavoro eseguito. Protettore è S. Giobbe24.

 

La stamperia

 Una buona suora dirige l'ufficio di composizione come assistente generale ed altra suora in qualità di viceassistente dirige la stamperia e la legatoria. Non si assumono lavori di stampa senza l'assenso dei superiori immediati della casa e del direttore della stessa. Nella stamperia osservano rigoroso silenzio. Non ammettono persone estranee alla casa, se non col permesso del superiore della stessa.

 [76]L'assistente provveda affinché nulla manchi di necessario e conservi distinti gli uffici di composizione, di stamperia, di legatoria. Conservi un inventario degli oggetti principali, un registro esatto di entrata e di uscita. Riferisca settimanalmente del progresso dello stato del suo esercizio. Mantenga affatto religiosa l'indole della tipografia della Piccola Casa. Si ponga mente al perfezionamento di questo esercizio e si studino i manuali che vi si riferiscono. Protettore è S. Agostino vescovo.

 

Degli uffici di maglia e di cucito

 Gli uffici di piccole maglierie,[77] di cucito e dei pizzi di Cantù25 e simili, che sono in uso nella Piccola Casa, si esercitano con vivo interesse; si dirigono da una suora assistente, la quale tiene un piccolo ufficio con preventivo delle entrate e delle uscite e con nota del profitto che le discenti specialmente orfanelle vengono guadagnando.- 140 -

 

Insegnamento alle novizie ed alle suore

 L'insegnamento alle novizie abbraccia le materie della seconda e della terza elementare secondo le circostanze. Si pone speciale attenzione allo studio del catechismo ed al modo di spiegarlo alle classi di fanciulli e al popolo nelle classi in chiesa. Le novizie osservano speciali orari per la scuola in discorso in ogni .

Le suore si applicano alla loro[78] volta nelle stagioni invernali in ogni sera per mezz'ora almeno e nei festivi almeno per un'ora in utili esercizi scolastici e nello studio di catechismo.

Tutte le suore per turno in ogni festività spiegano il catechismo nello istituto e, secondo le circostanze e ad invito della assistente maggiore d'una casa, ogni suora deve disporsi a tenere un fervorino di breve durata intorno ad argomenti vari ed alle Regole della casa.

Perché nella Piccola Casa prenda radice lo spirito che le è proprio, si raccomanda la lettura e lo studio delle operette26 edite dal sacerdote Guanella e di quelle che si vengono pubblicando dalla tipografia della Piccola Casa, specie se riguardano biografie dello stesso[79] ovvero il periodico La Provvidenza27 e simili.

 

La chiesa

 Le suore hanno cura a tenere pulito il pavimento della chiesa fuori il presbiterio, entro al quale come né in sagrestia le suore non entrano, salvo speciale bisogno. Ricevono dal chierico sagrestano le lingerie che hanno bisogno di lavatura - 141 -e di rattoppamento. Curano perché nella chiesa le figlie stiano con edificante compostezza. Non si permette che, dovendo recarsi per qualche ufficio nel compartimento maschile, attraversino la chiesa servendosi di passaggio.

 

Delle provvisioni

 [80]Si fanno in globo le provvisioni di legna e di carbone per un periodo considerevole dell'anno. Si fanno in globo le provvisioni di vino, date le circostanze favorevoli e sicure. Provviste di legumi e di frutta per la stagione invernale si fanno in ottobre. In dicembre si fanno provviste di carni salate con i suini allevati in casa. Provvisione di formaggio e di condimenti si fanno parimente in globo in stagioni e circostanze determinate.

 Non si fanno provvisioni in globo di sostanze facili a deperire. Nella scelta delle qualità di[81] commestibili si ha cura di attenersi a quelle che per salubrità e per economia meglio si adattano all'indole della casa. Per uso degli ammalati e convalescenti si tiene potendo un deposito di vini vecchi. Per uso degli ammalati si tiene una modesta farmacia atta per i rimedi più comuni. Giovenche e suini non si allevano che per lo stretto bisogno della casa. Dicasi lo stesso anche di animali inferiori come sarebbero galline, piccioni e simili.

 

Dell'ortaglia

 Nell'ortaglia si coltivano con diligenza accurata i legumi che sono di uso più comune nella casa. Quando si ha foglia di gelso[82] nell'ortaglia e non molto oltre, si allevano bachi da seta. Nella Piccola Casa si istituiscono pure piccole industrie secondo le circostanze e per uso speciale della casa stessa.

 





p. 135
17 Operazione che si fa con l'incannatoio. Su questa macchina tessile cfr. nota 14 a p. 95.



p. 136
18 S. Ireneo, vescovo di Lione e martire, del II secolo.



19 Cfr. nota 4 a p. 59.



p. 137
20 S. Matilde (895-968), regina di Germania. Dimostrò una grande sollecitudine verso i poveri.



21 S. Caterina da Siena (1347-1380) era invocata come protettrice delle lavandaie, forse perché nella sua famiglia si esercitava la professione di tintore.



p. 138
22 B. Costanza (1247-1300), regina d'Aragona. Fondò due ospedali per i poveri, a Barcellona e a Messina. Forse per questo l'A. la scelse tra le patrone della Piccola Casa.



23 Cfr. nota 14 a p. 95.



p. 139
24 S. Giobbe è il personaggio dell'omonimo libro dell'Antico Testamento. Era invocato dalle addette all'incannatoio, probabilmente perché tale lavoro esigeva molta pazienza.



25 Città in provincia di Como, nota per l'arte del merletto.



p. 140
26 Don Luigi Guanella pubblicò, tra il 1872 e il 1889, una quarantina di opuscoli di argomento spirituale, agiografico e apologetico, scritti con stile popolare, ricco di immagini e adatto alla comprensione dei semplici. Alcuni di questi scritti furono ristampati dell'A. stesso; tutti poi vennero ripubblicati a cura di don Leonardo Mazzucchi, tra il 1916 e il 1939, in una collana dal titolo Bibliotechina di operette ascetico-morali di don Luigi Guanella. Questi opuscoli occupano i primi tre volumi della presente edizione degli scritti dell'A.



27 Questo bollettino mensile apparve nel dicembre 1892 col titolo La Provvidenza, che nel dicembre 1895 fu mutato in La divina Provvidenza. Attraverso le sue pagine, l'A. e i suoi collaboratori informavano delle attività e dei bisogni dell'istituzione, sollecitavano l'aiuto dei benefattori e diffondevano quello spirito di carità che animava l'Opera.



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