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Ho visto partire in gran
fretta il battaglione Bassini. A Prizzi,
che deve essere un villaggio poco lontano, vi è gente che si è messa a far
sangue e roba, come se non vi fosse più nessuno a comandare. Il padre Carmelo
sapeva quel che diceva quando ci parlammo al Parco. Quaggiù vi sono beni
grandi, ma goduti da pochi e male. Pane, pane! Non ho mai sentito mendicarlo
con un linguaggio come questo della poveraglia di
qui.
Bassini si è messo in marcia, ma non
dell'umore suo di quando odora il pericolo, Questo brontolone gaio, senza
gingilli, di corteccia grossa, ha un cuore che parla dalla faccia burbera e
bonaria. Agita la testa rasa, grigia, nocchiosa come
una mazza d'armi da picchiare sul nemico. Avrà forse un mezzo secolo ormai,
eppure è più giovane di noi, e a Calatafimi tenne la
sua compagnia come a una festa. I suoi ufficiali, tutti signori di Lombardia,
gli stanno sotto come un padre. Se in Prizzi gli
occorrerà di dover parlare di legge, ha nel battaglione i dottori a dozzine; se
vorrà fare un'arringa, i letterati gli stanno attorno; ma egli breve e
tagliente parlerà colla spada. Chi laggiù ha le mani lorde badi ai fatti suoi.
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