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| Giuseppe Cesare Abba Da Quarto al Volturno IntraText CT - Lettura del testo |
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13. Valle lunga, 30 giugno pom.
Ci hanno raggiunti parecchi amici da Palermo, e dicono che vi arriva gente da' porti di Liguria e di Toscana ogni giorno. Vi furono quasi dei guai per certa fretta messa ai Palermitani di darsi al Piemonte; ma il Dittatore tiene a segno tutti. Scrivo in una cameretta dove mi par d'essere un grillo in gabbia. Ma se mi affaccio, veggo tutta la via grande, e una allegria di soldati rossi, e gli ufficiali che fumano e bevono seduti innanzi al casino di compagnia. Come si fa presto a pigliar l'aria di questi signori, che forse stanno lì tutto l'anno a tirar giù dal cielo il tempo e la noia, a ridere e a giuocare! E mentre che la terra frutta, essi fanno idillii e tragedie per donne. Ho inteso di bellissime storie verseggiate dal popolo che qui è tutto poeti; storie d'amore e di sangue versato per gelosie tremende.
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