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Vigesimo terzo
giorno
Il Cuore di Gesù al monte
Calvario
Come Mosè
esaltò il serpente nel deserto, così è necessario che sia esaltato il Figliuol
dell'uomo, perché ognuno che crede in lui non perisca ma abbia la vita eterna.
San Giovanni
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1. [168]Considera
qui il tuo Gesù che ascende al Calvario e dal Calvario alla croce, e lascia di
struggerti in pianto se puoi. Gli ebrei nel deserto quand'erano morsicati dai
serpenti guardavano alla immagine di una serpe di bronzo che si recava innanzi
sur un'asta, e subito erano guariti. Quel serpente incapace di colpa è figura
del tuo divin Salvatore.
Vedilo
come si abbraccia con immenso amore alla croce. Suona la tromba che annunzia a
Gerusalemme il viaggio a morte di Gesù ed egli si incammina al monte con
accesissimo affetto. Si reca sulle spalle la pesante croce che con la sua
gravezza par che gli affondi l'omero. Il peso che strascina lo fa cadere a
terra come morto. A certo tratto nel quale si incontra con la madre desolata
entra in agonia di pietà.
Quando
con il tronco trasversale della [169]croce batte sfinito sulla roccia
al vertice del Calvario, ivi tutto è disposto per la crocefissione sua. Gesù
offre le mani ad essere confitte. S'odono colpi di martello e poi gemiti. Gesù
offre i suoi piedi santissimi, e qui ancor colpi di martello e gemiti che
straziano. L'albero della croce si innalza e Gesù su quello manda rivi di
sangue a lavare la terra dalle sue iniquità. Scribi e farisei e sadducei, ossia
capi del popolo, passano innanzi e indietro a schernire il salvatore Gesù.
Intanto prega: "Perdonate, o Padre". Un ladrone gli muore d'accanto e
prima di spirare gli dice: "Abbi di me pietà". E Gesù a lui:
"Oggi
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sarai
meco in paradiso". Maria con gli occhi cruenti di sangue guarda a Gesù e
questi le addita Giovanni e le dice: "Ora costui è il figliuol tuo".
La
terra intanto si inteneriva a pietà del Creatore e il cielo mandava le sue
nubi, quasi ammanto mestissimo, a coprire il Calvario. La croce divenne il
letto di agonia del Salvatore. Questi alfine sclamò: "O Padre, raccomando
a voi lo spirito mio". In dir questo chinò il capo e poi emise lo spirito.
Allora la croce e il Calvario divennero [170]come un catafalco di immenso
lutto. Accostati tu là e domanda: "Perché quel lutto e sì cruda
morte?". Udrai sospirosa la voce degli angeli dolenti che ti rispondono:
"Gesù Cristo è l'innocente, il peccatore sei tu".
2.
Intanto Gesù è là sul letto tormentoso della sua croce. Si trova al Calvario,
che è nel mezzo del mondo, e si lasciò configgere sul vertice dello stesso per
essere veduto da tutte le parti della terra. Quando il divin Salvatore emise
l'ultimo spirito la terra si scosse, i sassi spezzaronsi e i mari ruggirono
quasi gemessero in duolo altissimo.
Gesù
intanto è là. Egli è tuo padre ed è pietoso qui come il pellicano che con il
sangue del cuor suo nutre i suoi nati. Fratello, se vuoi piacere a tanto padre
accostati là e come figlio lambisci con pietà amorevole quelle stille
santissime di sangue che scendono giù dalla croce. Ah, possibile che tu nemmeno
badi a guardare a Gesù mentre egli muore per salvare te?
3.
Figurati che dinanzi a un padre che muore stieno due sorta di figli. Gli uni
che sospirano con affetto tenerissimo e [171]gli altri che imprechino alla
sua agonia. Che ti pare? Non devono tremare i figli scellerati che maledicono
al padre che muore?... Così guai a te pure, se mentre Gesù si sta in croce tu a
guisa dei giudei passi innanzi e indietro a riderti di lui con dire che non è
male sfogare i proprii capricci... che bisogna mostrarsi... che ciascun deve
pensare al suo interesse e non aver paura di scrupoli e simili. Guai al figlio
che malamente impreca al padre che muore. Gesù disse già a Caifasso ed agli
altri: "Voi tremerete un giorno dinanzi alla mia presenza". Quanto
dovresti paventare tu, cristiano, se tuttavia continui a bestemmiare Gesù che
agonizza, che muore?
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4. Figurati, come accade in
ogni dì, che un genitore trafelante giunga dal campo. Tu gli domandi: "A
che tanto stento?". E ti risponde l'altro: "È necessario perché ho
più figli a pascere". Accadrà che altro genitore per eccesso di lavoro
ammali e venga a morire. Che ti direbbe prima di spirare? Certamente questo:
"Ho dei figli e fu necessario che mi affaticassi per loro". Pietoso
cuore del padre, chi ti inspira sì cordiale affetto? Ti intendo: il Cuore di
[172]Gesù che agonizza e che muore sulla croce ti inspira il nobile
coraggio. Ma se tu, figlio, vedi eppure non intendi, tu già sei più crudo che
il duro macigno.
5.
Gesù sulla croce è solo come uno smarrito in un deserto sterminato. Di tante
sue creature non ha chi lo consoli, e in tante pene non trova per suo ristoro
altro che un sorso di amarissimo fiele.
Fa
così alta pietà un padre che avendo molti figli pure si vede da tutti
abbandonato sul letto di morte. Pietà ti muova anche di Gesù, che pur morendo
non trova chi gli porga una misera consolazione. Gridagli almeno tu:
"Dolce Cuore del mio Gesù, fa che io ti ami sempre più", e sfogati in
affetti come son per dirti.
esempio
Il
deserto del Calvario continua tuttavia, o fratello, nella solitudine in cui è
lasciato Gesù nel Santissimo Sacramento. Era la vigilia della festa del Corpo
del Signore e già per tempo il pio sacerdote Giovanni d'Avila struggevasi in
adorazione a Gesù, come l'olio della lampada che si consuma
[173]dinanzi alla maestà di Gesù in Sacramento, quando il divin
Salvatore gli apparve nello stato dolentissimo d'uomo agonizzante Inorridì
Giovanni. Ma Gesù a lui: "Ecco, o figlio, le meschine consolazioni che mi
porgono altri, benché in giorno di tanta festa". Allora il servo di Dio si
offerì al Signore a morire lui per riparare l'ingiuria di tanta ingratitudine,
e tu offriti almeno a Dio con promettere di guardarti almeno per l'avvenire da
nuove sconoscenze.
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orazione
O
Gesù, che sull'altare della croce vi mostrate agonizzante per amor mio, vi
confesso mio salvatore, vero Dio e vero uomo e mio vero padre.
Riflessi
1. Ah, da
un padre che muore è necessario che il figlio sia benedetto.
2.
Guai al figlio che insulta al padre ancor quando egli muore.
3.
Voi, o Gesù, morendo dite: "È necessario che io soffra affinché i figli
sieno salvi".
4. E
intanto sostenete la solitudine del Calvario.
5. Or
quanto al figlio, misero ingratissimo lui se tutto non si strugga per tal
padre.
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