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Santo Stefano
Onore al merito
1.
[8]Lasciate che i tristi onorino i loro eroi! I cattivi non conoscono
il vero onore, non hanno persona alla quale attribuirlo, e perciò l'onore il
danno ai meno meritevoli, agli indegni loro somiglianti.
Ma il
dabben cristiano conosce il merito e l'apprezza. In cuore poi alle persone, in
cui si trova, lo venera. Inchiniamoci oggi dinanzi alla virtù di santo Stefano.
Questi merita l'onore degli eroi. Vero, vero, perché a Stefano, il quale serbò
sempre nella mansuetudine il cuor suo, si chinò il medesimo paradiso con
manifestarsi allo sguardo fervoroso del primo martire del Signore. Fratelli
miei, impariamo qui ad esempio di santo Stefano una massima di alto prò. Dice
Iddio nell'Ecclesiastico: "O figlio, conserva nella
[9]mansuetudine l'anima tua e dalle onore secondo il suo
merito"2.
2.
Figuratevi che in casa vostra già sia entrata una regina celebratissima. Non è
vero che tutti accorrerebbero i membri della famiglia per esibirle i propri
servigi? Ed or che sarebbe se i servi di lei fossero i primi a contraddirla, i
più vigorosi per ribellarsi a' suoi comandi?
Ebbene,
la regina nella casa del cuor nostro è l'anima nostra. Il servo è il corpo e
con lui son tutti i sensi che l'accompagnano, del vedere e del sentire. Or che
sarebbe se il corpo volesse comandare all'anima e se i sensi del mangiare, del
correre, del vedere, volessero maliziosamente contraddire
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ai
voleri dell'anima?... Cristiani, cristiani, non avvenga mai sconcio sì
scandaloso. Chi comanda in noi è l'anima. Diamole l'onor che si merita. Stefano
troviamo che mai le contraddicesse? Anzi le obbedì con prontezza ad ogni
[10]ordine che ricevette, epperciò crebbe a quell'alta perfezione
nella quale lo ammiriamo oggidì.
3. Non
è vero che alla regina, la quale per buona ventura è entrata in casa vostra,
voi subito esibite il meglio che possedete in arredi, in servizio, in fiori, in
frutta, in mensa di cibo o di bevanda? Ebbene, quest'onore fatelo anche
all'anima.
Stefano, che volle renderglielo intiero, rinunciò alle amicizie del mondo, alle
conversazioni ed ai divertimenti del mondo. Rinunciò alle ricchezze ed ai
godimenti del secolo. Diede all'anima ancor tutto quell'onor estrinseco che le
si deve, epperciò meritò poi egli stesso di essere onorato a quest'alto segno
in cui lo venerano tuttodì i cristiani suoi fratelli.
4.
Stefano operò ancor di vantaggio. Egli introdusse l'anima propria in casa dello
sposo che è Gesù Cristo, e così ottenne che la ben avventurata godesse
perennemente con Dio. [11]Oh quanto gode l'anima quando è congiunta
con il Signor suo! Figuratevi che alla regina che si degnò visitar la casa
vostra voi possiate dire: "Il reale sposo viene a voi", e che lo
additiate. Come vi guarderebbe con occhio amorevole! E se voi consegnate in
mano a Dio l'anima vostra, la fortunata godrà altamente e il Signore con essa,
meglio che per avventura si possa credere da verun di noi.
5.
Giova a sì alto scopo il conservare sempre nella mansuetudine l'anima propria.
Quando lo spirito non si altera, mantiene intorno a sé serenità d'atmosfera e
così più sicuramente può vedere la verità perfino alla chiarezza dei beni
celesti.
Stefano era invidiato da' compagni, ma egli non perdette la calma dello
spirito. Stefano s'accorse più d'una volta che gli volevano, rabbiosi,
cagionargli grave danno, ma si raccomandò a [12]Dio con dire: "Si
faccia il meglio per l'anima mia". E fu sì verace in dirlo che, quando già
scagliavangli pietre per lapidarlo e che Saulo ne custodiva le vestimenta sue,
Stefano, per non perturbarsi menomamente, tolse a pregare con tutto
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l'affetto
il cielo perché perdonasse a quei che lo lapidavano ed a Saulo in ispecie.
6.
Quest'animo mite di Stefano piacque tanto all'Altissimo che subito ottenne
segnalatissimi favori. Quel giovinotto persecutore di nome Saulo fu ben presto
convertito in Paolo apostolo e predicatore egregio. E quasi fosse poco
guadagno, ottenne che i cieli si aprissero sopra al capo di Stefano. Questi
guardò là e vi entrò. Beato l'uomo al quale sono aperti i cieli così! Vogliamo
ancora per noi tanta fortuna e per l'anima nostra sì nobile onore?... Serbiamo
sempre in mansuetudine il cuor nostro.
Riflessi
1. [13]Onore
al merito.
2.
L'anima è regina nella casa del cuor nostro.
3. Per
onorar l'anima si deve rinunciare, quando è necessario, a tutte le cose create.
4.
All'anima bisogna dar Dio.
5. A
tanto uopo vuolsi mansuetudine costante.
6. Questa frutta copiose benedizioni, come in santo Stefano protomartire.
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