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Decimo quinto giorno
Il Cuore di Gesù nello ingresso
in Gerusalemme
Ciò che è
alto dinanzi agli uomini è abbominazione al cospetto di Dio.
San Luca
1637
Gesù,
salito un giorno sopra un'asina, fe' intendere di voler entrare in Gerusalemme.
Il popolo di quella città, come seppe, uscì incontro. Uomini, donne, fanciulli
si schieravano lungo la via e coprivano di palme le strade. I fanciulli degli
ebrei con special fervore cantavano: "Osanna al Figlio di Davide,
benedetto colui che viene nel nome del Signore". Gesù vedeva quelle turbe
e si faceva mesto in viso, ascoltava quei canti e poi lagrimava. Perché mai ciò
in un giorno di solenne trionfo?
Ma è
da sapere che gli ebrei non applaudivano a Gesù come all'Uomo Dio salvatore,
gli applaudivano come a dominatore umano, come a filosofo ed a maestro egregio
bensì, ma come a tale che non discese da alto. Applaudivano poi molti con animo
infinto, perché già nascondevano la ferocia di quelle grida [115]che
al venerdì seguente avrebbero risuonato nelle piazze della città: "Morte a
Gesù! Sia crocifisso! Gesù di Nazaret si tolga da noi!". Ed il cuore di
Gesù, che è cuor di padre sì pio, non poteva non addolorarsene! Soffrivane e
per avviso a' suoi diceva: "Non vi fidate; ciò che al cospetto degli uomini
è gloria, dinanzi a Dio è abbominazione". Attendi pure e vedrai che
abbominazione pessima è questa di cui si ragiona.
1.
Gesù Cristo per salvare gli uomini operò quel prodigio di amore che fece restar
attonito cielo e terra. Prese cioè umana carne e abitò poi fra gli uomini. Ma
gli ebrei, mentre
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gli
si accostavano lodandolo con osanna continui, non gli credevano punto che fosse
Figlio dello Eterno, e così né sincere erano le loro ovazioni né tampoco
potevano ottener salute. Oh che cordoglio al cuor di Gesù!
E si
trova tuttodì cristiani i quali confessano che Gesù è il salvatore, eppure che
ne falsificano le massime e gli esempi. Dicono che l'uomo deve mostrarsi, che
<si> deve aggrandire, e pazzo lui se non cerca di godere. Or come è possibile
che Gesù non gridi con dolentissima voce: "Ciò che [116]è alto
innanzi agli uomini, dinanzi a Dio è abbominazione"? Piace a Gesù il
contadinello semplice, ma gli dispiace il raggiratore infinto. Piace a Gesù il
cristiano pio, ma gli dispiace il cristiano sprezzante. Gli umili come le
Terese, i poverelli come i Franceschi, i sofferenti come le Liduine gli
piacciono, ma gli dispiacciono immensamente gli altri, che non essendo né
poveri né umili né pazienti insultano alle virtù che Gesù ebbe e commendato
tanto e per sì gran tempo praticate.
2.
Cresce l'onta al cuor di Gesù in confrontare le misere creature che sono gli
uomini. Tu ti astieni da fare il bene e da seguire davvicino Gesù per timore
degli uomini. Ma che paura è la tua? Credi forse che tutti gli uomini delle
quattro parti della terra si rovescino su di te? Ma se i più nemmeno della tua
nazione sanno che tu esista! Forse pochi del tuo paese, forse qualche vicino,
perché n'ha rabbia delle virtù che tu pratichi, potrà censurarti, ma tu possibile
che sii soldato sì fiacco da cedere l'armi e sacrificare il tuo onore e la tua
vita al confronto dello scherno semplicissimo di un uomo?
Ma non
scorgi che questi che ti insultano sono [117]uomini, ossia creature di
una mente meschina, di un cuore mutabile? Non ricordi che sono un braccio di
carne che oggi si muove e che domani è fatto pasto dei vermi? Se poi sono
peccatori, come altamente è a temere, eccoli che uomini cosiffatti sono
abbominevoli più che la puzza di un sozzo inferno. Eppure tu tremi dinanzi a
uomini cosiffatti? Pensa che sono uomini miseri e per lo tuo meglio resta unito
a Gesù, che è tuo Dio e tuo salvatore.
3.
Egli è Iddio tuo, il quale vede ogni pensiero dell'anima tua. Egli è altissimo
nel suo consiglio, incomprensibile nella
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maestà
sua. Or non è molto meglio esser caro a Dio solo, piuttosto che essere accetto
a tutti gli uomini e poi dispiacergli a lui Altissimo? Se tu piaci a Dio, per
conseguenza piaci a Maria santissima, piaci ai santi, piaci agli angeli tutti
del paradiso. Or non è molto meglio soddisfare a personaggi sì alti nel cielo,
piuttosto che a vermiciattoli38 sì vili della terra?
Quando
il re Nabucco provavasi a costringere i tre fanciulli ebrei a prostrarsi
innanzi alla statua d'oro, risposero quelli: "Tu puoi bene gettarci nella
fornace ardente, ma non ti obbediremo giammai [118]in ciò che torna di
ingiuria al Signore Iddio nostro". Così hanno risposto nelle diverse età i
confessori del Signore, così i martiri di Gesù Cristo. Ed or che dici tu?
Confonditi se finora non hai porto a Dio tutto l'onore che gli si deve.
4.
Poteva Gesù comparire sulla terra con tutta la maestà che circonda la gloria
dello Altissimo, ma nol fece perché ai danni ed allo scandalo della rovina, che
ha cagionati su questa terra la superbia, conveniva opporre il merito e
l'esempio delle umiliazioni di Gesù Cristo.
Non ti
rincresca dunque se in questo giorno medesimo e all'atto di un trionfo creduto
solenne, se Gesù si sta così mesto e piangente; volle umiliarsi e patire sino
alla fine per porgere a te aiuto ed eccitamento di umiliazione profonda.
Ringrazia il tuo Salvatore per una carità così viva e salutalo con affetto:
"Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più". E comincia
subito da questo dì a spregiare almeno con un atto forte una delle false
massime di gloria che credono e professano gli uomini del mondo. Intanto odi
anche questo esempio e inorridisci.
esempio
[119]Il venerabil servo di Dio Giovan d'Avila nella vigilia della
solennità del Corpo santissimo del Salvatore stava pre
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gando
colla pietà di un angelo dinanzi al trono del Santissimo Sacramento, quando gli
apparve Gesù con il capo coronato di spine e tormentato allo intorno da
lividure e da lacerazioni, come all'atto che venne flagellato alla colonna.
Inorridì Giovanni a quella vista e interrogando Gesù si ebbe questo per
risposta: "Queste ferite che tu scorgi in me sono i sacrilegi e le
profanazioni che mi usano gli uomini. Dicono di amarmi e come gli ebrei di
Gerusalemme professano di onorarmi, ma poi con il fatto né mi credono né mi
onorano". Dopo questo scomparve la visione e il pio sacerdote Giovanni
rimase solo a piangere le ingratitudini e le ingiustizie degli uomini. Vuoi tu
unirti a quel divoto servo? Piangi dapprima le ingratitudini tue e detesta le
tue empietà.
Riflessi
[120]Gesù che entra salutato con trionfo in Gerusalemme piange.
1. E deplora
tuttora i cristiani che con le massime e con l'esempio disconoscono Gesù Cristo
e il suo Evangelio.
2. Ah
che fai tu quando per piacere agli uomini lasci brutto e confuso il tuo
Salvatore?
3.
Meglio è che tu piaccia a Dio.
4. E
che segua gli esempi di Gesù.
5.
Potresti veder Gesù in desolazione e non compatirlo?
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