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Giuseppe Cesare Abba
Da Quarto al Volturno

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    • 5. LA BATTAGLIA DI PALERMO.
      • 13. Convento della Trinità, 15.
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13. Convento della Trinità, 15.

 

Ho visitato il colonnello Carini in una cameretta lassù e dell'albergo alla Trinacria. Dove se n'è andata tutta quella floridezza di carni? Tenendomi per la mano mi chiese del Dittatore, della compagnia, degli amici; poi d'improvviso: - C'eravate ai funerali di Tuköry? - Colonnello, sì. - Egli guardò intorno e mi strinse più forte la mano.

Due giovinetti gli stanno in camera senza lasciarlo mai, tutti lui negli occhi brillanti di lagrime, rattenute appena mentre egli m'aveva chiesto se ero stato ai funerali. Quando egli partì esule nel quarantanove, quei suoi figliuoli dovean essere bambini affatto. Vennero da Messina coll'agonia di abbracciarlo, di trionfare con lui vincitore, e lo trovarono inchiodato da quella maledetta palla bavarese.

Per le stanze va lenta, mesta, una signora che deve aver molto sofferto. E quando s'incontra con gli occhi negli occhi del colonnello, pare che la pigli il singhiozzo, stenta a non farsi scorgere. In verità egli è molto giù della vita. Oh che storie, che lutti, che vedovanze del core!

Venni via afflitto. E per contrasto trovai che correva su quel frullino del figliuolo di Ragusa, sempre nelle nostre gambe vispo, felice. Suo padre, che conduce l'albergo da gran signore, ne' giorni del bombardamento tenne corte bandita per noi, chi avesse voluto passar da lui a ristorarsi. Ma c'era ben altro da fare, e pochi vi possono essere capitati: tuttavia ce ne furono, ed io so d'uno che ci deve aver fatto la figura di Margutte.

 

* * *

 

Curvetto, piccino, tarchiato, passo da marinaio, capelli bianchi e lunghi, barba fatta, indovinata per parere quella del Generale; Gusmaroli, il vecchio parroco mantovano, può dare un'idea di quel che sarà Garibaldi fra una ventina d'anni.

L'ho ben guardato, è proprio così. Ed egli che sa di somigliargli un poco, ne gode e si riscalduccia in tale compiacenza; egli nei tre giorni si atteggiava. I picciotti che lo vedevano comparire sulle barricate qua e , gli gridavano: Evviva Garibaldi! E sotto gli occhi di lui combattevano e morivano volentieri, credendolo il Dittatore.

 

 




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