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VI.
Beati i
misericordiosi, perché otterranno misericordia.
San Matteo, 5
1.
[43]Una stilla celeste di compassione è scesa nel cuore di tutti gli
uomini. Chi può dubitarne, mentre il Creatore pose un istinto di pietà perfino
nel petto degli animali? In terra tutto predica misericordia. Ma la più gran
misericordia che fu veduta quaggiù è quella pietà infinita dell'Uomo Dio il
quale, non contento di nascere in Betlemme, crebbe fra le umane miserie per
salire il Calvario. Il beato Vincenzo18 pervenuto là in Barberia per
liberare gli schiavi fratelli, rimase in pegno per uno di essi. A chi poi gli
porgeva la somma del riscatto rispondeva: "Sto così volontieri a piangere
coi fratelli che piangono! Lasciatemi, lasciatemi, ch'io non [44]posso
abbandonar le catene di questi meschinelli". Gesù Cristo non solo dimorò
nel carcere di questa vita, ma si fece proprie tutte le umane infermità e venne
sul legno della croce a scontare in persona tutte le colpe degli uomini. Ah
quale pietà! L'apostolo delle genti, considerando questo eccesso di
misericordia, andava sclamando: "La carità di Gesù Cristo ci
spinge"19. Voleva con ciò significare san Paolo che, per quanto si
fosse consumato per amor di Dio in opere di misericordia, sempre avrebbe
creduto di operare poco. E tu fin qui hai mostrato con l'effetto a pro de' tuoi
fratelli parte almeno di quella cura che ebbe Paolo? Perché si
trova<no> cuori d'uomini che si
muovono a pietà delle altrui calamità e vi soccorrono, ma senza pensare a Gesù
Cristo ed al paradiso, e questi come è possibile che in far quel bene umano
acquistino una beatitudine sovranaturale? Si
trova<no> poi
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cuori di
cristiani che a soccorrere altrui ed a sovvenirli si muovono in parte dalle
viscere di carità di Gesù Cristo e in parte dalle passioni di interesse
[45]proprio. Non hai già inteso Paolo dolersi d'aver un cuore sì
piccolo per donare a Gesù Cristo? E tu che cuore nutri in petto, se ancora
pensi a serbare un affetto per vile interesse?
2. Ricorda
almeno che il Signore ha detto: "Tutto quel bene che fate al più meschino
degli uomini è come fatto a me stesso"20. Se tu vedessi Gesù
infante a tremar di freddo, lo soccorreresti, nevvero? Se vedessi Gesù coperto
di sudore e sfinito per la fatica, lo riceveresti lieto in casa. E vedendo Gesù
salire al Calvario insanguinato, oh come si consolerebbe il tuo spirito in
poterlo sollevare! Ebbene, ricorda ora questi esempi che son per dirti e poi
conchiudi. Già Abramo mantenne il suo costume di chiamar in casa a ristorarsi i
passeggeri affaticati e meritò che tre angeli venissero a ringraziarlo. Già
Tobia conservò il pietoso affetto di seppellire i morti e meritò che l'arcangelo
Raffaele venisse a portargli in casa la divina benedizione. Tabita, chiamata la
madre dei poverelli per le sue cordiali elargizioni, meritò di essere
suscitata [46]da morte dall'apostolo Pietro. Ma molto sorprendente è
altresì ciò che accadde a Martino, a Giovan Colombini ed a più altri. Martino
regalò un pezzo del suo mantello ad un poverello che di sera gelava pel freddo
alla pubblica piazza e meritò che di notte Gesù gli apparisse e mostrando quel
dono dicesse: "Martino ancor catecumeno mi ha ricoperto con questa
veste". E Giovanni Colombini, avendo portato dalla piazza al suo letto un
povero lebbroso, vide poi in quello la persona del divin Salvatore. Ti par
dunque essere vero che la misericordia che si usa ai figli è pietà che si usa
al Padre? Ma se è così, qual ricompensa ti darà Iddio? Certamente la più
copiosa sarà quella di dichiararti per il paradiso. Ciò è sì vero che al
giudizio universale, quando tutti gli uomini staranno aspettando la propria
inappellabile sentenza, Gesù ai misericordiosi volgerà un semplice sguardo di
benevolenza - 205 -
e dirà: "Quanto a voi che mi avete e ricoperto e
sfamato nel corpo, che mi avete consolato nell'animo, venite [47]pure che
siete i benedetti dal Padre mio"21. In dirlo li inviterà a salire
in cielo.
3. Benché
il Signore, che è sì generoso in ricompensare, non attende in paradiso a dare
tutta la mercede, ma già la fa gustare su questa terra. Quaggiù come il maggior
tormento è odiare il fratello, così la maggior consolazione è sollevarlo dalle
sue miserie. Credilo, credilo: la più viva soddisfazione quaggiù è far bene ai
bisognosi nel corpo o nello spirito. Giuseppe Benedetto Cottolengo22,
canonico nella Chiesa di Torino, domandò a Dio la grazia di usare grande
misericordia e l'ottenne. Edificò adunque una abitazione che chiamò Piccola
Casa della divina Provvidenza e là, in persona propria e dei compagni che
chiamò a sé, attese a compiere le opere più elette di misericordia. Giuseppe
Benedetto Cottolengo fu chiamato al paradiso nel 184223 e già il
pontefice Pio ix lo dichiarò
meritevole dell'onor degli altari. Lo stesso angelico Pio in guardare alla
Piccola Casa della divina Provvidenza disse: "Ecco la piccola città dei
santi, ecco [48]gli uomini della misericordia". La prima
misericordia che si usa in quella casa è a Gesù che insanguinato s'avvia al
Calvario, è a Gesù che si immola sull'altare dell'umiliazione e dell'amore nel
Santissimo Sacramento. Persone angeliche per costume imitano l'amore dei
serafini per compatire alle pene di Gesù e per adorare il suo amore infinito.
Altro genere di compassione è quello che si usa per le anime dei fratelli che
si trovano in purgatorio, non che per le anime dei fratelli che, essendo ancor
in terra, stanno per uscire. Quest'ultime si trovano in quel momento terribile
da cui dipende l'eternità e le prime si trovano circondate dallo ardore di
fuoco espiatore e dalle fiamme di sete per Iddio. Chi può veder là e non
commuoversi? Ed ecco drappelli di vergini santi e di sante del
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Signore che
tutto il giorno e tutta la notte si interpongono a gemere ed a supplicare.
Succede la misericordia che si usa ai corpi e questa è pur copiosissima. Non è
infermità sì piagata né povertà sì meschina che là non venga soccorsa. La casa
è grande perché [49]contiene almeno tremila <persone>, eppure è
ordinata sì che già ti par di trovarti in un'anticamera di paradiso. I bambini
abbandonati, i giovinetti derelitti, gli uomini sordomuti, gli epilettici, i
cronici, i lunatici sono custoditi in altrettante famiglie. Intanto sulle
muraglie della casa è scritto: "La carità di Cristo ci
costringe"24 e nel cuore dei seguaci di Giuseppe Benedetto
Cottolengo ti pare di scorgere visibilmente una fiammella di affetto e di pietà
che ti dice: "Ecco una scintilla della carità di Gesù Cristo che si è
trasfusa nel cuore de' fedeli suoi servi". La Piccola Casa della divina
Provvidenza è monumento parlante della pietà cristiana. Nessuno può accostarsi
e non partire migliorato; è impossibile guardar là entro e non aspettare
misericordia per sé, pietà per la intera famiglia cristiana.
4. Tu, se
non puoi esercitare in atto carità sì esimia, esercitala almeno col desiderio.
La tua compassione sia viva
sovrat<t>utto con le persone
moleste della tua casa, sia ardente con le persone avversarie del tuo vicinato.
Anche qui [50]ricorda le divine promesse: "Non giudicare se non
vuoi esser giudicato, né
condanna<re> se non vuoi esser
condannato. Piuttosto perdona che ti sarà perdonato25, la misercordia
che usi al fratello sarà usata a te medesimo". Incoraggiato da questo
discorso, Carlo Borromeo invitava alla sua mensa il vile assassino che gli
aveva attentato la vita. Francesco di Sales usava speciali segni di dilezione a
chi era giunto a vilipenderlo in viso, ed altri usavano altre prove di perdono
sicché invalse comunemente il detto che per farsi più amare dagli uomini santi
bisogna averli più indiscretamente oltraggiati. Questa di perdonare è
misericordia sì alta che Iddio per commendarla altamente operò più prodigi,
quali a favore di Giovan Gualberto - 207 -
che si abbracciò all'uccisore del
suo fratello, quali a lode di più altri. Consolati or tu che almeno questa è
misericordia che tu medesimo più di una volta puoi esercitare nel corso della
tua vita.
5. Infine
ammira la sapienza e la bontà di Dio in accompagnarti fino a questo
[51]grado di contentezza. Ha distaccato il tuo cuor dalla terra
coll'amor di povertà, ti ha purgato il cuore dagli affetti sregolati col
desiderio della mitezza. Con il pianto ha purificato l'anima tua. Con l'amore
del bene l'ha arricchita ed or con questo pio affetto di misericordia ti induce
a beneficare altrui, come fa l'acqua del fiume che irriga i campi
dell'agricoltore. Ringrazia dunque Iddio e per pegno di riconoscenza alta
desidera almeno di essere altamente misericordioso. Incoraggiati pure a ciò,
ché avrai per ricompensa tutta la beatitudine che qui ti è promessa.
Riflessi
1. Beato è
chi fa bene altrui per piacere a Gesù Cristo.
2. Costui è
beato perché il ben che fa al fratello povero è come fatto a Gesù26.
3. Poi
quale contentezza ancora quaggiù è beneficare ai proprii fratelli!
4. Pietà
grande è altresì perdonare [52]a chi ti offese e questo è misericordia
che puoi usare tu sempre.
5. Vuoi tu
infine mostrare pietà a Gesù che ti parla? Ringrazialo che per più gradi di
perfezione ti abbia condotto fino a questo godimento di beatitudine.
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